L’Ue in breve

Haiti: aiuti umanitari urgenti e per la ricostruzioneIl Consiglio affari esteri dell’Unione europea, riunitosi il 18 gennaio a Bruxelles, ha approvato e “sostiene l’operato della Commissione che ha stanziato 30 milioni di euro per l’emergenza umanitaria”, dotazione che si aggiunge a quella che gli Stati membri si sono impegnati a versare direttamente. I capi delle diplomazie hanno definito “le azioni da intraprendere a fronte della drammatica situazione di Haiti colpita dal grave sisma”. Oltre agli aiuti urgenti, il Consiglio ha approvato lo stanziamento di 100 milioni dal bilancio comune “per aiuti non umanitari, destinati in particolare a sostegno delle capacità delle autorità territoriali a far fronte alle esigenze locali”. Dalla riunione è emersa infine la possibilità di futuri stanziamenti per ulteriori 200 milioni per la ricostruzione di lungo periodo. A Port-au-Prince si trovano esperti umanitari Ue, medici, forze della protezione civile e del soccorso europei.Eurostat: bambini e anziani a rischio povertàSi svolgerà a Madrid il 21 gennaio la cerimonia di apertura dell’Anno europeo contro la povertà e l’esclusione sociale. L’incontro, promosso dalla presidenza di turno spagnola dell’Ue e dalla Commissione, prevede gli interventi del premier di Madrid, José Luis Zapatero, del presidente dell’Esecutivo José Manuel Barroso e di altre personalità europee. Le iniziative dell’anno sono presenti nel sito ufficiale 2010againstpoverty.eu. Alla vigilia dell’appuntamento di Madrid, Eurostat ha pubblicato una ricerca sulla situazione della povertà nei 27 paesi Ue (con dati aggiornati al 2008). Vi si evidenzia, tra l’altro, che il rischio povertà è più elevato tra i paesi dell’Est, come Lettonia, Romania e Bulgaria. Secondo l’istituto, “il 17% della popolazione dell’Ue27 è minacciato dall’indigenza”, il che equivarrebbe a circa 80 milioni di persone. Secondo Eurostat, “il tasso di rischio di povertà è più elevato per i bambini e per gli anziani rispetto alla popolazione totale”. Eurostat afferma che “il 37% della popolazione europea non è in grado di concedersi una settimana di vacanze l’anno lontano da casa, il 10% non può riscaldare adeguatamente la propria abitazione, il 9% non ha a disposizione almeno ogni due giorni un pasto comprendente carne (bovina o suina), pollo o pesce”.Eurofound: “flessibilità” per rispondere alla crisiMaggiore “flessibilità” del lavoro: sembra questa una delle principali direttrici adottate dalle imprese europee per contrastare la crisi in atto e la concorrenza mondiale. Il dato (parziale, in attesa di quelli definitivi previsti per marzo) si evince da una indagine condotta nel 2009 da Eurofound, la Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro, con sede a Dublino, che ha interessato 27mila imprese pubbliche e private dei paesi aderenti all’Unione europea, oltre a Croazia, Turchia e Macedonia. “Dalle prime anticipazioni – si legge in una nota Ue – emerge come molte imprese ricorrano a modalità di assunzione, retribuzione e lavoro improntate alla flessibilità per poter rispondere meglio all’evolversi della situazione economica”. La flessibilità del mercato del lavoro “costituisce del resto un elemento chiave della strategia promossa” a livello comunitario “per rendere l’Europa più dinamica e competitiva”. Per Eurofound circa due imprese su tre si avvalgono di collaboratori esterni e di altre forme di lavoro temporaneo, mentre più della metà hanno almeno un dipendente assunto a tempo determinato. “Poco più di un terzo dei datori di lavoro offre stipendi collegati alle prestazioni del lavoratore, mentre appena il 14% delle imprese private dispone di un programma di partecipazione agli utili”. Si afferma inoltre la flessibilità nell’orario di lavoro: il 56% delle aziende consente ai dipendenti “di adeguare l’orario alle proprie esigenze personali; cinque anni fa erano soltanto il 48%”. Premio Carlo Magno al premier polacco TuskIl Premio Carlo Magno 2010 sarà consegnato il prossimo 13 maggio a Donald Tusk, attuale premier polacco. Lo ha stabilito la città di Aquisgrana che sin dal dopoguerra assegna il riconoscimento a personalità distintesi a favore dell’integrazione continentale. “Il primo ministro Tusk ha svolto un ruolo importante per l’integrazione della Polonia nell’Unione europea. Il popolo polacco può essere orgoglioso di questo riconoscimento”, ha dichiarato, appena saputa la notizia, il presidente della Commissione Ue, José Manuel Barroso. Il presidente del Parlamento Ue, il polacco Jerzy Buzek, si “congratula vivamente” per questa decisione e si dice “orgoglioso” dell’assegnazione del Karlpreis a Tusk. Nella motivazione si sottolinea l’opera di Tusk “al servizio della libertà e della democrazia” e i “suoi particolari meriti a favore della collaborazione della Polonia con i suoi partner europei”. Tra i premiati del passato figurano i “padri fondatori” Konrad Adenauer, Alcide De Gasperi, Jean Monnet, Robert Schuman e Giovanni Paolo II.

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