Quotidiano

Alessandro Di Medio
Chi è Abramo? Uno che ha provato a fare da sé
Alessandro Di Medio

Dio non è solo l’Amico leale visto ieri, è anche il Padre tenero che rialza e consola i suoi figlioli dopo che si sono fatti male con le loro stesse azioni scriteriate. Abramo questo lo capirà bene alla fine… quando non sarà più inquieto, quando sarà un vecchietto ormai riconciliato con la vita e con la morte, quando, pur avendo apparentemente perso tutto (o quasi), finalmente capirà come opera Dio, e si rallegrerà di un piccolo germoglio…

Colombia
Il vescovo minacciato di morte:
Il vescovo minacciato di morte: "Devo restare con il mio popolo"

Mons. Rubén Darío Jaramillo, vescovo di Buenaventura in Colombia ha subito recentemente minacce di morte da parte di gruppi criminali, che ostentano il proprio potere sulla città, primo porto colombiano del Pacifico e snodo strategico per tutti i tipi di traffico, compresi quelli illeciti, a partire dal narcotraffico. Agli occhi dei criminali, la “colpa” di mons. Jaramillo è quella di aver sollevato il “caso Buenaventura”, reso evidente dalla “catena umana” promossa qualche settimana fa, espressione corale di una comunità stanca e impaurita, ma capace di reagire alla violenza continua.

30 anni dopo gli sbarchi in Salento
Quei migranti riconosciuti e accolti come fratelli
Quei migranti riconosciuti e accolti come fratelli

Trent’anni fa, nel Salento, una gara di solidarietà che resta nella memoria identitaria di questa terra. Sino al ’91 a sbarcare, di notte e di nascosto, erano soltanto i contrabbandieri. Quasi sempre italiani che trafficavano con le sigarette. E non venivano mai dall’Albania, che era uno Stato impenetrabile. Poi, improvvisamente, giunse qualche barca malandata, carica di persone prive di tutto. Nei primi giorni di marzo fu come un’improvvisa esplosione: approdavano dappertutto lungo tutta la costa, con vecchi pescherecci o piccole navi in disarmo, da abbandonare dopo l’arrivo. Piene all’inverosimile.

Un figlio disabile e quello che non ha prezzo
Sergio Criveller

A poche ore di distanza, nel Trevigiano, si sono verificati la scorsa settimana episodi di suicidio, rispetto ai quali il vescovo di Treviso, monsignor Michele Tomasi, ha scritto, tra l’altro, di voler esprimere “parole di vicinanza a chi soffre, alle famiglie direttamente coinvolte e alle loro comunità, affinché possano percepire di non essere sole a portare pesi indicibili”. Straziante quanto accaduto a Castello di Godego (Tv): il padre, venuto a conoscenza dei problemi di presunta disabilità del figlio di due anni, lo uccide e poi si suicida. Ai padri con figli disabili è dedicata questa lettera, pubblicata sul settimanale diocesano di Treviso “La vita del popolo”.

Momento storico
Incontro con il Grand Ayatollah e preghiera a Ur
Incontro con il Grand Ayatollah e preghiera a Ur

Mattinata storica a Najaf e nella piana di Ur. Prima l’incontro con il Grande Ayatollah Al-Sistani nella sua residenza privata dove sono discusse “le grandi sfide che l’umanità deve affrontare in questo periodo”. Poi nella piana di Ur e l’incontro interreligioso con i rappresentanti musulmani, cristiani e sabei.  Poi nella piana di Ur l’incontro interreligioso.

Spazio Balcani
Albania: a 30 anni dal grande esodo

Tra il 6 e il 7 marzo del 1991, esattamente 30 anni fa, a Brindisi arrivarono quasi 27mila profughi. Scappavano da un regime che crollava. Fuggivano da un’Albania sull’orlo del collasso economico, in uno dei primi grandi sconvolgimenti dell’Europa post caduta del Muro di Berlino avvenuta solo due anni prima.

Il commento al Vangelo della III Domenica di Quaresima
Paolo Morocutti

Il corpo di Gesù è stato di fatto distrutto sulla croce. Egli lo ha consegnato volontariamente fino alla fine, fino alle estreme conseguenze. Chi mercanteggia e fa del culto a Dio un mercimonio, mercanteggia il corpo di Cristo. Quante volte nella nostra vita spirituale la logica del “do ut des” guida il rapporto con Dio, alla passione prevale il calcolo, alla carità il tornaconto. Se Gesù fosse stato indifferente ai mercanti nel tempio avrebbe dimostrato un amore verso di noi pavido e distaccato, ma poiché la misura dell’amore si rivela dalla passione, egli non ha esitato a mostrare la sua santa ira per rivelarci che il prezzo pagato per la nostra salvezza è la sua stessa vita donata sulla croce.

Viaggio in Iraq
Papa: "Odio e violenza sono incompatibili con le religioni"

Papa Francesco nel suo primo giorno in Iraq lancia un unico grande appello per la pace e per la coesistenza fraterna, dal palazzo presidenziale e dalla cattedrale di Baghdad, esortando a “costruire il futuro più su quanto ci unisce che su quanto ci divide”. Guerra, odio e violenza sono “incompatibili con gli insegnamenti religiosi”. Come per la pandemia, si tratta di uscire dalla crisi “migliori di prima”, partendo dalla consapevolezza che “la diversità religiosa, culturale ed etnica che ha caratterizzato la società irachena per millenni, è una preziosa risorsa a cui attingere, non un ostacolo da eliminare”. Ai vescovi: “vicinanza”,  ai sacerdoti e ai giovani.

L'attesa in Iraq
La carezza di Qaraqosh e il canto di Angela
La carezza di Qaraqosh e il canto di Angela

Francesco oggi in Iraq e a Qaraqosh, nella Piana di Ninive, i giovani locali fremono per incontrarlo, domenica 7 marzo. Lanciano messaggi e canti in una città che indosserà il vestito della festa. La testimonianza di padre Haitham Hano, francescano della Custodia di Terra Santa, originario di Qaraqosh, venuto apposta da Gerusalemme: “Qaraqosh è sempre stata definita una fontana di vocazioni. Speriamo che da questi visita arrivino altre chiamate”.

Prima della partenza
Questa mattina l’incontro a Santa Marta con un gruppo di ragazzi iracheni
Questa mattina l’incontro a Santa Marta con un gruppo di ragazzi iracheni

“Noi stiamo pregando tanto per questo viaggio perché la nostra terra sta sanguinando ed ha bisogno di pace”. È quanto hanno detto i ragazzi iracheni al Papa questa mattina incontrandolo a Casa Santa Marta. Poco prima di raggiungere l’aeroporto di Fiumicino per imbarcarsi sul volo per Baghdad, il Papa si è intrattenuto per alcuni momenti con circa 12 persone accolte dalla Comunità di Sant’ Egidio e dalla Cooperativa Auxilium.

Lo streaming della settimana
“Raya e l’ultimo drago”: non è più tempo di principesse su Disney

È quanto emerge dal nuovo film d’animazione “Raya e l’ultimo drago” (“Raya and the Last Dragon”) diretto dal premio Oscar Don Hall (suo è “Big Hero 6”, 2014) e da Carlos López Estrada, colorato e affascinante racconto che unisce fantasia e realismo, anzi a dire il vero quasi uno scenario da futuro distopico. Non è però allarmante per la visione dei più piccoli, al contrario: è un storia a sfondo educativo che mette al centro temi come fiducia, amicizia, solidarietà e perdono, nonché rispetto per il creato, in linea quasi con la Lettera enciclica “Laudato si’” di Papa Francesco.

Patriarcato siro-cattolico
Younan III:
Younan III: "Messaggero di riconciliazione in un Paese segnato dal settarismo"

Alla vigilia della partenza del Papa per l’Iraq, la prima storica visita di un Papa nella Terra di Abramo, il Sir ha intervistato Ignace Youssif III Younan, patriarca siro-cattolico di Antiochia che accoglierà Papa Francesco, prima nella Cattedrale di Nostra Signora della Liberazione a Baghdad, subito dopo il suo arrivo in Iraq (5 marzo), e due giorni dopo, a Qaraqosh, i cui abitanti furono costretti alla fuga dall’invasione delle milizie dello Stato Islamico nel 2014.

Mondo sciita
Coda: “Una strategia di pace che non scarta nessuno”
Coda: “Una strategia di pace che non scarta nessuno”

Il teologo Coda, con una ricca esperienza di dialogo con l’islam sciita: “Il Papa segue una ispirazione che mostra di avere due qualità: la prima è la strategia della pace attraverso l’apertura gratuita e disarmata verso tutti che non ha di mira un tornaconto immediato, ma la testimonianza costruttiva del messaggio di fraternità che viene dal Vangelo. La seconda qualità è che questa strategia non scarta nessuno, apre tutte le porte”.

Myanmar
Joseph Kung Za Hmung: “Mercoledì scorso la giornata più sanguinosa”

Oltre 60 morti e mille arresti nel giorno che le Nazioni Unite hanno definito il “più sanguinoso” dal colpo di stato avvenuto un mese fa. I manifestanti vengono messi in prigione o portati nei campi di calcio. C’è chi esce dopo una notte ed è trattato bene. Ma ci sono alcuni video che mostrano scene di violenza. A raccontare al Sir cosa sta succedendo in Myanmar in queste ore è Joseph Kung Za Hmung, direttore del giornale cattolico “Gloria News Journal”, mentre su Twitter il cardinale Charles Bo scrive: “La guerra civile si sta trasformando in un campo di sterminio. Nessuno è al sicuro in nessun posto e in nessun momento”.

Coronavirus Covid-19
Bassetti:
Bassetti: "Non dimenticare i morti"

“È importante ricordare anche tutte le famiglie che hanno subito lutti e tutti coloro che ancora sono colpiti dal virus, tutti i malati. Questo gesto, così significativo, è un segno di comunione e di speranza per l’intero Continente europeo”. o ha detto il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Conferenza episcopale italiana, aprendo la Messa che ha celebrato questa mattina, nella Cappella Gesù Buon Pastore (sede Cei), a Roma, per le vittime della pandemia.

Torna il tema delle riforme istituzionali
Stefano De Martis

Nel dibattito politico si riaffaccia il tema delle riforme istituzionali e i motivi si possono ricondurre soprattutto a tre filoni. Come ha ricordato lo stesso premier Draghi nel suo discorso programmatico, quello da lui presieduto è il terzo governo della legislatura iniziata nel marzo 2018. E’ l’ennesima conferma di un problema di stabilità dell’esecutivo che con alterne vicende (finché esistevano partiti forti e strutturati il sistema aveva una sua continuità di fondo) accompagna sin dagli inizi la vita della Repubblica. Un secondo filone è incentrato sulla necessità di introdurre, come promesso dai sostenitori della riforma confermata con referendum, alcuni correttivi per riequilibrare il sistema dopo il taglio drastico dei parlamentari, che diventerà operativo con la prossima legislatura (dal 2023, se non ci saranno scioglimenti anticipati). Il terzo spunto chiama in causa la straordinaria opportunità offerta da una fase politica in cui il governo è sostenuto da un arco di forze che rappresenta quasi tutto il Parlamento. E’ pur vero che ogni partito interpreta questa potenziale tregua a modo suo (c’è chi sta dentro e allo stesso tempo spara quotidiane bordate all’esterno), ma c’è da domandarsi quando si potrà mai ricreare un contesto così favorevole per riforme che dovrebbero essere il più possibile condivise.

Brasile
In un anno morti 3 vescovi e 65 sacerdoti
In un anno morti 3 vescovi e 65 sacerdoti

La Commissione nazionale per il clero (Cnp) della Conferenza nazionale dei vescovi del Brasile (Cnbb), a un anno circa dai primi casi di Covid-19 nel Paese, ha diffuso i dati relativi all’incidenza della pandemia tra i sacerdoti. In tutto sono stati 1.455 i casi di contagio, tra cui 65 decessi, secondo l’elaborazione della Commissione.

Patti Lateranensi
Bassetti: “Confronto sereno e aperto su tutti i problemi"

“È stato un confronto sereno, franco, aperto, su tutti i problemi di maggiore urgenza, a cominciare dalla famiglia, dalla scuola, dal problema dei giovani e dal rapporto tra le istituzioni”. Così il card. Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città Della Pieve e presidente della Conferenza episcopale italiana ha tracciato un bilancio del tradizionale incontro bilaterale Italia-Santa Sede, svoltosi questo pomeriggio a Palazzo Borromeo, in occasione dell’anniversario dei Patti Lateranensi.

Bilancio
Oltre 200 preti morti di Covid-19 nei primi 9 mesi
Oltre 200 preti morti di Covid-19 nei primi 9 mesi

A morire sono soprattutto i preti più anziani, con un’età media di 82 anni in linea con quella delle vittime di Covid-19 nella popolazione generale. Ma non sono soltanto i sacerdoti più fragili o ricoverati nelle case di riposo ad andarsene: oltre 40 di loro, infatti, hanno massimo 75 anni (20% del totale), ovvero l’età limite prevista dal Codice di Diritto canonico per svolgere il ministero di parroco.

I preti italiani morti per Covid sono il volto bello della Chiesa amica
Gualtiero Bassetti

Nei mesi di pandemia da Covid-19, sono tornato spesso con la memoria agli incontri che ho avuto la fortuna di vivere con i futuri preti. Soprattutto nelle settimane di ricovero, perché anch’io ammalato di Covid, gli “appuntamenti” con le mie esperienze passate sono diventati frequenti. D’altronde, in una stanza di terapia intensiva si è anche agevolati da questa sorta d’introspezione. Ho pensato tanto al nostro donarci come sacerdoti; all’amore ricevuto e a quello donato; a tutte le opportunità di fare del bene non sfruttate. Ho pregato per tutti i malati, ho invocato il perdono per tutte le volte che non sono stato all’altezza. Ho ripetuto sovente dentro di me: “Signore, sono tuo”. Proprio come il giorno della mia ordinazione presbiterale. E così immagino abbiano fatto tutti i sacerdoti che hanno vissuto il loro servizio in mezzo al popolo di Dio, fino all’estremo sacrificio di se stessi.

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Cesena
fisc Missionari
Qua la distanza sociale è di due metri

I nostri missionari ci scrivono. Padre Tonino Pasolini: “Qua la distanza sociale è di due metri. Con la radio siamo impegnati per gli annunci di servizio pubblico sulla pandemia. Le nostre restrizioni sono simili a quelle che avete voi. Tutte le scuole rimangono chiuse. Tutte le chiese e le moschee sono chiuse. Tutti i confini sono chiusi”, dice il missionario cesenate. Con la radio “Rafforziamo le pratiche sicure. Combattiamo la paura. Soprattutto, combattiamo notizie false e informazioni distorte”.

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