Contro la tratta

Una proposta legislativa per colpire i criminali, proteggere e assistere le vittime

Una normativa per intensificare la lotta contro la tratta degli esseri umani e altri provvedimenti per contrastare lo sfruttamento sessuale dei minori e la pedopornografia. La Commissione Ue ha avanzato nei giorni scorsi una proposta legislativa che “contribuirà alla lotta contro la schiavitù moderna assicurando la coerenza delle leggi nazionali sui reati e sulle pene, una migliore assistenza alle vittime e un’azione penale più dura contro i criminali responsabili della tratta”. Dati ancora insufficienti. Secondo l’Ue la conoscenza, da parte delle autorità di pubblica sicurezza e della magistratura dei singoli Paesi, della tratta di esseri umani è parziale e insufficiente per attuare efficaci forme di contrasto. Le vittime della tratta all’interno dei 27 “potrebbero essere diverse centinaia di migliaia, avviate alla prostituzione o a lavori non qualificati”. Eppure, sottolinea la Commissione, nel 2006 (dati disponibili più recenti) “i procedimenti penali avviati per questo tipo di reati sono stati soltanto 1.500 in tutta l’Ue e solamente 3mila vittime hanno ricevuto assistenza”. La tratta, specialmente di ragazze e giovani donne, “è un’attività molto redditizia, gestita principalmente da professionisti appartenenti alla criminalità organizzata”, operante entro e fuori i confini comunitari. Con le nuove norme, “i Paesi dell’Unione saranno tenuti a perseguire i propri cittadini anche per i reati commessi in altri Paesi e ad applicare metodi più aggressivi per combattere la criminalità organizzata, ad esempio utilizzando le intercettazioni telefoniche”.Schiavitù, percosse, sfruttamento. La commissaria Cecilia Malmstrom, responsabile per gli affari interni, ha dichiarato: “Nel XXI secolo non dovrebbero esserci donne e ragazze ridotte in condizioni di schiavitù sessuale, bambini percossi e maltrattati, costretti a mendicare e a rubare, giovani costretti a lavorare in condizioni spaventose per salari da fame. Questi crimini non sono accettabili in nessuna circostanza. Occorre fare tutto il possibile per fermare i responsabili”. Le norme proposte dalla Commissione europea, che devono ora passare al vaglio del Parlamento e del Consiglio Ue, “obbligheranno gli Stati membri a intervenire su tre fronti: l’azione penale contro i responsabili della tratta, la protezione delle vittime e la prevenzione dei reati”. La Commissione intende inoltre nominare un “coordinatore antitratta” allo scopo di “rendere più efficace, visibile e coerente la politica dell’Ue in questo campo, per attaccare il fenomeno alla radice e collaborare con i Paesi terzi”. Più strumenti a polizia e giudici. La Commissione segnala che, secondo l’Organizzazione internazionale del lavoro, sono due milioni e mezzo “le persone nel mondo ogni anno vittime della tratta, la maggior parte a fini di prostituzione (43%) o di lavoro (32%)”. In particolare “sono diverse centinaia di migliaia le persone vittime della tratta in direzione dell’Ue o all’interno dell’Unione stessa”. La proposta avanzata dall’Esecutivo “ravvicinerà tra loro le normative e le sanzioni penali nazionali e disporrà affinché gli autori del reato siano perseguiti anche se hanno commesso il fatto all’estero”. Polizia e autorità giudiziarie dovranno disporre di adeguati strumenti investigativi usati per combattere la criminalità organizzata. Le vittime, stando alla proposta della Commissione, “riceveranno alloggio e cure mediche in modo da potersi ristabilire e da non avere paura di testimoniare contro gli autori dei reati e riceveranno inoltre consulenza giuridica nel corso dell’intero procedimento”. Per fare di più sul fronte della prevenzione della tratta, la proposta prevede azioni volte a “sensibilizzare le vittime potenziali circa i rischi che corrono”.Proteggere bambini e adolescenti. Si muove nella stessa direzione (prevenzione, rafforzamento dell’azione investigativa e della magistratura, protezione delle vittime) anche la normativa che si vorrebbe introdurre per obbligare gli Stati membri a inasprire le pene per chi abusa sessualmente di minori. La proposta chiede che siano perseguite penalmente attività come il “grooming” (“stringere amicizia con un minore per poi abusarne”) e il cosiddetto turismo sessuale, “anche se l’abuso è commesso al di fuori del territorio Ue”. Gli studi rivelano, ha chiarito il commissario, che “in Europa una percentuale di minori compresa tra il 10% e il 20% è esposta nell’infanzia al rischio di violenze sessuali”. Alcune forme di violenza sessuale sono in aumento. Inoltre “cresce il numero di siti a contenuto pedopornografico e ogni giorno compaiono sul web 200 immagini nuove”. “Abusare di minori – specifica Malmstrom – significa perpetrare orrendi delitti contro bambini e adolescenti, marchiandoli a vita. Sfruttare sessualmente un minore significa usare un bambino o un adolescente come un oggetto sessuale arricchendosi sulle sue sofferenze”. La risposta dell’Europa deve dunque “essere chiara e risoluta: tutto quello che sarà possibile fare l’Ue deve farlo e lo farà”.

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