Penalizzate le famiglie

Conclusioni dell'incontro su migrazioni in Europa tenutosi a Istanbul

"È l’istituzione familiare a soffrire maggiormente di alcune norme inique che regolano il fenomeno migratorio". È quanto si legge nel comunicato finale che il Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa e la conferenza delle Chiese europee hanno diffuso l’11 marzo, al termine dell’incontro annuale del Comitato Congiunto Ccee-Kek che si era aperto ad Istanbul il 7 marzo su invito del Patriarca Ecumenico, Sua Santità Bartolomeo I. Quest’anno i membri del Comitato congiunto – guidati dal card. Péter Erdő, Arcivescovo di Esztergom-Budapest per il Ccee e dal Metropolita Emmanuel di Francia (Patriarcato Ecumenico) per la Kek, hanno deciso di prendere in esame il fenomeno della migrazione. Famiglia e migrazioni. "Spesso – denunciano le Chiese europee nel comunicato finale – il nucleo familiare è costretto a separarsi per la mancata possibilità del ricongiungimento familiare". Preoccupa soprattutto il fatto che "prime vittime di simili politiche sono i bambini che crescono in un contesto sociale privo degli affetti e dell’educazione congiunta di un padre e di una madre perché affidati a nonni se non addirittura parenti lontani o vicini di casa. Questo genera gravi forme di depressione tra i membri della famiglia dove, in alcuni casi, si sono registrati anche suicidi". "L’Europa – si legge ancora nel comunicato – forse non ha ancora chiaramente afferrato la portata devastante di questo fenomeno per il suo futuro. Deve essere invece chiaro che le nostre società non possono fare a meno della famiglia e dell’unità famigliare non soltanto per il bene della persona ma dell’intera società". Nel comunicato finale, Ccee e Kek tornano dopo tre giorni di lavoro e discussione a ribadire che "la giustizia e la carità sono le linee direttrici di tutto il comportamento dei cristiani" di fronte al fenomeno migratorio: "la legalità e la giustizia da una parte, il riconoscimento doveroso e assoluto della dignità umana di tutti, e la misericordia verso i più bisognosi dall’altra, dovrebbero formare un insieme organico".Questioni europee. "In Europa si stanno diffondendo alcuni correnti di pensiero che feriscono la dignità della persona e che preoccupano le Chiese per il modello antropologico che veicolano piuttosto lontano dalla cultura della vita e il modello naturale della famiglia" denunciano ancora i partecipanti all’incontro di Istanbul. Essi sono stati informati anche sui temi di attualità presso le istituzioni europee e sulle attività degli organismi ecclesiali preposti al rapporto con l’Ue che sono per la parte cattolica la Comece e per la Kek la Commissione "Chiesa e Società". Riguardo alle questioni europee, nel comunicato si legge: "Vi sono gravi interrogativi su pretesi valori che finora alcuni rappresentanti dell’Ue, tramite la legislazione europea, hanno cercato di diffondere nei singoli Paesi, specie nell’ambito dell’educazione, del ruolo della religione, della vita e della famiglia tradizionale e della stessa identità delle persone". In particolare le Chiese manifestano preoccupazione per "il progetto di legge sulla non-discriminazione" che "può avere grave ripercussione nella vita e nelle attività di realtà ecclesiali". I partecipanti sono anche stati informati delle iniziative parlamentari circa la tutela della domenica come giorno libero da attività lavorative; la consultazione della Commissione europea sulla revisione della direttiva sul ricongiungimento familiare, in particolare sul diritto dei cittadini di Paesi terzi legalmente residenti nell’Ue di ricongiungersi con i membri della propria famiglia; o ancora sulla proposta di direttiva sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici. Tale proposta riguarda la riduzione del ricorso ai test sugli animali (ad esempio in campo farmaceutico) anche promuovendo i metodi alternativi disponibili. Una di queste alternative consiste nell’utilizzo di cellule staminali embrionali umane.Guardando al futuro. Il Ccee e la Kek riconoscono "l’importanza del lavoro congiunto svolto in passato nel campo delle relazioni con i musulmani in Europa", si legge ancora nel comunicato, e intendono "proseguire in questo dialogo a livello locale e continentale, con incontri bilaterali fra una Chiesa e un’associazione o un gruppo musulmano oppure attraverso progetti ed iniziative promossi congiuntamente tra Kek e Ccee". Il prossimo incontro annuale del Comitato Congiunto Ccee-Kek si svolgerà a Belgrado (Serbia) dal 17 al 20 febbraio 2011 su invito dell’arcivescovo cattolico Mons. Stanislav Hocevar, membro del Comitato Congiunto.

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