Spagna, Francia, Germania, Slovenia

Spagna: uso responsabile delle risorse della terraUn invito a “rivedere l’uso delle risorse della terra date da Dio a beneficio di tutti gli uomini e non per il benessere e il guadagno di pochi”. Lo ha fatto l’arcivescovo di Madrid, card. Antonio Rouco Varela, nella lettera pastorale che ha scritto in occasione del lancio della nuova campagna contro la fame della ong cattolica Manos Unidas, che inizierà domenica 14 febbraio. “L’utilizzo sconsiderato dei beni della terra – ha scritto il porporato – ha un innegabile effetto negativo, che colpisce con particolare forza i popoli meno sviluppati, quindi esso soffrono con maggior virulenza le conseguenze del comportamento egoista dei Paesi più sviluppati”. Il cardinale esorta a “prendere coscienza una volta di più dell’urgente necessità morale di una rinnovata solidarietà inter-generazionale, soprattutto nelle relazioni tra Paesi in via di sviluppo e quelli molto industrializzati”. La difesa della creazione, ha osservato il card. Rouco Varela, “non può prospettarsi al margine dei problemi che colpiscono la persona umana, centro dell’universo, come generalmente si fa”. Perciò, ha concluso, “sono particolarmente luminose le parole del Papa che rilevano la contraddizione di posizioni attuali nel campo della difesa della ecologia quando non è accompagnata dalla difesa della persona umana”. Francia: tempo di evangelizzazione”In questi tempi tormentati”, i vescovi di Francia, attraverso la penna del vescovo Claude Dagens, propongono delle “ragioni per sostenere in modo chiaro e fraterno la pratica della evangelizzazione” in un mondo fortemente segnato da una profonda ricerca di senso. Con queste parole il portavoce della Conferenza episcopale francese, mons. Bernard Podvin, ha presentato nei giorni scorsi la pubblicazione di un testo dal titolo “Tra sfide e rinnovamenti, la passione del Vangelo. Indifferenza religiosa, visibilità della Chiesa e evangelizzazione”. Il testo – edito come base di riflessione per il periodo quaresimale – è il frutto di un lungo lavoro portato avanti da un gruppo di vescovi. Incaricati nel 2007 dall’assemblea dei vescovi francesi, i presuli hanno quindi redatto un rapporto sull’indifferenza religiose e la visibilità della Chiesa. Il lavoro è stato presentato a più riprese alle assemblea plenarie dei vescovi fino ad arrivare alla sua versione definitiva nel novembre del 2009. Alla Chiesa non è richiesto di adottare un atteggiamento dettato da quello che i vescovi chiamano “indurimento identitario” o il suo esatto contrario e cioè il “mimetismo sociale”. “Questo testo – spiega mons. Podvin – invita ciascuno ad affinare la propria attenzione ai segni che attestano la nascita di un mondo liberato dal male”. Si tratta quindi di “non eludere gli interrogativi più essenziali e di credere che essi possono essere fecondi” sei i cristiani sono capaci di “testimoniare una speranza aperta a Dio”. Germania: preghiere ecumeniche per gli atleti olimpiciAlla vigilia dell’inaugurazione delle Olimpiadi invernali di Vancouver, il 12 febbraio, la Chiesa cattolica e la Chiesa evangelica tedesca hanno diffuso un appello congiunto alla sportività e allo spirito di squadra. In un opuscolo distribuito agli atleti tedeschi che partecipano alla manifestazione, mons. Robert Zollitsch, Presidente della Conferenza episcopale tedesca e Margot Käßmann, Presidente del consiglio della Chiesa evangelica sottolineano l’importanza dell’evento che riunisce persone di tante nazioni e culture. “Quale immagine di Dio, l’essere umano riconosce i suoi limiti, così come la sua responsabilità per gli altri e l’ambiente in cui vive”, si legge nel documento. I capi delle due Chiese ricordano il concetto di “responsabilità” con cui gli atleti sono tenuti a confrontarsi continuamente: “responsabilità verso gli altri membri della squadra o verso gli avversari sportivi, senza la quale non esisterebbero le gare”. La brochure contiene testi biblici, preghiere e meditazioni. Gli atleti tedeschi saranno accompagnati a Vancouver dai rispettivi cappellani olimpici Hans-Gerd Schütt (cattolico) e Thomas Weber (evangelico). Anche la squadra polacca a Vancouver sarà accompagnata dal suo cappellano, il vescovo Marian Florczyk, responsabile per conto dell’episcopato dell’assistenza spirituale degli sportivi, coadiuvato da padre Edward Plen. Slovenia: la prima università cattolica del Paese”Studi Aziendali”: è questa la prima facoltà della futura università cattolica in Slovenia, voluta dalla Conferenza episcopale slovena (Ces), che prenderà il via nell’anno accademico 2010/2011. A comunicarlo l’11 febbraio è la stessa Ces che fornisce i dettagli dell’iniziativa. “Il programma accademico, di durata triennale, si basa sulla Dichiarazione di Bologna (1998). I corsi attivati comprenderanno scienze aziendali ed economiche, i principi fondamentali dell’ordine giuridico e le competenze in ambito comunicativo”. Previste anche lezioni di contenuto umanistico con accento su etica e responsabilità sociale. La facoltà collaborerà con la Federazione internazionale delle università cattoliche, in particolare con quelle di Boston College, Georgetown University, Oxford University, Lione, Navarra e con la Iese scuola aziendale a Barcellona. Gli studenti potranno svolgere parte degli obblighi accademici frequentando le università straniere. La missione formativa dell’Istituto comprende anche attività di ricerca e di sviluppo nell’ambito delle scienze umanistiche e tecniche. Il suo compito è fondare istituti superiori di diverso indirizzo, biblioteche universitarie, centri studi e case degli studenti che faranno parte della futura università cattolica. Nell’ambito dell’Istituto sono attivi tre istituti: la facoltà di Studi Aziendali, Studia slovenica e l’Istituto di legge dei diritti umani.

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