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15:01 - CARDINALE BETORI: LA BIBBIA DEL 2008 È IL TESTO “PIÙ ADATTO ALLA PROCLAMAZIONE”

La terza edizione della traduzione italiana della Bibbia “si è resa necessaria dopo che la Santa Sede pubblicando la Nova Vulgata ha rivisto l’antica traduzione latina di san Girolamo alla luce delle nuove acquisizioni della critica testuale, sollecitando un aggiornamento in tal senso delle traduzioni nelle lingue moderne”. Sono parole del cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze, sulla presentazione della Bibbia del 2008, scritte allora in qualità di segretario generale della Cei e riportate nella introduzione della Bibbia bilingue Latino-Italiano, edita dalla Lev, presentata oggi pomeriggio a Roma. Il testo mette a confronto la Nova Vulgata edita nel 1998 e la Sacra Bibbia del 2008. L’edizione italiana della Bibbia del 2008, faceva notare l’allora segretario della Cei, “viene incontro ai suoi lettori non solo nelle pagine che materialmente lo compongono, ma anche con la storia viva del popolo di Dio che nella sua dottrina, nella vita liturgica e nella testimonianza di santità ha costruito e continua a costruire la manifestazione storica della sua verità e quindi l’orizzonte in cui leggerlo e proclamarlo, offrendone un’interpretazione sicura”. Di qui l’auspicio che “possano fruire di un testo più sicuro, più coerente, più comunicativo, più adatto alla proclamazione”.

15:00 - BIBBIA BILINGUE: MONS. FREZZA (CURATORE), “STRUMENTO DI COMPARAZIONE IMMEDIATA” (2)

“Gli stessi tempi storici sono documentati dalle tracce inevitabilmente manifestate dalle scelte e dalle esclusioni lessicali e linguistiche generali, segno di una sensibilità letteraria e religiosa propria del tempo, nel campo scientifico come, ed è il caso serio, nella liturgia. Esiti questi resi palesi dalle diverse edizioni in una stessa lingua che sono apparse negli anni, anche nel breve periodo”, evidenzia mons. Frezza. “In questa nostra edizione il testo della Nova Vulgata - afferma - è dotato dell’apparato critico corrispondente alle acquisizioni della ricerca attuale sui codici, a fronte della versione italiana corredata da preziose introduzioni, abbondanti note di comune fruibilità, efficaci per aderenza al testo, per commento esegetico, per notizie su istituzioni religiose e sociali, per informazione storica e archeologica, riferimenti liturgici e cultuali, perfino botanici e faunistici, per puntualità geografica, quasi topografica”. Per mons. Frezza, “Nova Vulgata e versione italiana della Cei sono due veri e propri monumenti di fedeltà alla rivelazione e di studio scientifico, che rendono preziosa questa edizione che li associa e ne pubblica i pregi, la versione geronimiana e la critica testuale della prima, la versione italiana e l’esattezza sintetica di commento della seconda”.

15:00 - BIBBIA BILINGUE: MONS. FREZZA (CURATORE), “STRUMENTO DI COMPARAZIONE IMMEDIATA”

“I vantaggi offerti da un’edizione plurilingue della Bibbia sono originariamente dovuti alla trasmissione del testo biblico nelle lingue originali, essendo la poliglotta luogo di conservazione del deposito biblico nei diversi momenti storici e riflesso dello sviluppo della conoscenza scientifica e religiosa della Bibbia nei singoli periodi”. Lo scrive monsignor Fortunato Frezza, canonico vaticano e dottore in Sacra Scrittura presso il Pontificio Istituto Biblico di Roma, nella nota dell’autore de “La Sacra Bibbia - Testo bilingue. Latino-Italiano”, pubblicata dalla Libreria editrice vaticana, che sarà presentata oggi a Roma. “È poi strumento di comparazione immediata con le versioni, delle quali è resa agevole la constatazione di fedeltà alla lettera originaria. Il pregio della lettura parallela nello studio comparato delle versioni - aggiunge - consiste in un sussidio efficace nei casi di incerta comprensione di un testo originale, come apporto immediato contemporaneo a diversi ambienti di ricerca e di tradizione culturale”. Nelle edizioni plurilingue, come questa, prive dei testi originali, “l’evento non scade a semplice impresa editoriale, poiché esso conserva almeno la scopo di diffusione biblica tra ceti diversi e ambiti ecclesiali e culturali vari”. (segue)

14:30 - GERMANIA: PAPA NOMINA MONS. STEFAN HESSE NUOVO ARCIVESCOVO DI AMBURGO

Papa Francesco ha nominato oggi il nuovo arcivescovo di Amburgo: è monsignor Stefan Hesse, sino a oggi Vicario generale di Colonia. L’annuncio in contemporanea in Vaticano e Amburgo è stato dato alle 12. Con la nomina del 48enne Hesse al prestigioso soglio anseatico, il Papa ha confermato la decisione della scelta indicativa fatta dal capitolo metropolitano di Amburgo. Stefan Hesse è il terzo arcivescovo di Amburgo, da quando venne eretta sede arcivescovile. Il nuovo arcivescovo è nato il 7 agosto 1966 a Colonia dove fu ordinato sacerdote nel 1993. Ha studiato filosofia e teologia a Bonn e Regensburg. Nel 2001 ha conseguito il dottorato in teologia con una tesi sulla teologia della vocazione di Hans Urs von Balthasar. Nel 2003 viene nominato Vicario generale di Colonia. Tra le sue esperienze anche una notevole conoscenza del mondo dei mezzi di comunicazione, come rappresentante diocesano per la radio e la televisione. Dopo le dimissioni del card. Joachim Meisner di Colonia ha svolto la funzione di Amministratore diocesano: “Non vedo l‘ora di avere molti incontri e discussioni, di celebrare insieme e pregare ascoltando le richieste dei poveri e degli svantaggiati della nostra società”, ha scritto l’arcivescovo Hesse nel suo messaggio alla diocesi.

13:56 - ECUMENISMO: CARD. KOCH, “BATTESIMO È STRUMENTO COMUNE PER FONDARE IL DIALOGO”

“Le violenze e le persecuzioni contro i cristiani si moltiplicano in varie parti del mondo, senza distinzioni di sorta” ha detto il cardinale Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità tra i cristiani, nell’Omelia di ieri (clicca qui) alla parrocchia della Trasfigurazione a Roma nel corso di una celebrazione ecumenica che ha visto il coinvolgimento di rappresentanti di varie Chiese cristiane. “Il Santo Padre ha il cuore aperto per l’ecumenismo”, ha commentato il cardinale Koch; “vuole favorire l’unità dei cristiani e il fondamento dell’ecumenismo è la fraternità, l’amicizia, l’approfondimento: l’ecumenismo della carità”. E lo stesso battesimo che in alcuni Paesi è segno di stigma, ha spiegato Koch, è la strada per superare le divisioni tra i cristiani: “Il battesimo è lo strumento comune sul cui mutuo riconoscimento fondare il dialogo tra le Chiese cristiane”. Pur se le modalità attraverso cui arrivare a un’intesa tra le Chiese non sono uniformi, perché diversi sono i punti dottrinali su cui trovare un accordo, trovare un terreno comune su cui ragionare e ritrovarsi è una missione cui chiama proprio il battesimo.

13:49 - DON BOSCO: DUE APPUNTAMENTI A ROMA PER CELEBRAZIONI DEL BICENTENARIO DI NASCITA

Roma, città nella quale san Giovanni Bosco ha trascorso due anni della propria vita, si appresta a fare festa sabato 31 gennaio con “un momento comunitario nel quale si radunano le comunità educative pastorali di tutta la Regione Lazio”. “L’appuntamento - comunica l’Icc (Italia circoscrizione centrale) di Don Bosco - è innanzitutto per il pomeriggio di sabato 31, alle ore 16.30 nel Cineteatro Don Bosco (via Publio Valerio, 63), per una celebrazione tra canti e testimonianze, tra le quali quella di monsignor Domenico Sigalini, vescovo di Palestrina”. “A seguire, alle ore 18, la concelebrazione eucaristica nel Tempio Don Bosco, nell’omonimo quartiere romano, con la presidenza del cardinale Agostino Vallini, con la presenza di cardinali titolari in Basiliche affidate alla Congregazione Salesiana, di monsignor Savio Hon Tai-Fai, segretario della Congregazione per l’Evangelizzazione dei popoli, e di altri vescovi delle diocesi nel Lazio”. In Piemonte, a Castelnuovo Don Bosco, il 16 agosto è iniziato l’anno bicentenario della nascita di san Giovanni Bosco: un percorso di 365 giorni appositamente pensato per approfondire e divulgare la “Missione di Don Bosco con e per i giovani”.

13:39 - SANITÀ: BOLOGNA, WORKSHOP SULLA CONDIZIONE DELLE PERSONE IN STATO VEGETATIVO

“Coscienza e dignità della persona: i limiti invalicabili”. Con questo tema si aprirà il secondo workshop nazionale dal titolo “Persone in stato vegetativo” organizzato dall’Istituto petroniano di studi sociali dell’Emilia Romagna (Ipsser) e dall’associazione onlus “Insieme per Cristina”, in programma a Bologna il 7 febbraio dalle 9,00 alle 17,30 presso la sede della fondazione Ipsser. Le diverse sessioni del workshop affronteranno le questioni degli studi clinici e strumentali, delle prospettive nazionali, degli interventi regionali e delle tutele giuridiche per le persone in stato vegetativo. Interverranno medici, esperti e i rappresentati delle associazioni di settore. L’evento, cui aderiscono anche l’istituto “Veritatis splendor”, la fondazione “Gesù divino operaio” e l’Associazione medici cattolici italiani sezione di Bologna (Amci), e che vede il patrocinio delle istituzioni sanitarie locali, si rivolge ai familiari di persone in stato vegetativo, operatori socio-sanitari, medici, amministratori e avvocati (programma completo del workshop www.ipssar.it).

12:29 - GIORNATA DELLA MEMORIA: MONS. PEREGO (MIGRANTES), “SUPERARE TUTTI I MURI”

“Mai come oggi, mentre la violenza terroristica fa crescere le discriminazioni e le divisioni, la Giornata della memoria, che si celebra il 27 gennaio, diventa l’occasione per ribadire ancora, come ha fatto Papa Francesco nel Messaggio per la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato e come indicano i vescovi italiani nella traccia in preparazione al Convegno ecclesiale di Firenze, la necessità di considerare la frontiera non come un muro ma come una strada per l’impegno sociale della Chiesa e il superamento delle frontiere come un’opportunità per costruire pace e sicurezza”. Lo afferma oggi il direttore generale della Fondazione Migrantes in una nota alla vigilia della Giornata della memoria ricordando l’eccidio di ebrei e di rom e sinti. Nella nota il direttore di Migrantes ricorda la testimonianza di Ceija Stoika, rom deportata con la famiglia all’età di 9 anni, davanti a Papa Benedetto nell’incontro avuto con il popolo rom e sinti in Vaticano nel 2011: “Se il mondo non cambia adesso, se il mondo non apre porte e finestre, se non costruisce la pace - la pace vera! - affinché i miei pronipoti abbiano una chance a vivere in questo mondo, allora non so spiegarmi il perché sono sopravvissuta ad Auschwitz, Bergen-Belsen e Ravensbrück”. Per mons. Perego quello di superare i muri “è un impegno doveroso nella memoria di chi, come Ceija Stoika, ha sofferto e per le migliaia di persone che hanno dato la vita per un mondo riconciliato”.

12:18 - ANTISEMITISMO: UN “PERICOLO REALE” PER IL 63% DEGLI EBREI ITALIANI (2)

In Ungheria questa percentuale arriva addirittura al 48%. Molte forte, di converso, la percentuale del 70% di ebrei italiani che esclude di aver preso in considerazione l’aliyah, un numero che nella media europea cala al 61%. Da notare infine che in Italia il 9% degli interrogati su questo punto, estremamente delicato, ha preferito non pronunciarsi. Si tratta di una percentuale lievemente superiore in questo caso alla media europea. Appaiono inoltre differenze importanti riguardo la percezione dell’antisemitismo a seconda dell’area geografica di appartenenza. La percezione di un pericolo di antisemitismo e di una crescita del fenomeno antisemita risulta più acuta nella capitale. Piuttosto elevata anche la preoccupazione di essere coinvolti in eventi ebraici che potrebbero comportare il rischio potenziale di subire un attacco antisemita. Molto interessanti anche i fattori di differenza che distinguono gli ebrei italiani di fronte alla prospettiva di abbandonare l’Italia per affrontare la salita in Israele. In questo contesto solo il 19% degli ebrei romani dichiara di aver preso in considerazione l’opportunità dell’aliyah negli ultimi cinque anni, contro un ben maggiore 26% espresso dagli ebrei milanesi e un 22% espresso dagli ebrei che vivono nelle comunità minori.

12:18 - ANTISEMITISMO: UN “PERICOLO REALE” PER IL 63% DEGLI EBREI ITALIANI

Il 63% degli ebrei italiani ritiene l’antisemitismo un “pericolo reale” e il 20% dichiara di aver preso in considerazione la possibilità di lasciare l’Italia per andare in Israele. Si tratta di percentuali comunque inferiori rispetto a quelle registrate in Belgio, dove la minaccia antisemita mette in allarme il 79% degli ebrei per arrivare all’86% registrato in Francia. È quanto emerge da una ricerca condotta da due ricercatori di fama internazionale, il demografo Sergio Della Pergola e L.D. Staetsky (“Da vecchie e nuove direzioni. Percezioni ed esperienze di antisemitismo tra gli ebrei italiani”) anticipata dall’Unione delle Comunità ebraiche italiane che nelle prossime settimane presenterà la versione in lingua italiana. Dall’indagine risulta che gli ebrei italiani sono preoccupati soprattutto dei problemi sociali ed economici del Paese come disoccupazione, corruzione, crisi economica, razzismo, criminalità e immigrazione. L’antisemitismo viene solo in settima posizione. Emerge inoltre che il 20% degli ebrei italiani dichiara di aver preso in considerazione la possibilità di lasciare l’Italia per salire in Israele. Una percentuale fra le più basse fra quelle registrate nelle diverse realtà europee e che si colloca molto al di sotto della media europea, attestata sul 29 per cento. Gli ebrei francesi che dichiaravano di aver preso in considerazione l’aliyah era del 46% e gli esperti confermano che probabilmente sarà ancora più alta oggi, sotto l’effetto dei fatti di Parigi. (segue)

11:49 - ATTENTATI IN FRANCIA: CONSIGLIO D’EUROPA, AUDIZIONE IN VISTA DELLA PLENARIA

(Sir Europa - Strasburgo) - “Gli attentati terroristici a Parigi: insieme per una risposta democratica”: è il titolo dell’audizione in programma oggi a Strasburgo per iniziativa delle Commissioni per gli Affari politici e la democrazia, e per la Cultura, la scienza, l’istruzione e i media, dell‘Assemblea parlamentare del Consiglio d‘Europa. “In seguito agli attentati di Parigi contro la redazione di Charlie Hebdo e l’ipermercato kosher, così come a Montrouge, quale conclusione possiamo trarre? - si chiedono i promotori in una nota -. Quali possono essere le piste di riflessione in termini di misure governative e legislative, quali azioni si possono prevedere a scuola, nelle carceri e nei quartieri sensibili?”. La laicità, è l’ulteriore domanda, “è ancora un baluardo contro il fondamentalismo?”. Per l‘occasione sono stati invitati Caroline Fourest, saggista e giornalista, già collaboratrice di Charlie Hebdo e direttrice della rivista ProChoix, e il sociologo e saggista franco-marocchino Driss Ajbali, autore di libro "Violenze e immigrazione”. L‘audizione sarà la base per la preparazione del dibattito d‘urgenza che si terrà sulle stesse questioni nel corso della settimana, nell‘ambito della sessione plenaria dell’Apce che si apre, sempre oggi, a Strasburgo (fino al 30 gennaio).

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11:46 - SIRIA: AI.BI., SOSTEGNO A DISTANZA PER BIMBI SIRIANI DELLA PROVINCIA DI IDLIB

Dopo il pane per le famiglie povere della regione di Binnish (Siria), ora il latte per i più piccoli: è l’iniziativa dell’associazione Ai.Bi. (Amici dei Bambini), che spiega in un comunicato come nell’ambito del medesimo progetto di sicurezza alimentare che ha permesso l’avvio del panificio, insieme all’associazione Syrian Children Relief, ha avviato a dicembre anche la distribuzione di latte in polvere per circa 2.500 neonati a rischio malnutrizione. Si tratta di un intervento che permette a centinaia di famiglie della provincia di Idlib, nel nord del Paese, di utilizzare un bene diventato sempre più difficile da reperire a prezzi accessibili. Il protocollo prevede che le donne interessate, dopo essersi sottoposte a visita medico-pediatrica presso le cliniche della zona, possano recarsi a prelevare il latte, dietro esibizione di prescrizione medica indicante i quantitativi stabiliti; ogni centro è presidiato da un’infermiera che illustra le modalità di preparazione, dosaggio e somministrazione della formula. Ai.Bi. ha lanciato la prima campagna di sostegno a distanza per aiutare le famiglie siriane a restare nel proprio Paese e continuare a crescere i propri figli in condizioni dignitose, nonostante la grave crisi. Cibo, salute, scuola, casa, gioco: queste le cinque aree d’intervento.

11:17 - PAPA FRANCESCO: A SANTA MARTA, SONO LE DONNE CHE TRASMETTONO LA FEDE (2)

“Se noi non abbiamo questa cura, ogni giorno, di ravvivare questo regalo di Dio che è la fede, ma la fede si indebolisce, si annacqua, finisce per essere una cultura, o una gnosi, una conoscenza”, ha ammonito il Papa, per il quale due cose contrastano la trasmissione della fede: “Lo spirito di timidezza e la vergogna”. “Dio non ci ha dato uno spirito di timidezza”, ha ammonito Francesco: “Lo spirito di timidezza va contro il dono della fede, non lascia che cresca, che vada avanti, che sia grande. E la vergogna è quel peccato: ‘Sì, ho la fede, ma la copro, che non si veda tanto…’. È un po’ di qua, un po’ di là: quella fede, come dicono i nostri antenati, all’acqua di rose, così. Perché mi vergogno di viverla fortemente. No. Questa non è la fede: né timidezza, né vergogna. Ma cosa è? È uno spirito di forza, di carità e di prudenza. Questa è la fede”. Lo spirito di prudenza - ha spiegato Francesco - è “sapere che noi non possiamo fare tutto quello che vogliamo”, significa cercare “le strade, il cammino, le maniere” per portare avanti la fede, ma con prudenza: “Chiediamo al Signore la grazia - ha concluso - di avere una fede schietta, una fede che non si negozia secondo le opportunità che vengono”.

11:17 - PAPA FRANCESCO: A SANTA MARTA, SONO LE DONNE CHE TRASMETTONO LA FEDE

“Sono le mamme, le nonne” che trasmettono la fede. Lo ha detto il Papa, nell’omelia della Messa celebrata oggi a Santa Marta. Commentando la seconda Lettera di San Paolo a Timoteo, Francesco ha precisato: “Una cosa è trasmettere la fede e altra cosa è insegnare le cose della fede. La fede è un dono. La fede non si può studiare. Si studiano le cose della fede, sì, per capirla meglio, ma con lo studio mai tu arrivi alla fede. La fede è un dono dello Spirito Santo, è un regalo, che va oltre ogni preparazione”. Ed è un regalo che passa attraverso il “bel lavoro delle mamme e delle nonne, il bel lavoro di quelle donne” in una famiglia, “può essere anche una domestica, può essere una zia”. “Ma perché sono principalmente le donne a trasmettere la fede?”, si è chiesto il Papa: “Semplicemente - la risposta - perché chi ci ha portato Gesù è una donna. È la strada scelta da Gesù. Lui ha voluto avere una madre: anche il dono della fede passa per le donne, come Gesù per Maria”. Per il Papa, “dobbiamo pensare oggi se le donne hanno questa coscienza del dovere di trasmettere la fede”, evitando “le vuote chiacchiere pagane, le vuote chiacchiere mondane”. “Tutti noi - ha affermato - abbiamo ricevuto il dono della fede. Dobbiamo custodirlo, perché almeno non si annacqui, perché continui a essere forte con la potenza dello Spirito Santo che ce lo ha regalato”. (segue)

11:12 - GIORNATA DELLA MEMORIA: GATTEGNA (UCEI) AL SIR, “LA VITA EBRAICA VA AVANTI”

“La vita ebraica va avanti regolarmente”. Risponde così Renzo Gattegna, presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane (Ucei) alla domanda in un’intervista al Sir (clicca qui) sullo stato d’animo della comunità ebraica italiana di fronte ai drammatici fatti di Parigi e alla minaccia dell’antisemitismo in Europa. A questo argomento, l’Ucei ha anticipato una ricerca condotta sulla percezione di antisemitismo negli ebrei italiani. “La situazione italiana - dice al Sir Gattegna - è molto diversa da quella francese o di altri Paesi in cui l’antisemitismo, nelle sue diverse matrici ed espressioni, presenta quotidianamente il proprio volto attraverso minacce all’integrità fisica degli individui, atti vandalici, attentati a luoghi ebraici. Gli ultimi episodi in Europa generano preoccupazione, è naturale, ma siamo anche consapevoli dell’eccellente lavoro svolto in questi anni assieme alle istituzioni e alle forze di sicurezza per reprimere ogni tentativo di intimidazione”. E aggiunge: “Le sinagoghe sono aperte, le scuole sono affollate, il calendario di eventi culturali è fitto. La scelta di emigrare in Israele, nella stragrande maggioranza dei casi, è frutto di una scelta libera e consapevole e non dalla necessità di scappare da un pericolo imminente”.

11:10 - GIORNATA DELLA MEMORIA: GATTEGNA (UCEI) AL SIR, "GUAI A SEDERCI SUGLI ALLORI"

Sulla capacità di “attualizzare la terribile lezione della Shoah” si stanno “radicando ottime pratiche in tutto il Paese” e “i risultati più soddisfacenti arrivano senz’altro dal mondo della scuola”. “Guai però a sederci sugli allori”. È quanto afferma Renzo Gattegna, presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane, in un’intervista rilasciata oggi al Sir (clicca qui) in occasione della Giornata della memoria che si celebra domani, 27 gennaio. Nel delineare un bilancio rispetto al radicamento nel nostro Paese di una cultura della memoria, il presidente Gattegna esprime la sua soddisfazione per l’ulteriore ulteriore protocollo d’intesa con il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Stefania Giannini. Ma aggiunge: “Non vanno ignorati i segnali che arrivano da una parte di Paese che fa fatica ad affrontare il proprio passato o in cui si strumentalizza il significato della memoria per diversi fini, non ultimi quelli propagandistico-elettorali. Di fronte a queste minacce servono massima vigilanza e l’impegno di tutti, perché chi mette a rischio il valore della memoria mette a rischio l’intera società italiana, il suo presente, il suo futuro”. Nell’intervista Gattegna richiama anche “la grande responsabilità” dei leader e delle comunità religiose. “Lavorare insieme per la pace e la fratellanza è la risposta più forte che possiamo dare a chi, attraverso il veleno dell’odio, cerca di dividerci e allontanarci”.

11:09 - GIORNATA PER LA VITA: ROMA, PROIEZIONE DI “LA VITA UMANA, PRIMA MERAVIGLIA”

La Chiesa italiana celebrerà l’1 febbraio la trentasettesima Giornata per la vita, sul tema “Solidali per la vita”. A Roma, nella sala conferenze della parrocchia dedicata al fondatore dell’Opus Dei San Josemaría Escrivá (largo Josemaria Escrivà 7, zona Eur), sarà proiettato il film “La vita umana, prima meraviglia”. La proiezione si terrà nella sala conferenze della parrocchia dalle 11.20 e sarà presentata e commentata da Sara Deodati, vice-presidente del Centro di aiuto alla Vita (Cav) di Roma Palatino. “A seguito dell’incontro - comunica la parrocchia - saranno ricordate storia e finalità delle ‘Giornate per la vita’, indette dalla Conferenza episcopale italiana dopo l’approvazione della legge che ha ‘legalizzato’ l’aborto nel nostro Paese”. “La vita umana, prima meraviglia” è un cortometraggio realizzato dal regista Marco Tumbiolo che, attraverso l’uso di moderne tecniche di ripresa e animazione, mostra le fasi del misterioso sviluppo dell’embrione, dalla fecondazione alla nascita.

10:55 - ECUMENISMO: SAE, CONFERENZA A ROMA “LE CHIESE VERSO UNA VISIONE COMUNE”

Una lettura in chiave biblica del documento “Le Chiese verso una visione comune” (Fede e Costituzione - 2012). Se ne discuterà nella conferenza in programma il 15 febbraio alle ore 16,30 presso il Monastero delle suore camaldolesi all’Aventino (via Clivio dei Pubblici 2, Roma) e promossa dal Segretariato attività ecumeniche di Roma (Sae). All’incontro, organizzato nell’ambito del percorso “L’ecumenismo urgente, itinerari per una ricerca ecumenica di base”, interverranno: Giovanni Odasso, biblista e docente di teologia biblica presso la Pontificia facoltà teologica di S. Bonaventura di Roma, e Daniele Garrone, biblista della Facoltà valdese di teologia di Roma. Il Sae è il movimento interconfessionale di laici per l’ecumenismo e il dialogo, a partire dal dialogo cristiano-ebraico, nato nel 1947 e sviluppatosi dopo il Concilio ecumenico vaticano II.

10:47 - ANTONIANUM: AL VIA CORSO SPECIALIZZAZIONE VITA CONSACRATA FRANCESCANA FEMMINILE

Al fine di accompagnare il cammino degli Istituti di vita consacrata impegnati in dialogo con la cultura contemporanea, nel ritorno alle fonti e alla originaria ispirazione, a partire dall’anno accademico 2014-2015 l’Istituto superiore di scienze religiose della Pontificia Università Antonianum propone il corso di specializzazione sulla “Vita consacrata francescana femminile”, dedicato allo studio di quelle esperienze, in particolar modo francescane, che fiorirono tra il XIX e il XX secolo e arricchirono con una varietà di carismi il vissuto ecclesiale. Il corso è rivolto agli studenti in possesso di un diploma di laurea triennale ed equipollenti interessati allo studio e all’approfondimento della storia e dell’identità carismatica degli istituti di appartenenza, in particolare in vista dell’animazione della formazione e della vita fraterna. Il corso avrà durata biennale: nell’anno accademico 2014-2015 le attività didattiche si svolgeranno in modalità intensiva da oggi al 7 febbraio e dal 15 al 27 giugno. Info: www.antonianum.ofm.org

10:37 - POLONIA: VITTIME SHOAH, EPISCOPATO POLACCO PROMUOVE LA "FIAMMA DELLA MEMORIA"

Monsignor Mieczyslaw Cislo, presidente della Commissione per il dialogo con l‘ebraismo dell‘episcopato polacco, ha invitato “tutte le persone di buona volontà” a partecipare all‘iniziativa "La fiamma della memoria" con la quale, il 27 gennaio, verranno ricordate le vittime dello sterminio perpetrato su ordine di Hitler durante la seconda guerra mondiale. Alle ore 18 del Giorno della Memoria in tutta la Polonia le finestre saranno illuminate da candele accese in ricordo della Shoah. "L‘accensione del lume, spiega il presule, è un gesto di solidarietà con il popolo d‘Israele e i nostri fratelli maggiori nella fede che rimpiangono le vittime del nazismo". I promotori dell‘iniziativa della Fondazione "Shalom" osservano che "sebbene non possiamo far ritornare il mondo distrutto nella Shoah, è nostro dovere custodire il suo ricordo come avvertimento per le generazioni future, e come parte del patrimonio comune di polacchi ed ebrei". La direttrice della Fondazione Golda Tencer rileva che "la memoria di coloro che hanno sofferto così tanto deve ardere nei nostri cuori come fiamma di queste candele accese". La Giornata internazionale in Memoria delle vittime della Shoah del 27 gennaio - data della liberazione del campo di sterminio nazista di Auschwitz nel 1945 - è stata istituita dall‘Onu nel 2005.

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10:27 - RELIGIOSITÀ: UCSI, “COMUNICARE IL SACRO - LA FESTA DI SANT’AGATA A CATANIA”

Per approfondire il senso del sacro e le manifestazioni della religiosità popolare, l’Ucsi (Unione cattolica stampa italiana) organizza una tavola rotonda sul tema: “Comunicare il sacro - La festa di Sant’Agata a Catania”, che avrà luogo stasera, alle ore 18 presso la monumentale chiesa della Badia di Sant’Agata. I giornalisti cattolici, anche in riferimento ai recenti fatti di cronaca circa gli abusi delle processioni e delle manifestazioni cittadine in occasione delle feste patronali, intendono tracciare un percorso che valorizzi le tradizioni e custodisca le caratteristiche di religiosità che connotano i riti e le manifestazioni religiose. Dopo i saluti di monsignor Salvatore Gristina, arcivescovo di Catania, del sindaco Enzo Bianco, e del presidente regionale dell’Ucsi, Giuseppe Vecchio, interverranno al dibattito, moderato dal preside Giuseppe Adernò, presidente provinciale Ucsi, don Paolo Buttiglieri, consulente regionale Ucsi, docente di comunicazione dell’Università Pontificia Salesiana; Luigi Maina, presidente del Comitato organizzativo Festa di Sant’Agata; monsignor Gaetano Zito, vicario per la pastorale della cultura; il giornalista Salvo La Rosa, cronista televisivo della Festa di Sant’Agata; Giuseppe Carbonaro, presidente “Amici del Rosario”; il giovane universitario Giovanni Finocchiaro, studente in ingegneria, presenterà la sua testimonianza di “devoto di Sant’Agata”.

09:46 - SPAGNA: COMUNICATO AI VESCOVI CHE NEL 2015 PAPA FRANCESCO NON VISITERÀ IL PAESE

La Segreteria di Stato della Santa Sede ha fatto avere a monsignor Ricardo Blázquez, presidente della Conferenza episcopale spagnola (Cee), una lettera nella quale gli viene comunicato che non è prevista la visita di Papa Francesco in Spagna durante 2015. Al tempo stesso, si legge in una nota della Cee, si evidenzia che Sua Santità “segue molto da vicino le celebrazioni che, con tanto entusiasmo, si sono programmate per commemorare il quinto Centenario della nascita di santa Teresa de Jesús, e prega Dio affinché producano abbondanti frutti di vita cristiana in Spagna. Il Pontefice sta realizzando i suoi viaggi seguendo il proposito di avvicinarsi alle periferie geografiche ed esistenziali e ha già in programma per questo 2015 numerosi viaggi, oltre a quello già realizzato in Asia (Sri Lanka e Filippine), al continente americano, in particolare agli Stati Uniti e in Ecuador, Bolivia e Paraguay, e in Africa, dove visiterà Uganda e la Repubblica Centroafricana”. I vescovi spagnoli confidano che “il Santo Padre possa visitare il nostro Paese più avanti” e al tempo stesso gli testimoniano “la loro comunione e affetto, insieme con il popolo a loro affidato”.

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09:33 - SALUTE: FATEBENEFRATELLI BRESCIA, “UMANIZZAZIONE E DIMENSIONE SPIRITUALE DELLA CURA”

È iniziato a Brescia il corso “Umanizzazione e dimensione spirituale della cura nei contesti interculturali”, organizzato dall’Alta Scuola di Psicologia Agostino Gemelli (Asag) dell’Università Cattolica e dall’Irccs San Giovanni di Dio-Fatebenefratelli di Brescia, che si concluderà nel mese di dicembre. Alla base del corso vi è “la convinzione che non si cura il corpo senza curare anche l’anima e quando l’anima parla un’altra lingua, altre geografie, altri costumi, per l’operatore sanitario si aprono nuove prospettive professionali”. “Non è solo un problema di lingue ma di cultura e non è solo un problema di tecnica ma di empatia”, spiega Antonino Giorgi, docente dell’Università Cattolica di Brescia. Il corso consta di otto moduli organizzati presso l’Istituto bresciano (due giorni al mese) e si rivolge a una platea di professionisti laureati con esperienza nei luoghi di cura, oltre che a cappellani, religiosi, operatori pastorali e volontari: l’obiettivo è formare operatori socio-sanitari e pastorali che siano in grado di supportare il malato e la sua famiglia, particolarmente se stranieri. In questo contesto rientra anche il tema della spiritualità come parte integrante dell’essere umano, insieme a quello interculturale. In tal senso, presso l’Irccs Fatebenefratelli di Brescia è partito di recente anche un corso sull’accompagnamento spirituale dei sofferenti.

09:03 - PAPA FRANCESCO: VESPRI, “L’ECUMENISMO DEL SANGUE”. NO AI “PARTICOLARISMI” (2)

“Oggi esiste una moltitudine di uomini e donne stanchi e assetati, che chiedono a noi cristiani di dare loro da bere. È una richiesta alla quale non ci si può sottrarre. Nella chiamata ad essere evangelizzatori, tutte le Chiese e Comunità ecclesiali trovano un ambito essenziale per una più stretta collaborazione”, ha chiarito Francesco. Per svolgere “efficacemente” tale compito, “occorre evitare di chiudersi nei propri particolarismi ed esclusivismi, come pure di imporre uniformità secondo piani meramente umani”. Inoltre, “il comune impegno ad annunciare il Vangelo permette di superare ogni forma di proselitismo e la tentazione di competizione. Siamo tutti al servizio dell’unico e medesimo Vangelo!”. Il Papa ha ricordato “i nostri martiri di oggi. Loro danno testimonianza di Gesù Cristo e vengono perseguitati e uccisi perché cristiani, senza fare distinzione, da parte dei persecutori, della confessione alla quale appartengono. Sono cristiani e per questo perseguitati”. Questo è “l’ecumenismo del sangue”. Per il Pontefice, “la ricerca dell’unità dei cristiani non può essere appannaggio solo di qualche singolo o comunità religiosa particolarmente sensibile a tale problematica. La reciproca conoscenza delle diverse tradizioni di vita consacrata ed un fecondo scambio di esperienze può essere utile per la vitalità di ogni forma di vita religiosa nelle diverse Chiese e Comunità ecclesiali”.

09:03 - PAPA FRANCESCO: VESPRI, “L’ECUMENISMO DEL SANGUE”. NO AI “PARTICOLARISMI”

“Il confronto con chi è differente da noi può farci crescere”. Di più: “Per capirsi e crescere nella carità e nella verità, occorre fermarsi, accogliersi e ascoltarsi. In tal modo, si comincia già a sperimentare l’unità. L’unità si fa nel cammino, mai è ferma. L’unità si fa camminando”. Lo ha detto, ieri sera, Papa Francesco, nei Vespri nella basilica di San Paolo fuori le mura a Roma, in occasione della conclusione della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani. “Tante controversie tra cristiani, ereditate dal passato, si possono superare mettendo da parte ogni atteggiamento polemico o apologetico e cercando insieme di cogliere in profondità ciò che ci unisce, e cioè la chiamata a partecipare al mistero di amore del Padre rivelato a noi dal Figlio per mezzo dello Spirito Santo”, ha affermato il Pontefice che è convinto che l’unità dei cristiani “non sarà il frutto di raffinate discussioni teoriche nelle quali ciascuno tenterà di convincere l’altro della fondatezza delle proprie opinioni. Verrà il Figlio dell’uomo e ci troverà ancora nelle discussioni. Dobbiamo riconoscere che per giungere alla profondità del mistero di Dio abbiamo bisogno gli uni degli altri, di incontrarci e di confrontarci sotto la guida dello Spirito Santo, che armonizza le diversità e supera i conflitti. Riconcilia le diversità”. (segue)

09:01 - PAPA FRANCESCO: DOPO ANGELUS, “PREOCCUPAZIONE” PER L’UCRAINA. IL SALUTO ALL’ACR

“Seguo con viva preoccupazione l’inasprirsi degli scontri nell’Ucraina orientale, che continuano a provocare numerose vittime tra la popolazione civile. Mentre assicuro la mia preghiera per quanti soffrono, rinnovo un accorato appello perché si riprendano i tentativi di dialogo e si ponga fine ad ogni ostilità”. Lo ha affermato ieri Papa Francesco dopo l’Angelus. Ricordando che ieri si celebrava la Giornata mondiale dei malati di lebbra, il Pontefice ha espresso la sua “vicinanza a tutte le persone che soffrono per questa malattia, come pure a quanti si prendono cura di loro, e a chi lotta per rimuovere le cause del contagio”. Il Santo Padre ha, quindi, salutato la comunità filippina di Roma: “Il popolo filippino è meraviglioso, per la sua fede forte e gioiosa”. Rivolgendosi ai ragazzi e alle ragazze dell’Azione Cattolica (Acr) di Roma, giunti al termine della “Carovana della Pace”, Francesco, affiancato da due “acierrini”, li ha ringraziati e incoraggiati a “proseguire con gioia il cammino cristiano, portando a tutti la pace di Gesù”. Una ragazza dell’Acr, Sara, ha letto un messaggio di pace: “Solo lavorando insieme e nel modo giusto e portando a termine i nostri piccoli progetti di pace, possiamo rendere concreto quello universale pensato per noi dal Signore”. A questo punto sono volati dalla piazza i palloncini in cielo che, ha detto il Papa, “vogliono dire ‘pace’”.

09:00 - PAPA FRANCESCO: ANGELUS, “È UNA COSA BRUTTA CHE I CRISTIANI SIANO DIVISI!”

Gesù è “Lui stesso la ‘buona notizia’ da credere, da accogliere e da comunicare agli uomini e alle donne di tutti i tempi, affinché anch’essi affidino a Lui la loro esistenza”. Lo ha detto, ieri mattina, Papa Francesco all’Angelus. “È una cosa brutta che i cristiani siano divisi! Gesù ci vuole uniti: un solo corpo. I nostri peccati, la storia, ci hanno divisi e per questo dobbiamo pregare tanto perché sia lo stesso Spirito Santo ad unirci di nuovo”, ha sostenuto il Papa facendo riferimento alla Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani. “Dio ha sete di noi, dei nostri cuori, del nostro amore, e ha messo questa sete nel cuore di Gesù. Dunque, nel cuore di Cristo si incontrano la sete umana e la sete divina. E il desiderio dell’unità dei suoi discepoli appartiene a questa sete”, ha osservato. Quello che voleva Gesù è “l’unità di tutti! Il diavolo - lo sappiamo - è il padre delle divisioni, è uno che sempre divide, che sempre fa guerre, fa tanto male”. Di qui l’auspicio: “Che questa sete di Gesù diventi sempre più anche la nostra sete! Continuiamo, pertanto, a pregare e a impegnarci per la piena unità dei discepoli di Cristo, nella certezza che Egli stesso è al nostro fianco e ci sostiene con la forza del suo Spirito affinché tale meta si avvicini”.


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