Educare alla solidarietà

Volontariato per il microcredito agevolato

La Regione Toscana ha deciso di affidarsi alle reti di volontariato (Fondazione antiusura, Misericordie, Arci, Caritas e Anpas) per impostare un sistema di microcredito agevolato. Dal 1° marzo è possibile accedere a prestiti per un massimo di 4.000 euro, con un tasso di interesse del 4,5/5% (rispetto all’8/9% generalmente applicato dagli istituti di credito) e la possibilità di spalmare la restituzione in cinque anni, con rate che oscilleranno fra i 70 e gli 80 euro mensili. Per garantire questi finanziamenti la Regione ha stanziato un fondo di 1,2 milioni di euro, per una mobilitazione totale di circa 8,4 milioni, fornendo gratuitamente fino all’80% dell’ammontare alle numerose banche coinvolte. Per ottenere i prestiti (oltre a risiedere in Toscana ed essere maggiorenni), è necessario rivolgersi a uno degli ottantacinque “Centri di ascolto”, disseminati in tutto il territorio regionale. Ed è in questo frangente che entrano in gioco le associazioni coinvolte, dato che i Centri sono parrocchie, sedi della Misericordia, dove è possibile ottenere informazioni e assistenza per compilare la documentazione necessaria alla richiesta. Al personale volontario dei Centri è demandata la valutazione della situazione finanziaria e l’invio della pratica a un comitato provinciale, cui spetta la verifica dell’effettiva idoneità della domanda al sistema di microcredito. I Centri, infine, monitoreranno la regolarità con la quale avviene la restituzione dei prestiti. Educazione alla solidarietà. Il presidente Fondazione toscana per la prevenzione dell’usura, Lelio Grossi, sottolinea come il sovraindebitamento, fino a due o tre anni fa dovuto soprattutto “al desiderio di acquistare beni superflui, attualmente si è trasformato in un espediente per soddisfare i bisogni primari”. L’attività decennale della Fondazione assicura una rete di quaranta Centri di ascolto e l’esperienza di 189 volontari. “Questo nuovo servizio – afferma Grossi – è complementare con quello di garanzia che già svolgevamo presso gli istituti di credito, e ci permette di sopperire alle molteplici richieste che non riuscivamo a coprire con i fondi statali”. Per quanto riguarda la Caritas mons. Renzo Chesi, delegato regionale, ha accolto “con senso di responsabilità” l’offerta della Regione, “che permette di potenziare l’impegno delle nostre parrocchie”. Mons. Chesi esprime inoltre soddisfazione per la collaborazione di realtà diverse, perché “il diritto di aiutare le persone in difficoltà è universale. L’uomo non appartiene a una sola associazione, ma alla comunità intera”. Un plauso viene poi riservato all’istituzione per la “promozione dell’educazione alla solidarietà, unico modo per vincere la paura dell’insicurezza”. Dignità del bisogno. Alberto Corsinovi, della neonata Federazione regionale Misericordie, ricorda che questo progetto è la prosecuzione naturale dell’attività già svolta sull’asse formatosi fra Fondazione antiusura e il circuito di cui è presidente, che conta oltre 260 sedi associative. “Il coinvolgimento di altre realtà di volontariato ci permette di incrementare ulteriormente un radicamento sul territorio già estremamente forte, intercettando non solo i bisogni nei quartieri urbani, ma arrivando fino alle più sperdute frazioni periferiche dell’Appennino”. Infine il presidente dell’Anpas (Associazione nazionale pubbliche assistenze) toscana, Romano Manetti, rileva i difetti generali della rete assistenziale italiana: “Viviamo in un Paese – e la nostra Regione non fa eccezione – nel quale le persone vengono considerate solo come esponenti di una determinata categoria: anziano, giovane, portatore di handicap ecc…”. Il progetto di microcredito, al contrario, sembra poter superare quest’impasse, rivolgendosi in modo trasversale a cittadini “comuni”, che si trovano in un momento di difficoltà oggettiva ma auspicabilmente transitoria. Il punto di forza del volontariato è la “naturalità con la quale è possibile esprimere i propri problemi, salvaguardando una ‘dignità del bisogno’ che le vie istituzionali, con le loro pastoie amministrative, non sempre sono in grado di garantire”.a cura di Simone PitossiSchedaSecondo dati Cispel Toscana, alla fine del 2009, gli arretrati non pagati dai contribuenti per il servizio dei rifiuti erano di circa 150 milioni di euro su un totale fatturato di 600 milioni, per l’acqua ancora 150 milioni su un totale di 400, per il gas di 40 milioni su più di 600. Il 25% circa della cittadinanza si trova quindi in condizione di morosità. A queste rilevazioni si aggiungono quelle dei pignoramenti immobiliari delle provincie di Firenze e Lucca, aumentati rispetto all’anno scorso rispettivamente del 14,7 e del 12,5%. Ciò si traduce per il capoluogo in un passaggio da 660 a 757 soggetti che hanno perso un pezzo della loro casa. Inoltre nel 2009 in Toscana il Pil ha subito una contrazione maggiore di quella dei consumi, segno che la congiuntura negativa deve ancora manifestare i propri effetti sul potere d’acquisto. E ancora i pensionati toscani che vivono con meno di 750 euro sono 365 mila su 1,1 milioni, il 32%, nonché il 10% sulla popolazione totale. Nel 2008, infine, e dunque prima della crisi, 22.494 si sono rivolti alla rete regionale Caritas, 2.200 più del 2007.(05 marzo 2010)

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