Un passo nella legalità

Una convenzione per l'inclusione sociale dei giovani

Il 30 marzo la Regione autonoma Valle d’Aosta firmerà la convenzione della durata di tre anni con la onlus Gruppo Abele e Acmos (associazione che promuove e sostiene l’inclusione democratica, attraverso progetti, di educazione ai valori e alla prassi che fondano la cultura della cittadinanza attiva, rivolti in particolar modo ai giovani) per l’adesione al progetto di recupero e riutilizzo della Cascina Caccia, nel comune di San Sebastiano Po, in provincia di Torino. Infatti, la Giunta regionale ha approvato la bozza di convenzione che prevede la concessione di un sostegno finanziario pari a 200.000 euro il 5 marzo. La cascina Bruno e Carla Caccia è composta da tre stabili di mille metri quadri circondati da un ettaro di terreno coltivabili. Questo casolare è stato per lungo tempo un immobile della mafia, apparteneva infatti alla famiglia Belfiore. La cascina porta il nome Bruno Caccia che dedicò la sua vita a far rispettare la legge; inoltre, Caccia è legato anche al territorio valdostano, in quanto è stato procuratore della Repubblica ad Aosta dal 1964 al 1967. Il contributo della Regione. Attualmente, il Gruppo Abele utilizza già in parte la cascina, infatti vengono realizzati progetti per attività agricole che coinvolgono giovani in difficoltà, ma in seguito verranno ulteriormente potenziate le attività culturali, di accoglienza, di formazione e di impegno per la legalità in collaborazione con l’Associazione Acmos di Torino, che gestirà tutte le iniziative all’interno della cascina stessa. In particolare, come si evince dalla delibera regionale, “la Regione Valle d’Aosta partecipa alla realizzazione del progetto di recupero con criteri di risparmio energetico e ristrutturazione del fienile dove tra l’altro verrà realizzato un impianto fotovoltaico e della zona limitrofa che consentirà la riutilizzazione del luogo per l’accoglienza di gruppi e per lo svolgimento di attività e laboratori legati all’ecologia, all’orticoltura e all’allevamento, tra cui un laboratorio di smielatura per la lavorazione del miele che verrà proposto sul mercato con il marchio del gruppo Abele Libera terra. Il contributo della Regione verrà erogato ai sensi della legge regionale n.61/1994 (concessione di contributi per attività, iniziative e manifestazioni diverse a carattere sociale ricreativo e culturale)”.Per i giovani. Il vice capo gabinetto della Regione, Luca Apostolo, precisa: “Il provvedimento è una delle iniziative del Governo regionale che si inserisce nel più ampio progetto di iniziative volte alla promozione e alla tutela della legalità. Infatti, il Consiglio regionale aveva manifestato interesse per collaborare nel recupero e riutilizzo dei beni confiscati alla mafia. Questa cascina è il bene confiscato fisicamente più vicino alla Valle d’Aosta e, allo stesso tempo, è legato alla storia del nostro territorio”. La delibera, aggiunge Apostolo, “è importante non solo per la cifra stanziata, ma anche per il messaggio che sta dietro all’iniziativa, infatti mira soprattutto ad educare i giovani alla giustizia, nel senso più ampio del termine. Sempre per questa ragione viene realizzato dal sindacato autonomo di Polizia, in collaborazione con l’assessore regionale all’Istruzione e cultura e le presidenze della Regione e del Consiglio, il cosiddetto percorso della legalità, che si rivolge soprattutto agli studenti delle scuole secondarie superiori e prevede incontri con cultori della materia. Tra le varie iniziative promosse a partire dallo scorso anno vi è stata anche la visita di Cascina Caccia, dove sono stati svolti anche dei laboratori”. “Sempre per divulgare la cultura della legalità – evidenzia Apostolo – le commissioni del Consiglio regionale stanno discutendo in questi giorni il disegno di legge recante ‘Politiche e iniziative per la promozione della legalità e della sicurezza’, ideato per divulgare la cultura del rispetto delle regole alle nuove generazioni, aiutandole ad affrontare le problematiche tipiche della loro età, quali il bullismo, le conseguenze per l’uso di droghe e alcol, il corretto utilizzo di internet e cellulari e l’educazione alla sicurezza stradale”.Sporcarsi le mani. Marika Demaria, referente di Libera per la Valle d’Aosta, commenta: “Questa delibera ci ha colpito favorevolmente, auspichiamo, come per altro previsto dall’articolo 4 della convenzione, di venir coinvolti e speriamo che venga vista come un’iniziativa ideata soprattutto per lanciare un messaggio di legalità. Si tratta quindi di un intervento di ampio respiro che fa comprendere che la lotta contro la mafia in realtà è un problema di tutti gli italiani, onesti anche se apparentemente non riguarda il territorio valdostano”. Libera Valle d’Aosta, pur essendo nata recentemente, ha partecipato alla manifestazione della Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie ed è riuscita a coinvolgere diversi giovani. La presidente precisa: “Questo è molto positivo in quanto spesso si pensa che le giovani generazioni non abbiano ideali, in realtà se adeguatamente stimolate, ci siamo resi conto che partecipano attivamente e, come dice don Ciotti, sono pronte a sporcarsi le mani”.a cura di Paola Fumagalli(24 marzo 2010)

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