Economia, lavoro e giovani

Nell'agenda dell'Europarlamento e del Consiglio europeo

La preparazione e lo svolgimento del Consiglio europeo, la situazione della zona euro (con il caso scottante della Grecia), il bilancio Ue per il 2011: la settimana di lavoro nelle sedi comunitarie è stata segnata principalmente da questi argomenti, trattati sia durante la plenaria dell’Europarlamento (24-25 marzo) sia al summit dei capi di Stato e di governo (25-26 marzo). Una “rete di sicurezza”. Ufficialmente il Consiglio europeo aveva all’ordine del giorno solo due argomenti: la strategia Europa 2020 su occupazione e crescita e il dopo-Copenaghen per quanto riguarda ambiente e mutamenti climatici. Ma i problemi finanziari cui deve far fronte in questa fase il governo di Atene hanno animato il confronto in Emiciclo e nella sede del vertice. “C’è in gioco il principio della stabilità finanziaria, che è un presupposto essenziale dell’euro. Quindi l’argomento deve essere affrontato”, aveva affermato José Manuel Barroso, presidente della Commissione, alla vigilia dell’incontro dei leader europei. Per Barroso occorre “una rete di sicurezza” da usare però “solo in casi eccezionali e solo dopo aver valutato tutte le altre strade possibili, a partire da quelle nazionali”. Il capo dell’Esecutivo si è dunque presentato al Consiglio convinto dell’utilità di “creare un meccanismo per aiutare la Grecia, che risponda ai principi di responsabilità e di solidarietà”. Crisi e governance, ma chi paga? Un altro incontro significativo per capire i temi in discussione e gli orientamenti politici è stata l’audizione di Jean-Claude Trichet, presidente della Banca centrale europea, con gli eurodeputati. Il capo dell’istituto centrale della zona euro ha parlato di “sorveglianza”, “stabilità dei prezzi”, “sviluppo”, “cooperazione su obiettivi condivisi”, ribadendo le linee d’azione della Bce nel contesto della recessione e affrontando, seppur indirettamente, i temi del Consiglio Ue. “Il ritmo della ripresa economica – ha affermato Trichet – sarà diseguale”. “Occorre rafforzare la vigilanza, favorire lo sviluppo, rispettare il Patto di stabilità. E il sistema finanziario deve svolgere un ruolo costruttivo e non distruttivo a favore dell’economia reale”. Da qui la convinzione che occorre “rivolgere la massima attenzione al settore bancario e finanziario”. Olli Rehn, commissario agli affari economici e monetari, nel corso dello stesso dibattito ha ribadito che la situazione economica generale resta segnata “da un grado di incertezza molto elevato”. Sul caso della Grecia ha invece affermato che in questa fase servono “aiuti” e “vigilanza”: “Questi problemi dimostrano che bisogna rafforzare la governance economica” nell’Unione europea. L’aula ha in parte condiviso le prospettive indicate dagli interlocutori, ma vari deputati hanno insistito sugli aspetti economici della crisi e sul fatto che a “pagare il conto della recessione” saranno ancora “i cittadini e le fasce sociali meno tutelate”.Incontro Ue-parti sociali. Immediatamente prima dell’inizio ufficiale del summit, la strategia Europa 2020 ha invece incassato il sostegno, pur con qualche distinguo, dei sindacati europei (Ces/Etuc) e delle associazioni di datori di lavoro (Businesseurope, Ceep, Ueapme). Il 25 marzo le istituzioni Ue hanno infatti incontrato i partner sociali per affrontare i temi nell’agenda del Consiglio europeo, a partire dalla nuova strategia per la crescita e l’occupazione che prenderà il posto di quella definita a Lisbona nel 2000. In rappresentanza dei 27 erano presenti Herman van Rompuy, presidente stabile del Consiglio Ue, José Manuel Barroso, capo della Commissione, José Luis Zapatero, in rappresentanza del Consiglio dell’Ue. “La discussione si è concentrata sulle modalità per superare la crisi – ha spiegato Barroso – ma ci si è soffermati anche su misure a medio e lungo termine”, chiedendo “programmi ambiziosi e riforme strutturali”. In questo senso “Europa 2020 porterà vantaggi tangibili” all’economia comunitaria e ai cittadini, mirando a realizzare “una economia sostenibile, intelligente e inclusiva”. Investire su giovani e ricerca. Tornando alla sessione plenaria, il Parlamento europeo ha indicato alcune linee prioritarie cui si dovrà rispondere mediante il bilancio Ue 2011. Per quanto riguarda i giovani, ad esempio, gli eurodeputati chiedono di investire nello studio delle lingue straniere, nelle nuove imprenditorialità e nella mobilità. L’Emiciclo si è poi concentrato sulla crisi economica: per facilitare la ripresa si propone di allocare maggiori fondi per ricerca e innovazione, “specialmente per tecnologie in difesa dell’ambiente”, “insieme a un maggior numero di progetti-pilota per piccole e medie imprese nelle aree agricole”. Il testo approvato dal Parlamento insiste inoltre sulla revisione del quadro finanziario pluriennale, dato che quello in corso (2007-2013) “non ha permesso all’Unione di rispondere in modo adeguato e soddisfacente a varie problematiche emerse nel corso degli ultimi anni”.

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