“Lo Spirito del Risorto ci salvi dal male della guerra, che viene vinta non da una superpotenza, ma dall’Onnipotenza dell’amore”. Lo ha detto Papa Leone XIV nell’omelia della santa messa nella solennità di Pentecoste, presieduta questa mattina nella Basilica di San Pietro. Soffermandosi su tre aspetti dello Spirito del Risorto, il Papa ha anzitutto sottolineato che “lo Spirito del Risorto è lo Spirito della pace”: una pace “che viene dal perdono e ci porta al perdono”, che inizia con il perdono donato da Gesù stesso, “che è stato da noi tradito, condannato, crocifisso”. Leone XIV ha ricordato le parole del Risorto agli Apostoli — “A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati” (Gv 20,23) — come affidamento di “un’opera divina”. Il secondo aspetto indicato dal Pontefice è la missione: “Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi” (Gv 20,21). Lo Spirito Santo è “la vivente carità di Cristo che ci pervade, ci sprona, ci sostiene nella missione”. Leone XIV ha ricordato che la prima opera dello Spirito in noi è la fede con la quale professiamo “Gesù è Signore!”, e che tutta la Chiesa è protagonista del Vangelo: “non solo custode”. Il Papa ha quindi concluso con un appello accorato: “Preghiamo che lo Spirito del Risorto liberi l’umanità dalla miseria” e “ci guarisca dalla piaga del peccato, per la redenzione annunciata a tutti i popoli nel nome di Gesù”.