Cinque giorni, non solo un ricordo ” “

Ad un anno dal " "X simposio Ccee su vescovi e giovani" "in Europa un bilancio dei giornalisti ospiti." " " "

Ad aprile dello scorso anno si è svolto a Roma il X Simposio dei vescovi europei sul tema ‘Giovani d’Europa nel cambiamento. Laboratorio della fede’ (cf SirEuropa nn. 16-17 del 24 e 30 aprile 2002), al quale, insieme a 34 giovani in rappresentanza di tutte le Conferenze episcopali europee, sono stati invitati 10 giovani giornalisti di diversa nazionalità (tedesca, portoghese, slovacca, spagnola, belga, turca, olandese e italiana). “L’essere stati fianco a fianco per cinque giorni – ha scritto ad un anno dall’incontro Gigliola Alfaro , una dei giornalisti italiani – ci ha permesso di capire come vivono la fede i giovani degli altri Paesi, quali sono i problemi, quali le forze e gli entusiasmi per superarli. Sarebbe proficuo incontrarci di nuovo per scoprire se e come sono cambiate le cose in un anno”. Ecco cosa dicono i colleghi di Olanda, Turchia e Portogallo. “Sempre più in Olanda – afferma Joost Goes, free-lance nell’informazione ecclesiale – sta crescendo il rapporto tra i giovani e i loro pastori nella linea di ‘evangelizzare i giovani e lasciarci evangelizzare da loro’ suggerita dal messaggio finale del Simposio. I vescovi cercano con impegno occasioni di incontrarsi con i giovani per uno scambio re-ciproco, aperto e rispettoso. Il card. Simonis, arcivescovo di Utrecht, per esempio, varie volte all’anno invita i giovani a casa sua. Insieme celebrano la messa nella sua cappella privata e, in un clima di famiglia, si prende il caffè insieme e ci si confronta su un tema, al quale il card. e i giovani contribuiscono con la propria esperienza di fede. Sono dei momenti di vero ‘laboratorio della fede’, di catechesi e di ascolto profondo. In ogni diocesi, poi, i vescovi promuovono e seguono di persona la pastorale giovanile che sempre più parte dal livello diocesano. Sicuramente in Olanda, infatti, ci sono ancora diverse parrocchie con una presenza visibile di giovani ma poichè in molte essi sono diventati pochi, risulta necessario l’incontro tra giovani a livello diocesano e nazionale. Con il titolo ‘Duc in altum’, inoltre, la Conferenza episcopale ha dato avvio a un corso di tre anni per volontari nella pastorale giovanile che inizierà nel settembre 2003″. “Lo scorso dicembre – ha raccontato Aylin Meryem Kiziler, dell’ufficio stampa della Conferenza episcopale turca – la Chiesa cattolica ha organizzato la sessione finale dell’Assemblea ecclesiale che riunisce i diversi riti cattolici in Turchia. I giovani cattolici sono stati rappresentati attraverso una commissione e ne sono stati molto lieti poiché alla prima sessione del novembre 2001 non erano stati invitati”. “La commissione dei giovani cattolici – ha continuato Aylin Kiziler – ha espresso all’Assemblea i propri desideri che riguardano innanzitutto lo sviluppo del dialogo tra i gruppi dei giovani e le Chiese attraverso l’incontro annuale con i vescovi o i loro rappresentanti. I giovani, inoltre, hanno chiesto il sostegno della Chiesa cattolica per incrementare la comunicazione nel mondo giovanile, organizzare un forum attraverso Internet nel quale confrontarsi su vari temi e scambiarsi informazioni, programmare attività comuni e creare un centro di informazione per i giovani senza differenze tra i vari riti e comunità. E’ stata anche sottolineata l’importanza di corsi di formazione per giovani in materie religiose e di dottrina sociale e la possibilità di organizzare pellegrinaggi che consentano ai giovani cristiani in Turchia di incontrarsi”. “Uno dei risultati del Simposio dello scorso anno – ha affermato Paulo Rocha, dell’ufficio stampa della Conferenza episcopale portoghese – è stata la pubblicazione nel novembre del 2002 di un documento curato dalla Conferenza episcopale sulle ‘Basi della pastorale giovanile in Portogallo’, nel quale i vescovi hanno dato indicazioni sull’impostazione del lavoro con i giovani. Il documento è adesso oggetto di esame e discussione negli incontri diocesani e nazionali dei giovani”. “Un progetto ulteriore scaturito dalle ‘Basi’ e che include le conclusioni del Simposio dello scorso anno, – ha aggiunto Rocha – è l’elaborazione di un ‘Piano nazionale di formazione per i giovani’, alla cui realizzazione si sta dedicando un gruppo di lavoro”.

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