Nel solco del dialogo

La Giornata dell'ebraismo in Polonia e in Italia

Il 17 gennaio, la Chiesa in Italia, in Polonia, in Austria e nei Paesi Bassi celebra la “Giornata dell’ebraismo”, espressione di grande apprezzamento dell’ebraismo da parte della Chiesa cattolica. “Laddove ebrei e cattolici vivono fianco a fianco – scrive sull'”Osservatore Romano” padre Norbert J. Hofman, segretario della Commissione per i rapporti religiosi con l’Ebraismo – spesso si producono azioni comuni a livello sia accademico sia concretamente pastorale”. Anche la Conferenza episcopale svizzera si impegna in progetti concreti per l’introduzione di un particolare Dies Iudaicus ed “è auspicabile – aggiunge padre Hofman – che anche altre conferenze episcopali riflettano su questa possibilità di promozione del dialogo ebraico-cattolico”.Polonia. A Cracovia le cerimonie della Giornata dell’ebraismo hanno luogo ogni anno alternativamente in sinagoga o in una chiesa cattolica. Quest’anno una comune liturgia della parola, presieduta dal cardinale Stanislaw Dziwisz, è stata celebrata il 14 gennaio nella basilica dei frati francescani. L’arcivescovo della città polacca e l’ex segretario particolare di Giovanni Paolo II ha sottolineato che la Giornata dell’ebraismo, celebrata in Polonia dal 1998, è stata istituita per “rinforzare quello che è buono nelle relazioni reciproche, e sradicare il male”. Quest’anno, le celebrazioni nazionali sono state organizzate a Tarnow, nel Sud-Est del Paese. Nel primo pomeriggio, cattolici ed ebrei hanno pregato insieme sul luogo dove una volta si erigeva la Grande sinagoga (distrutta dai nazisti) e nel cimitero ebraico. Più tardi, durante una cerimonia ufficiale è stato conferito il prestigioso riconoscimento istituito dal Consiglio polacco di cattolici ed ebrei, ad Alon Goshen-Gottstein, fondatore e direttore dell’internazionale “The Elijah Interfaith Institute”, che si occupa di organizzare incontri di dialogo interreligioso. “Gli incontri con gli ebrei credenti ci permettono di prendere coscienza di una nostra responsabilità comune, e cioè quella per la sorte della religione rivelata nel nostro continente, dominato sempre di più da un aggressivo laicismo”, ha scritto nel suo messaggio il presidente del Consiglio per il dialogo interreligioso della Conferenza episcopale polacca alla guida del Comitato per il dialogo con l’ebraismo, mons. Mieczyslaw Cislo. Secondo Szewach Weiss, già presidente della Knesset e del Consiglio direttivo dello Yad Vashem nonché – dal 2000 al 2003 ambasciatore di Israele in Polonia, “la giornata dell’ebraismo celebrata dalla Chiesa cattolica ha in Polonia una dimensione particolare. Proprio qui per 800 anni convissero insieme ebrei e cattolici. Convissero bene, forse meglio al mondo, come due buoni vicini che si rispettano”. Dopo l’inferno dell’olocausto, i 3,5 milioni di ebrei furono ridotti ad un pugno. “Coloro che sopravvissero alla Seconda Guerra Mondiale dai comunisti furono costretti ad emigrare”. “Tutto però è cambiato dopo la caduta del comunismo” e anche per merito di un “grande papa Giovanni Paolo II”, la Polonia ha preso sempre più coscienza che “gli ebrei erano parte inscindibile del Paese, della sua cultura, scienza, filosofia, politica e di tutti gli altri settori della vita”. Italia. Rabbini e teologi cattolici quest’anno di nuovo insieme in Italia per la “Giornata per l’approfondimento e lo sviluppo del dialogo tra cattolici ed ebrei” che si celebra il 17 gennaio e che nel 2010 è stata suggellata dalla visita di Benedetto XVI alla Sinagoga di Roma. Tavole rotonde, riflessioni e momenti in sinagoga. Diverse sono state le iniziative messe in programma. La Giornata è stata dedicata quest’anno al quarto comandamento, secondo la numerazione ebraica, della santificazione del “Sabato”: “Ricordati del giorno di Sabato per santificarlo”. Lo scorso anno l’Assemblea rabbinica italiana aveva deciso di sospendere la celebrazione della Giornata annuale. Momento decisivo – dopo una serie di chiarimenti – per una ripresa della iniziativa, si è avuto il 22 settembre scorso quando il card. Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana, ha incontrato a Roma i rabbini Giuseppe Laras, Presidente dell’Assemblea Rabbinica Italiana, e Riccardo Di Segni, Rabbino capo della Comunità ebraica di Roma. In base ai “chiarimenti intervenuti” durante l’incontro, si è deciso di “comune accordo” di riprendere la celebrazione comune della Giornata. In un messaggio congiunto rivolto alle rispettive comunità, il Rabbino Giuseppe Laras, Presidente dell’Assemblea dei Rabbini d’Italia, e mons. Vincenzo Paglia, vescovo di Terni e presidente della Commissione episcopale per l’ecumenismo e il dialogo, così scrivono: “Il Sabato, tempo di riposo divino e di distensione, diviene così occasione eccellente per la socialità in senso più ampio, perché permette di tendere l’orecchio e aprire il cuore a quelle voci di solidarietà verso il prossimo, che a volte il frastuono e la fatica della settimana non consentono di percepire”.

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