Irlanda, Austria, Spagna

Irlanda: apprezzamento per nota di padre LombardiI vescovi irlandesi hanno “apprezzato” la nota del direttore della sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi, dedicata nei giorni scorsi alla “gravissima questione” degli abusi sessuali su minori che sta coinvolgendo la Chiesa e le sue istituzioni in alcuni Paesi europei, tra cui anche l’Irlanda. In una nota diffusa il 10 marzo dalla Conferenza episcopale irlandese al termine dell’assemblea generale dei vescovi, i presuli dicono di aver accolto con “favore” la “pubblicazione tempestiva” della nota. “In particolare” è stato apprezzato il riferimento alle vittime affermando che “il punto di partenza corretto è il riconoscimento di ciò che è avvenuto, e la preoccupazione per le vittime e le conseguenze degli atti compiuti contro di loro”. I vescovi irlandesi sottolineano poi il passaggio in cui si ribadisce che “la Chiesa vive inserita nella società civile e in essa assume le sue responsabilità”. Da questo punto di vista, per l’episcopato irlandese, la nota di Lombardi chiarisce una “importante questione” che “è stata costantemente travisata in alcuni ambienti”. Nella nota infatti il direttore della sala stampa ha ricordato che in ambito canonico “il delitto di abuso sessuale di minori è sempre stato considerato uno dei più gravi fra tutti” e che la Lettera “De delictis gravioribus” del 2001, “talvolta inopportunamente citata come causa di una cultura del silenzio”, in realtà è stata “un segnale determinante per richiamare l’episcopato sulla gravità del problema”. A questo proposito e per evitare “disinformazione”, i vescovi irlandesi precisano che all’incontro avuto a Roma è stato loro comunicato che “la Lettera del 2001 non preclude affatto le autorità della Chiesa dai loro obblighi in materia civile, in particolare agli obblighi di comunicare e di collaborare pienamente con le autorità civili”. Nel comunicato i vescovi affermano di essere “consapevoli” che quanto finora dichiarato è solo “una parte di un processo a lungo termine di rinnovamento della Chiesa in Irlanda”. Rinnovamento – aggiungono – che “richiede il supporto dei fedeli”. All’assemblea generale, hanno partecipato anche i due responsabili del Consiglio nazionale per la tutela dell’infanzia nella Chiesa cattolica, John Morgan e Ian Elliott, che hanno aggiornato i vescovi sullo stato dei contatti con le autorità statali, Nord e Sud, e sul processo da avviare per il controllo e la salvaguardia dei bambini nelle diocesi e nelle congregazioni religiose.Austria: “mai messo in dubbio il celibato”Il card. Schönborn “non ha messo in dubbio in alcun modo il celibato nella Chiesa cattolica di rito latino”. Lo ha dichiarato Erich Leitenberger, portavoce dell’arcidiocesi di Vienna, smentendo alcune interpretazioni dei media su alcune dichiarazioni dell’arcivescovo. Secondo l’agenzia di stampa cattolica Kathpress, nell’ultima edizione di “thema kirche”, periodico dei collaboratori dell’arcidiocesi, Schönborn aveva affermato che sugli abusi “deve esserci solo la via della verità ed è assolutamente necessario mettere al primo posto le vittime”. Riprendendo le parole esatte dell’arcivescovo, l’agenzia di stampa precisa che il cardinale aveva auspicato un esame delle cause di abuso, tra cui: “La questione della formazione dei sacerdoti, così come la questione di quanto è accaduto con la ‘rivoluzione sessuale’ della generazione del ’68. Ne fanno parte il tema del celibato, così come il tema dello sviluppo della personalità. E ci vuole anche una buona porzione di sincerità, nella Chiesa, ma anche nella società”. Schönborn chiedeva inoltre un “cambiamento”: “Per ogni nuovo caso di abuso, avvenuto nella Chiesa o altrove, mi chiedo: ‘E tu, hai davvero fatto qualcosa per il cambiamento?”. Riallacciandosi alle parole di Schönborn, Leitenberger ha concluso: “La sincerità è auspicabile anche nei resoconti sulle dichiarazioni di personalità della Chiesa”.Spagna: campagna a favore del diritto alla vitaLa Conferenza episcopale spagnola (Cee) ha avviato una campagna di comunicazione a favore del diritto alla vita dei nascituri, in occasione della Giornata per la vita che si celebrerà il prossimo 25 marzo. La campagna, che quest’anno ha per tema “È la mia vita!… Sta nelle tue mani”, ha come obiettivi principali continuare a dar voce a coloro che devono nascere per difendere il loro diritto alla vita e offrire un aiuto concreto alle donne in attesa che si trovano in difficoltà. Dal 15 al 30 marzo si potranno vedere gli annunci in 1.300 cartelloni pubblicitari di 37 città spagnole. Inoltre, già si sono iniziati a distribuire nelle diocesi 6 milioni di dittici informativi e si sono inviate 30.000 locandine alle parrocchie e ai centri cattolici di tutto il Paese. In continuità con la campagna dello scorso anno, i manifesti mostrano la vita umana nei suoi primi stadi. Un neonato, sostenuto sulle mani del padre e della madre, prende la parola ed esclama: “È la mia vita!… Sta nelle tue mani”. La nuova legge sull’aborto, come segnalato dai vescovi,, oltre a un grave passo indietro nella protezione legale della vita dei nascituri, suppone “un maggior abbandono delle madri gestanti”. Per questo la campagna ha predisposto anche un sito (www.conferenciaepiscopal.es/apoyoalavida) dove si possono trovare molte informazioni sulle istituzioni di aiuto per accogliere nuove vite umane.

Altri articoli in Archivio

Archivio

Informativa sulla Privacy