L’Ue in breve

Haiti: interventi e “attenzione costante” dell’EuropaGli interventi a favore delle popolazioni haitiane colpite dal sisma restano tra le priorità dell’agenda Ue. Sull’argomento hanno lavorato nei giorni scorsi il Consiglio, la Commissione, il Parlamento e l’Alto rappresentante per la politica estera. “Abbiamo stanziato circa 220 milioni di euro per l’emergenza”, ricorda il capo dell’Esecutivo José Manuel Barroso, “mentre esiste già un impegno per ulteriori 200 milioni per la ricostruzione. A Port-au-Prince sono presenti forze di intervento comunitarie “che stanno collaborando con quelle internazionali”. Sull’argomento sono “costantemente attivati” l’Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza, Catherine Ashton, il ministro degli esteri spagnolo Miguel Angel Moratinos (Paese presidente di turno dell’Unione) e il commissario per l’assistenza umanitaria, Karel De Gucht, che è stato inviato sul posto. L’Ue sta anche valutando l’invio di 150 esponenti della Gendarmeria europea, “per rafforzare la sicurezza nella distribuzione di aiuti, su richiesta delle Nazioni unite”. L’Ue si farà inoltre promotore di “una conferenza internazionale per la ricostruzione a lungo termine” del Paese caraibico. Lo stesso argomento è stato aggiunto nel calendario dei lavori del summit dei capi di Stato e di governo dei 27 fissato per l’11 febbraio a Bruxelles.Mediatore: “Cultura del servizio nelle istituzioni Ue””Migliorare la qualità dell’amministrazione comunitaria” e “promuovere una cultura di servizio nelle istituzioni Ue a favore dei cittadini”: sono i primi due impegni che assume Nikiforos Diamandouros, giurista greco, rieletto Ombudsman, ossia “mediatore” o difensore civico europeo. Il Parlamento gli ha assicurato, durante la sessione plenaria del 18-21 gennaio, 340 voti su un totale di 648 deputati presenti. Gli altri due candidati erano l’italiano Vittorio Bottoli e il belga Pierre-Yves Monette. Tre le priorità di lavoro espresse per il prossimo mandato quinquennale (Diamandouros era stato nominato per la prima volta nel 2003). Anzitutto “garantire ai cittadini di poter beneficiare pienamente del Trattato di Lisbona e della Carta dei diritti fondamentali” ad esso collegata. “Questo obiettivo riguarda in particolare il diritto a una buona amministrazione e l’accesso ai documenti Ue”. Il secondo punto è il “rafforzamento di una cultura di servizio verso i cittadini diffusa all’interno dell’amministrazione comunitaria”. Infine, “migliorare l’efficienza dell’ufficio del Mediatore stesso” e la sua visibilità pubblica per ricordare ai cittadini che essi hanno dei diritti e che l’Ue li deve rispettare.Biodiversità: specie e habitat a rischioTutelare la biodiversità per difendere più complessivamente l’ambiente e la salute umana. La Commissione europea ha inaugurato il 19 gennaio l’Anno internazionale della biodiversità, promosso dalle Nazioni unite per il 2010, pubblicando un documento “che presenta possibili percorsi e alternative per la politica in materia di biodiversità”. “Nonostante gli sforzi compiuti finora – vi si legge -, le specie continuano a estinguersi a un ritmo allarmante ed è necessario definire una nuova visione strategica se si vuole porre fine a queste perdite”. Nel 2001 l’Ue si era prefissata di “arrestare la perdita di biodiversità nel proprio territorio entro il 2010”: fallito questo “obiettivo alto”, l’Esecutivo avvia un dibattito tra le istituzioni comunitarie e gli Stati membri al fine di prendere provvedimenti realistici. La Commissione sottolinea che, secondo stime Onu, il tasso di perdita della biodiversità “registra un’accelerazione vertiginosa e un terzo dei circa 1,75 milioni di specie animali e vegetali note all’uomo è minacciato”. Fra le specie a rischio figurano, ad esempio, la balena beluga, la lince iberica, il koala, il corallo a corna di cervo (acropora formosa). “Occorrono nuovi obiettivi, poiché quelli attuali fissati a livello europeo e internazionale scadono alla fine dell’anno”, ricorda il commissario per l’ambiente Stavros Dimas. “Ci impegneremo ancora più a fondo per mutare di politica dopo il 2010. Non possiamo permetterci di prendere alla leggera la lotta contro la perdita di biodiversità ed è fondamentale che le nostre politiche per gli anni a venire siano oltremodo ambiziose”. Nel documento della Commissione si illustra la situazione attuale, ponendo in luce le cause principali della perdita di biodiversità, nonché le ripercussioni sull’ambiente, l’economia e la società. “La biodiversità del pianeta – vi si sostiene – è gravemente minacciata. All’origine di tale perdita c’è l’attività umana, con il cambiamento della destinazione d’uso dei terreni, lo sfruttamento eccessivo, pratiche non sostenibili, l’inquinamento e l’introduzione di specie invasive, che portano alla distruzione di habitat e specie”. Per un confronto sul tema, è fissata una conferenza, promossa da Ue e Consiglio d’Europa, a Madrid il 26 e 27 gennaio, dal titolo “Visione e traguardo post 2010 per la biodiversità”.

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