Austria, servire l’unità” “

Vienna: l'impegno dei laici della parrocchia di Sankt Elisabeth" "" "

Mons. Hugo Unterberger è il parroco della chiesa di Sankt Elisabeth, nel 4° distretto di Vienna. E’ una parrocchia non molto grande, vicina alla Stazione ferroviaria Sud in uno dei distretti, una volta molto popolosi, costruiti nella seconda metà dell’Ottocento, che circondano il centro di Vienna come un anello. La popolazione del distretto diminuisce ogni anno per via dei prezzi degli appartamenti, proibitivi per le giovani coppie o per i giovani, mentre aumentano gli uffici e gli appartamenti dell’Università. Una parrocchia viva, cui i laici danno un contributo prezioso. Situazione della parrocchia. “Sono numerose – afferma il parroco – le persone che dichiarano ufficialmente di uscire dalla Chiesa per non pagare il “Kirchenbeitrag” (“contributi alla Chiesa”, che in Austria vengono versati direttamente alla Chiesa). Ciò ha fatto sì che dal 2000 la percentuale dei cattolici sia scesa sotto il 50% in tutta Vienna e anche da noi. Tra gli aspetti positivi vi è invece l’alto numero di collaboratori volontari, per lo più anziani e giovani, attivi in tutti i settori: predicazione, preparazione ai sacramenti, Caritas e liturgia. Mancano le persone di mezz’età, tra i 40 e i 50 anni, impegnate in famiglia e nel lavoro. Rispetto alle statistiche abbiamo un numero piuttosto alto di giovani intorno ai 30 anni, che però “non si vede”, perché lasciano Vienna il venerdì e tornano direttamente il lunedì al lavoro, finché non si sposano o hanno figli. È un fenomeno che, da fine aprile ad ottobre, interessa la nostra come anche altre parrocchie”. Dialogo interreligioso ed ecumenismo. Negli anni Novanta sono arrivati a Vienna circa 200.000 immigrati dall’Est. “Solo il 18% degli immigrati è costituito da cattolici – spiega mons. Unterberger -. Noto un aumento di negozi, banche e case di proprietà di immigrati turchi. Con loro vi sono contatti, ma più a livello di circoli, poiché sebbene io abbia rapporti con l’Imam, in questo distretto non vi è un posto di riunione vero e proprio e gli islamici si riuniscono prevalentemente a piccoli gruppi nelle case oppure nelle ex-fabbriche. A Vienna vi è inoltre un gran numero di ortodossi. Con loro il rapporto è piuttosto buono anche grazie alla personalità del metropolita Staikos. Gli incontri avvengono per lo più nelle zone di Vienna dove vi sono le loro chiese; nel nostro distretto c’è solo la chiesa ortodossa bulgara, con cui l’anno scorso è stato organizzato un incontro. Anche la nostra parrocchia organizza incontri ecumenici: ad esempio, il servizio di preghiera delle donne durante la Quaresima e il circolo familiare misto, cui partecipano anche i protestanti”. I laici a St. Elisabeth. “I fedeli sono molto interessati alla formazione teologica e mostrano un forte senso di responsabilità verso la Chiesa – riconosce il parroco -. Alcuni cercano di ricevere il mandato canonico, frequentano corsi di teologia; altri si sentono responsabili per la Chiesa in generale. Da oltre 25 anni lavoro senza cappellano e senza assistente pastorale perché i laici si occupano dei colloqui preparatori del battesimo, della preparazione alla Prima Comunione, alla Cresima e del servizio per le famiglie dei defunti. Ciò riguarda anche i giovani, anche se esiste un certo conflitto tra impegni familiari, professionali e della parrocchia. Esiste una forte comunione e i viennesi sono fedeli alla Chiesa ma non acritici. Come parroco sento anche il dovere di essere tramite della chiesa universale, tra vescovo e comunità parrocchiale: penso che il servizio dell’unità sia tra gli obblighi attuali più importanti dei parroci. Da noi è in atto un processo di “ringiovanimento” dei collaboratori, fatto positivo che richiede anche pazienza, poiché i giovani sono disponibili in modo non continuativo. Abbiamo un nuovo consiglio parrocchiale, con un gruppo per le famiglie organizzato da giovani coppie che mi fa ben sperare. Noto una grande disponibilità a collaborare alla liturgia: ad esempio con il coro, che si integra nella liturgia comune”.

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