Uno spazio di libertà

Le Chiese europee a favore della domenica libera dal lavoro

Il dibattito sulla protezione della domenica è ritornato d’attualità a livello europeo, dal momento che la direttiva del 1993 è scaduta e nei prossimi mesi la Commissione europea sarà chiamata a redigerne una nuova. Sulla questione è sceso in campo un vasto cartello di associazioni, realtà sindacali, organismi ecclesiali di vari Paesi europei. Ne fanno parte anche la Comece e la Commissione “Chiesa e Società” della Kek ed hanno promosso a Bruxelles la prima conferenza europea dal titolo “Protezione della domenica libera dal lavoro”. Sulla questione della “domenica” si sono pronunciate a più riprese le Chiese d’Europa e anche il Papa. Benedetto XVI. Il Santo Padre è tornato ripetutamente sul tema della difesa della domenica. Nell’omelia tenuta nel duomo di Santo Stefano a Vienna, in occasione del viaggio del settembre 2007, Benedetto XVI aveva detto: “Senza il dono del Signore, senza il Giorno del Signore non possiamo vivere”. E aveva spiegato “Nella parola dominicum/dominico sono indissolubilmente intrecciati due significati, la cui unità dobbiamo nuovamente imparare a percepire. C’è innanzitutto il dono del Signore – questo dono è Lui stesso: il Risorto, del cui contatto e vicinanza i cristiani hanno bisogno per essere se stessi. L’incontro col Signore si iscrive nel tempo attraverso un giorno preciso”. E aveva concluso: “Abbiamo bisogno di questo incontro che ci riunisce, che ci dona uno spazio di libertà, che ci fa guardare oltre l’attivismo della vita quotidiana verso l’amore creatore di Dio, dal quale proveniamo e verso il quale siamo in cammino”. Più recentemente, il 12 luglio 2009 salutando i pellegrini francesi in Piazza San Pietro per l’Angelus ha detto: “La domenica è un bene per l’uomo”. Perché permette di “recuperare le energie spirituali e sostenere la propria vita con l’ascolto e la meditazione della Parola di Dio”. “La domenica è allo stesso tempo un giorno di riposo e di relax meritati, per stare in famiglia o tra amici. Esorto ciascuno a vivere questo momento di grazia che è il riposo domenicale!”.Francia. Il Consiglio per le questioni familiari e sociali della Conferenza episcopale francese, nell’aprile 2008 ha pubblicato un documento dal titolo “Domenica a rischio nella vita attuale”. Nel testo si evidenzia come grazie al riposo domenicale “ciascuno dispone anche di tempo per riposarsi, vivere in famiglia, incontrare gli altri, avere una vita sociale e godere delle diverse proposte culturali, sportive ecc, che vengono offerte. La domenica lascia a ciascuno la scelta di come impiegare il proprio tempo (…): essa è quindi uno spazio di libertà e di distensione, contrariamente al resto della settimana. La domenica permette di recuperare per la propria esistenza un equilibrio che spesso viene minacciato dai ritmi della settimana”. Il documento sottolinea inoltre che “l’economia e il lavoro non devono essere l’ultima parola di una vita sociale” e aggiunge: “allargare l’apertura dei negozi alla domenica porterebbe a una banalizzazione di questa giornata e farebbe passare le leggi del commercio prima della dimensione conviviale, familiare e spirituale dell’esistenza. Il non avere più un giorno di riposo comune, inoltre, accentuerebbe atomizzazione della società francese”.Svizzera. “Proteggiamo la nostra domenica, rinforziamo i legami della nostra comunità” è il titolo del Contributo ecumenico delle Chiese pubblicato nel novembre 2005 a proposito della revisione della Legge sul lavoro. Questo testo della Federazione delle Chiese evangeliche della Svizzera e della Conferenza dei vescovi svizzeri sottolinea come il significato della domenica vada “ben oltre gli aspetti interni alla Chiesa” e che “la domenica è un valore fondamentale per la coesione sociale”. La preoccupazione delle Chiese era in riferimento ad una legge in discussione che riguardava la flessibilità del lavoro domenicale. Secondo le Chiese “le ripercussioni di questa revisione sulla concorrenza porteranno sicuramente a una domanda di liberalizzazione generalizzata delle ore di apertura dei commerci la domenica e i giorni festivi”. Paesi scandinavi. Il 21 settembre 2009 è stata pubblicata la Lettera pastorale dei vescovi dei Paesi nordici circa la santificazione della domenica. “Uno dei segni più importanti di una vita cristiana equilibrata è il mantenere la santità del Sabbath: fin dai tempi dei primi cristiani, la domenica è stata l’unico giorno della settimana in cui i cristiani si riunivano per offrire l’eucaristia. La domenica non facevano lavori pesanti e riposavano” , scrivono i vescovi. “È necessario che la domenica sia un giorno di riposo fisico e mentale, per occuparsi della famiglia, delle amicizie, per visitare i malati e i soli come anche per attività culturali e mentali” e ammoniscono: “c’è il rischio che la domenica diventi come ogni altro giorno della settimana”. Nella conclusione affermano: “Ciascuno deve fare tutto il possibile per difendere la natura sacra di questa giornata”. “Difendendo la domenica mostriamo come il tempo libero può diventare un tempo di riposo mentale e fisico significativo e prezioso.

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