Un nuovo protagonismo

I commenti di diverse realtà ecclesiali e associative

Viva attenzione e profondo interesse nei confronti del documento dei vescovi italiani “Per un Paese solidale. Chiesa italiana e Mezzogiorno”, diffuso il 24 febbraio, sono stati espressi da diverse realtà ecclesiali e associative. Qui di seguito alcuni commenti.

Sud come “laboratorio ecclesiale”. Il testo “riconosce che in questi ultimi 20 anni il Mezzogiorno è diventato un ‘laboratorio ecclesiale’ del Mediterraneo, in cui si sono generati, alla luce anche del primo approdo di migliaia di immigrati dall’Europa dell’Est, dall’Africa, dall’Asia, non solo percorsi di ospitalità e accoglienza, ma anche di giustizia e legalità, promozione umana e dialogo religioso”, afferma al SIR mons. Giancarlo Perego, direttore generale della Fondazione Migrantes, per il quale “diversi sono i riferimenti alla storia dell’emigrazione dal Sud verso il Centro-Nord e l’Europa che ha caratterizzato il secolo scorso” e che “segna profondamente ancora il mondo giovanile di oggi al Sud”. La povertà delle famiglie e la disoccupazione giovanile, “solo alleggerita da un diffuso lavoro sommerso, ma anche l’illegalità e il controllo della criminalità rinnovano – spiega – un flusso migratorio dei giovani fra i 20 e i 35 anni verso il Centro-Nord e l’estero. Si tratta di almeno 70.000 persone”. In questa emigrazione, conclude mons. Perego, molte missioni cattoliche italiane in Europa, Canada, Australia, Usa, sono “animate da laici e sacerdoti provenienti dalle Chiese del Sud, in una sintonia più profonda con le Chiese locali”.

Richiamo alla “mobilitazione morale”. Le Acli parlano di un documento che “scuote le coscienze” e “chiama alla mobilitazione morale”. “Dai vescovi italiani – afferma il presidente nazionale Andrea Olivero – arriva non solo una forte e radicale denuncia del ‘cancro’ che rappresenta la malavita organizzata, ma anche un appello altrettanto forte a non accettare la logica della sconfitta e della rassegnazione”. “L’invito a scommettere sul nuovo protagonismo della società civile e della comunità ecclesiale – aggiunge il presidente delle Acli – ci vede particolarmente coinvolti non solo rispetto al presente (le Acli sono tra i soggetti promotori del Progetto Policoro lanciato dalla Cei) ma anche rispetto al futuro”. È mia intenzione – informa il presidente – convocare immediatamente un assemblea straordinaria di tutte le Acli del Mezzogiorno per discutere di questo documento per individuarne modalità di attuazione concreta”. Anche dalle Acli pugliesi forte apprezzamento per il testo. “L’invito a scommettere sul nuovo protagonismo della società civile e della comunità ecclesiale – dichiara il presidente Gianluca Budano – ci vede particolarmente coinvolti nel lavoro avviato in questi mesi in materia di Sud al plurale, superando gli stereotipi del piagnonismo meridionale e di quello che di Sud se ne debbano occupare solo i cittadini che lo vivono”.

Un “no” alla mafia. Condividere l’analisi riguardante la mafia contenuta nel documento che, se “accolto con attenzione e responsabilità dai credenti e dalle persone di buona volontà, potrà costituire nuovo stimolo per una coralità maggiore nell’impegno per la costruzione della cultura nuova della legalità democratica”. È la posizione di Libera. “Sentiamo – si legge in una nota associativa – di condividere la convinzione che la mafia, definita vero e proprio ‘peccato’ e ‘piaga profonda’, non interessi esclusivamente il Sud dell’Italia ma l’intero Paese e pertanto l’azione di contrasto deve costituire un impegno comune. La speranza di debellare questa ‘tessitura malefica che avvolge e schiavizza la dignità della persona’ deve vederci tutti protagonisti: istituzioni, agenzie educative, Chiese, associazioni e giovani che vogliano guardare con una speranza nuova al futuro”. Pertanto “l’appuntamento del prossimo 20 marzo a Milano per la XV Giornata della memoria e dell’impegno costituisce un momento importante di questo percorso di nuova consapevolezza”.

Il “coraggio della speranza”. A vent’anni dall’ultima “forte” riflessione sul Mezzogiorno, i vescovi italiani “ci invitano al coraggio della speranza”. Così Carmine Gelonese, delegato dell’Azione Cattolica calabrese, commenta il documento che definisce “una chiamata all’impegno” e alla “testimonianza” di tutti gli italiani, “principalmente dei meridionali, e ancora di più dei laici cristiani, che devono assumersi senza deleghe la propria responsabilità alla luce della sapienza cristiana nella politica, nella cultura, nel sostegno al lavoro e a quello giovanile e femminile in particolare, nella promozione della famiglia, nella difesa dell’ambiente e nella lotta all’illegalità”. Anche Retinopera, che dal 2005 riunisce le maggiori realtà aggregative del laicato ecclesiale italiano, accoglie “con attenzione e interesse il documento” e si impegna “a sviluppare una nuova riflessione e diverse iniziative” per aiutare “le nostre comunità a capire che il bene comune è molto più della somma del bene delle singole parti”.

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