Con la famiglia

Una politica di coinvolgimento e non d'assistenza

Un’indagine studio sulle famiglie e le politiche familiari in Basilicata, il progetto “100% Famiglia”, incontri formativi per genitori e insegnanti: sono le principali iniziative previste nel “Piano annuale degli interventi a favore delle famiglie”, predisposto dalla Consulta regionale per la famiglia in base alle disposizioni della legge regionale n. 45 del 2000 e presentate a fine gennaio. Con una filosofia di fondo: “L’attenzione alla condizione delle famiglie va tradotta in specifici progetti di sostegno, promozione e accompagnamento, che però non siano passivizzanti o di tipo assistenziale, ma piuttosto la considerino la prima risorsa con la quale affrontare i problemi”. Per dirla “con uno slogan: non tanto e non solo politiche ‘per’ la famiglia ma politiche ‘con’ la famiglia”.Il punto di vista della famiglia. “Le politiche regionali a favore della famiglia – afferma Salvatore Masi, presidente della Consulta regionale per la famiglia, spiegando le ragioni delle iniziative – non sono organiche ma spezzettate nei programmi dei vari dipartimenti”. Così “alcune misure sono contenute nelle norme relative alla sanità, altre in quelle a proposito di formazione ed istruzione con la concessione di agevolazioni per il diritto allo studio e altre relativamente ai lavori pubblici con l’assegnazione di alloggi popolari. Si tratta di compartimenti stagni che mancano di uno sguardo d’insieme”. Per questo “in Consulta abbiamo deciso di affidare al Centro internazionale studi famiglia (Cisf) una ricognizione dei dati disponibili sulle politiche familiari e sociali locali e una mappa dei bisogni rilevati, però, attraverso la voce delle famiglie”. Sono previsti, infatti, oltre a quelli con operatori dei servizi ed amministratori, “focus group in cui un intervistatore esperto dialogherà con gruppi ristretti di famiglia distribuiti sul territorio regionale che comprendano due tipologie specifiche: famiglie con figli minori e giovani tra i 25 e i 35 anni, cioè le fasce che affrontano il progetto familiare al suo inizio”. “Questa mappa – conclude Masi – servirà ad elaborare proposte di armonizzazione tra politiche per la famiglia che presenteremo in un convegno affinché aiutino ad indirizzare l’attività legislativa e programmatica locale”.La normale fatica quotidiana. “È molto importante una fotografia delle famiglie lucane – sostiene Giuseppe Giuratrabocchetta, presidente del Forum delle associazioni familiari della Basilicata – perché il nostro è un territorio vasto e relativamente poco popolato. Se nei capoluoghi e nei centri più grandi le problematiche relative alla famiglia sono più evidenti, la situazione nei paesini è meno conosciuta”. Oggi, sostiene il presidente del Forum, “è necessario un sostegno alla famiglia ‘normale’ di cui nessuno si occupa e che vive, per esempio, una sempre maggiore difficoltà nel conciliare i tempi del lavoro con quelli della vita familiare”. “Lo sforzo del Forum, che raccoglie 15 associazioni sul territorio regionale – spiega Giuratrabocchetta -, è far incontrare le famiglie e provocare un confronto sulla ‘normale fatica quotidiana’ per evidenziare come si tratti di problematiche comuni e risolvibili”. Tra queste anche “lo scarso dialogo tra scuola e famiglia”. È il motivo per il quale la Consulta regionale per la famiglia ha messo in programma degli incontri formativi per genitori e insegnanti: “Andiamo tutti di corsa e non ci sono più i tempi per dialogare: l’insegnante racconta come va il bambino a scuola e il genitore non interagisce; le due esperienze non si integrano e quando la famiglia non dispone di altre risorse culturali, i bambini restano abbandonati nel mezzo”.Promuovere relazionalità. “Il progetto ‘100% Famiglia’ – spiega Giuseppe Grieco, presidente dell’associazione ‘Famiglia, accoglienza e vita’ di Melfi – finanzia la gestione di due centri a Potenza e Matera dove le famiglie possano incontrarsi per socializzare, in un’ottica di auto-aiuto”. Il primo passo è “far uscire le famiglie dal privato dove sono rinchiuse. Venute meno le reti delle famiglie allargate e del vicinato, le persone non si incontrano più”. Si tratta di “una condizione accentuata in Basilicata dall’isolamento dei piccoli centri per la mancanza di strade di collegamento e di trasporti pubblici dopo le ore 18” ed anche “da un estremo pendolarismo lavorativo: oggi il lavoro assorbe la maggior parte delle energie e modifica storie personali e comportamenti di vita collettivi”. “I centri nei due capoluoghi – aggiunge Grieco – sono sperimentali: se il progetto va bene, vorremmo allargare la proposta su tutto il territorio regionale nella convinzione che il sostegno alle famiglie non può essere solo di tipo economico e fiscale, ma necessiti di un investimento in relazionalità”. “In questo senso – conclude Grieco – il ruolo dell’associazionismo e della Consulta per la famiglia è quello di porsi come ‘sentinella’ che segnala problemi che richiedono il maturare di una consapevolezza condivisa”.a cura di Chiara Santomiero(26 febbraio 2010)

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