Il nuovo splendore ” “

A Vienna la "missione cittadina"" "che proseguirà a Parigi, Lisbona e Bruxelles" "

“Offrire una testimonianza chiara e attraente della forza e della bellezza della fede cattolica”: questa l’esortazione che Giovanni Paolo II ha rivolto con il suo Messaggio ai duemila partecipanti al primo Congresso internazionale per una nuova evangelizzazione e la missione cittadina, sul tema “Aprite le porte a Cristo!” del quale è in corso a Vienna, fino a domenica 1° giugno, la prima tappa. Un itinerario che proseguirà a Parigi (2004) e a Lisbona (2005), per concludersi a Bruxelles (2006). Quattro capitali europee coinvolte nell’iniziativa promossa dai rispettivi arcivescovi, e al cui riguardo il Papa scrive: “E’ importante che le metropoli europee brillino di nuovo splendore con il loro impegno verso la santità”. Invitando “la città di Vienna” al pellegrinaggio “verso la Città di Dio”, il Papa esorta ogni missionario “a non avere paura di portare il Vangelo di Cristo nelle case e nelle famiglie di questa città e di tutto il Paese” con una particolare sollecitudine per “le famiglie crocifisse dalla sofferenza”. Oltre 1.500 i missionari presenti al Congresso, provenienti da 30 Paesi dei cinque continenti; 15 sono i delegati australiani inviati dalla diocesi di Sydney. A questi vanno ad aggiungersi circa 400 viennesi. L'”offensiva missionaria”. Riconoscendo “l’errore degli ultimi anni di annunciare il Vangelo a persone già convertite”, il teologo tedesco Paul Zulehner ha proposto un'”offensiva missionaria sia verso chi invoca aiuto, sia verso chi non lo fa”. A tale fine “il missionario deve innanzitutto immergersi in Cristo. Se noi stessi siamo imbevuti di Cristo – ha affermato – la nostra testimonianza porterà frutto perché saremo condotti automaticamente verso gli uomini”. Per il teologo “evangelizzare le città” significa “lasciare il prevedibile e accettare la sfida di una società complessa, contrassegnata da fatica, sofferenza e carenza di umanità”. “La Chiesa deve dunque modificare il proprio atteggiamento verso la cultura moderna e non disprezzare le condizioni di vita della società attuale che non è ostile alla Chiesa” ha rimarcato l’arcivescovo di Vienna, card. Christoph Schoenborn. Poveri e missione. “Dove si fa l’esperienza di Dio? Non lontano dai poveri; anzi, il più vicino possibile. Essi ci rammentano la nostra debolezza, ci parlano della vanità di una vita racchiusa nei nostri ambienti protetti, ci ricordano la fragilità che nascondiamo sotto begli abiti…”. A parlare è Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di sant’Egidio, convinto che “l’amicizia con i poveri evangelizza in profondità”. “Il Vangelo esprime un’opzione preferenziale per i ‘piccoli'” e non è certo “per un senso di colpa dei cristiani che la Chiesa si occupa dei poveri quando la società attuale li emargina” ha concluso, riferendosi alle misure recentemente adottate dal Comune di Praga per allontanare i senza-dimora dal centro della città. Evangelizzare le periferie. “Far conoscere il messaggio evangelico ai musulmani aiutandoli a superare i luoghi comuni sul cristianesimo” e “rinnovare la fede di cristiani, spesso stranieri, desiderosi di essere accolti nella comunità parrocchiale”. Così Cyril Tisserand, educatore di strada nella periferia parigina di Saint-Denis, sintetizza la “sfida” di una missione rivolta soprattutto a giovani e adolescenti “abbandonati a se stessi per la strada, vittime di spacciatori e trafficanti”. “Per il 70% di famiglia musulmana, essi manifestano una grande sete spirituale; parlando con loro, il primo argomento è Dio” e “non si tratta di fare proselitismo – precisa -; sono loro ad impostare così la conversazione”. Cristiani e politica. “L’Europa ha bisogno di cristiani impegnati in politica” ha affermato il cancelliere austriaco Wolfang Schussel, per il quale “la partecipazione dei cristiani non è soltanto un diritto, ma un dovere” perché la loro “visione delle cose, che va al di là degli aspetti terreni, è ciò di cui ha più bisogno che mai la nuova Europa” che, ha ammonito “non deve perdere di vista i Balcani, né i Paesi del bacino del Mediterraneo, né il continente africano”.

© Riproduzione Riservata.
Archivio

Informativa sulla Privacy