Diocesi: Lamezia Terme. Vescovi della Calabria e lo sfoglio” del Codex Purpureus di Rossano, “segno di comunione, fraternità e condivisione”

Il ruolo del Codex Purpureus Rossanensis nella critica testuale del nuovo testamento. Questo il filo conduttore della riflessione biblica che il vescovo, mons. Serafino Paris, ha fatto ieri in occasione dello “sfoglio” del Codex Purpureus di Rossano insieme ad una spiegazione iconografica, liturgica e teologica delle due scene della comunione degli apostoli. All’incontro – informa la diocesi di Lamezia Terme -, che si è svolto nella suggestiva cornice del centro storico di Rossano erano presenti, tra gli altri, i vescovi calabresi ed autorità civili e militari. L’evento “sfogliando il Codex”, infatti, si è inserito all’interno della sessione estiva della Conferenza episcopale calabra (Cec) ospitata quest’anno dall’Arcidiocesi di Rossano-Cariati. Dell’antico evangelario greco miniato del VI secolo, riconosciuto Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’Unesco, opera d’arte sospesa nel tempo, si è potuto ammirare la miniatura della “Comunione degli apostoli” quale segno di Comunione, fraternità e condivisione, sentimenti che animano gli stessi lavori della Cec con il richiamo evocativo dei 12 apostoli come sono i 12 vescovi calabresi che, accompagnati dall’arcivescovo di Rossano, mons. Maurizio Aloise, sono stati accolti nel chiostro dal direttore del museo e vicario generale, don Pino Straface, e dal sindaco di Corigliano, Rossano Flavio Stasi, che ha portato ai vescovi il saluto della città, felice di poterli ospitare.
La miniatura scelta è stata illustrata nella sala del Codex dalla vice direttrice del museo, Cecilia Perri, che ha anche spiegato la genesi del Codex, la sua storia e il percorso seguito per diventare patrimonio Unesco. All’illustrazione storico artistica è seguita la riflessione biblica di mons. Parisi ed a sfogliare materialmente le pagine color porpora del Codex sono stati i tre vescovi metropolitani, monsignor Fortunato Morrone (Reggio Calabria-Bova), monsignor Giovanni (Cosenza-Bisignano) e monsignor Claudio Maniago (Catanzaro – Squillace). “Un momento di profonda comunione e bellezza, capace di unire la memoria storica alla programmazione pastorale delle nostre diocesi”, si legge nella nota.

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