Ungheria, Slovenia, Bielorussia

Ungheria: il nunzio apostolico al presidente”A causa della crisi finanziaria e sociale internazionale, il 2009 è stato un anno molto difficile per la maggior parte dei Paesi del mondo” ed anche “per la Repubblica di Ungheria”, dove “il rimpasto del governo e i continui cambiamenti negli incarichi ministeriali hanno certamente avuto un impatto sulla sensibilità economica e sociale”. Così l’arcivescovo Juliusz Janusz, nunzio apostolico e decano del Corpo diplomatico accreditato presso la Repubblica d’Ungheria, nell’incontro avuto il 12 gennaio con il presidente ungherese László Sólyom per la presentazione degli auguri per il nuovo anno. “Allo stesso tempo – ha ricordato l’arcivescovo Janusz – è importante registrare l’accelerazione dell’impegno dell’Ungheria nell’arena internazionale e il suo coinvolgimento nelle attività dell’Ue”. Di qui il richiamo al 20° anniversario dell’apertura delle frontiere con l’Austria, celebrato il 27 giugno 2009, e il Forum mondiale delle scienze svoltosi a Budapest lo scorso novembre. Nell’esprimere apprezzamento per i costanti appelli del presidente Sólyom “ad evitare l’estremismo e il razzismo, a combattere la corruzione e a rispettare i valori morali anzitutto affermando la verità”, l’arcivescovo Janusz ha sottolineato il dovere di “contrastare non solo il degrado ecologico ma, come ha di recente affermato il Papa, anche l’inquinamento spirituale che sta mettendo a rischio i valori morali, storici e religiosi che hanno ricadute su tutta la società”. Due in particolare, secondo il nunzio, le priorità di una politica “al servizio del bene comune”: l’impegno per la protezione dell’ambiente e il mantenimento di un buon livello di istruzione. “Sarebbe una grossa perdita per lo sviluppo del Paese – ha concluso mons. Janusz – se l’attuale crisi economica danneggiasse il regolare funzionamento delle scuole ad ogni livello”. Slovenia: eletto il nuovo presidente della CesÈ mons. Anton Stres, 35° arcivescovo metropolita di Ljubljana, il nuovo presidente della Conferenza episcopale slovena, eletto l’11 gennaio nel corso della LII Assemblea generale ordinaria della Ces. Nato nel 1942 nel villaggio di Donaèka Gora, che fa parte della parrocchia di Rogatec, nel 1960 Stres entra nella Congregazione della Missione (Lazzaristi) a Belgrado. All’Institut Catholique de Paris nel 1969 consegue la licenza in teologia, cui seguono negli anni il master in filosofia e i dottorati in teologia e in filosofia. Dal 1972 docente presso la Facoltà di teologia di Ljubljana, ne è per alcuni anni il decano. Tra i diversi incarichi ricoperti quello di vicepresidente delle Commissioni europee Giustizia e pace, di consultore del Pontificio Consiglio della giustizia e della pace, di rappresentante della Conferenza episcopale slovena presso la Comece. Consacrato nel 2000 vescovo di Maribor, è il primo vescovo della diocesi di Celje, eretta nel 2006; e nel 2007 viene eletto vicepresidente dei vescovi sloveni. Nel novembre 2009 Benedetto XVI lo nomina arcivescovo metropolita di Ljubljana. Il nuovo vicepresidente della Ces è mons. Franc Kramberger, arcivescovo metropolita di Maribor.Bielorussia: chiesa parrocchiale intitolata a san Pio”A nome di tutta la parrocchia, chiedo il vostro sostegno finanziario per la costruzione di una nuova e più grande cappella che possa accogliere più persone e dove si possano svolgere anche attività catechistiche, perché noi da soli non abbiamo la possibilità di poter iniziare la costruzione”. Questo l’appello rivolto all’associazione Acs (Aiuto alla Chiesa che soffre, che ha già promesso 20mila euro) da padre Oleg Piwowar, parroco della chiesetta cattolica di Liozno, città situata a circa 10 chilometri dall’attuale frontiera con la Russia, nell’est della Bielorussia. Solo dopo una decina di anni dalla fine del regime sovietico, sotto il quale, rammenta il parroco, “le campane delle chiese cristiane rimasero in silenzio”, la minoranza cattolica ricominciò a riunirsi in preghiera, inizialmente nel cimitero della città dove, dopo molti anni di ateismo dominante, la messa fu nuovamente celebrata per la prima volta. Subito dopo il vescovo cattolico di Vitebsk costituì una parrocchia a Liozno e la affidò ad un sacerdote, ma era una parrocchia senza chiesa, fino a quando una donna aprì le porte di casa sua offrendo una stanza per farne una cappella provvisoria. In seguito la parrocchia ebbe l’opportunità di acquistare una piccola casa e la trasformò in cappella con un piccolo altare coperto da un panno di pizzo e decorato con fiori e candele, un grande ritratto di San Padre Pio da Pietrelcina al quale la parrocchia è intitolata, un grande crocifisso e alcune panche. Tuttavia la parrocchia è in continua crescita e la saletta può contenere al massimo 40 fedeli. “Ogni giorno – spiega padre Piwowar – vi viene celebrata la messa e ogni domenica se ne celebrano due; in parrocchia sono presenti gruppi di bambini e di ragazzi, si svolgono incontri per anziani ed è attivo il gruppo Rosario vivente”.

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