No al "dumping"” “” “

I sussidi europei " "alle esportazioni " "penalizzano" " i Paesi poveri" "" "" "

“Abolire il dumping conviene a tutti!”. È questo lo slogan che unisce numerose organizzazioni europee (tra cui l’italiana ‘Volontari nel mondo-Focsiv’ e l’inglese ‘Cafod’) e di tutto il mondo per chiedere la fine del regime protezionistico in agricoltura che “affama i due terzi dell’umanità”. A frenare la crescita economica dei Paesi in via di sviluppo è infatti la politica dei sussidi alle esportazioni (dumping) praticata dai Paesi industrializzati, compresa l’Europa. Il dumping consente ai Paesi ricchi di produrre beni a un costo molto basso e di rivenderli all’estero a prezzi inferiori al loro costo di produzione, addirittura inferiori ai prezzi dello stesso bene prodotto in loco, svilendo sempre più le già fragili economie dei Paesi poveri. Contro questa forma di aiuti è stata lanciata nel novembre 2002 (durante il Social Forum di Firenze) la Campagna “No dumping”, che ha portato fino ad oggi all’invio di oltre 50.000 cartoline in cui si chiede al Commissario dell’Unione Europea per il commercio Pascal Lamy e al premier italiano Silvio Berlusconi di rivedere la politica di aiuti comunitari che danneggia le economie dei Paesi in via di sviluppo. Aiuti che ricadono sui cittadini dell’Ue attraverso un aumento dei prezzi al consumo. In pratica, spiegano, “si paga una tassa per affamare il mondo”. E in questi giorni Focsiv rilancia un appello ad aderire alla campagna e a fare azione di pressione politica presso l’Unione europea. La scorsa settimana, infatti, “nella massima segretezza – informa Focsiv -, si è svolto un incontro dei ministri dell’Unione europea a Ginevra nel quale l’Europa ha ufficializzato la sua posizione in merito al nuovo assetto da dare al commercio mondiale in vista della Vª Conferenza ministeriale dell’Organizzazione mondiale del commercio in programma a Cancun (Messico) dal 10 al 14 settembre. Una posizione che conferma la mancanza di disponibilità a trattare per abolire il dumping. Se a Cancun passerà questa linea si avrà una situazione in cui il Nord del mondo rimarrà protezionista mentre il Sud sarà costretto a liberalizzare. Noi seguiremo i prossimi incontri dell’Unione europea e faremo una azione più serrata di pressione politica durante il vertice di Cancun”. L’Unione europea è infatti leader nella concessione di sussidi all’interno dell’area Ocse (organismo internazionale con sede a Parigi): nel periodo 2000/2001 la sola Ue ha speso 2.800 miliardi di euro per sostenere il proprio export agricolo. Da una recente ricerca è stato calcolato che l’eliminazione di tali sussidi porterebbe ad un incremento del commercio agricolo di oltre il 50%, con un guadagno da parte dei Paesi Ocse di 160 miliardi di dollari.

Altri articoli in Archivio

Archivio

Informativa sulla Privacy