“La crisi della comunicazione contemporanea non consiste nel fatto che parliamo troppo poco, bensì nel fatto che gli ambienti dentro cui parliamo sono progettati sempre più per estrarre comportamento, orientare attenzione e massimizzare engagement, piuttosto che per generare comprensione, esposizione reciproca e mondo comune”. Lo ha affermato mons. Dario Edoardo Viganò, vicecancelliere della Pontificia Accademia delle Scienze e della Pontificia Accademia delle Scienze sociali, nel corso del suo intervento all’evento “Comunicazione: la via maestra per dialogo e cultura”, ospitato oggi alla Camera dei deputati, in occasione dei 30 anni dalla fondazione di Headline Giornalisti.
“La qualità di una democrazia ormai – ha aggiunto – si misura anche dalla qualità delle infrastrutture comunicative che essa accetta di abitare. Se tali infrastrutture premiano soltanto reazione, profilazione e consenso immediato, la cultura si restringe. Se invece riaprono spazio all’argomentazione, all’ascolto e alla confutazione, la comunicazione torna a essere ciò che promette il titolo di questo intervento: non un semplice apparato di circolazione, ma la via maestra attraverso cui una società decide che cosa può ancora diventare”.