Servizio Informazione Religiosa
 Home Page 
 Quotidiano 
 . 
Quotidiano
Versione Italiana  go to the English version

20:51 - CARDINALE VALLINI: PREGHIERA PER ROMA, CORRUZIONE È “VIRUS DELLA SOCIETÀ”

“Com’è possibile che in questa città, nata dal sangue dei martiri e dei santi, accadano fatti così terribili? Com’è possibile che si sia perso il senso di appartenenza a una comunità in nome del denaro e del potere?”. Lo ha detto il vicario del Papa per Roma, il cardinale Agostino Vallini, nel corso della veglia di “Preghiera per Roma” che si è tenuta questa sera nella Basilica di Santa Maria Maggiore. Nel corso dell’omelia, il cardinale ha più volte condannato le recenti vicende che hanno scosso la Capitale, definendo la corruzione un vero e proprio “virus della società”. “Troppo spesso - ha detto Vallini - abbiamo assistito al dilagare della spregiudicatezza in cui i fini vengono confusi con i mezzi. Sembra che parole come giustizia, legalità, solidarietà e rispetto non abbiano più alcun valore”. A conclusione della preghiera, il cardinale ha poi invitato i romani ad evitare l’illegalità e a scegliere la cultura dell’incontro, “prendendo l’iniziativa per un dialogo costruttivo, che metta al centro le persone che soffrono”. “Per offrire un buon servizio alla nostra città - ha sottolineato il cardinale - è giusto che tutti quanti si adoperino per intraprendere un percorso di conversione che possa riportare nel cuore delle persone la parola del Signore”.

20:50 - CARDINALE VALLINI: PREGHIERA PER ROMA, “LA NOSTRA CITTÀ È PROVATA E AFFLITTA”

“Di fronte alle tristi vicende a cui assistiamo in questi giorni e che fanno soffrire Roma, non possiamo rimanere indifferenti: ma dobbiamo ricordare che a pagarne le conseguenze maggiori sono soprattutto i poveri e gli emarginati”. Lo ha detto il vicario del Papa per Roma, il cardinale Agostino Vallini, nel corso della veglia di “Preghiera per Roma” che si è tenuta questa sera nella Basilica di Santa Maria Maggiore. L’appuntamento, che ha visto la partecipazione di numerosi fedeli, arriva in un momento di particolare difficoltà per Roma, sconvolta dagli scandali e dalle inchieste di Mafia Capitale. “La nostra città - ha detto al tal proposito il card. Vallini - appare oggi provata e afflitta, e sperimenta divisioni e diffidenze. Dobbiamo rinnovare quei vincoli di civiltà e di concordia che hanno reso questo posto un faro luminoso nella storia dell’intera umanità”. Il cardinale, citando le parole del profeta Isaia, ha invitato i romani a non avere paura della sofferenza, “anche se ormai - afferma - ha raggiunto vette inattese”. “È necessario che sia al centro che nelle periferie la vita cristiana torni a una dimensione di sincerità e purezza”, ha affermato Vallini nel corso dell’omelia, ricordando che “non si può incontrare il Signore solo nelle Chiese o nelle basiliche, ma facendo anche in modo che il nostro stile di vita sia diretto agli ultimi e ai più poveri”.

19:30 - INTEGRAZIONE: MONS. MANA (BIELLA), NON POSSIAMO NEGARE NOSTRA IDENTITÀ

“Talora, per un malinteso rispetto per alcuni, si negano i presepi nelle scuole e i canti natalizi della tradizione… Tutti hanno diritto di sapere perché il 25 dicembre di ogni anno è festa, perché le strade sono illuminate, perché si scambiano doni e auguri”. Lo sostiene monsignor Gabriele Mana, vescovo di Biella, nei suoi auguri per Natale pubblicati dal “Biellese”. “I cristiani credenti dichiarano la fede in Gesù Cristo, Figlio di Dio fatto uomo per salvarci; altri sanno che è nato un bambino straordinario chiamato Gesù, che ha segnato la storia prima e dopo di Lui. La festa del Natale può unire tutti in un unico abbraccio per avere fiducia nella vita e speranza nel futuro”, evidenzia. “L’integrazione e l’accoglienza non possono realizzarsi con la negazione della storia di un Continente che nelle radici cristiane ha prodotto cultura, arte, diritto, democrazia - rileva il vescovo -. Il dialogo è possibile e fruttuoso soltanto partendo dalla propria identità certa e motivata”. D’altra parte, “la nascita di Gesù è buona notizia per tutti. I cristiani sono chiamati a gioire per questo evento”. Il Natale è “l’iniziativa di Dio che rivela il senso della vita e ama, Lui per primo, ogni uomo. Il desiderio dell’uomo di essere amato e salvato trova finalmente la piena corrispondenza nell’avvento di Dio in Gesù Cristo”, conclude il presule.

19:16 - SOCIETÀ: MONS. ZENTI (VERONA), RISCOPRIRE “IL SENSO DELLA FAMIGLIA”

“Nella predominante e ossessionante cultura della non-famiglia, il Natale sollecita e propizia la riscoperta del senso della famiglia, come valore in sé e come ricaduta sul vivere sociale ad alta quotazione di civiltà”. Lo evidenzia, sul settimanale “Verona Fedele”, monsignor Giuseppe Zenti, vescovo di Verona. “La cultura della famiglia - ricorda - risale ai primordi dell’umanità. Come a dire che l’umanità è nata famiglia”. Al contrario, “la cultura della non-famiglia è di recente conio, espressione della postmodernità imperniata sull’individualismo, tendenzialmente egoista”. Proprio “questa cultura si riversa, impetuosa e devastante, con la sua forza degenerante, nell’animo soprattutto delle giovani generazioni che se ne lasciano plagiare. I danni sulla conseguente qualità del vivere sociale sono pesanti e forse irreversibili, a cominciare dal fatto che una tale cultura tende a mortificare i rapporti civili imbrigliati nei calcoli di convenienza e di utilità, per estendersi all’ambito del disamore per la vita, il cui segnale più preoccupante è dato dal fenomeno della denatalità, giunto oltre il livello di guardia”. La famiglia invece è “garanzia di un vivere sociale davvero civile”. A patto che tutte le famiglie “siano messe nelle condizioni migliori per essere all’altezza della loro identità e della loro missione, da parte della cultura e dello Stato”.

19:00 - SOCIETÀ: MONS. AMBROSIO (PIACENZA), “VALORIZZIAMO IMPEGNO EDUCATIVO E BENE COMUNE”

“Abbiamo bisogno di vedere con il cuore, di essere rapiti dall’amore di Dio. Per diventare capaci di vedere bene, e cioè di stupirci, di contemplare, di donare”. Lo scrive monsignor Gianni Ambrosio, vescovo di Piacenza-Bobbio, nei suoi auguri di Natale sul settimanale “Il Nuovo Giornale”. “Nel grande presepe, quello vivente nella nostra quotidianità, cominciamo dai doni - è l’invito -, suscitando in noi il desiderio di donare. Perché è più facile donare che contemplare: la contemplazione esige uno sguardo nuovo sulla vita”. Dunque, “cominciamo a portare i nostri doni, e cioè le buone relazioni, i legami di affetto, le parole di comprensione, i gesti di accoglienza, il perdono offerto e accolto. Più amicizia, più vicinanza, più solidarietà tra noi. Più amore per ogni persona, più rispetto per l’ambiente in cui viviamo, più onestà, più fedeltà”. Il grande presepe della vita quotidiana può avvicinarsi un po’ al piccolo presepe di Betlemme “se costruiamo insieme la nostra realtà, se valorizziamo l’impegno educativo e il bene comune, se ci facciamo tutti volontari, se ci curviamo sulle malattie, se risaniamo le ferite dall’anima”. Infatti, “nel momento in cui mettiamo a disposizione i nostri doni, germoglia e cresce in noi il desiderio di volgere di più lo sguardo verso quel Bimbo, fino a contemplarlo ed arrivare al cuore del mistero”.

18:49 - CRISI: MONS. SORICELLI (AMALFI), “SUPERARE OSCURITÀ DEL PRESENTE”

“Il Natale rappresenta un tempo favorevole per diffondere la gioia cristiana e comunicare il messaggio di pace e di speranza, nascosti nel mistero della nascita del Figlio di Dio”. Lo scrive l’arcivescovo di Amalfi-Cava de’ Tirreni, monsignor Orazio Soricelli, nel suo messaggio natalizio su “Fermento”. “Promuovere momenti di riflessione e di spiritualità e sostenere iniziative di solidarietà e di condivisione con chi è nel bisogno, comunicare sentimenti di bontà e fare propria l’indigenza altrui sono gli atteggiamenti più belli per vivere un vero Natale. Con questo spirito di sobrietà e di fratellanza potremo veramente incontrare Gesù Salvatore”, chiarisce il presule. Monsignor Soricelli rivolge a tutti i fedeli l’augurio di “un Natale nel segno del rinnovamento sociale ed ecclesiale, confidando che questo tempo santo con la sua luce ci aiuti a superare le oscurità del momento presente e farci partecipi di quella gioia che si vive tra le piccole cose della vita quotidiana. Con gli occhi della fede, come Maria e Giuseppe nel presepio, anche noi vogliamo sperimentare, oltre le precarietà della vita, la consolazione spirituale di vedere realizzate le promesse di Dio”. Perciò, “alla tentazione di trascorrere una festa chiassosa, egoista e banale, che non ci garantirebbe la vera gioia, rispondiamo mutuando le parole di Papa Francesco ‘non lasciamoci rubare’ la gioia del Natale!”.

18:18 - NATALE: MONS. SORAVITO (ADRIA-ROVIGO), “AMORE, VITA, SOLIDARIETÀ”

“Non banalizziamo il Natale riducendolo ad uno scambio di regali o al cenone da consumare tra amici o alle vacanze da trascorrere in luoghi esotici. Non svuotiamo il Natale riducendolo a una fiaba: il Natale non è una favola per bambini”. Lo afferma monsignor Lucio Soravito de Franceschi, vescovo di Adria-Rovigo. “Il Natale è la festa della gioia” e allora “viviamo i valori umani e cristiani che Gesù viene a portarci: il valore dell’amore, della vita e della solidarietà, perché il Natale pervada di gioia profonda tutta la nostra vita”. Il Natale “fa risplendere l’amore”. Di qui l’invito: “Cari giovani, cari sposi, cari genitori: non amatevi a part-time, ma a tempo pieno e in modo incondizionato. Ne godranno i figli, i quali chiedono non solo che papà e mamma ‘li’ amino, ma che ‘si’ amino tra loro”. Il Natale è anche “la festa della vita”: “Io sogno che nei nostri paesi tornino a moltiplicarsi i bambini e che il Polesine torni ad essere la terra dove fiorisce la vita e con la vita la speranza e con la speranza la gioia”. Infine, “il Natale ci invita a vivere la solidarietà”: “Come Dio si è fatto solidale con noi, così noi dobbiamo farci solidali con i nostri fratelli. Dio ci chiama ad essere solidali con i disoccupati, con i cassa-integrati, con coloro che sono privi del necessario per vivere, con coloro che sono soli, senza amore, senza speranza”.

18:00 - NATALE: MONS. LAGNESE (ISCHIA), “LA VERA NOTIZIA CHE FA LA DIFFERENZA”

Le statuine dei pastori poste nel presepe, confida il vescovo di Ischia, monsignor Pietro Lagnese, nel suo messaggio per Natale, “mi fanno tanta tenerezza e mi dicono che Tu, Gesù, sei venuto anche per chi non ti cerca e ti interessi anche di chi non si accorge di Te! Sei venuto per i buoni e per i cattivi!”. Anzi, “a guardarli bene, comprendo ancora meglio che quella distinzione è priva di senso e che, in fondo, siamo tutti, più o meno, uguali! E se, proprio, tra gli uomini, di distinzione vogliamo parlare, mi vien da dire che una, possibile, vera, è quella che c’è tra quanti sanno o non sanno che Dio li ama. È questa la vera notizia che fa la differenza!”. Per questo “Gesù è uscito dal Padre; per dire a ognuno, con la Sua Vita, questa straordinaria verità: Dio ti ama!”. È questa “pure la missione della Chiesa: uscire, andare, incontrare l’uomo, accoglierlo così com’è, condividere la sua storia per annunciargli l’Avvenimento della salvezza: Dio è venuto tra noi!”. Allora, “i mille personaggi del presepe parlano di tutti noi, di me e di te! Ne prendo uno e dico: sono io! Ne guardo un altro e penso: sei tu!”. “Sì - conclude il presule -, Gesù, sei venuto per tutti! Sei venuto per ogni uomo e, soprattutto, per i poveri e noi… siamo tutti poveri! Sì, sei venuto per tutti, e per tutti vuoi dare la vita. Ancora!”.

17:51 - IMMIGRAZIONE: MEDU, “A ROSARNO CONDIZIONI DI VITA E LAVORO DISASTROSE”

“Nulla cambia a Rosarno, dove di stagione in stagione sembra consolidarsi una vera e propria zona franca di sospensione della dignità e dei diritti dei lavoratori immigrati”. È la denuncia della clinica mobile di Medici per i diritti umani (Medu) che da novembre è tornata ad operare nella Piana di Gioia Tauro prestando assistenza sanitaria ai lavoratori stranieri stagionali. “Lavoro nero, sottosalario e strutture di accoglienza inesistenti - dice Medu - si aggiungono al degrado e alla grave carenza di risorse negli ambulatori pubblici per i migranti. Solo il 6% dei braccianti assistiti dalla clinica mobile di Medu vive in abitazioni dotate di servizi igienici, acqua ed elettricità mentre uno su tre è costretto a dormire a terra per mancanza di un letto”. Per questo, Medici per i diritti umani “si rivolge alla nuova Giunta regionale, al ministero dell’Interno, all’Ispettorato del lavoro nonché alle associazioni di categoria e alle sigle sindacali affinché, al pari di quanto già sta avvenendo in altre regioni del Mezzogiorno, vengano presi provvedimenti immediati per garantire giuste condizioni di vita e di lavoro nella Piana di Gioia Tauro”.

17:40 - DIOCESI: SENIGALLIA, CENONE, CAPODANNO DEI BAMBINI E TOMBOLA SOLIDALI

Anche quest’anno la Caritas diocesana di Senigallia insieme al Comune ha pensato di organizzare l’evento del Cenone dell’ultimo dell’anno, il Capodanno dei bambini e la Tombola della solidarietà. Il filo conduttore di tutte queste iniziative è la solidarietà. Per chi vuole partecipare al Cenone le prenotazioni si aprono oggi con la vendita dei biglietti presso il Centro di solidarietà. Il costo è di 25 euro. Nell’ottica della solidarietà il ricavato verrà devoluto al fondo di solidarietà per aiutare le famiglie in difficoltà. Chi vuole, invece, fare volontariato come cameriere può inviare una email a fondazionecaritas@caritassenigallia.it Il Capodanno dei bambini, organizzato dalla “3effe - Allegra brigata”, in collaborazione con Caritas diocesana e Comune di Senigallia, si svolgerà sotto il tendone in piazza Simoncelli, il 1° gennaio 2015, dalle ore 16.30 alle 19.30. L’ingresso è a offerta. Il tema di questa edizione è “Oltre il tappo”. Sono previsti giochi e animazioni per tutta la famiglia. La Tombola sarà venerdì 2 gennaio, alle ore 21. Anche in questo caso il ricavato sarà devoluto di nuovo alle famiglie in difficoltà attraverso il fondo di solidarietà gestito dalla Caritas diocesana.

17:21 - CURIA ROMANA: VIAN (L’OSSERVATORE ROMANO), “DOVERE SPECIALE DI ESEMPLARITÀ” (2)

“Ancora una volta - sottolinea il direttore del quotidiano - il Papa ha richiamato l’anima della Chiesa, su cui insiste sin dalle prime ore del pontificato: lo Spirito santo, che dà la vita, che ha il potere di guarire ogni malattia e che promuove l’armonia”. Vian conclude nel suo editoriale segnalando “la richiesta di perdono che il Pontefice ha rinnovato davanti ai dipendenti vaticani ‘per le mancanze, mie e dei collaboratori, e anche per alcuni scandali, che fanno tanto male’. Perché la Curia romana ha di fronte a tutta la Chiesa un dovere speciale di esemplarità”.

17:20 - CURIA ROMANA: VIAN (L’OSSERVATORE ROMANO), “DOVERE SPECIALE DI ESEMPLARITÀ”

“La Curia romana e il Corpo di Cristo: è forte ed esigente sin dal titolo originale il discorso che il Papa ha rivolto a tutti i cardinali e ai collaboratori più stretti, e che ha raccomandato poi di vedere anche ai dipendenti vaticani, incontrati subito dopo. Due discorsi dunque da leggere insieme, e alla luce del mistero cristiano dell’incarnazione del Signore, che nella sua povertà insegna all’uomo - ha detto Francesco - ‘la potenza dell’umiltà’”. È dedicato ai due discorsi tenuti oggi da Papa Bergoglio l’editoriale dell’“Osservatore romano” siglato dal direttore, Giovanni Maria Vian. La testata vaticana sottolinea che il Pontefice vede la Curia come “un piccolo modello della Chiesa”, la quale “quotidianamente deve rinnovarsi perché è un corpo complesso ma coordinato per un funzionamento efficace, edificante, disciplinato ed esemplare’”. Vian ricorda quindi il discorso di Paolo VI alla Curia del 21 settembre 1963: “Da tutte le parti - affermò il Pontefice bresciano - si guarda a Roma cattolica, al pontificato romano, alla Curia romana. Il dovere d’essere autenticamente cristiani è qui sommamente impegnativo”. Al discorso di Montini “seguì quattro anni dopo la riforma disegnata nella ‘Regimini ecclesiae universae’”. (segue)

17:09 - DIOCESI: MILANO, DOMANI SUL SAGRATO DEL DUOMO CORI PER IL FONDO FAMIGLIA LAVORO

Domani, sul sagrato del duomo di Milano, dalle 13 alle 14, più di cento cantori - tra cori, musicisti e solisti - interpreteranno i brani della trazione natalizia e destineranno le offerte al Fondo Famiglia Lavoro, voluto dalla diocesi per aiutare chi è colpito dalla crisi. L’iniziativa, organizzata in collaborazione con il “Comitato M’Impegno”, è nata nell’ambito dell’VIII edizione di “In questa notte splendida”. “In questa notte splendida” è il titolo di un canto di Natale che ha dato il nome a un concerto iniziato il 26 dicembre del 2007 nel condominio di una famiglia segnata dal dramma di una malattia. Con questa iniziativa, cresciuta edizione dopo edizione, da sette anni viene annunciato l’avvenimento del Santo Natale con i canti della tradizione popolare natalizia, eseguiti da cori di professionisti ma anche da cori parrocchiali e scolastici, per annunciare a tutti che la nascita di Gesù è salvezza per ciascuno. Quest’anno i canti sono dedicati alle persone che vivono la difficoltà di cercare un lavoro e a chi, concretamente, li aiuta. Le offerte sul sagrato della cattedrale saranno raccolte dai venditori di Scarp de’ tenis, lo street magazine di Caritas Ambrosiana.

16:59 - GIOCO AZZARDO: SLOTMOB, “ASPETTIAMO FATTI CONCRETI” (2)

“Mentre, da una parte, il governo Renzi stanzia, nella legge di stabilità, 50 milioni di euro per la cura dei giocatori patologici, dall’altra, si contraddice, sostenendo i ‘giochi’ che ‘rendono meno’ e che sono la causa della dipendenza stessa contraddicendo in tal modo quel ‘rilancio morale’ del Paese che il presidente Renzi non cessa di ripetere”, denuncia Slotmob, che chiede al Governo, alla maggioranza e ai gruppi parlamentari “di chiarire ai cittadini la propria posizione sulla piaga dell’azzardo” e ai singoli parlamentari “di smarcarsi nettamente dalla linea dei propri partiti, per i provvedimenti gravissimi che altrimenti sarebbero approvati”. Ora “ci aspettiamo fatti concreti: i banchi di prova saranno la delega fiscale e l’esito dell’iter di approvazione del testo unificato a firma Binetti”. Slot Mob proseguirà “la sua azione di presa di coscienza insieme a tutti gli altri movimenti con i quali condivide una visione della società e del mercato civile diversa da quella che i protagonisti dell’azzardo stanno tentando in tutti i modi di imporre, con la complicità di una politica distratta (o consenziente?)”. Il comitato promotore di Slot Mob è costituito da Daniele Albanese, Leonardo Becchetti, Luigino Bruni, Luana Canova, Carlo Cefaloni, Flavia Cerino, Gabriele Mandolesi, Francesco Naso, Vittorio Pelligra, Luca Raffaele, Giuseppe Riccio, Alessandra Smerilli, Alfredo Sguglio, Ivan Vitali.

16:58 - GIOCO AZZARDO: SLOTMOB, “ASPETTIAMO FATTI CONCRETI”

Il 18 dicembre, presso la sala stampa di Montecitorio, una rappresentanza del movimento Slotmob ha incontrato i parlamentari Preziosi, Baroni, Basso, Mantero, Endrizzi, Binetti, Paglia e Sberna chiedendo di sbloccare l’iter del testo unificato - a firma Binetti - per la prevenzione, la cura e la dipendenza da Gap (Gioco d’azzardo patologico). Il testo - ricorda una nota diffusa oggi dal movimento - è al momento bloccato alla Commissione Bilancio della Camera. In due anni di governo, l’attuale maggioranza non ha fatto nulla per regolamentare il gioco d’azzardo ma ha solo sostenuto gli interessi di pochi gruppi privati (ad es. opportunità concessa alle concessionarie di transare sulla maxi sanzione di 2,5 miliardi di Euro e la legge scandalo - poi ritirata - che minacciava di tagliare i fondi agli enti locali che avessero approvato leggi per limitare l’espansione dell’azzardo sui propri territori). In queste ore, ricorda Slotmob, il governo ha approvato un emendamento, che consente al ministero dell’Economia e delle Finanze - su richiesta dei Monopoli - di prendere provvedimenti per rilanciare quei “giochi” che nell’ultimo triennio abbiano subito un calo delle giocate e del gettito erariale del 15%. (segue)

16:48 - DIOCESI: MONS. FRAGNELLI (TRAPANI), “SPEZZIAMO LA LOGICA DEL MALE COMUNE”

“Oggi abbiamo vissuto un’opportunità per ascoltare una riflessione ma soprattutto per ascoltarci. La casa del vescovo è aperta a tutti, anche a chi non ha una fede o professa un’altra religione, aperta per rendere le istituzioni più vicine tra loro avendo come fine non un bene ‘parziale’ ma il ‘bene comune’”. Sono, queste, le parole che monsignor Pietro Fragnelli, vescovo di Trapani, ha pronunciato oggi a margine del momento di riflessione vissuto nella Sala dei vescovi con i rappresentanti delle Autorità civili e militari. “Cosa portiamo con noi in questo Natale? L’importanza - ha detto - di perseverare nella logica dei piccoli passi, della testimonianza personale, della lealtà istituzionale, della capacità di ascolto vincendo l’arroganza di una certa autoreferenzialità, stimolando la responsabilità personale perché tutti siamo corresponsabili di un percorso veramente costruttivo”. “Spezziamo la logica del ‘male comune’ - ha evidenziato - partendo da noi stessi. Restiamo gente con i piedi per terra che portano avanti le proprie istituzioni e le fanno funzionare bene e per il bene, ma non fermiamoci a una logica efficientista: viviamo attraversati da una dimensione ‘mistica’ che vivifica il nostro lavoro e lo può sempre orientare al bene comune e non ai beni parziali che finiscono per strumentalizzare le potenzialità di bene sociale e morale del nostro territorio”.

16:26 - CUBA: IN ARGENTINA RICORDATO IL LIBRO DI BERGOGLIO SULLA VISITA DI WOJTYLA

È stato ricordato dai media argentini negli ultimi giorni, il libro su Cuba che Papa Francesco ha scritto 16 anni fa, dopo aver accompagnato Giovanni Paolo II nella sua storica visita all’isola. Nel libro, intitolato “Dialoghi tra Giovanni Paolo II e Fidel Castro”, edito nel 1998, Bergoglio rivela impressioni e pensieri sulla società cubana, il marxismo e l’embargo economico degli Stati Uniti, uno dei fattori che - secondo il Pontefice - aveva impoverito il Paese. “Il popolo cubano deve superare questo isolamento”, scrive Bergoglio, dopo aver esaltato il valore del dialogo come unica maniera per far cessare l’isolamento e le ostilità contro la Chiesa cattolica e per sviluppare la sua promozione. Nei discorsi di Giovanni Paolo II e di Fidel Castro, trascritti nel libro, Bergoglio sottolinea lo spazio che, secondo Wojtyla, doveva recuperare la Chiesa nell’isola e le similitudine tra il marxismo ed il cristianesimo esaltate da Castro.

16:00 - CEI: PROGETTO PER 7 PAESI SUD EST EUROPA PER AVVIARE NUOVE IMPRESE SOCIALI

Iniziative in 7 Paesi del Sud Est Europa per rispondere ai bisogni delle fasce sociali più svantaggiate, ma anche sostenere i percorsi di adesione all’Ue. È quanto prevede un progetto di 18 mesi finanziato dalla Cei attraverso il Servizio per gli interventi caritativi a favore del Terzo Mondo con 462.500 euro destinati, tra gli altri, ad Albania, Bosnia-Erzegovina, Kosovo, Macedonia, Montenegro e Serbia, paesi, come la Grecia, colpiti dalla crisi economica. In questo contesto, si legge in un comunicato del Servizio promotore della Cei, “a pagare il prezzo più salato sono spesso le categorie sociali più vulnerabili (disabili, persone con disturbi mentali, rom), a favore delle quali le Chiese e le Caritas locali già svolgono un’attività assistenziale”. Il progetto, quindi, “intende contribuire alla costruzione di risposte innovative e qualificate (le imprese sociali) ai bisogni delle fasce sociali più svantaggiate, ma anche sostenere i percorsi di adesione all’Ue dei Paesi coinvolti e rafforzare la collaborazione regionale tra le Chiese dell’area”. Tra le attività realizzate “la formazione di operatori locali esperti sul tema dell’impresa sociale, visite di studio per lo scambio di buone prassi e rafforzamento delle imprese sociali già esistenti. Nei 7 Paesi coinvolti verranno avviate almeno due nuove imprese sociali, creando un fondo per l’avviamento delle imprese sociali”.

English translation


15:39 - NATALE: MONS. SANNA (ORISTANO), “COSTRUIRE PONTI DI PACE”

Un invito “a costruire un piccolo ponte di pace”. Lo rivolge monsignor Ignazio Sanna, arcivescovo di Oristano, in occasione del Natale. Un primo ponte di pace “lo costruisco dentro la mia coscienza. Se nutro odio, se ho intenzione di vendetta, se sono invidioso del bene e del successo altrui, non sono in pace con la mia coscienza”. Un secondo ponte di pace “lo voglio costruire con la mia vita, dovunque essa si svolga: in famiglia, a scuola, in ufficio, nelle diverse professioni sociali. Non voglio aspettare che sia un altro a salutarmi e augurarmi buon giorno o buon lavoro. Devo cominciare io. Farò io il primo passo, perché sono convinto che c’è più gioia nel dare che nell’avere. Devo affrettarmi ad amare. Ci sono tante persone che aspettano un mio gesto, una mia parola, una mia presenza”. Accogliendo l’invito di Papa Francesco, ricorda il presule, “anche noi, come diocesi arborense, vogliamo costruire un piccolo ponte di pace con una iniziativa di solidarietà e di condivisione. Ogni parrocchia della nostra diocesi adotterà una famiglia di cristiani iracheni perseguitati. Attraverso la Caritas realizzeremo un gemellaggio delle nostre parrocchie con le famiglie di profughi, in modo da assicurare un minimo dignitoso a una famiglia di 5 persone”.

15:00 - TERRA SANTA: PATRIARCA TWAL IERI A GAZA PER GLI AUGURI DI NATALE

Ieri, 21 dicembre, la piccola comunità della parrocchia cattolica di Gaza, poco più di 100 famiglie, è stata visitata dal Patriarca latino di Gerusalemme, Fouad Twal che ha portato i suoi auguri di Natale. Nonostante la pioggia la delegazione patriarcale è stata accolta alla frontiera e accompagnata fino alla chiesa intitolata alla Sacra Famiglia dove è stata celebrata la Messa. Quest’anno la comunità parrocchiale ha messo in scena un presepe vivente, un segno ulteriore di festa dopo i lunghi mesi di guerra che hanno devastato la Striscia, dove si legge in una nota del Patriarcato, “la sofferenza è ancora visibile. La parrocchia è un rifugio così come lo è stato la stalla di Betlemme per la nascita di Cristo. La visita del Patriarca è stata anche l’occasione per inaugurare un’aula di musica, finanziata dalla Caritas Jerusalem e dal Rotary International (distretto 2032 in Italia). Nella nuova struttura arredata e arricchita da strumenti - chitarre, pianole, trombe, violini, flauti, cornamuse, tamburi - i giovani di Gaza potranno apprendere note e melodie.

14:41 - IRAQ: “UN PONTE PER…”, DISTRIBUITI 1116 KIT INVERNALI AGLI SFOLLATI DI ERBIL (2)

“È sempre una goccia nel mare - spiega Domenico Chirico, direttore di ‘Un ponte per…’ - ma è stata una risposta tempestiva a una richiesta urgente. Come sempre i nostri amici cristiani ci hanno detto che loro distribuiscono aiuti a tutti coloro che hanno bisogno. Sono i cristiani iracheni i primi a sapere che non devono in nessun modo diventare speciali ma rimanere parte di un popolo. E con tutti gli altri rifugiati e sfollati affrontare questi momenti durissimi, sperando un domani di ricostruire la fragilissima convivenza che gli ha permesso sinora di vivere insieme”. Sono mesi che migliaia di iracheni hanno lasciato le loro case. “Molte aree cristiane, yazide e di altri gruppi - aggiunge il direttore - sono ancora sotto il controllo dello Stato islamico (Is). In molti stanno perdendo la speranza di rientrare nelle loro case e soprattutto non sanno se le troveranno ancora. Si dice poi che l’Is lasciando i villaggi che occupa metta mine nelle scuole e per le strade”. La settimana prossima è prevista una nuova distribuzione di aiuti. Per chi vuole aiutare, info su www.unponteper.it

14:40 - IRAQ: “UN PONTE PER…”, DISTRIBUITI 1116 KIT INVERNALI AGLI SFOLLATI DI ERBIL

1.116 kit con coperte, vestiti caldi e tutto ciò che è necessario ad affrontare l’inverno: è quanto ha distribuito tra il 18 e il 20 dicembre, “Un ponte per…”, associazione di volontariato per la solidarietà internazionale, che opera in diversi Paesi tra cui l’Iraq. In questi giorni, infatti, grazie anche alla campagna con Huffington Post, i kit sono stati distribuiti ai rifugiati e sfollati iracheni, cristiani e non, che si trovano ad Erbil, capitale del Kurdistan iracheno. Gli aiuti sono stati distribuiti con un furgone che ha attraversato le strade di Ankawa, il quartiere cristiano di Erbil, andando dalle singole famiglie. (segue)

14:24 - IRLANDA: DUBLINO, UNA CASA DELLA DIOCESI PER I SENZATETTO DELLA CITTÀ

Sono arrivati i 26 ospiti nella casa d’accoglienza per i senzatetto inaugurata a Dublino dall’arcivescovo Diarmuid Martin il 18 dicembre scorso. Nei locali di un edificio di proprietà della diocesi, Cosscare, agenzia di aiuto sociale della Chiesa dublinese, ha predisposto una struttura adeguata a dare alloggio per i prossimi sei mesi a persone tolte dalla strada. 9 posti sono riservati per le accoglienze d’emergenza. La morte di un senzatetto nel cuore della capitale irlandese, non lontano dai palazzi del governo, all’inizio di dicembre aveva spinto l’arcivescovo a questa decisione con un forte appello alle autorità politiche perché “fosse immediatamente affrontato il problema di strutture di accoglienza per i senzatetto”. Problema che è in costante aumento nella capitale e che non può essere risolto con il servizio precario di ostelli. Cifre diffuse dal quotidiano herald.ie parlano di 168 persone senza casa in Dublino. In occasione dell’apertura dell’ostello l’arcivescovo ha sottolineato che “se non hai un indirizzo e un posto in cui stare, nella società di oggi non sei nessuno” e ha invitato a pensare misure che consentano “soluzioni di lungo periodo” per garantire una effettiva possibilità di recupero e reinserimento sociale dei senzatetto. Nel 2013 Crosscare ha tolto 155 persone dalla strada, mettendole in condizione di vivere autonomamente in una casa.

English translation


13:59 - DIOCESI: MONS. MOGAVERO (MAZARA) AI POLITICI, “APRITE IL CUORE ALL’ALTRO”

“Quello che vi auguro è un Natale che sia potenzialmente illimitato, cioè dove il vostro cuore si possa aprire all’altro. Dobbiamo mettere in gioco la nostra umanità affinché sia luogo divino attraverso l’amore”. Lo ha detto monsignor Domenico Mogavero, vescovo di Mazara del Vallo, rivolgendosi agli amministratori locali prima del Natale. “Il limite di ognuno di noi è autoconsapevolezza. Il limite non è una considerazione di freno ma deve essere una molla affinché ci dia la forza di superarlo”, ha detto ancora il vescovo prendendo come esempi disabili che sono riusciti brillantemente a superare l’handicap. La sapienza, il riconoscimento dei propri limiti e la responsabilità del proprio ruolo sulla strada del bene comune sono i temi toccati dal vescovo, che nei giorni scorsi ha fatto visita agli ammalati degli ospedali di Salemi, Castelvetrano e Marsala e ai detenuti del carcere di Castelvetrano.

13:27 - PAPA FRANCESCO: AI DIPENDENTI VATICANI, “CURA” E “PERDONO”. “GIOCATE CON I FIGLI” (3)

Quindi Bergoglio ha aggiunto: “Curare tante cose. Ognuno di noi può pensare: ‘Qual è la cosa che io devo curare di più?’. Pensare questo: ‘Oggi curo questo’. Ma soprattutto curare la famiglia! La famiglia è un tesoro, i figli sono un tesoro”, e “giocare con i figli: è tanto bello. E questo è seminare futuro”. Il Papa ha concluso: “Con questa pace nel cuore vorrei salutare voi e tutti i vostri famigliari. Anche a loro desidero dire grazie e dare un abbraccio, soprattutto ai vostri figli e specialmente a quelli più piccoli! Non voglio finire queste parole di augurio senza chiedervi perdono per le mancanze, mie e dei collaboratori, e anche per alcuni scandali, che fanno tanto male. Perdonatemi. Buon Natale e, per favore, pregate per me”.

13:26 - PAPA FRANCESCO: AI DIPENDENTI VATICANI, “CURA” E “PERDONO”. “GIOCATE CON I FIGLI” (2)

“In questo tempo trascorso in mezzo a voi - ha detto il Papa ai dipendenti della Santa Sede - ho potuto notare la cura che riservate al vostro lavoro, e per questo vi ringrazio tanto. Tuttavia, permettetemi di esortarvi a trasformare questo santo Natale in una vera occasione per curare ogni ferita e per curarsi da ogni mancanza”. Quindi Bergoglio ha invitato a “curare la vostra vita spirituale, il vostro rapporto con Dio, perché questa è la colonna vertebrale di tutto ciò che facciamo e di tutto ciò che siamo”; “curare la vostra vita famigliare, dando ai vostri figli e ai vostri cari non solo denaro, ma soprattutto tempo, attenzione e amore”; “curare i vostri rapporti con gli altri”, “il vostro parlare”; “curare le ferite del cuore con l’olio del perdono”, curare il lavoro, curarsi dall’invidia, dal “rancore che ci porta alla vendetta e dalla pigrizia che ci porta all’eutanasia esistenziale”. Un invito poi a “curare i fratelli deboli” e “curare che il santo Natale non sia mai una festa del consumismo commerciale, dell’apparenza o dei regali inutili, oppure degli sprechi superflui, ma che sia la festa della gioia di accogliere il Signore nel presepe e nel cuore”. (segue)

13:25 - PAPA FRANCESCO: AI DIPENDENTI VATICANI, “CURA” E “PERDONO”. “GIOCATE CON I FIGLI”

“Cura” e “perdono”: sono le parole di riferimento del discorso che Papa Francesco ha tenuto oggi ai dipendenti del Vaticano, incontrati nell’aula Paolo VI assieme ai loro familiari dopo aver parlato ai responsabili della Curia Romana. “Carissimi dipendenti della Curia - non disobbedienti della Curia, come qualcuno vi ha involontariamente definito commettendo un errore di stampa”, ha esordito il Pontefice. “Avendo rivolto un discorso ai superiori della Curia romana, paragonandola a un Corpo che cerca sempre di essere più unito e più armonioso per rispecchiare, in un certo senso, il mistico Corpo di Cristo, ossia la Chiesa, vi esorto paternamente a meditare quel testo facendone spunto di riflessione per un fruttuoso esame di coscienza, in preparazione al santo Natale e all’anno nuovo”. “Ho voluto scegliere la parola ‘cura’ - ha esplicitato il Papa - come riferimento di questo nostro incontro. Curare significa manifestare interessamento solerte e premuroso, che impegna sia il nostro animo sia la nostra attività, verso qualcuno o qualcosa; significa guardare con attenzione a colui che ha bisogno di cura senza pensare ad altro; significa accettare di dare o di ricevere la cura. Mi viene in mente l’immagine della mamma che cura il suo figlio malato, con totale dedizione, considerando come proprio il dolore di suo figlio”. (segue)

13:16 - PAPA FRANCESCO: ALLA CURIA ROMANA, “SOLO LO SPIRITO GUARISCE OGNI INFERMITÀ” (2)

“Dunque per non cadere in questi giorni in cui ci prepariamo alla confessione, chiediamo alla Vergine Maria, madre di Dio e madre della Chiesa, di sanare le ferite del peccato che ognuno di noi porta nel suo cuore e di sostenere la Chiesa e la Curia affinché siano sane e risanatrici; sante e santificatrici, a gloria del suo Figlio e per la salvezza nostra e del mondo intero”. Papa Francesco ha concluso: “Chiediamo a Lei di farci amare la Chiesa come l’ha amata Cristo, suo figlio e nostro Signore, e di aver il coraggio di riconoscerci peccatori e bisognosi della sua misericordia e di non aver paura di abbandonare la nostra mano tra le sue mani materne”.

13:16 - PAPA FRANCESCO: ALLA CURIA ROMANA, “SOLO LO SPIRITO GUARISCE OGNI INFERMITÀ”

“Fratelli, tali malattie e tali tentazioni sono naturalmente un pericolo per ogni cristiano e per ogni curia, comunità, congregazione, parrocchia, movimento ecclesiale… e possono colpire sia a livello individuale sia comunitario”; “occorre chiarire che è solo lo Spirito” a “guarire ogni infermità”. Lo ha affermato Papa Francesco nella parte conclusiva del suo discorso alla Curia Romana tenuto in mattinata. “È lo Spirito Santo che sostiene ogni sincero sforzo di purificazione e ogni buona volontà di conversione. È Lui a farci capire che ogni membro partecipa alla santificazione del corpo e al suo indebolimento”. “La guarigione - ha aggiunto - è anche frutto della consapevolezza della malattia e della decisione personale e comunitaria di curarsi sopportando pazientemente e con perseveranza la cura”. “Dunque, siamo chiamati - in questo tempo di Natale e per tutto il tempo del nostro servizio e della nostra esistenza - a vivere ‘secondo la verità nella carità’”, come si legge nella Lettera agli Efesini. “Cari fratelli - ha proseguito il Pontefice - una volta ho letto che ‘i sacerdoti sono come gli aerei, fanno notizia solo quando cadono, ma ce ne sono tanti che volano. Molti criticano e pochi pregano per loro’. È una frase molto simpatica ma anche molto vera perché delinea l’importanza e la delicatezza del nostro servizio sacerdotale e quanto male potrebbe causare un solo sacerdote che ‘cade’ a tutto il corpo della Chiesa”. (segue)

13:15 - CRISI: MONS. FIORINI MOROSINI (REGGIO CALABRIA), “IMPEGNO PER DEMOCRAZIA PARTECIPATA”

A Natale e a fine anno “coesistono la speranza di un futuro migliore e il bilancio delle sofferenze e difficoltà dell’anno che si chiude. Le difficoltà sembrano non finire mai, soprattutto la crisi economica che stiamo vivendo”. Lo scrive oggi l’arcivescovo di Reggio Calabria-Bova, monsignor Giuseppe Fiorini Morosini, in un messaggio alla diocesi in occasione del Natale. “Dinanzi alle difficoltà che ci avvolgono - scrive il presule - possiamo ricominciare, possiamo ipotizzare che il cammino della vita si appiani, diventi migliore”. La Caritas diocesana “mi tiene continuamente informato delle difficoltà che le famiglie stanno affrontando e come le richieste di aiuto aumentino vertiginosamente. Eppure dobbiamo continuare ancora a sperare”. Nel messaggio l’arcivescovo chiede la “restituzione” della città di Reggio Calabria alla “piena vita democratica” dopo le elezioni delle settimane scorse e dopo un periodo di commissariamento: è “necessario che adesso non siamo semplici spettatori e giudici del lavoro dell’Amministrazione che abbiamo eletto con voto libero e democratico; dobbiamo essere, invece, collaboratori sinceri e operosi. Lo richiede il bene comune. L’impegno per una democrazia partecipata sia la speranza di queste feste”.

12:59 - NATALE: MONS. CERRATO (IVREA), “RINNOVARE L’IMPEGNO DENTRO LA REALTÀ UMANA”

“Di fronte ai problemi della società, tanti e di vario genere - dalla mancanza di lavoro, con tutte le sue gravi ripercussioni in vari ambiti, alla povertà che cresce e porta uomini e donne sempre più numerosi a cercare aiuto nelle comunità cristiane; dallo sfaldamento delle certezze e dei valori alla confusione sulla identità dell’essere umano e all’individualismo sfrenato; dalla precarietà dei legami alla solitudine e alla frustrazione a livello affettivo che ne derivano… - il lieto annuncio del Salvatore ha molto da dire. E, mentre chiama i credenti in Lui a rinnovare l’impegno dentro la realtà umana, storica, del tempo in cui vivono, richiama al compito - ugualmente urgente - di valutarla alla luce della fede e della ragione. Il Natale c’impegna a pensare, a fare, a dire”. Così si rivolge alla diocesi di Ivrea il vescovo, monsignor Edoardo Aldo Cerrato, in un augurio natalizio destinato “a chi percorre il cammino della fede e sa che il Natale è quello di Gesù Cristo”, e pure “a chi nella fede non cammina o non cammina ancora, ma è attento all’inestinguibile desiderio umano di felicità che può condurre all’incontro con Colui che ha detto: ‘La mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena’”.

12:55 - PAPA FRANCESCO: ALLA CURIA ROMANA, SIA “MODELLO DI CHIESA”. LE “MALATTIE CURIALI” (3)

E ancora, oltre alla eccessiva “pianificazione”, alla “vanagloria”, alla “schizofrenia esistenziale”, ha aggiunto “la malattia dell’Alzheimer spirituale”, ossia “della dimenticanza della storia della salvezza, della storia personale con il Signore”. “Si tratta di un declino progressivo delle facoltà spirituali che in un più o meno lungo intervallo di tempo causa gravi handicap alla persona facendola diventare incapace di svolgere alcuna attività autonoma, vivendo uno stato di assoluta dipendenza dalle sue vedute spesso immaginarie”. Papa Francesco parlando alla Curia ha inoltre messo in guardia dalla “malattia delle chiacchiere, delle mormorazioni e dei pettegolezzi”, dal “divinizzare i capi”, dall’indifferenza “verso gli altri” (“quando ognuno pensa solo a se stesso e perde la sincerità e il calore dei rapporti umani”), dalle facce funeree, “dall’accumulare”, dai “circoli chiusi”, dalla “malattia del profitto mondano, degli esibizionismi”.

English translation


12:55 - PAPA FRANCESCO: ALLA CURIA ROMANA, SIA “MODELLO DI CHIESA”. LE “MALATTIE CURIALI” (2)

Il Santo Padre ha richiamato alla necessità di un “vero esame di coscienza” per poi aggiungere: “È bello pensare alla Curia romana come a un piccolo modello della Chiesa, cioè come a un ‘corpo’ che cerca seriamente e quotidianamente di essere più vivo, più sano, più armonioso e più unito in se stesso e con Cristo”. In realtà, ha aggiunto, “la Curia romana è un corpo complesso, composto da tanti Dicasteri, Consigli, Uffici, Tribunali, Commissioni e da numerosi elementi che non hanno tutti il medesimo compito, ma sono coordinati per un funzionamento efficace, edificante, disciplinato ed esemplare, nonostante le diversità culturali, linguistiche e nazionali dei suoi membri”. La Curia “è chiamata a migliorare, a migliorarsi sempre e a crescere in comunione, santità e sapienza per realizzare pienamente la sua missione. Eppure essa, come ogni corpo” è “esposta anche alle malattie, al malfunzionamento, all’infermità. E qui vorrei menzionare alcune di queste probabili malattie, malattie curiali”. Il Papa ha elencato: la malattia del sentirsi “immortale”, “immune” o addirittura “indispensabile”; la malattia del “martalismo” (che viene da Marta), ovvero “dell’eccessiva operosità”; la malattia dell’“impietrimento” mentale e spirituale, “ossia di coloro che posseggono un cuore di pietra”. (segue)

English translation


12:54 - PAPA FRANCESCO: ALLA CURIA ROMANA, SIA “MODELLO DI CHIESA”. LE “MALATTIE CURIALI”

“Essendo la Curia un corpo dinamico, essa non può vivere senza nutrirsi e senza curarsi. Difatti, la Curia, come la Chiesa, non può vivere senza avere un rapporto vitale, personale, autentico e saldo con Cristo. Un membro della Curia che non si alimenta quotidianamente con quel cibo diventerà un burocrate (un formalista, un funzionalista, un impiegatista): un tralcio che si secca e pian piano muore e viene gettato lontano”. Papa Francesco ha incontrato nella Sala Clementina in Vaticano la Curia romana: un’occasione per gli auguri natalizi e un’ampia riflessione sul servizio curiale. “Al termine dell’Avvento ci incontriamo per i tradizionali saluti. Tra qualche giorno avremo la gioia di celebrare il Natale del Signore; l’evento di Dio che si fa uomo per salvare gli uomini”, ha affermato Bergoglio. È “la manifestazione dell’amore di Dio che non si limita a darci qualcosa o a inviarci qualche messaggio o taluni messaggeri ma dona a noi se stesso; il mistero di Dio che prende su di sé la nostra condizione umana e i nostri peccati per rivelarci la sua vita divina, la sua grazia immensa e il suo perdono gratuito”. (segue)

English translation


12:37 - SLOVACCHIA: ORDINARIATO MILITARE VERSO IL SUO PRIMO SINODO DIOCESANO

(Sir Europa - Bratislava) - Il primo Sinodo diocesano dell’Ordinariato militare della Repubblica Ceca si terrà nel 2015. Il decreto ufficiale sarà letto il 20 gennaio 2015, giorno in cui l’Ordinariato celebra la festa di uno dei suoi patroni: san Sebastiano. “Il Sinodo lancia una sfida a tutti i fedeli, quella di camminare uniti verso Cristo. Si tratta di un lungo processo durante il quale discuteremo delle nostre esperienze, analizzeremo la situazione attuale, penseremo a come poter migliorare le cose e presenteremo proposte per il futuro”, ha spiegato mons. Frantisek Rabek, ordinario militare responsabile della pastorale delle forze armate della Slovacchia dal 2003. Il Sinodo diocesano si concentrerà su quattro argomenti principali: la vita e il servizio del clero; la formazione cristiana dei membri dell’Ordinariato militare; la creazione di comunità cattoliche sia a livello parrocchiale sia diocesano; la pastorale familiare e l’apostolato laico dei membri delle famiglie. La fase di preparazione è iniziata alla fine di novembre con la creazione di una speciale commissione. Info: www.ordinariat.sk

English translation


12:32 - AGGRESSIONE DIGIONE: SOLIDARIETÀ DELL’ARCIVESCOVO ALLE VITTIME, “VIOLENZA INSENSATA”

L’arcivescovo di Digione Roland Minnerath e la comunità cattolica esprimono “vicinanza e solidarietà” alle vittime e alle loro famiglie dell’incidente provocato ieri sera da un uomo che a bordo della sua macchina, si è lanciato, al grido di “Allah u Akbar” (Dio è grande) contro una folla di persone. Il bilancio è di 11 feriti tra cui due in gravi condizioni. Alcuni passanti, dove è avvenuto l’incidente, hanno riferito di aver sentito l’investitore dire che lo faceva per i bambini della Palestina. “In questo tempo in cui la città è in festa e la Chiesa si prepara a celebrare la nascita di Gesù, messaggero di pace, non possiamo non esprimere la nostra indignazione per una violenza così insensata. Che tali atti non scoraggino coloro che vivranno il Natale come un invito a più fraternità e di pace”.

12:23 - DIOCESI: ROMA, STASERA A SANTA MARIA MAGGIORE LA PREGHIERA CON IL CARD. VALLINI

È per questa sera alle 19, nella Basilica di Santa Maria Maggiore, l’appuntamento con la “Preghiera per Roma” indetta dal cardinale vicario Agostino Vallini alla luce delle vicende giudiziarie che hanno sconvolto la città. “Credo che il popolo ne soffra. La gente è addolorata, è amareggiata. Ma c’è - ha dichiarato il porporato ai microfoni della Radio Vaticana - come un sussulto di dignità, di rispetto, di giustizia. Se c’è una debolezza, una fragilità dal punto di vista della visione della vita e quindi della spiritualità, della fede, siamo più deboli, siamo più fragili. Vorremmo chiedere al Signore e alla Madonna, affidando questa nostra città di Roma, di suscitare energie sane per lo sviluppo positivo del nostro popolo”. Secondo il vicario del Papa “i fatti di cui si parla sono fatti seri, gravi, che portano dolore e inducono ad una profonda riflessione, perché non si tratta soltanto di reprimere gli abusi, ma di domandarci quale sia la cultura che oggi domina la mentalità corrente delle persone. L’invito ai romani di unirsi a me, ai vescovi ausiliari e al clero, nell’invocare la Salus Populi Romani, la nostra Vergine protettrice, vuole essere - ha aggiunto - proprio questo: il richiamo a guardare in alto, a stabilire con il Signore una luce, una strada quasi preferenziale per interpretare i fenomeni ed un invito anche alla conversione per questa città”.

12:19 - TAIZÉ: PRAGA SI PREPARA AD ACCOGLIERE 30MILA GIOVANI. ITALIANI MAI COSÌ NUMEROSI (2)

In ogni chiesa ci sarà una croce di Taizé dipinta espressamente in queste settimane da un gruppo di artisti sotto la direzione di Matej Forman. 5 sono i luoghi di preghiera preparati al Parco delle Esposizioni di Letnany e in virtù dell’affluenza annunciata, è stata allestita una tenda che può ospitare fino a 4.500 giovani. 14 rappresentanti del Consiglio delle Chiese ceche parteciperanno alla preghiera del 1° gennaio alle 19 nella cattedrale, trasmessa in diretta dalla televisione ceca. Il 30 dicembre la preghiera della sera sarà trasmessa in diretta dal padiglione 4 del Parco delle Esposizioni, grazie al segnale messo a disposizione dalla rete europea Ebu. La mattina del 30 novembre, durante l’ultimo giorno del suo viaggio apostolico in Turchia, Papa Francesco ha evocato Taizé, parlando della ricerca della piena comunione tra le Chiese: “Sono i giovani - penso, ad esempio, ai moltissimi giovani ortodossi, cattolici e protestanti che si ritrovano negli incontri internazionali organizzati dalla comunità di Taizé - che oggi ci chiedono di fare dei passi avanti verso la piena comunione. E questo non perché ignorano il significato delle differenze che ci separano ancora, ma perché sanno vedere al di là, sono capaci di accogliere l’essenziale che già ci unisce”.

12:18 - TAIZÉ: PRAGA SI PREPARA AD ACCOGLIERE 30MILA GIOVANI. ITALIANI MAI COSÌ NUMEROSI

Praga si prepara ad accogliere la pacifica invasione di giovani provenienti da tutta Europa. Il 29 dicembre, decine di migliaia di giovani dall’Est all’Ovest di Europa arriveranno a Praga in bus, treno, aereo o autostop. Tra questi giovani ortodossi, cattolici e protestanti, i più numerosi verranno da Polonia, Ucraina, Italia, Germania, Francia, Croazia e Bielorussia. Qualche cifra: più di 30.000 persone parteciperanno all’incontro e saranno accolti nei quartieri di Praga, nelle città e nei paesi della regione. 65 i Paesi rappresentati dai giovani iscritti, senza contare i 1.950 giovani volontari che arriveranno due giorni prima per preparare l’accoglienza e organizzare la logistica. Gli italiani sono più numerosi degli altri anni e sono il gruppo più consistente dopo polacchi e ucraini. I giovani saranno accolti in più di 150 punti d’accoglienza predisposti nelle parrocchie delle diverse chiese e nelle scuole della regione e saranno poi ripartiti nelle famiglie ospitanti e nei luoghi di accoglienza collettiva. 17 chiese del centro storico di Praga apriranno le loro porte per la preghiera di martedì 30 a mezzogiorno e mercoledì 31 dicembre. (segue)

11:52 - TURCHIA: DIRETTORE QUOTIDIANO ZAMAN AL SIR, ARRESTATO PER “INTIMIDIRE I MEDIA LIBERI”

“Si è trattato di un’operazione che non ha nulla di segreto, politicamente motivata, con lo scopo d’intimidire i media liberi”. Usa parole durissime il direttore del quotidiano turco “Zaman” Ekrem Dumanlý, che “dopo 80 ore di detenzione prolungata e una serie di violazioni procedurali che hanno ostacolato il mio diritto a un giusto processo”, è stato rilasciato venerdì 19 dicembre. Il direttore Dumanli racconta quanto sta avvenendo in Turchia in una lettera scritta al Sir. Venerdì, mentre lui veniva rilasciato, il giudice ha fatto arrestare Hidayet Karaca, il direttore della televisione turca “Samanyolu”. E commenta: “Crediamo che nessuno abbia il diritto di esautorare la legge, di allontanare la Turchia dai diritti umani fondamentali, d’isolarla dai valori europei e così trasformare questo bellissimo Paese in uno Stato del terzo mondo governato da un regime dittatoriale”. “L’erosione della libertà di parola e lo smantellamento dei media indipendenti in Turchia sono aumentati in maniera smisurata negli ultimi anni - denuncia Dumanli -, una tendenza preoccupante che non si era vista neanche nei tempi dei colpi di Stato militari”. “Vorrei ancora una volta ringraziarvi - scrive il direttore al Sir - a nome del gruppo mediatico Zaman per averci aiutati a difendere l’integrità e l’onore della nostra professione, e per rimanere al nostro fianco nella lotta contro ogni intervento che prende di mira la libertà di stampa e la libertà di espressione”.

English translation


11:41 - MARCIA PACE: MONS. RICCHIUTI (PAX CHRISTI), ESISTONO “FORME DI SCHIAVITÙ CAMUFFATE”

La tradizionale Marcia della pace del 31 dicembre si svolgerà quest’anno a Vicenza, sul tema del Messaggio del Papa “Non più schiavi ma fratelli”. All’iniziativa, giunta alla sua 47ma edizione e organizzata da Pax Christi, Commissione episcopale problemi sociali e lavoro, Caritas italiana e Azione Cattolica, prenderà parte il neo presidente di Pax Christi mons. Giovanni Ricchiuti, arcivescovo di Altamura-Gravina-Acquaviva delle fonti. Secondo il presidente di Pax Christi (clicca qui) compito del movimento è “non rassegnarsi al cammino della pace e della concordia. Sono prospettive difficilissime da portare ma c’è la necessità di ritornare a parlare il linguaggio della riconciliazione, eliminando i conflitti e la polemica, anche nelle nostre comunità. Vale la pena continuare ad impegnarsi”. Sul tema della schiavitù: anche l’Italia è coinvolta nel fenomeno: con lo sfruttamento dei lavoratori stagionali immigrati, con le giovani donne costrette a prostituirsi e con “altre forme di schiavitù più camuffate”. “Quando si dice a un giovane: o ti accontenti di lavorare a queste condizioni o te ne vai è un ricatto che tiene in scacco le persone - osserva -. Anche la corruzione e la criminalità organizzata, chiedendo alle persone il silenzio e l’omertà, sono strategie che mirano ad asservire a logiche di violenza, delinquenza, spaccio di droga”.

11:03 - CARDINALE BASSETTI: A NATALE PRANZERÀ CON I POVERI NELLA PARROCCHIA DI CORCIANO

Nel giorno di Natale il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, pranzerà con gli “ultimi” nel complesso parrocchiale di San Mariano-Girasole, nel Comune di Corciano, sedendosi alla grande tavolata che verrà imbandita dalla comunità parrocchiale per le famiglie in difficoltà e le persone emarginate. “È un segno per tutte le nostre famiglie e comunità cristiane locali - commenta Daniela Monni, direttrice della Caritas diocesana -, esortandoci a vivere il Natale in sobrietà e condividere la sofferenza di tante persone, in particolare di quanti hanno perso il lavoro a causa della crisi”. L’esempio del cardinale - informa una nota - è raccolto da non poche famiglie di alcune parrocchie che a Natale si apprestano ad accogliere altre famiglie e dalle opere Caritas come il “Santuario Madonna del Bagno” in Casalina di Deruta e “Il Casolare” in Sanfatucchio di Castiglione del Lago. A Perugia anche il punto di ristoro sociale “San Lorenzo” aprirà le porte ai suoi fruitori giornalieri e a quanti sono soli. In occasione dell’inaugurazione, sabato scorso, del presepe allestito a Perugia in piazza IV Novembre, il cardinale Bassetti ha augurato alla sua diocesi, ma anche “al mondo intero”, “pace, giustizia e bontà” e ha auspicato “che in nessuna mensa manchi il pane e in nessun cuore manchi il pane del perdono e della pace”.

10:45 - CARDINALE SCOLA: "È IMPORTANTE REALIZZARE IN TUTTE LE NOSTRE CASE UN PRESEPE"

"Quella di Natale non è una festa sentimentale, una parentesi per dimenticare la fatica, il dolore e la morte. È la festa della Misericordia di Dio che si fa carne e assume fino in fondo l‘umana condizione. Il suo abbraccio tiene dentro tutto, perfino il nostro peccato, e tutto penetra della sua forza salvifica per redimerlo". Lo ha detto, ieri sera, in duomo l‘arcivescovo di Milano, cardinale Angelo Scola, nella Messa per la sesta domenica dell‘Avvento ambrosiano. "Nella sua incarnazione il Figlio dell‘uomo - ha chiarito - ci ha mostrato la strada di una vita veramente umana: condividere gratuitamente la vita degli uomini attraverso il dono di sé. Questa verità dell‘essere uomo risplende anzitutto sul volto del Figlio incarnato e offre a ciascuno di noi indicazioni di cammino, criterio di giudizio e di azione per il nostro vivere personale e comunitario". Al termine della Messa il cardinale Scola ha aggiunto: "Siamo protesi alla ormai prossima celebrazione del Natale, in cui vivremo il sacrificio volontario di Dio per noi che vuole attirarci con sé nella sua Resurrezione nella gloria se lo accoglieremo, se anche noi come Maria diremo il nostro ‘sì‘". Una parola sul presepe: "È importante in questi giorni realizzare in tutte le nostre case un presepe, anche piccolo e povero. È decisivo avere questo segno del Natale perché la nostra finitezza ha bisogno della potenza dell‘immagine".

10:18 - NATALE: MONS. MARTELLA (MOLFETTA), “DIO È DENTRO LA NOSTRA STORIA”

“Sarebbe una grande contraddizione che Dio viene a cercarci nella Storia, ma noi non ci siamo. Forse perché ci siamo fatti il ‘nostro’ Natale. Quello romantico, quello taroccato, quello delle notti illuminate dai led che si rincorrono”. Lo sottolinea nel suo messaggio di Natale, pubblicato su “Luce e Vita”, il vescovo di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi, monsignor Luigi Martella. “Natale - spiega il presule - è incontro. Incontro con Lui. Dio viene da lontano; da parte nostra, almeno, ci sia la disponibilità a lasciarci incontrare”. “A me interessa che venga, che venga in questa valle di lacrime, che venga a piangere con noi, che venga alle nostre mense, che venga nelle nostre case, che venga a vivere la difficile situazione economica di tantissime famiglie - aggiunge -. Forse non risolverà i problemi, so però che Egli è ‘dentro’ la nostra Storia e che non è ‘indifferente’ spettatore di fronte agli affanni della vita. Per questo oso incoraggiare tanti (troppi) che ritengono di non avere diritto di cittadinanza nel Natale 2014”. Solo “se sostenuti da tale convinzione e animati da simili sentimenti, le nostre speranze potranno rinverdire. Allora potrà scemare la nostra angoscia esistenziale. Allora potrà cominciare quella risalita che l’umanità, mai così prostrata e inquieta, inconsciamente sospira. Allora potremo veramente ri-nascere. E sarà davvero Natale!”.

10:01 - DIOCESI: TRAPANI, IL VESCOVO INCONTRA GLI ANZIANI E I DETENUTI

“Natale, tempo di condivisione e di accorciare le distanze includendo gli ‘esclusi’: per età, condizione sociale ed esistenziale, economica, di salute”. Lo si legge in una nota stampa della diocesi di Trapani. In questo spirito, oggi il vescovo, monsignor Pietro Maria Fragnelli, si recherà insieme ad alcuni volontari per un momento di festa con gli anziani presso l’Istituto “Serraino Vulpitta”. Domani, alle ore 15.30, il presule incontrerà i detenuti della Casa circondariale di Trapani. Per la festa di Santo Stefano, il 26 dicembre, parteciperà alla festa e alla cena natalizia presso il Centro Badia Grande con gli “amici” della Fraternità di Gesù povero fondata da suor Maria Goretti. “Papa Francesco c’invita a vivere la ‘mistica dell’avvicinamento’ agli altri con l’intento di cercare il loro bene, un avvicinamento che genera un allargamento della nostra interiorità - dice monsignor Fragnelli - in questo Natale abbiamo il coraggio di una corrispondente ‘ascetica dell’avvicinamento’, imparando ogni giorno a superare gli ostacoli dell’egoismo e della diversità culturale, economica e razziale, viviamo la pedagogia non del privilegio ma dell’incontro e del servizio. Maria che ha ricevuto e donato il regalo più grande, il figlio di Dio, facendosi vicina a tutta l’umanità, ci sostenga e ci renda discepoli credibili e missionari”.

09:46 - DIOCESI: PALERMO, PER NATALE OGGI UN PRANZO PER I POVERI E I SENZATETTO

La Caritas diocesana di Palermo, grazie alla collaborazione del Rotary Club di Palermo e agli Angeli della notte, organizza un pranzo per oltre 270 persone tra senza dimora, poveri e migranti. L’iniziativa di solidarietà rivolta alle persone che si trovano in una condizione di bisogno e di disagio, causata non solo dalla crisi economica e sociale, ma anche da uno stato di solitudine diffusa si terrà oggi nella mensa diocesana del centro “San Carlo e Santa Rosalia” in vicolo San Carlo, in tre turni diversi, suddivisi a gruppi. “Al di là del momento simbolico forte che vogliamo condividere con i nostri fratelli più deboli - afferma il direttore della Caritas don Sergio Mattaliano - ricordiamoci che i poveri ci sono tutto l’anno. Stiamo vivendo un incremento pauroso della povertà a Palermo e tutti siamo chiamati ad intervenire”. Tante famiglie non ce la fanno ad arrivare alla fine del mese e la Caritas non riesce a soddisfare tutte le richieste, soprattutto quando ci si trova in uno stato di povertà reale e non basta riuscire a pagare una bolletta. Una parte dei pasti sarà preparata dai volontari degli “Angeli della notte” che desiderano regalare ai bisognosi una giornata all’insegna del buon cibo in un’atmosfera natalizia, circondati dal calore di persone che conoscono da tempo.

09:29 - BANCO FARMACEUTICO: OGGI A MILANO L’INIZIATIVA “LA BONTÀ FA STAR BENE”

“La Bontà fa star bene, dona un farmaco a chi ne ha bisogno” è lo slogan dell’iniziativa promossa oggi a Milano dal Banco Farmaceutico con il supporto di Celgene, che darà ai cittadini la possibilità di acquistare per beneficienza nelle 10 piazze della città un piccolo panettone offerto da centinaia di volontari. Coinvolti anche i volontari della sottosezione Unitalsi di Milano. Il ricavato della giornata sarà destinato dal Banco Farmaceutico alla donazione di farmaci agli oltre 700mila bisognosi dei 1.500 enti assistenziali convenzionati con la Fondazione come Caritas italiana, Centro Astalli, Comunità di Sant’Egidio, Croce rossa italiana e tanti altri. Il bisogno di farmaci riguarda un numero sempre maggiore di famiglie italiane: la povertà sanitaria è ormai un’emergenza con la quale migliaia di cittadini sono costretti a fare i conti. Nel solo 2014 sono state oltre 1,4 milioni le confezioni di farmaci donate da Banco Farmaceutico. Le piazze che oggi, dalle 9 alle 18, ospiteranno a Milano il gazebo di Banco Farmaceutico sono piazza San Babila, piazza Castello, piazza Cordusio, piazza Sempione, piazza Duca d’Aosta, via Bergamini (angolo via Larga), piazza Affari, piazza XXV Aprile, piazzetta Croce rossa e piazza Argentina.

09:26 - SPAGNA: DIOCESI ORIHUELA-ALICANTE, CAMPAGNA DI NATALE A FAVORE DEI DETENUTI

In occasione del Natale il Segretariato di pastorale penitenziaria della diocesi di Orihuela-Alicante e l’Università Ceu Cardinal Herrera di Elche lancia la campagna a favore dei 2.500 detenuti delle carceri della provincia di Alicante e delle loro famiglie. “Natale in carcere, Dio incarnato nelle periferie” è il tema della campagna, che fa riferimento alle parole di Papa Francesco che invita sempre la Chiesa a uscire e andare nelle periferie, non solo geografiche, ma anche esistenziali. “Seguendo questa linea, la campagna di quest’anno ha come obiettivo principale mostrare una periferia molte volte anonima: la famiglia del carcerato”, spiega Ignacio Blasco, direttore della Pastorale penitenziaria della diocesi di Orihuela-Alicante e cappellano del centro penitenziario di Fontcalent. Si fa così appello alla partecipazione e alla collaborazione della cittadinanza per non dimenticare che aiutare i detenuti e le loro famiglie significa investire nella prevenzione dei reati, frenare la marginalità e creare uguaglianza di opportunità. Significa anche lavorare affinché i figli che hanno ora il padre o un familiare in prigione, e che soffrono la povertà, non siano i carcerati del futuro. La campagna chiede un sostegno anche alle case “Pedro Arrupe” e “San Vicente de Paúl”, per accogliere i detenuti con misure alternative ed ex detenuti.

English translation


09:12 - MONSIGNOR GALANTINO: 60 ANNI DI MESSA RAI, RACCONTO DI UNA “RICCHEZZA UNICA”

“Precise scelte editoriali, coniugate attraverso la competenza professionale di giornalisti, cameramen e registi” ci aiutano “quando esse contribuiscono a creare ambienti che facilitano l’incontro, raccontandoci i diversi aspetti della vita dell’uomo, della nostra vita”. Lo ha sottolineato monsignor Nunzio Galantino, vescovo di Cassano all’Jonio e segretario generale della Cei, nell’omelia della Messa celebrata ieri, nella Chiesa degli artisti a Roma, e trasmessa in diretta Rai (in occasione dei sessant’anni di trasmissione della Messa sulla Rai). “Può certamente aiutare - ha aggiunto - il racconto di quella ricchezza unica d’arte, di cultura e di religiosità che è l’esperienza cristiana ed ecclesiale. Da 60 anni questa esperienza passa anche attraverso il servizio televisivo che la Rai cura ogni domenica per milioni di persone. Anche a nome loro, grazie per questo!”.

09:11 - MONSIGNOR GALANTINO: MARIA È “FINESTRA APERTA SUL MISTERO DEL NATALE”

“La Chiesa vuole che sia Maria a farci cogliere la necessità d’illuminare le nostre giornate - quelle più ordinarie - della luce e della gioia che circondano la grotta di Betlemme”. Lo ha detto il segretario generale della Cei, monsignor Nunzio Galantino, nell’omelia della Messa celebrata ieri nella Chiesa degli artisti a Roma, trasmessa in diretta Rai. Maria - ha evidenziato - “è una finestra aperta sul mistero del Natale e può fornirci quelle pietanze che sembrano mancare sempre di più dalla tavola della nostra vita: la gioia, la voglia di vivere e di scommettere di più”. “Non c’è gioia né disponibilità a osare - ha aggiunto - laddove ci si chiude alla Parola del Signore, dove si rimane ingessati nelle proprie certezze”, “dove non arriva la parola dell’altro, dove perfino ci si tutela dalla possibilità di essere raggiunti dalla sua voce, dove si bada con prudenza non certo evangelica a non compromettersi, a non impegnarsi con il proprio prossimo”. In secondo luogo “quanto sterile si rivela spesso il nostro attivismo”. Questi i due insegnamenti tratti dal confronto con Maria. “La gioia - ha concluso Galantino - nasce sempre da un sì. Per Maria è disponibilità a rispondere al disegno di Dio, ad aderire alla sua volontà, che trova compimento in Gesù, nella sua piena obbedienza al Padre. Nasce da questa fiducia anche la nostra gioia, quella che nulla e nessuno può toglierci; da questo abbandono nasce la nostra libertà, quella vera”.

09:01 - PAPA FRANCESCO: DOPO ANGELUS, SALUTI A FOCOLARI, COM. PAPA GIOVANNI 23, AGESCI

“Non dimenticare: il Signore passa, e se tu senti la voglia di migliorare, di essere più buono, è il Signore che bussa alla tua porta. In questo Natale, il Signore passa”. Anche dopo l’Angelus, ieri mattina, Papa Francesco ha ribadito l’invito a non perdere l’occasione di accogliere il Signore che passa e bussa alla porta di ciascun cristiano. Nei saluti ai fedeli romani e pellegrini venuti da vari Paesi, il Pontefice ha rivolto un pensiero in particolare ai “giovani del Movimento dei Focolari”, alla “Comunità Papa Giovanni XXIII”, che ha ricevuto in udienza sabato 20 dicembre, e agli “scout Agesci di Tor Sapienza (Roma)”. Il Santo Padre ha augurato a “tutti una buona domenica e un Natale di speranza, con le porte aperte al Signore, un Natale di gioia e di fraternità”. Infine, la richiesta: “Non dimenticate di pregare per me”.

09:00 - PAPA FRANCESCO: ANGELUS, “IL DONO PREZIOSO DEL NATALE È LA PACE” (3)

“Quando noi sentiamo nel nostro cuore: ‘Vorrei essere più buono, più buona… Sono pentito di questo che ho fatto…’. È proprio il Signore che bussa - ha spiegato Francesco -. Ti fa sentire questo: la voglia di essere migliore, la voglia di rimanere più vicino agli altri, a Dio. Se tu senti questo, fermati. È il Signore lì! E vai alla preghiera, e forse alla confessione, a pulire un po’…: questo fa bene. Ma ricordati bene: se senti questa voglia di migliorare, è Lui che bussa: non lasciarlo passare!”. Nel mistero del Natale, “accanto a Maria c’è la silenziosa presenza di san Giuseppe, come viene raffigurata in ogni presepe - anche in quello che potete ammirare qui in piazza San Pietro”. L’esempio di Maria e di Giuseppe è “per tutti noi un invito ad accogliere con totale apertura d’animo Gesù, che per amore si è fatto nostro fratello. Egli viene a portare al mondo il dono della pace: ‘Sulla terra pace agli uomini, che egli ama’, come annunciarono in coro gli angeli ai pastori”. Il “dono prezioso del Natale è la pace, e Cristo è la nostra vera pace. E Cristo bussa ai nostri cuori per donarci la pace, la pace dell’anima. Apriamo le porte a Cristo!”. “Ci affidiamo all’intercessione della nostra Madre e di san Giuseppe, per vivere un Natale veramente cristiano, liberi da ogni mondanità, pronti ad accogliere il Salvatore, il Dio-con-noi”, ha concluso.

09:00 - PAPA FRANCESCO: ANGELUS, “IL DONO PREZIOSO DEL NATALE È LA PACE” (2)

Un altro aspetto è “la capacità della Madre di Cristo di riconoscere il tempo di Dio. Maria è colei che ha reso possibile l’incarnazione del Figlio di Dio”, “grazie proprio al suo ‘sì’ umile e coraggioso. Maria c’insegna a cogliere il momento favorevole in cui Gesù passa nella nostra vita e chiede una risposta pronta e generosa. E Gesù passa”. Infatti, “il mistero della nascita di Gesù a Betlemme, avvenuto storicamente più di duemila anni or sono, si attua, come evento spirituale, nell’‘oggi’ della Liturgia. Il Verbo, che trovò dimora nel grembo verginale di Maria, nella celebrazione del Natale viene a bussare nuovamente al cuore di ogni cristiano: passa e bussa”. Perciò, “ognuno di noi è chiamato a rispondere, come Maria, con un ‘sì’ personale e sincero, mettendosi pienamente a disposizione di Dio e della sua misericordia, del suo amore. Quante volte Gesù passa nella nostra vita, e quante volte ci manda un angelo, e quante volte non ce ne rendiamo conto, perché siamo tanto presi, immersi nei nostri pensieri, nei nostri affari e addirittura, in questi giorni, nei nostri preparativi del Natale, da non accorgerci di Lui che passa e bussa alla porta del nostro cuore, chiedendo accoglienza, chiedendo un ‘sì’, come quello di Maria”. Il Papa ha ricordato che “un Santo diceva: ‘Ho timore che il Signore passi’. Sapete perché aveva timore? Timore di non accorgersi e lasciarlo passare”. (segue)

09:00 - PAPA FRANCESCO: ANGELUS, “IL DONO PREZIOSO DEL NATALE È LA PACE”

Nella quarta Domenica di Avvento, “la liturgia vuole prepararci al Natale ormai alle porte invitandoci a meditare il racconto dell’annuncio dell’Angelo a Maria. L’arcangelo Gabriele rivela alla Vergine la volontà del Signore che lei diventi la madre del suo Figlio unigenito”. Lo ha ricordato, ieri mattina, Papa Francesco, guidando la recita dell’Angelus con i pellegrini giunti in piazza San Pietro. “Fissiamo lo sguardo su questa semplice fanciulla di Nazaret - è l’invito del Pontefice -, nel momento in cui si rende disponibile al messaggio divino con il suo ‘sì’; cogliamo due aspetti essenziali del suo atteggiamento, che è per noi modello di come prepararsi al Natale”. Anzitutto “la sua fede, il suo atteggiamento di fede, che consiste nell’ascoltare la Parola di Dio per abbandonarsi a questa Parola con piena disponibilità di mente e di cuore”. Rispondendo all’Angelo, Maria disse: “Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola”. “Nel suo ‘eccomi’ pieno di fede, Maria non sa per quali strade si dovrà avventurare, quali dolori dovrà patire, quali rischi affrontare. Ma - ha spiegato il Santo Padre - è consapevole che è il Signore a chiedere e lei si fida totalmente di Lui, e si abbandona al suo amore. Questa è la fede di Maria!”. (segue)


ACQUISIZIONE IN FORMATO TXT




Come Abbonarsi ?


Note e commenti
Photonotizie
Infografiche
Ultima Settimana
Commento al Vangelo