La cultura si fa in quaranta

Un'iniziativa nata nel 1985 e che avvicina i cittadini all'Unione europea

La storia narra che l'”invenzione” delle Capitale europee della cultura si debba a un ritardo aereo. All’inizio del 1985, allo scalo di Atene, si trovavano per caso ad attendere il loro volo, ritardato per maltempo, Melina Mercouri, cantante e attrice, poi deputato e ministro della Grecia tornata alla democrazia dopo la dittatura dei “colonnelli”, e Jack Lang, a lungo responsabile del dicastero della cultura in Francia. La conversazione, protrattasi per ore, si era soffermata sulle possibili modalità per “far circolare” la cultura fra i cittadini dei diversi Paesi europei; ad un tratto la discussione si concentrò sul possibile ruolo delle città, così come nel passato Atene e altre realtà urbane erano state culla del sapere, delle arti, del “bello”.Tre obiettivi prioritari. Quel confronto fra Mercouri e Lang ha portato lontano. Nello stesso 1985 nasceva, in maniera quasi informale, l’iniziativa delle Capitali della cultura e Atene fu ovviamente la prima a ricevere lo scettro. Da allora è passato un quarto di secolo: la Cee di quell’epoca è diventata Ue, ampliando i propri confini e le proprie competenze e riunificando l’Europa dell’ovest e quella dell’est. Nel frattempo le Capitali della cultura sono diventate una quarantina, designate con una procedura specifica dalle autorità dell’Unione, dalla quale ricevono anche un contributo finanziario. Sono tre gli obiettivi prioritari per i quali ogni anno l’Ue rilancia tale impegno, esplicitati in un apposito regolamento comunitario: “valorizzare la ricchezza e la diversità delle culture” presenti nel vecchio continente (aprendo i confini anche a Stati non afferenti all’Ue); “promuovere la comprensione reciproca tra i cittadini” delle varie nazioni; “promuovere il sentimento di appartenenza alla famiglia europea”, sensibilizzando verso la conoscenza “delle radici comuni e ai grandi obiettivi condivisi per il futuro”. Volàno della creatività. Le Capitali europee della cultura possono costituire “un volàno della creatività, della creazione di posti di lavoro, dell’inclusione sociale, del turismo”. Androulla Vassiliou, commissario Ue responsabile per istruzione e cultura, per i 25 anni dell’iniziativa ha presentato la conferenza e l’esposizione fissate il 23 e 24 marzo a Bruxelles. Secondo Vassiliou, le Capitali “sono uno degli eventi culturali comunitari che godono del maggior riconoscimento tra il pubblico e sono certa che continuerà a mettere in luce l’aspetto migliore dell’Europa”. Agli appuntamenti in calendario nella capitale belga sono stati invitati 400 rappresentanti delle Capitali passate, presenti e future e diversi altri operatori del settore. Al centro delle discussioni sono stati posti temi di più diretta natura culturale, ma si è anche parlato di possibili iniziative di comunicazione, di scambi e gemellaggi, delle ricadute che ciò implica per il turismo locale. Ad esempio si è scoperto che Liverpool, capitale nel 2008, ha incrementato gli introiti del settore turismo, ristorazione e affini del 25%, concentrandosi soprattutto sulla valorizzazione dei Beatles, il quartetto musicale noto in tutto il mondo, originario della città britannica. Un po’ di storia. La prima città insignita del titolo (che impegna a creare manifestazioni nei diversi ambiti dell’espressione culturale, artistica, formativa e giovanile) fu dunque Atene, seguita, negli anni successivi, da Firenze, Amsterdam, Berlino, Parigi. Nel corso del tempo la scelta è ricaduta su capitali nazionali, come Madrid, Copenaghen, Lisbona o Vilnius, oppure su centro più piccoli o meno noti, quali Tessalonica (Grecia), Weimar (Germania), Cork (Irlanda), Sibiu (Romania). Il 2000 fu un anno speciale, con 8 capitali: Bergen (Norvegia), Bologna (Italia), Bruxelles (Belgio), Helsinki (Finlandia), Cracovia (Polonia), Praga (Repubblica ceca), Reykjavik (Islanda), Santiago di Compostela (Spagna). Quest’anno sono tre: Istanbul (Turchia), Essen nella Ruhr (Germania) e Pécs (Ungheria). Dall’anno prossimo saranno invece sempre due le città prescelte; nel 2011 sono state stabilite Turku (Finlandia) e Tallinn (Estonia).Arte, turismo, economia. Il presidente della Commissione, José Manuel Barroso, volendo sottolineare “l’impegno lampante dell’Esecutivo a favore della diversità culturale”, ha spiegato che con le Capitali si intende “far sì che la cultura crei legami più stretti tra l’Ue e i suoi cittadini”. Vorrei ringraziare – ha affermato il politico lusitano – le città che hanno posto l’Europa al centro dell’interesse nel corso dell’anno in cui sono state Capitali della cultura e auguro pieno successo alle Capitali attuali e alle future”. La Commissione ha insistito nel voler creare l’evento del venticinquesimo ritenendo che con un anno “sotto i riflettori” della cultura europea, ogni città possa proporre iniziative nuove, originali, coinvolgenti le diverse espressioni della conoscenza, del divertimento e della socializzazione, “migliorando anche la propria immagine turistica ed economica nel lungo periodo”.

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