Kek, Germania, Costantinopoli

Kek: teologi al lavoro su “unità e identità”Quattro teologi, un anglicano, un cattolico, un luterano e un ortodosso, si sono riuniti il 22 febbraio scorso a Ginevra per dare il via ad un progetto di studio sulla unità della Chiesa lanciato dalla Commissione “Chiese in dialogo” della Conferenza delle Chiese europee (Kek). A darne notizia è un comunicato della Kek, precisando che “obiettivo del progetto è quello di indagare la comprensione del concetto di unità della Chiesa in relazione al concetto di identità”. I quattro teologi che partecipano al progetto sono Paul M. Collins, dell’Università inglese di Chichester, anglicano; Myriam Wijlens, dell’Università tedesca di Erfurt, cattolica; Minna Hietamaki, di Helsinki, della Chiesa Evangelica Luterana della Finlandia e il Viorel Ionita, membro della Commissione Kek per il dialogo, ortodossi romeno. L’idea di avviare questo progetto è nato nell’ambito della Commissione plenaria della Commissione “Fede e Costituzione” del Consiglio mondiale delle chiese, tenutasi lo scorso Ottobre a Creta. Il progetto prevede che l’analisi del tema sia esaminato non solo a livello teorico-teologico ma anche “a livello di esperienza vissuta” nelle chiese. Il progetto durerà fino a settembre 2012. “Ci auguriamo – dice Viorel Ionita – che in futuro altre tradizioni teologiche possano essere incluse, come quelle provenienti dai contesti delle chiese libere”.Germania: Margot Käßmann si dimetteLa presidente della Chiesa evangelica tedesca (Ekd), la vescova luterana Margot Käßmann, si è dimessa. La decisione è stata annunciata nel corso di una conferenza stampa ad Hannover. Motivo della sua sofferta decisione è stato un “grande errore” di cui dice di pentirsi profondamente: sabato scorso infatti la vescova è stata fermata ad Hannover dalla polizia stradale dopo aver passato un semaforo rosso. Sottoposta al test del palloncino, il suo tasso alcolico nel sangue è risultato tre volte superiore al limite consentito (0,5%). Per lei sono scattati il ritiro della patente e la denuncia per guida in stato di ebbrezza. Margot Käßmann si era detta subito pronta a subire le conseguenze penali della sua condotta. “Sono consapevole di quanto sia pericoloso e irresponsabile mettersi al volante dopo aver bevuto”. Nulla è valso l’appoggio che ha ottenuto dai 14 membri del Consiglio dell’Ekd che le hanno espresso piena fiducia. “Il mio ministero e la mia autorevolezza come vescova e come presidente dell’Ekd sono danneggiate – scrive Käßmann in una dichiarazione riportata dal quotidiano online “Die Welt” -. In futuro non avrei più la stessa libertà di parlare di sfide etiche e politiche come invece ho fatto finora. Non ne va soltanto del mio ministero, ma anche del rispetto che ho per me stessa e della mia coerenza. Il mio cuore non mi permette di proseguire nel mio impegno senza la necessaria autorità. Con effetto immediato dichiaro di dimettermi da tutte le mie cariche ecclesiastiche. Per 10 anni mi sono spesa con anima e corpo come vescova. Rimarrò pastora della Chiesa luterana di Hannover”. Immediata è stata la solidarietà espressa alla vescova dalla Chiesa cattolica tedesca. In un comunicato diffuso a nome della Conferenza episcopale (Dbk), mons. Robert Zollitsch scrive: “Deploro le dimissioni della presidente dell’Ekd, Margot Käßmann con cui avevo iniziato proprio ora la collaborazione per raggiungere fini comuni. Conosco la signora Käßmann da molto tempo come una persona che si assume le proprie responsabilità e proprio perciò rispetto la sua decisione e comprendo questo passo. Le auguro la benedizione di Dio in questo momento difficile”. La teologa Käßmann è stata la prima donna eletta, nell’ottobre scorso, alla guida della Ekd, e con i suoi 51 anni anche la più giovane presidente mai eletta nella storia della Chiesa evangelica tedesca. Dal 1999 e per dieci anni è stata vescovo di Hannover, la più grande chiesa regionale della Germania, che conta circa 3 milioni di membri di chiesa. Ordinata nel 1985 è stata un’assidua collaboratrice del Consiglio ecumenico delle chiese (Cec). Divorziata, la Käßmann è madre di 4 figlie. Costantinopoli: gli “auguri” del card. KasperUn ringraziamento “di cuore” per il “lavoro apostolico” svolto durante questi anni. Lo ha espresso il card. Walter Kasper, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani, in un messaggio di auguri inviato al Patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I che il 29 febbraio prossimo compirà 70 anni. “Ricordo con gratitudine – scrive nel messaggio il card. Kasper – i molti incontri fraterni, che abbiamo avuto negli ultimi dieci anni al Fanar e qui a Roma, e spero che il Signore mi conceda la gioia di poterla incontrare presto nuovamente. L’amicizia, la mutua fiducia e la franchezza, che hanno sempre caratterizzato le nostre conversazioni, sono per me un grande dono e un segno di un progresso nelle relazioni tra le nostre Chiese. Auspico che Vostra Santità possa continuare con instancabile impegno a contribuire ad una sempre più profonda conoscenza e proficua collaborazione tra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa, in modo da offrire al mondo una testimonianza comune della nostra fede nell’Unico Nostro Signore Gesù Cristo”. Nato nell’isola di Imbro, in Turchia, il 29 febbraio 1940, con il nome di Dimitrios Archontonis, il 22 ottobre 1991 dopo la morte del patriarca Demetrio, venne eletto dal Santo Sinodo, arcivescovo di Costantinopoli e patriarca ecumenico, cariche che furono assunte di fatto il 2 novembre.

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