Gran Bretagna, Scozia, Germania

Gran Bretagna: chiese aperte per i senza tettoCentinaia di senzatetto cercano rifugio in questi giorni nelle chiese per proteggersi dal rigido clima invernale che ha colpito la Gran Bretagna. Le charities cattoliche, che già sono sotto pressione perché aumentano le persone che hanno perso il posto di lavoro per colpa della recessione, sono al limite delle loro possibilità e fanno fatica a fare i conti con una domanda crescente. “The Passage”, il luogo di accoglienza vicino alla cattedrale cattolica londinese di Westminster, è ricorso a misure di emergenza per dare a sessanta persone un posto per dormire. “Teniamo sotto controllo le previsioni del tempo e, se le temperature vanno sotto zero, aumentiamo la nostra capacità perché si tratta di salvare vite umane”, ha spiegato il direttore del “Passage Mick Clarke. Le Chiese cristiane, in tutto il Paese, hanno aperto le porte ai senzatetto e “Housing justice”, una charity che si occupa di aiutare chi è senza casa, ha chiesto a nuovi volontari di partecipare all’iniziativa. “Potremmo raddoppiare la nostra capacità di accoglienza se altre chiese si unissero a questo schema”, ha detto Sally Leigh coordinatore di “Housing justice” per Londra. Tra le chiese che hanno accolto i senzatetto vi è “Our Lady Help of Christians” a Kentish town, nel Nord di Londra. “Abbiamo quattordici senzatetto”, ha spiegato il parroco don Tom Forde, “Ci sono sette volontari alla sera che vengono sostituiti da altri quattro durante la notte e altri sette al mattino”.Scozia: battaglia contro il suicidio assistito”Abbiamo sfidato la legge sul suicidio assistito chiedendo, con una lettera al presidente del parlamento scozzese, di esaminare se la nuova proposta di legge entra in conflitto con la convenzione europea sui diritti umani”. Gordon MacDonald, portavoce di “Care not killing alliance”, una charity del Movimento per la vita sostenuta dalla Chiesa cattolica, spiega a SIR Europa l’ultima iniziativa per fermare la legalizzazione del suicidio assistito. La legge, proposta da Margo MacDonald, una parlamentare indipendente che soffre di morbo di Parkinson e vuole ottenere dalla legge il permesso di essere lasciata morire, verrà pubblicata sul sito del parlamento questa settimana. In questi giorni il presidente del parlamento dovrà decidere se è compatibile con la legislazione europea sui diritti umani. “Pensiamo che il parlamento discuterà e voterà la legge prima della fine di giugno. Quasi sicuramente la nuova legislazione verrà respinta perché la volontà politica è contraria al suicidio assistito”, spiega ancora MacDonald. Due sondaggi hanno dato risultati opposti su questo argomento. “La risposta degli intervistati – commenta MacDonald – spesso dipende da come viene formulata la domanda. E’ difficile sapere come la pensano gli scozzesi. Credo che ci sia molta ignoranza sull’argomento. Molti si fermano al sentimento iniziale di simpatia e partecipazione per il dolore del sofferente e non analizzano le conseguenze di una legalizzazione del suicidio assistito”. Non contrari al suicidio assistito, secondo MacDonald, sembrano essere i media che hanno fatto una pubblicità favorevole alla sua legalizzazione. In Gran Bretagna invece si attende per la metà di febbraio l’approvazione definitiva delle linee guida in materia di suicidio assistito preparate dal pubblico ministero, sulle quali è stata aperta una consultazione negli ultimi mesi. “Se la versione finale delle linee guida sarà la stessa proposta al pubblico durante la consultazione significa che sarà automatico per un parente essere autorizzato ad aiutare un portatore di handicap o un malato terminale ad andare nella clinica svizzera “Dignitas” a morire. Ad essere incriminati saranno soltanto i parenti di persone sane. Una discriminazione aberrante”, commenta Alistair Thompson portavoce della “Care not killing alliance” per la Gran Bretagna.Germania: auspici “etici” per il Forum di DavosLa giustizia sociale e la lotta contro la fame e la povertà possono “combattere il terrorismo e la guerra in modo più efficace di qualsiasi azione militare”: lo ha detto mons. Robert Zollitsch, arcivescovo di Friburgo e Presidente della Conferenza episcopale tedesca l’11 gennaio a Karlsruhe in occasione dell’incontro organizzato dalla Camera dell’industria e del commercio (Ihk). “Abbiamo bisogno di solidarietà e giustizia, a livello nazionale e globale”, ha aggiunto Zollitsch, auspicando che “questa prospettiva globale riesca anche a Davos”, al Forum economico mondiale previsto dal 27 al 31 gennaio. L’arcivescovo ha sottolineato la necessità di considerare non solo gli aspetti economici ma di mirare ad “un’alleanza globale per valori etici”. “Occorre – ha detto – un orientamento etico, un sistema etico affidabile per navigare nelle autostrade della globalizzazione. Le leggi di mercato, da sole conducono in un vicolo cieco o in un circolo vizioso in cui ci si muove ma senza progredire. Occorrono persone che siano in grado non solo di leggere bilanci, ma che conoscano anche la necessità della responsabilità sociale e se ne facciano carico”, ha aggiunto perché “la globalizzazione richiede di abbandonare l’egoismo e rivolgere lo sguardo agli altri e a tutto”.

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