Rafforzare i legami

2010, Istanbul capitale culturale d'Europa

A credere a certi mass media, questa decisione è sorprendente. Che essa abbia delle ripercussioni politiche non è una sorpresa, ma restiamo al piano culturale. Per coloro che abitano questa città, è una cosa evidente! Si potrebbe perfino dire che l’antica Costantinopoli condivide le radici cristiane d’Europa. Dalla basilica di Santa Sofia, monumento ineguagliato nei secoli, che dal VI secolo domina la città con la sua imponenza, al gioiello della piccola chiesa bizantina del San Salvatore di Chora, la storia resta indelebile. È vero che tutti questi prestigiosi monumenti di valore inestimabile sono oggi dei musei, vestigia di un passato ormai trascorso. Monito a tutti coloro che vogliono occultare il proprio passato dimenticando le proprie radici!Quando si vive in Turchia, non si può che restare colpiti dalla successione dei tre imperi, quello romano, quello bizantino e quello ottomano, tutti e tre fortemente radicati in Europa. Se oggi Istanbul ingloba armoniosamente le due rive del Bosforo, gettando ponti magnifici verso il lato asiatico, essa nondimeno resta saldamente ancorata allo spazio europeo fin dalle origini. La piccola comunità cristiana locale, erede di questa lunga storia, condivide anch’essa questo lungo radicamento in Europa. Come dimenticare che, alla fine del primo millennio, il mondo cristiano si affrontava dal lato europeo, sulle due rive del Corno d’Oro. È dal lato europeo di Costantinopoli che si consumava purtroppo la rottura tra le due Chiese, quella d’Oriente e quella d’Occidente. Per ancora tanto tempo, la riva destra e la riva sinistra del Corno d’Oro costituiranno una specie di cesura naturale tra la Chiesa bizantina e la Chiesa Latina, ed è questa la situazione che ha incontrato il conquistatore ottomano nel 1453, negoziando abilmente con ambo le parti.Ancora quest’anno, durante la Settimana mondiale di preghiera per l’unità dei cristiani, le varie comunità di Istanbul si sono riunite ogni giorno in una chiesa diversa, componendo un bel mosaico culturale e religioso. Significa che la presenza cristiana, per quanto modesta, non è straniera all’immagine multiculturale di Istanbul, come ci ricordano in varie occasioni i più alti responsabili della città. È per questo motivo che anche noi, cristiani di Istanbul, accogliamo con gioia questo avvenimento culturale europeo e cerchiamo di prendervi parte a nostro modo.Abbiamo d’altronde appena terminato I’Anno Paolino, che ci ha portato una cifra record di turisti pellegrini sui passi di San Paolo, venuti a rigenerarsi alle origini della fede, a tal punto che non è esagerato dire che la Turchia di oggi è il prolungamento naturale di quella che i cristiani chiamano Terra Santa.Tutto ciò non può che rafforzare i nostri legami con l’Europa, specialmente nella sua dimensione cristiana, ed è una gioia e un onore per i cristiani di Turchia apportare il proprio contributo a questo ravvicinamento culturale.

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