Una “città faro”

Per i pellegrini in cammino da ogni parte d'Europa

Con l’apertura della Porta Santa nella Cattedrale di Santiago de Compostela, il 31 dicembre 2009, è iniziato l’ “Anno Santo Giacobeo 2010”. Pellegrini di tutta Europa giungeranno in questa occasione su quella che è tradizionalmente ritenuta la tomba dell’apostolo San Giacomo il Maggiore, e anche il papa Benedetto XVI, a novembre, vi si recherà come “pellegrino della fede”. Martedì 9 marzo, il sindaco di Santiago, Xosé A. Sánchez Bugallo, è stato ospite a Roma in un incontro promosso dall’Istituto Cervantes. L’iniziativa si colloca nel progetto europeo varato dal Comune della città spagnola, nel contesto del programma Ue “Europa per i cittadini”, incentrato sul Cammino di Santiago come “simbolo dell’unione dei cittadini europei fin dal Medioevo”. Il progetto, “Triangolo maggiore. Città sante. Patrimonio dell’umanità” intende costruire una collaborazione tra le tre città sante della cristianità (Roma, Gerusalemme, Santiago) per condividere conoscenze ed esperienze e sviluppare azioni di promozione comuni.Nel Medioevo. “Un’antica tradizione racconta che l’apostolo San Giacomo il Maggiore predicò per molti anni il Vangelo in Spagna e che il suo corpo fu poi sepolto segretamente dai suoi discepoli nelle terre della Galizia. Era l’anno 813 quando il vescovo Teodomiro ritrovò le reliquie”. Iniziò così il culto di “Santiago” (dalla contrazione di San Giacomo), ha spiegato il sindaco: sul luogo del sepolcro fu eretta una chiesa, poi una cattedrale. Sorse una città destinata a diventare ben presto “un faro spirituale per tutta l’Europa”. Gran parte della Spagna era allora occupata dagli arabi e San Giacomo divenne il protettore della riconquista da parte dei sovrani cristiani. “Iniziarono i pellegrinaggi, da ogni parte d’Europa: dalla Croazia, dalla Svezia, dall’Italia… I passi dei credenti tracciarono diverse rotte del Cammino di Santiago: da Roma, ad esempio, la via Francigena”. Strumento di comunicazione di idee, di diffusione della fede, di relazioni commerciali e scambi artistici culturali, “il cammino fu perciò un percorso che strutturò l’Europa medievale”. Un fenomeno, ha detto a SIR Europa il sindaco, che “ha unito i cittadini d’Occidente in uno spazio comune, giocando un ruolo fondamentale nella formazione di una coscienza europea”.L’Anno Santo. Fu papa Callisto II nel 1120 a concedere alla città di Santiago il privilegio di convocare un “Anno Santo” ogniqualvolta la festa di San Giacomo, che si celebra il 25 luglio, cade di domenica, offrendo al contempo ai pellegrini la possibilità dell’indulgenza plenaria. Da allora, la ricorrenza si è verificata con una cadenza regolare di 6, 5, 6 e 11 anni. L’ultimo anno giacobeo è stato il 2004. Dopo un declino nel secolo XVIII, “un impulso decisivo al fenomeno moderno che oggi vediamo”, ha spiegato il relatore, è stato dato dalle due visite di Giovanni Paolo II, prima nell’Anno giacobeo del 1982, e poi in occasione della Gmg del 1989 a Santiago de Compostela. Questi eventi, ha spiegato, “hanno gettato i semi di una vera e propria esplosione del fenomeno nel 1993”. Nel 1987 il Consiglio d’Europa ha definito il Cammino di Santiago “primo itinerario culturale europeo”, mentre le strade spagnole e francesi che lo compongono sono state dichiarate dall’Unesco “patrimonio culturale dell’umanità”, rispettivamente nel 1993 e nel 1998. Di questo “patrimonio” faceva già parte dal 1985 la “città vecchia” di Santiago . “A partire da questi anni – ha spiegato il sindaco di Santiago – il numero dei pellegrinaggi si è centuplicato ed è nato un altro fenomeno: il cammino fatto non solo nell’Anno giacobeo, ma in ogni momento, da milioni e milioni di pellegrini. Nel 2009 (che non era anno santo) 150 mila pellegrini hanno fatto il cammino a piedi. Se paragoniamo questa cifra a quelle del’71 o del’76, (anni santi) che non arrivavano a mille, ci rendiamo conto di cosa è accaduto”.Un cammino di riconciliazione. Ma cosa spinge tanti verso questo itinerario dello spirito? A connotare storicamente il Cammino di Santiago, ha spiegato il sindaco, “è la ricerca non di miracoli o guarigioni, ma di due elementi complementari: il perdono e la pace. Non a caso questo cammino, legato in passato a codici penali, era segno di riconciliazione, innanzitutto spirituale, ma anche con la società”. Altro aspetto è “la ricerca di sé: in una società che ci obbliga a ritmi basati sulla velocità, il cammino offre la possibilità di trovare tempo per riflettere sul senso della propria vita, cosicché non solo cristiani, ma anche seguaci di altre religioni o atei, intraprendono questo viaggio”. Quello del 2010 è il 119° Anno giacobeo. “Tra questo Anno santo e il successivo, nel 2021, intercorrono diverse ricorrenze”, ha ricordando il sindaco indicando, tra le altre, l’ottavo centenario della consacrazione della seconda cattedrale nel 2011, e i 1200 anni dalla scoperta della tomba dell’apostolo San Giacomo nel 2013. “Certamente – ha dichiarato a SIR Europa – per adesso la migliore notizia è la presenza a novembre di Benedetto XVI. Per la città sarà un forte incoraggiamento a vivere questo evento nello spirito migliore”.

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