Il valore della gratuità

Il Papa: il volontariato è un patrimonio

Il volontariato è un patrimonio. Questa espressione è stata adoperata da Benedetto XVI nel discorso rivolto ai volontari della Protezione Civile ricevuti nell’aula Paolo VI sabato 6 marzo. Un patrimonio: questa parola ha solo un significato morale oppure anche economico. Quello del Papa è stato solo un apprezzamento etico per la solidarietà espressa dal volontariato, oppure contiene, seppure non esplicitamente, una indicazione di carattere economico?
Il Papa si rivolgeva in quella occasione a quanti si sono prodigati a seguito del terremoto in Abruzzo. C’era stata una discussione sulla natura e le funzioni della nostra Protezione Civile. Il Governo aveva elaborato un progetto di trasformazione in società per azioni dell’organismo che veglia sulle calamità naturali che si possono abbattere sulla nostra società e che interviene nei momenti di necessità. Poi il progetto su questo punto è rientrato e la Protezione Civile rimane com’è, una struttura che dipende dalla presidenza del Consiglio e che si avvale di una rete locale e nazionale di organismi molti dei quali istituzionali altri, appunto, di volontariato. "Ci è invidiata in tutto il mondo" si sentiva dire quando circolavano le polemiche sul decreto di modifica. Ed è vero. Il modello italiano della Protezione Civile è, come dire, molto adatto alle nostre tradizioni legate ad una forte solidarietà dal basso, che vede mobilitati gli alpini assieme a mille associazioni che desiderano solo impegnarsi per il bene di chi è sotto le macerie o ha perso la casa e sta in una tenda. È un modello misto istituzionale-volontario: il coordinamento istituzionale permette la razionalità degli interventi, la mobilitazione volontaria immette l’anima, senza di cui non c’è vero aiuto.
Il Papa ha proprio detto questo: l’amore non si può delegare, né al mercato né allo Stato. C’è qualcosa che si fa per dovere, come per esempio pagare le tasse o parcheggiare l’auto non in divieto di sosta; c’è qualcosa che si fa per avere qualcosa d’altro come quando si compera qualcosa al mercato; c’è, infine, qualcosa che si fa non per dovere né per avere ma per amore, ossia gratuitamente.

Stefano Fontana

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