Non solo mimose

Giornata della donna: dalle celebrazioni ai fatti

Perché non siano solo fiori e mimose. Sembra questa l’indicazione di fondo circolata per i palazzi Ue di Bruxelles e Strasburgo in occasione della centesima edizione della Giornata internazionale della donna (ma le valutazioni sulle origini storiche della data divergono). Alla vigilia e durante lo stesso 8 marzo sono state presentate iniziative legislative, proposte operative, dati statistici, sondaggi d’opinione, sempre a cura dell’Unione europea, volti a “dare corpo” a una ricorrenza che “non deve ridursi all’esteriorità”. Resta dunque l’impegno di passare dalle intenzioni ai fatti. Una “Carta” da rispettare. Proprio in vista dell’8 marzo, la Commissione Ue ha adottato una “Carta delle donne” volta a tutelare i diritti dell’universo femminile e contrastare ogni forma di disuguaglianza e di violenza all’interno e fuori l’Ue. “Questa Carta rappresenta l’impegno dell’Esecutivo per rendere la parità tra uomini e donne una realtà nell’Unione – ha affermato il presidente José Manuel Barroso -. Le donne e gli uomini incontrano ancora disuguaglianze diffuse, con gravi ripercussioni sulla coesione economica e sociale, la crescita sostenibile, la competitività e l’invecchiamento della popolazione europea. È quindi importante introdurre una forte dimensione di genere nella futura strategia Europa 2020″ che la Commissione sta predisponendo insieme al Consiglio e all’Europarlamento. La Carta è una “dichiarazione politica” che “presenta cinque settori fondamentali d’intervento e impegna la Commissione a integrare il concetto di parità tra uomini e donne in tutte le sue politiche”. La Commissione pone in primo piano la parità (stipendio, valorizzazione delle capacità, opportunità di carriera) sul mercato del lavoro, l’uguale indipendenza economica per donne e uomini, “la dignità, l’integrità e la fine della violenza contro le donne”, il protagonismo sociale e civile, la parità tra uomini e donne all’esterno dell’Ue.Dignità, integrità, diritto alla vita. La responsabile, all’interno del collegio, per la giustizia, i diritti fondamentali e la cittadinanza, Viviane Reding, ritiene d’altro canto aperta la strada per “l’elaborazione di un quadro politico completo ed efficace per lottare contro la violenza sulle donne”, la quale “è una violazione dei diritti umani, in particolare della dignità umana, del diritto alla vita e del diritto all’integrità fisica della persona”. “Mi assicurerò che siano integrate nella strategia misure rigorose per sradicare la mutilazione genitale femminile”. Nella seconda metà del 2010 la Commissione presenterà una nuova “strategia”, comprendente diversi provvedimenti e linee operative, per “rendere concreta ed effettiva” la “parità tra donne e uomini”. La stessa Reding ha illustrato un sondaggio di Eurobarometro dal quale risulta che “il 62% degli europei ritiene che in molti settori della società esistano ancora disuguaglianze” fra i sessi. “Per gli europei le due priorità che necessitano un intervento in questo ambito sono la lotta alla violenza sulle donne e l’eliminazione del divario salariale tra i sessi”. Su quest’ultimo punto, si evidenzia che le differenze medie fra donne e uomini, a parità di mansioni e responsabilità, si aggira attorno al 18% in Europa. “Per ridurre questo tasso, la Commissione intende sensibilizzare i datori di lavoro, incoraggiare iniziative a favore delle pari opportunità e sostenere lo sviluppo di strumenti per misurare il divario salariale tra uomini e donne”. La stessa Reding ha illustrato un elenco di possibili azioni da intraprende in tale ambito.Più figli, meno tasse. L’Ue si muove anche considerando la situazione che Eurostat tiene monitorata per i 27 Stati aderenti sul versante demografico, sociale, occupazionale. L’Istituto statistico dell’Unione europea rivela, ad esempio, che il livello di disoccupazione è oggi un poco meno grave per le donne (9,3%) che per gli uomini (9,6%): la crisi tuttora in corso avrebbe infatti colpito maggiormente settori produttivi a maggior presenza maschile (costruzioni, manifatture…). Ma, come già osservato, in ufficio e in fabbrica le donne occupano mediamente posti di minore responsabilità e con stipendi inferiori. L’analisi effettuata da Eurostat per l’8 marzo mostra poi che le donne complessivamente utilizzano meno internet rispetto agli uomini per informarsi o per comunicare. Le statistiche possono far luce anche sul livello di istruzione tra donne e uomini, sulla loro rispettiva presenza ai vertici delle imprese, delle università, dei giornali oppure nelle sedi politiche (amministrazioni locali, parlamenti, governi). In genere i dati confermano che, nonostante gli sforzi degli ultimi decenni, differenze o vere e proprie discriminazioni persistono. Infatti Jerzy Buzek, presidente dell’Europarlamento, intervenendo da Strasburgo, nota: “L’8 marzo non può più ridursi all’offerta dei fiori: oggi bisogna discutere di pari diritti e pari opportunità”. “Questa giornata – sottolinea – esiste per rendere omaggio a coloro che spesso hanno la più ampia, ma spesso più discreta, influenza sulla nostra vita”. “Io sostengo, tra l’altro, un sistema fiscale in cui le famiglie con un numero maggiore di figli paghino meno tasse”.

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