Comece, Ucraina, Ungheria

Comece: incontro “Islam, cristianesimo, Europa”Il ruolo degli attori religiosi nel rafforzamento della società civile e della democratizzazione nel Vicinato europeo” è il tema del seminario che la Comece (Commissione episcopati Comunità europea), la Fondazione Konrad Adenauer e la Chiesa evangelica di Germania promuovono il 4 marzo a Bruxelles (sede Comece – Square de Meeûs 19, ore 15), il secondo nell’ambito del ciclo “Islam, cristianesimo ed Europa”. L’Ue “riconosce sempre più l’importanza degli attori della società civile come agenti di cambiamento politico dalla base” spiegano i tre organismi. Così “nella sua politica di prossimità, l’Ue sottolinea l’importanza dei contati diretti tra le persone come forze motrici di riconciliazione e democratizzazione”. “Pur non essendo propriamente parte della società civile – proseguono i promotori dell’iniziativa – le Chiese e le comunità religiose interagiscono strettamente con essa” e avvertono di avere “una responsabilità sociale e politica nei confronti della sfera pubblica”. L’impatto di ciò “dipende dalla loro percezione della società, dalla cooperazione con gli attori della società civile e dalla natura delle loro relazioni con lo Stato”. Di qui il richiamo al “ruolo cruciale” di “motore di cambiamento” svolto “dagli attori religiosi” nel “processo di trasformazione nell’Europa centrale ed orientale”. Che lezione si può trarre da questa esperienza? Cristiani e musulmani appartenenti ai cosiddetti “Paesi di prossimità europea” (Africa del Nord, Medio Oriente, Europa orientale, Caucaso del Sud), possono oggi svolgere un ruolo simile? Quali ambiti costituiscono un valore aggiunto per gli attori religiosi e come può l’Unione europea trovare partner religiosi adeguati e promuoverne al meglio il coinvolgimento? Questi alcuni degli interrogativi cui il seminario tenterà di offrire risposta. Interverranno Thorsten Göbel (Bread for the world); Amr El-Shobaky (Al-Ahram Centre for Political & Strategic Studies, Cairo); Klaus Ziemer (Kard. Wyszynski University di Varsavia). L’incontro sarà moderato da padre Piotr Mazurkiewicz, segretario generale Comece.Ucraina: le Chiese cattoliche al neopresidenteNel messaggio inviato al neopresidente ucraino Viktor Yanukovych in occasione del suo giuramento, lo scorso 25 febbraio, il patriarca Lubomyr, capo della Chiesa greco-cattolica (Ugcc), gli ha garantito il proprio “sostegno nella preghiera” auspicando che “i suoi importanti compiti possano essere svolti con l’aiuto di Dio”. “Al tempo stesso – ha assicurato il patriarca – faremo del nostro meglio per contribuire con il nostro impegno allo sviluppo del Paese per il bene comune di tutta la popolazione”. “Ci auguriamo il proseguimento della fruttuosa collaborazione tra lo Stato e la Chiesa romano-cattolica ucraina a favore della spiritualità della nazione, della pace, dell’armonia e del consolidamento della società” ha affermato da parte sua l’arcivescovo Mieczyslav Mokrzycki, presidente della Conferenza episcopale romano-cattolica. “In particolare – ha sottolineato – riponiamo molte speranze nella realizzazione dei programmi sociali da voi annunciati per superare la crisi economica e morale del Paese”.Ungheria: orchestra zingara in convegno vaticanoÈ ritornata a Roma l’orchestra zingara dell’Ungheria (Rajkó zenekar) che, su invito del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, il 2 marzo ha tenuto un concerto nella basilica di Santa Maria in Trastevere, in occasione del convegno europeo dei responsabili nazionali per la pastorale degli zingari. L’orchestra era già venuta a Roma nel novembre 2009, quando si era esibita davanti a Benedetto XVI che l’aveva anche ricevuta in udienza. L’auspicio che attraverso questi due concerti “si aprano ulteriori possibilità” per il gruppo musicale “che offre ai giovani zingari una rara e preziosa opportunità di studio, lavoro, e crescita morale”, viene espresso dal nunzio apostolico a Budapest, mons. Juliusz Janusz. Il direttore d’orchestra István Gerendási, fondatore della scuola “Talentum” che oggi conta 400 studenti, spiega che l’ensemble è nato nel 1952 e “da 58 anni raccoglie dai villaggi i ragazzi più dotati per impartire loro formazione culturale, artistica e musicale, ma anche morale”. Mons.János Székely, vescovo ausiliare di Esztergom-Budapest e responsabile della pastorale degli zingari presso la Conferenza episcopale ungherese, evidenzia che “la Chiesa non pensa a megaprogetti ma a piccoli passi, da uomo a uomo, come faceva Gesù”. Sottolineando che “in Ungheria il 3% degli zingari è laureato – percentuale altissima su scala europea”, il vescovo Székely rammenta la traduzione della Bibbia in lingua lovari (il più diffuso tra i 17 dialetti della comunità rom) nel 2008, e informa che è in programma anche un incontro di calcio tra la squadra zingara magiara e quella delle Guardie svizzere. Pur nella difficoltà di avere dati precisi, si stima che in Ungheria vi siano da 600mila a 800mila zingari suddivisi in quattro gruppi linguistici.

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