La ricerca e il mercato” “” “

La Commissione ha chiesto agli Stati membri dell'Ue di intensificare gli sforzi nel campo delle " "scienze della vita " "e della biotecnologia" "" "

Nella sua prima relazione sull’attuazione della strategia dell’Unione Europea sulle scienze della vita e la biotecnologia, adottata nel 2002, la Commissione Europea ha sottolineato il rischio che gli Stati membri seguano politiche divergenti in questo settore, dichiarando che ciò potrebbe compromettere notevolmente l’efficacia e la coerenza della strategia dell’Ue. La Commissione, pertanto, ha lanciato un appello agli Stati membri al fine di intensificare gli sforzi nel settore delle scienze della vita e della biotecnologia, adottando interventi incisivi per il potenziamento della ricerca, l’aumento delle risorse finanziarie e il completamento del sistema di tutela dei diritti di proprietà intellettuale. Secondo Philippe Busquin, commissario europeo responsabile della Ricerca, “se non reagiremo a questo stato di cose, entro dieci anni ci ritroveremo dipendenti dalla tecnologia messa a punto in altre parti del mondo”. Rischi, situazione attuale e progressi. Il rischio maggiore rilevato dalla Commissione è quello di non raggiungere gli obiettivi fissati nel marzo 2000 dal Consiglio europeo di Lisbona, affinché l’Europa divenga l’economia della conoscenza più competitiva e dinamica al mondo, in grado di realizzare una crescita sostenibile e di offrire posti di lavoro più numerosi e migliori entro dieci anni. Una recente indagine, svolta dalla Commissione presso le società private nel settore delle biotecnologie e gli istituti di ricerca pubblici, rivela che negli ultimi quattro anni, il 39% degli intervistati ha annullato progetti di ricerca sugli organismi geneticamente modificati (Ogm). Nel solo settore privato il 61% degli interpellati ha annullato progetti di ricerca in questo campo. In particolare, tra il 1998 e il 2001 le notifiche relative a studi sul campo in materia di Ogm svolti nell’Ue sono diminuite del 76%. La Commissione rileva comunque che sono stati anche compiuti progressi con l’adozione del Sesto programma quadro dell’Ue nel settore della ricerca, che ha l’obiettivo di sostenere la ricerca scientifica, riservando 2,225 miliardi di euro alle scienze della vita, alla genomica e alle biotecnologie per la salute e altri 685 milioni di euro alla qualità e sicurezza dei prodotti alimentari. Scienza e società: gli Ogm e la bioetica. Per quanto riguarda la normativa relativa agli Ogm, la Commissione rileva che sono stati compiuti progressi notevoli: la nuova disciplina tranquillizza l’opinione pubblica e aiuta i consumatori a scegliere, promuovendo in tal modo presso i cittadini una maggiore accettazione dell’uso degli Ogm. Secondo la Commissione, inoltre, per rimediare al rapido declino della ricerca europea sul campo nel settore degli Ogm, sarebbe importante disporre di una regolamentazione chiara e prevedibile. I rapidi progressi compiuti dalle scienze della vita hanno suscitato forti speranze riguardo alla cura delle malattie e al miglioramento della qualità della vita, ma anche preoccupazioni per le loro conseguenze sul piano etico e sociale. La Commissione si impegna a garantire che la definizione delle politiche e il finanziamento della ricerca tengano conto di considerazioni etiche, giuridiche, sociali e, in senso lato, culturali (su questi temi vedi il commento di un teologo moralista alla pagina seguente). Tra le questioni spinose da affrontare vi è la clonazione umana a scopo riproduttivo: la Commissione ritiene che tale pratica debba essere vietata in tutto il mondo. Per quanto riguarda la ricerca sulle cellule staminali dell’embrione umano, la Commissione presenterà entro breve al Parlamento Europeo e al Consiglio una relazione che rappresenterà la base per un seminario interistituzionale su questo tipo di ricerca. Secondo la Commissione è pertanto fondamentale creare una sede adatta a un dialogo tra i soggetti interessati, per agevolare la comprensione da parte di tutti delle preoccupazioni e degli obiettivi dei diversi Paesi e regioni. Per ulteriori informazioni: http://europa.eu.int/comm/biotechnology/introduction_en.html.

Altri articoli in Archivio

Archivio

Informativa sulla Privacy