Non semplici passeggeri

Copercom: mettere in rete e condividere le esperienze associative

“È un modo differente quello con cui dobbiamo cercare di abitare il ‘continente digitale’. Non essere semplici passeggeri di una metropolitana affollata ma cogliere le possibilità offerte da questo contesto per comunicare e stringere rapporti umani”. In vista del convegno Cei “Testimoni digitali. Volti e linguaggi nell’era crossmediale” (Roma, 22/24 aprile), il SIR ha rivolto alcune domande a Franco Mugerli, presidente del Copercom (Coordinamento associazioni per la comunicazione – www.copercom.it) che riunisce 26 realtà associative a livello nazionale.

Il Copercom è impegnato nell'”affermazione della dignità e dei diritti della persona e della famiglia nel campo della comunicazione sociale”. Un compito gravoso di fronte alla sfida del continente digitale…
“L’espressione ‘continente digitale’ indica che siamo solamente all’inizio di una grande esplorazione. Si tratta di utilizzare i media per trasmettere l’umanità di cui siamo portatori. La tutela della dignità e dei diritti della persona umana è il compito fondamentale dei nostri media, ancor prima di ciò che essi intendono affermare come contributo al dibattito culturale. La prassi comunicativa adottata dai grandi media, infatti, tende a privilegiare una comunicazione basata sull’immediatezza, da consumare e dimenticare in breve tempo. Per questo non è soltanto questione di contenuti ma di modalità attraverso le quali l’immagine della persona viene proposta”.

Qual è il contributo del Coordinamento per la formazione di animatori della cultura e della comunicazione?
“Dalla fine del 2005, il Copercom ha avviato un laboratorio ‘Animatori cultura e comunicazione’ in collaborazione con l’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali della Cei, con l’obiettivo di offrire una risposta operativa alle indicazioni e alle attese del direttorio ‘Comunicazione e missione’. Accanto al momento formativo vero e proprio, si è scelto di valorizzare micro progetti direttamente sul territorio. La finalità è quella di affiancare gli animatori affinché possano vivere la realtà complessa della comunicazione, nella famiglia e nella comunità, in maniera sempre più cosciente e costruttiva”.

Quali “segnali” sul tema del convegno sta ricevendo dalle associazioni aderenti?
“La variegata rete di ambiti comunicativi del Copercom è molto sensibile e attenta in un momento così importante per la Chiesa italiana. Sul finire del 2009, una giornata di studio è stata dedicata al tema dell’educazione ai media insieme a tutte le nostre associazioni. Dall’incontro è emerso il desiderio di mettere in rete e condividere le esperienze specifiche. Le diverse realtà associative, dunque, decidono insieme a noi occasioni di formazione e approfondimento prima e dopo il convegno”.

I nuovi media aprono strade inedite per i comunicatori di oggi…
“L’interazione continua tra i media digitali è lo scenario che abbiamo davanti. In questi giorni, ad esempio, si è visto che il consumo telefonico è più da addebitarsi all’utilizzo di internet che alle spese per conversazioni. Inoltre, tra poco tempo si potrà navigare su internet tramite la televisione e Google sta studiando la possibilità di attuare motori di ricerca per programmi satellitari. In questo senso, si procede verso la costruzione di un palinsesto personalizzato. Ci troviamo di fronte ad un’interazione continua, una babele di linguaggi dove la comunicazione deve essere una risorsa per la persona. Tutto ciò rilancia l’opportunità che il singolo possa diventare sempre più protagonista nell’utilizzo dei media. La scommessa è sulla capacità di uso responsabile da parte dell’utente delle grandi potenzialità offerte dai nuovi media”.

I minori sono particolarmente esposti ai rischi della rete. Quali forme di prevenzione e tutela si possono adottare?
“A livello pubblico, il grande dibattito ruota attorno a posizioni opposte: c’è chi dice che non si possono mettere bavagli alla rete e chi invece vorrebbe porre limiti restrittivi. Naturalmente non si può pensare ad uno scenario censorio, in particolare per quanto riguarda internet. Tuttavia, sono evidenti i rischi preoccupanti che derivano dal web. Da un lato, dunque, bisogna stimolare una maggiore consapevolezza nel saper discernere; dall’altro, è opportuno prendere atto del fatto che gli adulti non possono accompagnare i minori in ogni instante. Oltre ad accorgimenti pratici come posizionare il computer in casa dove ogni tanto sia possibile controllare, si registrano numerose iniziative di carattere europeo per un utilizzo sicuro di internet. Al contempo, però, è necessario responsabilizzare gli operatori del settore e stabilire codici di salvaguardia della sicurezza e della tutela dei dati personali dei minori”.

Quali sono le attese per il convegno “Testimoni digitali”?
“La grande attesa è quella di uscire dall’autoreferenzialità. È importante entrare nell’orizzonte culturale di una comunicazione che sia capace di mettere a frutto le potenzialità e le ricchezze di singoli e associazioni. Non sfruttare il talento è il più grande peccato che possiamo compiere anche dentro il continente digitale”.

Altri articoli in Archivio

Archivio

Informativa sulla Privacy