L’esodo impegnativo

L'invito del Papa a superare la propria autosufficienza

Un cammino verso il superamento della propria autosufficienza. Così potrebbe essere inteso il cammino quaresimale indicato quest’anno da Benedetto XVI. Un cammino per scuotere un po’ le proprie convinzioni; quella di sentirsi a posto con la propria coscienza, perché si riconosce a ciascuno il suo; quella di pensare che sia sufficiente compiere delle buone opere per meritare la vita eterna; quella di credere di poter da soli guarire sé stessi.
In realtà, bisogna riconoscere di essere stati preceduti da Dio. Si tratta di realizzare una sorta di esodo spirituale, definito dal Papa, ben più profondo di quello che Dio ha operato con Mosè, un’autentica liberazione del cuore. Ciascuno è chiamato a rigettare la presunta sufficienza per vivere serenamente la propria indigenza. Ne va della verità di sé e del senso del proprio impegno nel mondo.
Avere fede significa accettare di aver bisogno che un Altro mi liberi del mio, per darmi gratuitamente il suo. Non è forse questa la Redenzione? Il passo della Lettera ai Romani, proposto da Benedetto XVI nel suo messaggio per la Quaresima, conduce a contemplare il paradosso della salvezza cristiana. L’uomo è stato reso giusto da Cristo, Egli ha preso ciò che era proprio dell’uomo – il peccato – e gli ha donato ciò che era suo: la vita intima di Dio. "Ora invece – scrive l’apostolo Paolo – indipendentemente dalla Legge, si è manifestata la giustizia di Dio… per mezzo della fede in Gesù Cristo, per tutti quelli che credono. Infatti, non c’è differenza, perché tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio, ma sono giustificati gratuitamente per la sua grazia, per mezzo della redenzione che è in Cristo Gesù. È lui che Dio ha stabilito apertamente come strumento di espiazione, per mezzo della fede, nel suo sangue".
La giustizia di Dio resta sempre sopra quella umana. Essa è benevolenza, misericordia, amore, vita nuova. La logica umana è quella di dare a ciascuno il “suo” nel bene e nel male; una logica, però, scardinata dalla redenzione di Cristo, che appare a noi come un mistero. Perché il Padre non ha abbandonato gli uomini, ma li ha salvati nel proprio Figlio? Ecco il Mistero della Redenzione, un mistero di amore. Sì, la giustizia divina è profondamente diversa da quella umana: Dio ha pagato per noi nel suo Figlio il prezzo del riscatto, “un prezzo davvero esorbitante”.
Davanti all’immenso amore di Dio, che non schiaccia la sua creatura, ma che, al contrario, la rinnova in profondità, non c’è più posto per l’autosufficienza. L’uomo senza Cristo non capirebbe se stesso. Egli è tutto. Se la Quaresima è un cammino di conversione, “convertirsi a Cristo, credere al Vangelo, significa in fondo proprio questo: uscire dall’illusione dell’autosufficienza per scoprire e accettare la propria indigenza – indigenza degli altri e di Dio, esigenza del suo perdono e della sua amicizia”. Grazie all’opera di Cristo, l’uomo può entrare nella giustizia "più grande", che è quella dell’amore, “la giustizia di chi si sente in ogni caso sempre più debitore che creditore, perché ha ricevuto più di quanto si possa aspettare”. Altro che autosufficienza o sicurezza di sé.
Se si accetta la logica di Dio, si cambia il mondo. Forte dell’esperienza di Cristo, l’uomo realizza una società giusta, dove tutti ricevono il necessario per vivere secondo la propria dignità di uomini e dove la giustizia è vivificata dall’amore. Una società dove quello che si riconosce al prossimo non è solo il pane materiale, ma il nutrimento spirituale secondo una logica di gratuità.
Il Papa spiega che “ciò di cui l’uomo ha più bisogno non può essergli garantito per legge”. Infatti, per godere di un’esistenza in pienezza, all’uomo è necessario qualcosa di più intimo che può essergli accordato solo gratuitamente. L’uomo vive di quell’amore che solo Dio può comunicargli avendolo creato a sua immagine e somiglianza.
I beni materiali, quelli garantiti per legge e per giustizia, sono certamente utili e necessari ma non sono ancora il "suo" che è dovuto ad ogni uomo. Come e più del pane, egli ha infatti bisogno di Dio!
La Quaresima ha come meta la celebrazione della giustizia divina nei giorni del Triduo pasquale. A ciascuno è chiesto di anticipare nei passi della vita questa particolare manifestazione di Dio in Cristo e di ripartire da essa. Sì la liturgia è fonte e culmine dell’esperienza cristiana.

Marco Doldi

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