Può essere migliorata

La legge sulla famiglia tra luci e ombre

L’Umbria ha la legge sulla famiglia. Martedì 9 febbraio il Consiglio regionale ha approvato il disegno di legge “Disposizione per la promozione e la tutela della famiglia”, che trae origine dalla proposta d’iniziativa popolare del Forum regionale delle associazioni familiari accompagnata da circa 12mila firme. L’Umbria, dunque, valorizza la famiglia intesa come nucleo fondante della società, formato da persone unite da vincoli di coniugio, parentela e affinità; ne riconosce la funzione sociale dell’associazionismo e, con una norma finanziaria, definita dalla Giunta, stanzia 3 milioni e 100 mila euro aggiuntivi, destinandoli alle famiglie vulnerabili e in condizioni di grave disagio. Strumenti della legge sono il sostegno alle giovani coppie nella formazione di una nuova famiglia, particolarmente nelle situazioni più disagiate, nelle famiglie numerose o in crisi, con riferimenti precisi alla libertà di scelta e parità di trattamento tra gli iscritti alle scuole pubbliche, statali e paritarie; al potenziamento delle attività dei consultori familiari; alla valorizzazione della maternità e paternità responsabili; alla prevenzione dell’abbandono alla nascita; al sostengo dei genitori durante la gravidanza. Meglio di niente. Soddisfatto a metà Simone Pillon, presidente regionale del Forum delle associazioni familiari. “Si tratta di un testo largamente rimaneggiato – sostiene Pillon – assai diverso dalla nostra originaria proposta. Il testo, dopo l’accoglimento degli emendamenti che avevamo presentato, fa finalmente chiarezza almeno riguardo alla definizione di famiglia, correttamente indicata come fondata sul legame coniugale, genitoriale o di affinità. Quella distinzione tra famiglia e altre forme di convivenza permette di sostenere e valorizzare il pubblico impegno assunto dagli sposi. Assai lacunosa e ancora limitata da visioni ideologiche è invece la parte relativa alla difesa della vita umana: basti pensare che la nascita di un nuovo figlio è annoverata tra le cause di disagio. Gli interventi proposti sono minimi e inadeguati all’urgenza della situazione”. Su questo aspetto il Forum “solleciterà nella prossima legislatura regionale una sorta di testo unico regionale per la difesa della vita, reso ormai necessario dal preoccupante calo demografico e dall’alto tasso di abortività riscontrato in Regione”. È scomparsa la “Family card”, sostituita da generici “contributi” alle famiglie in situazioni di disagio, sono stati soppressi i più innovativi progetti di mutuo sostegno anche se è stato valorizzato – almeno sulla carta – il ruolo dell’associazionismo familiare. “Sono state trascurate anche le famiglie in crisi: noi avevamo proposto percorsi conciliativi e sostegno economico ai genitori nella separazione e nel divorzio, ma nel testo finale è rimasta solo la mediazione. In definitiva avremmo preferito che la nostra proposta fosse rispettata, mentre i consiglieri hanno preferito sminuire la volontà popolare e riscrivere completamente la legge; non è il testo che avremmo voluto – evidenzia Pillon – ma alla fine riteniamo che sia meglio di niente”.Soddisfazione con qualche dubbio. “Finalmente c’è una legge organica che abbraccia le famiglie e le sue necessità”, afferma padre Luciano Temperilli, direttore dell’Ufficio di pastorale familiare della Conferenza episcopale umbra, il quale aggiunge: “Un grazie va dato al Forum delle famiglie che con la sua proposta di legge, sottoscritta da migliaia di famiglie umbre, ha messo finalmente la famiglia come soggetto che si relaziona con la politica. Ci si augura che si possano trovare le risorse per il sostegno alla famiglia, altrimenti tutto rimane solo nei buoni propositi. Speriamo anche che la famiglia sappia farsi valere non solo come soggetto richiedente, ma come soggetto che opera per il bene della società attuale e per il futuro delle giovani generazioni”. L’associazione Famiglie Nuove esprime vivo apprezzamento per l’approvazione della legge: “Con questa iniziativa, la Regione dell’Umbria si pone finalmente accanto ad altre Regioni che hanno legiferato a favore della famiglia. In questo contesto, l’associazione offre da subito la propria disponibilità a collaborare con le Istituzioni e tutte le altre associazioni familiari per dare un contributo attivo nell’ottica che la nuova legge prevede riguardo il ruolo dell’associazionismo familiare”. Il sostegno alle giovani coppie nella formazione di una nuova famiglia contenuto nella legge soddisfa Rita Musco, psicologa del Centro pastorale familiare di Spoleto: “Con la formazione delle nuove famiglie e delle figure genitoriali si riesce a prevenire i costi anche sociali, oltre che umani, delle conseguenze di una cattiva gestione del ruolo genitoriale, specialmente in caso di separazione e/o divorzio, situazioni in cui i minori, e i figli in generale, giocano spesso il ruolo inconsapevole di merce di scambio e moneta di ricatto. Sono, invece, dispiaciuta che la proposta della ‘carta famiglia’ non sia stata approvata. Poteva riconoscere l’organismo-famiglia come un’unità che ha diritto ad un trattamento adeguato. Nutro, poi, delle perplessità sull’entità delle somme da erogare come fondi di sostegno a vario titolo alla famiglia”.a cura di Francesco Carlini(11 febbraio 2010)

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