“La regione della Mosella è una terra la cui storia è stata segnata da tanti conflitti e divisioni. Grazie a figure di riconciliazione come il Venerabile Robert Schuman, essa offre una preziosa testimonianza del fatto che l’odio non ha l’ultima parola, ma che, al contrario, i nemici di ieri possono diventare fratelli. Questo messaggio di pace riecheggia l’appello del Santo Padre per una ‘pace disarmata e disarmante’ nel cuore del nostro mondo diviso”. E’ quanto scrive mons. Philippe Ballot, arcivescovo di Metz, città dove lunedì 28 settembre – nel quadro della sua visita in Francia – Papa Leone XIV farà tappa. Metz e la regione della Mosella sono alle radici profonde dell’intuizione europea di Robert Schuman. L’area fu il suo “laboratorio di pace”: la sua condizione di terra di confine contesa tra Francia e Germania ispirò in Schuman la convinzione che solo superando i nazionalismi si potesse garantire la pace duratura. Nei pressi di Metz, nel comune di Scy-Chazelles, si trova la sua residenza (oggi trasformata in un museo e sito del patrimonio europeo). Fu qui che Schuman, osservando la complessa storia di convivenza della sua gente, concepì l’idea di un’Europa unita e integrata.
“Il Venerabile Robert Schuman fu un cristiano profondo, impegnato in politica nel nome della sua fede e interamente dedito agli altri”, scrive il vescovo. “Questa figura di riconciliazione può ancora ispirare nel cuore di tutti, specialmente dei giovani, il desiderio di vedere crescere la fraternità in Europa e oltre”. Il vescovo Ballot rivela infine che nei giorni scorsi, una delegazione vaticana ha effettuato delle visite preliminari. “Non appena i dettagli di questa visita papale saranno definiti, la diocesi comunicherà ulteriori informazioni sul programma ufficiale. Invito tutti i fedeli della diocesi a prepararsi nella preghiera a questo importante incontro con il successore di Pietro”.