“Nell’epoca della post-verità, il rischio è di scegliere di non scegliere”. A lanciare la provocazione è stato don Francesco Cosentino, docente alla Pontificia università lateranense, intervenendo al convegno sulla Magnifica humanitas promosso dalla diocesi di Roma presso la sede dell’ateneo. Il relatore ha definito quello attuale “un tempo solo apparentemente più libero, dove convivono più visioni della vita ma tutte sganciate da una verità di fondo”. In questa “società dell’incertezza”, avviene “una ridefinizione quasi quotidiana della propria vita, con una pressione a ricercare continuamente il senso della realtà, e tutto ciò provoca un forte smarrimento”. Il rischio, quindi, è quello di “scegliere di non scegliere, perché si viaggia su molteplici visioni della vita”. Il Papa, invece, con la sua prima enciclica, secondo don Cosentino, “ci dice, fin dall’esordio del documento, che c’è bisogno di un’opzione fondamentale, di una scelta decisiva: in ogni epoca siamo noi che dobbiamo dare forma al nostro tempo, e il mondo può essere una nuova Babele o diventare una Gerusalemme”. In concreto, nell’epoca della rivoluzione digitale, “la scelta decisiva è tra le promesse illusorie e ambigue della tecnica e la custodia dell’umano”, partendo dalla consapevolezza che “la tecnologia non è neutra, ha un impatto antropologico: non dipende solo da come la usiamo, ma cambia il nostro modo di vivere la vita sul piano antropologico, sociale, politico, economico e anche spirituale”.