Germania, Portogallo, Austria

Germania: abusi, Dbk “problema di tutta la società”Una tavola rotonda con tutti i gruppi sociali per affrontare il tema degli abusi: è quanto auspica mons. Robert Zollitsch, presidente della Conferenza episcopale tedesca (Dbk). In un’intervista pubblicata il 28 febbraio da Welt am Sonntag, mons. Zollitsch ha sottolineato che “gli abusi sessuali su minori non sono un problema specifico della Chiesa cattolica. Sebbene ogni delitto commesso da sacerdoti rappresenti una violazione particolarmente grave della fiducia, l’abuso è un problema che riguarda l’intera società. Sui circa 1.500 casi denunciati ogni anno alle autorità, una minoranza si verifica in ambienti ecclesiastici. Ciò non ci scusa”, ha ribadito Zollitsch. “Tuttavia dimostra che la Chiesa da sola può contribuire solo a una piccola parte della soluzione”. Il presidente della Dbk ha auspicato un dibattito sociale sulla proroga dei termini di prescrizione ma ha respinto l’ipotesi di una deroga al segreto confessionale.Portogallo: il tema della visita di Benedetto XVILa Chiesa portoghese auspica che la visita di Benedetto XVI, prevista tra l’11 e il 14 maggio prossimi, sia capace di “mobilitare i cattolici e portare conseguenze positive per l’avvenire”. Questo è stato il desiderio manifestato da mons. Carlos Azevedo, in qualità di coordinatore della commissione organizzatrice, durante la conferenza stampa svoltasi nei giorni scorsi per divulgare il tema che orienterà l’attività cerimoniale del Pontefice: “Con te camminiamo nella speranza – Conoscenza e Missione”. La motivazione principale del viaggio del Papa è connessa con le celebrazioni del decennale della Beatificazione dei pastorelli di Fatima, e il programma avrà i suoi momenti culminanti nelle messe all’aperto che si terranno al Santuario mariano, a Lisbona e a Porto. In queste ultime due città, sia la Praça do Comércio della capitale, sia la Avenida dos Aliados portuense saranno in grado di accogliere un numero di fedeli che potrà oscillare tra i 150 e i 250 mila: “quando un Papa visita un Paese, la sua umile e solida proposta è rivolta a tutti gli abitanti, ben sapendo che in una società pluralista, alcuni si dimostreranno maggiormente ricettivi, ed altri meno interessati” ha dichiarato mons. Azevedo. Nel corso dell’incontro, il prelato ha anche commentato l’immagine ufficiale dell’evento, evidenziando il riferimento alla Croce, presente nella disposizione delle lettere e come segnale grafico, e sottolineando che l’intera rappresentazione visiva, le forme, ed i colori scelti cercano di “comunicare un’esperienza spirituale e di valorizzare la missione del Santo Padre come capo della Chiesa”. Mons. Azevedo ha infine spiegato che “la fotografia del manifesto intende manifestare la timidezza e l’amabilità di Benedetto XVI, evidenziata nel modo sublime con il quale accenna a noi, ci benedice e saluta”. Gli aggiornamenti sul programma della visita del Papa sono rintracciabili nella pagina ufficiale: www.bentoxviportugal.pt.Austria: più rispetto per i RomUn bambino su quattro nell’Europa dell’Est vive in uno stato di povertà estrema: questi bambini hanno un’occasione per un futuro migliore solo con una buona formazione. Lo ha affermato nei giorni scorsi a Vienna il Presidente della Caritas austriaca Franz Küberl, al ritorno da un viaggio in Slovacchia e in Romania. Insieme con giornalisti austriaci, Küberl ha visitato il villaggio rom di Lomnicka in Slovacchia orientale e i progetti Caritas a Satu Mare, nella parte nord-occidentale della Romania. “Per decenni, i Rom sono stati estromessi dalla società, ora ci vorrà molto tempo e da due a tre generazioni per integrarli nuovamente” ha detto Küberl. “Ma ciò non sarà possibile senza la stima e il rispetto verso i Rom e la loro cultura”. La Caritas austriaca sostiene gli abitanti di Lomnicka dal 2006; gli aiuti sono stati forniti inizialmente in collaborazione con due sacerdoti impegnati che si erano stabiliti nel villaggio. Successivamente sono giunte quattro suore francescane che si occupano di aiutare i 270 bambini Rom a fare i compiti. Vengono proposte anche attività per il tempo libero come lezioni di musica, teatro, calcio. “Ogni bambino ha diritto ad un’opportunità per un futuro migliore. Senza l’aiuto dei sacerdoti, delle suore e dei collaboratori della Caritas, i bambini non avrebbero alcuna opportunità, poiché l’istruzione non è un valore prioritario per i Rom. Da questo punto di vista c’è ancora molto da fare e molto tempo per la formare la consapevolezza”, ha sottolineato. I tempi prolungati di realizzazione sono previsti anche per il villaggio rumeno di Ardud, in cui la Caritas opera da quasi 20 anni per integrare i Rom con il sostegno della diocesi di Innsbruck. “L’impegno paga ed è possibile aiutare. Ardud è un esempio del fatto che vale la pena impegnarsi per abbattere le barriere e per impegnarsi per tutti per un futuro migliore. Insieme possiamo fare piccoli miracoli per questi bambini che vivono in condizioni di povertà estrema. Per loro è già un miracolo trovare un pasto caldo quando a casa non c’è più niente da mangiare, o ricevere un libro o cancelleria per la scuola quando i genitori non hanno soldi”.

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