Un popolo che non si arrende

Marcia internazionale il 7 marzo per ridire "sì" alla vita

Il “popolo della vita” in Spagna non si arrende di fronte al disegno di legge che riforma, in senso più permissivo, la legge sull’aborto. Con il titolo “Spagna vita sì”, la marcia internazionale per la vita si terrà il 7 marzo, in piena presidenza spagnola dell’Unione europea, un periodo decisivo nel dibattito parlamentare sul progetto di legge sull’aborto. La marcia porterà in Europa e negli altri continenti la protesta spagnola. Intanto, Diritto a vivere (Dav), piattaforma impegnata nella difesa della vita, consegnerà un milione di firme contrarie al progetto legislativo, il prossimo 28 gennaio, alla Camera.Un “sì” alla vita. L’anno scorso, il 29 marzo, è stata organizzata la prima marcia per la vita, per protestare contro l’iniziativa del Governo spagnolo di riforma della legge sull’aborto che introduce l’aborto indiscriminato a partire dalle ragazze di 16 anni, restrizioni all’obiezione di coscienza del personale sanitario e l’introduzione di tecniche abortiste come materie nelle facoltà di medicina. Gli enti organizzatori della marcia vorrebbero rendere stabile la tradizione della marcia nel mese di marzo, nel quale è già fissata la Giornata mondiale della vita (il giorno 25 marzo). Quest’anno la marcia per la vita si celebrerà contemporaneamente in circa un centinaio di città, sia spagnole che europee in generale e americane. Il tema scelto “Spagna vita sì” vuole sottolineare due aspetti: la proiezione oltre i confini spagnoli della causa a favore del diritto alla vita e l’affermazione di questo diritto da parte di una chiara maggioranza di spagnoli che domandano di essere ascoltati e che non si imponga loro la legge sull’aborto. Il sottotitolo dell’iniziativa, sia in Spagna sia all’estero, sarà “In democrazia si ascoltano i cittadini”. Dai sondaggi di opinione effettuati nell’ultimo periodo circa la legge sull’aborto emerge, infatti, che la maggior parte degli spagnoli sono contrari alla riforma liberista.Dieci ragioni per un referendum. La marcia ha anche come obiettivo di chiedere al presidente del Governo il referendum dal titolo: “Approva la regolazione dell’aborto inclusa nella legge di salute sessuale e riproduttiva e di interruzione volontaria di gravidanza?”. Varie organizzazioni leader del movimento civile, come la Concapa (Confederazione cattolica di genitori di alunni) o l’Istituto di politica familiare, hanno chiesto, infatti, un referendum sul progetto legislativo sull’aborto. Dav, HazteOir.org, Professionisti per l’etica e altre associazioni hanno assecondato questa petizione, creando l’iniziativa “Referendum vita sì”. I promotori hanno anche scritto un decalogo con dieci buone ragioni a favore del referendum. La prima è che “l’aborto è un male oggettivo” e si deve rifiutare qualsiasi legge lo favorisca; la seconda è che il diritto alla vita “non si vota, ma le leggi ingiuste che lo negano sì”. La terza è che non dovrebbero essere 350 deputati a decidere al posto dei cittadini su un diritto fondamentale. Inoltre, quarta ragione, la Costituzione spagnola prevede il referendum consultivo su decisioni politica di speciale importanza”. La quinta è che i cittadini non vogliono che si approvi una legge ingiusta a loro nome. E poi, sesta ragione, è giusto che coloro che hanno voluto e appoggiato questa legge ingiusta paghino nelle urne la loro scelta. Si tratta poi, settima e ottava ragione, di una legge non solo ingiusta ma anche illegittima e autoritaria. I promotori del referendum chiedono, nona ragione, di “fare politica il più direttamente possibile” senza dipendere dai partiti politici. Infine, decima ragione, “la vita è al di sopra di qualsiasi legge, ma noi chiediamo che si difenda per legge”.Un giorno di festa. A Madrid la marcia per la vita si terrà alle 12 del 7 marzo e avrà un carattere gioioso e festoso, con carrozze, musica e uno spettacolo extra di giovani, con la presenza di leader di opinione e di celebrità. Sin da ora e fino al 7 marzo saranno organizzati eventi in tutto il Paese per far conoscere la marcia per la vita. Sono già tante le adesioni alla marcia; tra gli altri: Rete europea di Istituti di politica familiare, Istituto di politica familiare di Spagna, Università Francisco de Vitoria, Professionisti per l’etica, Federazione di piattaforme civiche in difesa della famiglia, Libri liberi, Religione nella libertà, Piattaforma Maestà non firmi, Forum liberale, Associazione per le libertà e i diritti civili, Fondazione “Educatio Servanda”.

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