Religiosi, new media

Religiosi: a Czestochowa incontro europeo Quest’anno per la prima volta l’Unione delle Conferenze europee dei superiori e delle superiore maggiori (Ucesm) organizza la sua 14ª Assemblea Generale dal 8 al 14 febbraio 2010 a Czestochowa in Polonia. I partecipanti saranno i delegati delle 37 Conferenze di vita religiosa, membri dell’Ucesm, di 25 Paesi d’Europa che rappresentano circa 400.000 religiosi e religiose. Il conferenziere principale, p. José Cristo Rey García Paredes cmf, inviterà i partecipanti a riflettere sul tema della speranza come missione della vita religiosa nel contesto europeo. Il tema dell’Assemblea sarà infatti: “Vita religiosa in Europa: storie di speranza, speranza per la storia”. Il noto storico polacco Jerzy Kloczowski è convinto che le comunità religiose aperte al mondo e agli altri per il cristianesimo contemporaneo hanno un ruolo particolarmente importante. Le radici della nostra cultura, afferma lo studioso, “affondano nella Res publica cristiana cui modello è stato creato proprio da ordini religiosi presenti dall’anno mille in tutta Europa latina”. Secondo il professore, la regola di S. Benedetto, dichiarato patrono dell’Europa unita, è, di fatto, una prima costituzione europea. Più tardi, “proprio su quella base è maturata una concreta visione dell’uomo libero che, uguale agli altri dovrebbe intrattenere con loro delle relazioni fraterne”. Secondo mons. Wojciech Polak, vescovo ausiliare di Gniezno, “la ricchezza di vita consacrata non sta in quello che gli ordini, istituti o congregazioni fanno per la Chiesa ma nel fatto che le persone consacrate sono un chiaro segno di una totale dedizione a Cristo”. “Le persone consacrate indicano al mondo dove l’individualismo sembra un valore così grande, che vivere in comunione è possibile e che, come Chiesa, insieme camminiamo lungo la strada indicataci da Gesù Cristo”. In Polonia, sono presenti 61 congregazioni maschili e 151 femminili nonché 35 istituti secolari con circa 40 mila persone consacrate. Dopo il 1980 in tutto il Paese – caso unico al mondo – hanno iniziato le loro attività 73 nuovi istituti di vita consacrata. Il numero dei loro membri non solo non è diminuito ma, dal 1998 è cresciuto di 650 persone. Le Missionarie della carità di Madre Teresa, solo recentemente insediatesi in Polonia, negli ultimi 12 anni sono addirittura raddoppiate. A metà degli anni ’90 le persone consacrate conducevano in Polonia circa 1000 opere. Oggi ne guidano il doppio tra case di esercizi spirituali, scuole di ogni ordine e grado (oltre 800), case di cura, ambulatori e centri ospedalieri (400) e in totale 180 centri di comunicazione di massa come quello dei padri redentoristi diretto dal rev. Tadeusz Rydzyk. E mentre una delle emittenti televisive è di proprietà dei francescani, p. Leon Knabit, benedettino, ha condotto un proprio talk show nella Tv pubblica.New media: parrocchie sempre più digitaliA Radlino, un piccolo Paese della regione di Slesia, grazie alla facilità di accesso ad internet, le persone più anziane e malate possono partecipare alle funzioni liturgiche. Una telecamera installata all’interno della chiesa permette di trasmettere on line tutte le funzioni religiose. “Abbiamo anche una pagina web attualizzata in tempo reale” sottolinea il sacerdote la cui parrocchia è fra le tre finaliste del concorso “Il continente digitale” bandito su iniziativa del rev. Jozef Kloch, portavoce della Conferenza episcopale polacca e direttore generale della fondazione Opoka (www.opoka.org), dal settimanale Computerworld e da uno dei gestori della telefonia mobile (Polkomtel). Il concorso mira a individuare la parrocchia che realizza la missione evangelizzatrice utilizzando nel modo migliore i mezzi informatici, e operando a favore della comunità locale. Il titolo della Parrocchia digitale 2009 è stato conferito, dopo una verifica in loco da parte degli organizzatori del concorso alla parrocchia intitolata a San Stanislaw Kostka a Korytowo nella diocesi di Stettino – Kamien Pomorski la quale, nonostante le difficoltà di accesso alla rete, stimola con efficacia la comunità locale, integrandola e promuovendo l’uso delle nuove tecnologie informatiche. Il centro parrocchiale della Caritas, attivo da 11 anni, si adopera a sostegno delle famiglie spesso disagiate (a seguito dello smantellamento delle aziende agricole di proprietà dello Stato ai tempi del regime comunista), contrastando l’esclusione sociale, così come quella digitale attraverso l’insegnamento dell’uso della rete. Difficoltà simili si riscontrano nella parrocchia intitolata a S. Stanislao Vescovo e Martire di Szczecinki nel nord-est della Polonia, la terza delle finaliste del concorso. Con le trasformazioni economiche e il passaggio all’economia di mercato, sul territorio della parrocchia il tasso di disoccupazione supera il 20%. Questo comporta gravi problemi, interconnessi tra loro, come alcolismo, disagio sociale, marginalizzazione e mancanza di prospettive che portano all’accrescere dell’aggressività, delle dipendenze da sostanze tossiche, e della depressione. La cerimonia della premiazione avrà luogo il 25 febbraio presso il Seminario Maggiore di Tarnow.

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