Il territorio è pronto

Gli incaricati regionali e il convegno Cei del 22-24 aprile (1) " "

Seminari, incontri, convegni, giornate di studio e di approfondimento… Sono tante e diverse le iniziative promosse sul “territorio” in preparazione al convegno nazionale “Testimoni digitali. Volti e linguaggi nell’era crossmediale”. L’evento, organizzato dalla Cei, si terrà a Roma dal 22 al 24 aprile 2010 e chiamerà a raccolta quanti si occupano di comunicazione e cultura nel nostro Paese. “Tutti – ha spiegato al SIR mons. Domenico Pompili, direttore dell’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali della Cei (testo integrale dell’intervista: clicca qui) – sono coinvolti nella preparazione di questo importante appuntamento” che “intende mettere a tema la nuova condizione culturale profondamente connotata dal digitale”. Al riguardo, mons. Pompili ha incontrato a Roma, nei giorni scorsi, gli incaricati regionali per le comunicazioni sociali, per mettere a punto una comune sinergia e unità d’intenti nell’organizzazione dell’evento. A margine della riunione, abbiamo chiesto agli incaricati “quale può essere il contributo del territorio per il convegno nazionale”. Ecco cosa ci hanno risposto…

Basilicata: in programma un seminario regionale. “La Basilicata con le sue 6 diocesi – assicura Tonio Galotta, incaricato regionale per le comunicazioni sociali – non è assente dal dibattito sui mass-media e sul tema del prossimo convegno nazionale. Un incontro con mons. Pompili, nel novembre scorso, è servito a dare un primo impulso ai componenti degli Uffici diocesani delle comunicazioni sociali sia sui temi della comunicazione sia sul convegno di aprile”. Intanto, fa sapere Galotta, “è in programma un seminario regionale con i giornalisti e gli operatori della comunicazione con i quali la comunità ecclesiale vuole quotidianamente interloquire affinché la proposta evangelica possa continuare a trovare spazio in una Regione” dove “forti disagi sono comunque presenti”, ma “ancora più forti sono i legami fra le persone, che le nuove tecnologie e i nuovi mezzi della comunicazione devono contribuire a mantenere saldi”. Ai “periodici diocesani”, che “in questi mesi daranno rilievo al convegno nazionale e all’incontro con il Papa, si aggiungeranno alcune iniziative nelle singole diocesi”. Su questi temi, conclude Galotta, “ci si confronterà, nelle prossime settimane, in seno alla Commissione regionale per le comunicazioni sociali”.

Liguria: convegno regionale e incontri diocesani. Per Carlo Arcolao, incaricato regionale della Liguria, “la partecipazione attiva al convegno nazionale per coloro che, all’interno della Chiesa cattolica, pastori e fedeli, operano nel settore delle comunicazioni” sarà “un’esperienza formativa personale imperdibile e, nel contempo, un dovere per prepararsi a meglio corrispondere alla missione evangelizzatrice che ogni cristiano deve perseguire, ricorrendo all’utilizzo degli strumenti, anche i più moderni, atti a diffondere informazioni e messaggi”. Arcolao spiega che, in vista di un'”ampia e qualificata partecipazione da parte delle 7 diocesi della Liguria, è in programma un convegno regionale, che sarà preceduto da incontri diocesani, per un primo approccio ai diversi argomenti che verranno trattati e per sollecitare una presenza a Roma”. Nell’arcidiocesi di Genova, aggiunge l’incaricato regionale, “è già stata avviata un’operazione per attivare una web tv, selezionando nell’ambito del gruppo degli animatori della comunicazione coloro che ne dovranno curare il funzionamento con il coordinamento di sacerdoti che abbiano conoscenze informatiche”.

Marche: interrelazione dei media nelle diocesi. “L’aspettativa all’evento – dice don Dino Cecconi, incaricato regionale delle Marche (13 diocesi) – si espande nel territorio a diverse intensità. È maggiore senza dubbio dove l’interesse del campo mediatico viene coltivato da chi lo sente vicino o lo vive”. Senza parlare “in generale” della Regione, don Cecconi coglie “alcune caratteristiche concrete. Sei anni fa, ad esempio, il vescovo di Ascoli Piceno, oltre che consegnare – come avviene nelle diocesi – il mandato ai catechisti… lo diede anche agli informatici. Senso di missione nella Chiesa, nella diocesi”. La stessa diocesi “si sta preparando con un gruppo di circa 150 persone all’evento ‘Testimoni digitali’ con una serie di incontri formativi per la consapevolezza e la responsabilità nei social network, con tematiche come queste: potenzialità e buone regole d’uso dei social network; rischi e pericoli nei social network; avviso ai naviganti, i consigli del Garante della privacy”. Tutto ciò è “rivolto a un gruppo che da tempo sta facendo un certo percorso in diocesi”; si tratta di “un’opportunità anche per chi è stimolato ad approfondire il tema”. In generale, conclude don Cecconi, “c’è l’intento di interrelazione dei media nelle diocesi e di sviluppare il tutto nel clima dell’emergenza educativa”.

Puglia: un’attenzione particolare al linguaggio. “Incontrarsi, dialogare, riflettere, coinvolgere ed operare”. Sono questi, secondo Enzo Quarto, incaricato regionale della Puglia (19 diocesi), gli snodi “fondamentali nella preparazione territoriale” a “Testimoni digitali”. Il “passaggio epocale che stiamo vivendo nella comunicazione massmediale”, riflette Quarto, “impone a tutte le persone di buona volontà una presenza consapevole e un impegno quotidiano nel promuovere i valori della vita di relazione. Bisogna abbandonare le proprie ‘navigazioni’ individuali, per condividere e coinvolgere in progetti di vita sui nuovi strumenti digitali della comunicazione, che sono un’opportunità educativa e orientativa delle nuove generazioni e dell’intera società”. Questo percorso “può riunificare generazioni apparentemente lontane sull’incontro tra domanda di relazione ed offerta di conoscenza ed esperienza”. La preparazione al convegno nazionale, continua l’incaricato, “deve coinvolgere tutti i comunicatori sociali e gli operatori culturali della Chiesa, perché sappiano essere essi stessi per primi testimoni e protagonisti del cambiamento e riscoprire il coraggio della testimonianza del Vangelo nella comunicazione massmediale. Con un’attenzione particolare al linguaggio”. Perché, evidenzia Quarto, “il cambiamento parte anche da qui: bisogna preferire il linguaggio della relazione a quello dominante della persuasione imposto dal sistema ‘pubblicità’ nella televisione degli ultimi decenni”.

Toscana: far crescere l’attenzione sull’evento. Le 17 diocesi della Toscana, afferma l’incaricato regionale, Riccardo Galli, “risponderanno certamente con entusiasmo alle sollecitazioni sul convegno che già arrivano. Un territorio così articolato, ricco di storia e di tradizioni, cercherà di utilizzare questi mesi per far conoscere agli operatori del settore, cattolici e non, questo importante appuntamento”. Infatti, sottolinea Galli, “siamo certi che i temi trattati e il particolare momento che sta vivendo tutto il mondo della comunicazione, ai diversi livelli, renderà l’incontro di Roma un evento centrale per la riflessione che tutta la categoria dei giornalisti sta attuando in questi anni circa il significato della professione”. Per quanto riguarda la preparazione remota al convegno, dice ancora Galli, “cominceremo sensibilizzando gli incaricati diocesani e cercando di promuovere alcune occasioni d’incontro tra gli operatori per consegnare materiale informativo e far crescere l’attenzione”.

Calabria: il contributo dei giornali Fisc. Tornando al Sud, una “riflessione particolare” viene offerta da mons. Giorgio Costantino, incaricato regionale della Calabria e direttore del settimanale on line “Calabria Ecclesia Magazione”, il quale prende spunto dalla realtà della propria Regione per parlare dell’evento di aprile. “La Calabria – rileva mons. Costantino – non è solo quella che appare spesso sulla stampa nazionale. È una Regione che con la sua Chiesa è attenta verso i nuovi mezzi della comunicazione sociale, non solo ora. Basta ricordare che è stata la prima Regione ecclesiastica ad avere un proprio giornale on line che ancora oggi è molto seguito (Calabria Ecclesia Magazine)”. Inoltre, rimarca l’incaricato, “negli ultimi anni, diverse diocesi calabresi hanno voluto dare vita a periodici settimanali e quindicinali che oggi fanno parte della grande famiglia della Fisc, la Federazione italiana dei settimanali cattolici. Attraverso questi giornali, le 12 diocesi calabresi collaboreranno ad iniziative in vista dell’appuntamento di aprile al quale ci stiamo preparando con entusiasmo, coinvolgendo al massimo gli operatori della comunicazione e della cultura”. Per mons. Costantino, “il convegno rappresenta un’occasione di confronto e un momento forte di appartenenza e di presenza cristiana dentro una società, segnata fortemente dalla cultura massmediale. Un’opportunità per riflettere sulla realtà odierna anche per i nostri giornalisti e per progettare insieme le modalità per comunicare il Vangelo nella cultura di oggi, pure alla luce delle indicazioni dei vescovi italiani sull’educazione (tema degli Orientamenti pastorali per il prossimo decennio)”. In vista del convegno, prosegue il responsabile, “con i direttori dei giornali diocesani e degli uffici delle comunicazioni sociali ci siamo ritrovati a Paravati sabato 23 gennaio, alla presenza anche di mons. Luigi Renzo, vescovo di Mileto-Nicotera-Tropea e delegato dalla Conferenza episcopale calabra per le comunicazioni sociali, per fare il punto della situazione”.

Emilia Romagna: un incontro regionale il 13 febbraio. Nelle 15 diocesi dell’Emilia Romagna, dice l’incaricato regionale, Alessandro Rondoni, “c’è attesa per il convegno nazionale e, in preparazione a questo, il 13 febbraio all’Istituto Veritatis Splendor di Bologna vi sarà un incontro regionale presieduto da mons. Ernesto Vecchi, delegato della Conferenza episcopale dell’Emilia Romagna per le comunicazioni sociali, con mons. Pompili e tutti i responsabili delle associazioni della comunicazione, della Fisc, dell’Ucsi (Unione cattolica stampa italiana)”. Inoltre, “in occasione della festa di san Francesco di Sales è uscito un numero speciale della rivista ‘Il Nuovo Areopago’ su ‘I giornalisti e la verità’ con interventi dei vescovi della Regione, il card. Carlo Caffarra, mons. Luigi Negri, mons. Vecchi, oltre a contributi di numerosi giornalisti cattolici”. Rondoni ricorda che “fra le figure evidenziate nel Convegno ecclesiale di Verona vi è stata anche quella del sacerdote forlivese don Francesco Ricci, prete missionario e testimone in Italia e nel mondo di numerose iniziative giornalistiche ed editoriali”. Per l’incaricato, “la forza di una proposta culturale è ciò che può emergere nella sfida educativa di oggi anche attraverso i mass media”. In Emilia Romagna, riprende Rondoni, “vi è una ricca e diffusa presenza di giornalisti cattolici, come testimoniano il convegno nazionale della Fisc, svoltosi a Forlì per i 90 anni de ‘il Momento’, nel marzo 2009, e quello in programma a Piacenza per i 100 de ‘Il Nuovo Giornale’, nel marzo 2010”. Circa l’evento di aprile, “oltre alla partecipazione al convegno e all’udienza con il Papa – conclude il responsabile – sono previsti una ripresa regionale di ‘Testimoni digitali’ e corsi di formazione a livello locale”.

(1 – continua)

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