Tornare pellegrini

L'Europa ha smesso di essere cattolica?

Fino a poco fa, si poteva far riferimento ad alcuni Paesi europei aggiungendo al loro nome la qualifica di “cattolico”, come esempio del contributo della Chiesa all’identità nazionale. Così, si parlava della cattolica Irlanda, della cattolica Polonia, della cattolica Spagna… Invece, da un po’ tempo a questa parte, le agenzie di stampa seminano il web di cronache più o meno preoccupanti che sembrano mettere in questione il patrimonio culturale tradizionale di tanti popoli. In Polonia, per esempio, un settimanale cattolico è stato appena condannato per aver messo in questione la decisione della Corte Europea dei Diritti dell’uomo che ha multato lo stato polacco per non soddisfare il “diritto” di una donna ad abortire; anche la repubblica irlandese si è seduta sul banco degli imputati della stessa Corte di giustizia per mancanza degli strumenti giuridici necessari a garantire lo stesso “diritto” a tre donne irlandesi; in questo senso, il Portogallo ha oggi una delle legislazioni abortiste più “all’avanguardia” e da poco ha approvato il cosiddetto “matrimonio” omosessuale; e pure la Spagna ha appena approvato una legge che istituzionalizza di fatto l’aborto libero poiché nelle farmacie si vende, ormai senza l’obbligo di ricetta medica, la pillola abortiva del giorno dopo. Che sta succedendo? Sembra come se l’asse geografico della secolarizzazione che quarant’anni fa era posizionato nei Paesi nordici, si sia spostato verso le nazioni che tradizionalmente vantavano una maggior presenza della Chiesa cattolica. In uno dei suoi ultimi viaggi in Polonia, Papa Giovanni Paolo II, essendo informato dei cambiamenti sociali che stava subendo il suo Paese d’origine, esordì: “Ma non così!” Ed è vero: non così, così no. In Spagna aspettiamo la prossima visita di Benedetto XVI che sarà ormai la terza al nostro Paese durante il suo pontificato, se teniamo in considerazione anche l’Incontro Mondiale con le Famiglie nel 2006 e la Giornata Mondiale della Gioventù che si terrà a Madrid nel 2011: a nessuno sfugge la preoccupazione del Santo Padre per il capovolgimento culturale che la nostra società sta sperimentando. Poche settimane fa, venne alla luce la notizia che in Spagna il suicidio ha sorpassato gli incidenti stradali come causa di morte, aggiudicandosi il secondo posto dopo il cancro – e l’aborto, naturalmente, ma questo è un dato di fatto che nessuno vuol riconoscere -. Il Papa riflette su tutto ciò quando guarda ai Paesi come la Spagna, che si sono nutriti per secoli dalla fede cattolica per costruire un’Europa moderna, stabile e libera e che ora sembrano essere invece l’avamposto della secolarizzazione, del materialismo e del relativismo. E allora, che fare? Come ricostruire nuovamente ciò che in pochi anni è andato a rotoli? A poco serve rimpiangere i bei tempi andati; bisogna guardare ancora più lontano: alle radici dell’Europa, uno dei temi che più stanno a cuore al Papa e di cui ha parlato spesso nei suoi libri e discorsi. L’Europa è stata costruita con il pellegrinaggio alle radici della fede cattolica, alla Terra del Signore ed ai sepolcri degli Apostoli Pietro e Giacomo. Precisamente a Santiago de Compostela arriverà il Papa il prossimo novembre, come un pellegrino qualsiasi, indicando la strada da seguire. Forse tutto questo clima che soffoca la vita e che si diffonde in Europa ha la sua origine in una certa secolarizzazione interna che ha coinvolto tutti questi Paesi di grande tradizione cattolica. Forse i figli della Chiesa hanno abbassato la guardia e si sono fermati per troppo tempo senza essere coscienti del pericolo in agguato. Forse hanno dimenticato, in definitiva, di essere pellegrini. Non importa, ora occorre tornare, come il Papa, sui propri passi, seguire la strada alla ricerca di radici che non sono altro che l’amore alla fede e alla verità. Il “camino de Santiago” è la prova di come la fede diventa cultura, arte e vita e di come il Vangelo, interpretato nella sua radice più profonda, è capace di costruire un intero continente. Bisogna impegnarsi e non soccombere a una delle maggiori tentazioni: la mancanza di speranza. Se l’Europa è stata costruita una volta, si può ricostruirla di nuovo.Il resto rimane, come sapevano bene gli antichi pellegrini, nelle mani di Dio. Ultreya!

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