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11:15 - SINODO SULLA FAMIGLIA: GIORNALI FISC, “LA CHIESA NON TEME ABBRACCIO CON FERITI” (2)

Francesco Zanotti, direttore del Corriere Cesenate (Cesena-Sarsina), sostiene: “Non possiamo più fermarci nelle chiese, peggio ancora nelle sacrestie. Non è più il tempo di rimanere nel fortino, guardando chi è rimasto dentro. Occorre uscire, andare incontro alle persone, invitarle a seguire un cammino che riempie la vita”. Secondo Vincenzo Tosello, direttore di Nuova Scintilla (Chioggia), occorre “fortificare gli ideali e incoraggiare alla testimonianza; ma allo stesso tempo saper curare le ferite in questo grande “ospedale da campo”, ridonare speranza a chi è più duramente provato. Evitando - come saggiamente suggeriva il papa - le opposte tentazioni del rigorismo e del buonismo e tutte le altre che ci allontanano da Dio o dall’uomo”. Per Lucio Bonomo, direttore della Vita del Popolo (Treviso), è “quanto mai necessario che nelle comunità cristiane si porti a conoscenza dei fedeli, il Messaggio finale dei padri sinodali, così carico di speranza e di fiducia verso le famiglie cristiane, nel quale, tra tante belle e consolanti parole, viene anche ricordato agli sposi che ‘l’amore coniugale, unico ed indissolubile, che persiste nonostante le tante difficoltà del limite umano, è uno dei miracoli più belli, benché sia anche il più comune’”. Nel Sinodo Bonifacio Mariani, direttore del Nuovo Amico del Popolo (Chieti-Vasto) vede “una Chiesa coraggiosa”.

11:14 - SINODO SULLA FAMIGLIA: GIORNALI FISC, “LA CHIESA NON TEME ABBRACCIO CON FERITI”

“Portare il lievito e la luce della fede nelle situazioni più diverse, anche in quelle in cui l’uomo è più ferito”. Questo ha ribadito il Sinodo straordinario dei vescovi sulla famiglia, come fanno notare i settimanali della Fisc in uscita in questi giorni (clicca qui). La Voce Alessandrina (Alessandria) rilancia l’editoriale del direttore del Sir Domenico Delle Foglie: “Il Sinodo straordinario dei vescovi sulla famiglia è stato un momento significativo di quella ‘Chiesa in uscita’ evocata da Papa Francesco sin dai primi passi del suo pontificato. Una ‘Chiesa in uscita’ che non ha paura di rimanere ‘incidentata’ nell’incontro con il mondo e che nel solco del Concilio Ecumenico Vaticano II si esercita nello ‘scrutare i segni dei tempi’, non teme il discernimento e l’abbraccio con i feriti”. Davide Maloberti, direttore del Nuovo Giornale (Piacenza-Bobbio), chiarisce: “Occorre uscire dal tempio, prendersi cura delle persone, offrire sempre di più luoghi - come già accade - nelle parrocchie e in tutte le realtà ecclesiali in cui le persone - con famiglia, senza famiglia, con famiglia in crisi... - possano sentirsi accolte e amate e vedano rigenerare la loro vita. Non si tratta di imporre idee dall’alto, ma che la compagnia di Cristo possa veramente farsi accanto alle persone e trasmettere una speranza”. (segue)

10:44 - ERGASTOLO: GONNELLA (ANTIGONE), “LA POLITICA IMPARI DALLE PAROLE DEL PAPA”

“Che la politica impari dalle parole di Bergoglio. Si cominci con l’introdurre il delitto di tortura e con l’abolire subito la pena dell’ergastolo, dando lo stesso segnale di civiltà giuridica che ha saputo dare il Papa facendo queste cose alcuni mesi fa nell’ordinamento Vaticano”. È il commento di Patrizio Gonnella, presidente dell’Associazione Antigone, associazione “per i diritti e le garanzie nel sistema penale”, alle parole pronunciate ieri dal Papa di fronte all’Associazione internazionale di diritto penale. “Nel pronunciarsi contro ogni forma di pena di morte incluso l’ergastolo - afferma Gonnella -, ha parlato di pene che devono rispettare la dignità umana e non essere forme di tortura, ha parlato di una giustizia selettiva che è forte con i deboli e debole con i forti, ha parlato di un sistema penale troppo invasivo e dell’assurdità del fatto che il carcere sia la sola pena prevista. Tutte cose che noi andiamo dicendo da sempre”. “La Chiesa guidata da Bergoglio - prosegue - mostra di avere una lettura profonda della società. Siamo stati abituati a decenni in cui il problema principale sembrava essere quello dell’inizio o della fine della vita. Adesso la Chiesa dimostra di occuparsi della vita stessa e di essere davvero vicina ai più bisognosi”.

10:21 - ASSOCIAZIONI: UGCI ROMA, “I DIRITTI DEI MINORI TRA AFFERMAZIONE E NEGAZIONE”

“I diritti dei minori tra affermazione e negazione” è il tema dell’incontro, promosso dall’Unione romana giuristi cattolici e dal delegato del Lazio dell’organizzazione che si terrà oggi pomeriggio, alle ore 15,30, all’Università Lumsa (Complesso Giubileo in via Porta Castello 44), a Roma. All’incontro, presieduto dal presidente emerito della Corte Costituzionale, Riccardo Chieppa, intervengono Carlo Cardia (Università Roma Tre), Giovanni Giacobbe (professore emerito dell’Università Lumsa di Roma) e Claudio De Angelis (procuratore capo del Tribunale per i minorenni di Roma). Sono anche previsti gli interventi programmati di Domenico Ferrucci dell’Unione di Cassino, Pasquale Germano dell’Unione di Frosinone, Alessandro Pasquazi dell’Unione di Palestrina e Laura Valentina Mascioli dell’Unione di Tivoli. L’incontro di studio s’inserisce nell’ambito delle iniziative promosse dall’Ugci Unione Romana per sensibilizzare gli studiosi del diritto, gli operatori nell’ambito minorile e anche i singoli cittadini nell’enunciazione dei diritti e nella formazione delle giovani generazioni.

10:05 - CONVEGNO ECCLESIALE FIRENZE: OGGI TAVOLA ROTONDA ALLA FACOLTÀ TEOLOGICA SICILIA

In vista del Convegno ecclesiale nazionale di Firenze 2015 la Facoltà Teologica di Sicilia dedica le due sessioni annuali del “Fides Quaerens” sul tema “La libertà umana tra autonomia ed eteroferenzialità” a una tavola rotonda intitolata “Declinazioni della libertà quale frontiera dell‘umano”, che si tiene oggi nell’aula Magna della Facoltà. Intervengono Roberto Repole (teologo, Facoltà Teologica di Sicilia), Giorgio Palumbo (filosofo, Università degli Studi di Palermo), Ludovico Galleni (zoologo, Università degli Studi di Pisa), Nello Dell‘Agli (psicoterapeuta, Facoltà Teologica di Sicilia). Modera Massimo Naro (Facoltà Teologica di Sicilia). Fides Quaerens, nome della speciale iniziativa della Facoltà Teologica di Sicilia in sinergia con l’Ufficio per la Cultura, l’Educazione cattolica, la Scuola e l’Università; la Scuola di Teologia di base dell’arcidiocesi di Palermo e la Libreria Paoline di Palermo, consiste in più incontri annuali aperti a tutti su argomenti di rilievo nella coscienza ecclesiale che attendono di essere ripresi e considerati mediante un confronto argomentato tra teologia e scienze altre. Suo scopo immediato è quello di valorizzare il pensiero teologico corrente e i suoi traguardi, in-formando e aggiornando. La II sessione dell‘iniziativa sarà costituita da un convegno in programma il 14 maggio 2015.

09:58 - COLOMBIA: MONS. BALESTRERO (NUNZIO), “CONTRIBUTO DELLA CHIESA A PACIFICAZIONE” (2)

“La vita è una questione fondamentale, oltre ad altre sfide come la realtà economica e sociale, la violenza nelle strade, il narcotraffico, le disuguaglianze economiche e la globalizzazione che crea sacche di povertà. Poi ovviamente le sfide poste dalla vita nascente e dal fine vita”, ha sostenuto il nunzio. “La Colombia non potrà farcela - ha aggiunto ancora monsignor Balestrero - senza l‘impegno di ogni singola persona e di tutta la società. E anche senza l‘aiuto degli altri Paesi, soprattutto pensando al post conflitto”. “La Chiesa è in prima linea - ha concluso il nunzio apostolico - prima di tutto nel dibattito in corso sulle del conflitto e sul piano sociale con progetti di reintegrazione per coloro che hanno abbandonato la lotta armata. Esistono accordi tra la conferenza episcopale e agenzie dello Stato per creare esperienze pilota. Ci vuole rispetto per le storie di sofferenza di queste persone e per la giustizia. Tutti desiderano la pace. Ora si deve trovare il consenso perché la pace si raggiunge con la riconciliazioni delle parti in causa”.

09:58 - COLOMBIA: MONS. BALESTRERO (NUNZIO), “CONTRIBUTO DELLA CHIESA A PACIFICAZIONE”

“È importante che tutti si ascoltino e si rispettino”. Lo ha detto conversando con i giornalisti il nunzio apostolico in Colombia, l‘arcivescovo Ettore Balestrero, a margine del IV convegno internazionale promosso dalla Fondazione Vaticana Joseph Ratzinger - Benedetto XVI in corso in questi giorni a Medellin (Colombia) sul tema “Il rispetto per la vita cammino per la pace”. “La Chiesa (i cattolici sono l‘88% della popolazione) offre il suo contributo nella ricerca della pacificazione della nazione colombiana dopo oltre 50 anni di guerra - ha chiarito il nunzio - attraverso la sua Dottrina sociale. È importante che tutta la società trovi motivi di riconciliazione perché in questi lunghi anni ha avuto ferite che sono entrate nel cuore delle persone. La Chiesa desidera che i negoziati per la pace aiutino la Colombia cambiare pagina”. “È necessario un movimento complessivo dell‘intera società - ha proseguito il presule -. Occorre volontà di riconciliazione e di giustizia. Momenti come questo convegno internazionale sono importanti perché promuovono valori come la giustizia e la solidarietà”. (segue)

09:58 - COLOMBIA: MONS. BALESTRERO (NUNZIO), “MOLTI ATTENTATI ALLA VITA UMANA”

“La guerriglia, i paramilitari, le bande criminali, il reclutamento forzato di minori e il suo impiego forzato provocano una percentuale di attentati alla vita umana molto più alta di quanto accade nelle società europee e nordamericane”. Lo ha riferito ieri il nunzio apostolico in Colombia, monsignor Ettore Balestrero, al IV convegno internazionale promosso dalla Fondazione Joseph Ratzinger - Benedetto XVI sul tema “Il rispetto per la vita cammino per la pace”, in corso in questi giorni a Medellin. “L‘America Latina è uno dei continenti più giovani e promettenti - ha detto l‘arcivescovo - in termini di sviluppo secondo gli indici delle Nazioni Unite, per esempio per quel che riguarda la speranza di vita, il livello di scolarizzazione e del prodotto interno lordo”, ma “si perde la vita con troppa facilità” e “sembra valere meno che ad altre latitudini”. Forse colpa di un certo “ateismo libertino” e di un conseguente “edonismo radicale”. Inoltre, “la logica del mercato ha assolutizzato i valori dell‘efficienza e della produttività, innanzandoli a criteri di giudizio di tutte le attività, a scapito della dignità della vita di coloro che si trovano ai margini del mercato”. Il nunzio ha ricordato i pericoli derivanti da una certa secolarizzazione e della sessualità vissuta esclusivamente come “un‘espressione del benessere fisico ed emotivo”.

09:43 - LEGGE STABILITÀ: FICT, NO TAGLIO “DOCENTI COMANDATI IN COMUNITÀ TERAPEUTICHE”

Un “ulteriore taglio, in un settore già in crisi, minerebbe in modo irreversibile il sistema di accoglienza, cura e prevenzione che si è costituito da anni”. Così don Mimmo Battaglia, presidente della Federazione italiana comunità terapeutiche (Fict), commenta la decisione contenuta nella legge di stabilità, all’articolo 28, di cancellare i docenti comandati che prestano servizio nelle comunità terapeutiche. Il sacerdote ricorda che “un pilastro per contrastare la tossicodipendenza è la prevenzione soprattutto nelle scuole e con i giovani e, in tal senso, i docenti, ogni anno, sono un prezioso supporto in tutti i nostri Centri”, nei quali “un centinaio di docenti sono una risorsa importante per noi per ‘fare scuola… fuori la scuola’, l’interfaccia per dare sostegno alle emergenze e ai disagi che si presentano nelle scuole, nelle famiglie e nei ragazzi stessi”. “Le Comunità con i docenti - sottolinea - svolgono un lavoro integrato anche contro la dispersione scolastica, offrendo in modo professionale una formazione educativa per i tanti ragazzi ospiti delle Comunità”. Da qui la richiesta al ministro Giannini “di riflettere su questa scelta, considerando attentamente l‘importanza di questo servizio per le Comunità”.

09:33 - FRANCIA: FINE VITA. SOCIETÀ FRANCESE CURE PALLIATIVE, “POLITICA EFFICACE DI ACCOMPAGNAMENTO”

Una politica efficace di accompagnamento del fine vita. A chiederlo è la Société Française des Soins Palliatifs (Sfap), in un comunicato diffuso oggi a commento del Rapporto del Comitato consultivo nazionale d’etica sul fine vita. Secondo la Società per le cure palliative, è necessario “informare i pazienti sui loro diritti a non soffrire. I nostri concittadini devono conoscere i loro diritti: quello di dire cosa desiderano, di essere ascoltati, di rifiutare l’accanimento terapeutico e di non soffrire”. Occorre, inoltre, “migliorare l’accesso alle cure palliative delle persone anziane, rafforzando la formazione delle figure professionali per assicurarsi che i loro dolori siano ben curati” e “migliorare la presa in carico delle persone in fine vita nella loro casa, sostenendo questo percorso e i familiari che se ne prendono cura, attraverso equipe di cure palliative che si recano a domicilio”. Altro punto sollevato dalla Società, è quello di dare al paziente la possibilità di chiedere una “sedazione in fase terminale” e cioè di essere addormentato quando si presentano sintomi che si ritengano insopportabili. Punti quindi di miglioramento della Legge Leonetti che la Società francese per cure palliative sottopone ai due deputati Alain Claeys e Jean Leonetti ai quali il primo ministro Valls ha affidato il compito di presentare una proposta di riforma perché il Parlamento la possa discutere e approvare entro la fine dell’anno.

09:33 - FRANCIA: FINE VITA. PUBBLICATO RAPPORTO COMITATO DI ETICA, “È UN ABBANDONO” (2)

Quando “in un Paese, c’è un 80% di rischio di non vedere il proprio dolore e la sofferenza correttamente presi in carico alla fine della vita, ogni alternativa diventa preferibile”, “compresa quella radicale dell’eutanasia: secondo infatti i sondaggi, più del 90% dei francesi vi sarebbero favorevoli”. Tuttavia, dal Rapporto del Ccne, emerge anche che sulla legalizzazione dell’eutanasia e sul suicidio assistito il consenso dei francesi è ancora lontano. Il Rapporto è stato pubblicato nel più ampio ambito di un dibattito nazionale che da qui alla fine dell’anno dovrebbe portare il Parlamento francese a legiferare su una nuova riforma della Legge Leonetti del 2005. Il Comitato ha lavorato alla stesura del Rapporto per due anni, su incarico di François Hollande che nel 2012 aveva chiesto di fare il punto sull’applicazione della Legge Leonetti in Francia. Presentato ieri, il Comitato ritiene che la Legge Leonetti abbia fino ad oggi puntato sui doveri dei medici, mettendo da parte i diritti dei pazienti. Ed è su questo punto - dice Alain Cordier, vice-presidente del Comitato - che “occorre progredire”. I capitoli rimasti aperti dalla legge, secondo il Ccne - sono quelli relativi alle “direttive anticipate” date dal paziente e il diritto di chiedere una “sedazione profonda e continua fino alla morte”.

09:32 - FRANCIA: FINE VITA. PUBBLICATO RAPPORTO COMITATO DI ETICA, “È UN ABBANDONO”

L’80% dei francesi non ha accesso adeguato alle cure palliative, un diritto teoricamente garantito da 15 anni dalla legge. È quanto emerge da un Rapporto di 71 pagine pubblicato ieri dal Comitato consultivo nazionale d’etica (Comité Consultatif National d’Ethique - Ccne) sul fine vita. Secondo la legge del 1999, “ogni persona malata il cui stato lo richieda, ha il diritto di accedere alle cure palliative che mirano a lenire il dolore, a calmare la sofferenza fisica, a salvaguardare la dignità della persona malata e a sostenere quanti se ne prendono cura”. La realtà però è ben diversa. “I francesi danno testimonianza di un fine vita che è un abbandono”, denuncia Jean-Claude Ameisen, presidente del Ccne. Nel suo Rapporto, il Comitato definisce addirittura “uno scandalo” il non accesso a diritti riconosciuti dalla legge e denuncia “la situazione di abbandono” vissuta “da un’immensa maggioranza di persone in fine vita” e parla di una condizione “insopportabile” in cui si trovano “una gran parte dei nostri concittadini”. Lo scarso accesso alle cure palliative è dovuto essenzialmente alla mancanza di mezzi, formazione e informazione. In sintesi, il Rapporto punta il dito contro un intero sistema che è incapace di proporre un percorso di cure a misura di malato. (segue)

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09:23 - AMBIENTE: ANDERSON (WWF EUROPA), “CONSIGLIO UE, OCCASIONE PERSA PER IL CLIMA”

“I leader europei stanno sacrificando il nostro futuro sull’altare della politica”. A pochi passi dal palazzo Justus Lipsius a Bruxelles, dove è in corso il Consiglio europeo, c’è la sede del Wwf Europa. E il giudizio di Jason Anderson, responsabile del clima e della politica energetica dell’associazione ambientalista sono molto negativi rispetto ai risultati acquisiti al summit. “Ieri sera il Consiglio europeo ha approvato un pacchetto clima ed energia per il 2030 con la riduzione del 40% dei gas a effetto serra, almeno il 27% di energie rinnovabili e almeno il 27% di risparmio energetico. In tal modo i leader dell’Unione hanno perso l’opportunità di costruire un futuro migliore per i cittadini europei”, ignorando “i guadagni significativi per il loro benessere che una maggiore ambizione avrebbe reso possibili”. Rallentando - afferma - il ritmo dell’azione europea, il Consiglio ha inoltre mirato ben al di sotto “di ciò che ci si aspetta dall’Europa a livello internazionale”. Per Anderson, i risultati della prima giornata del vertice tutelano “gli interessi della vecchia economica”, più inquinante, a scapito dei cittadini, dell’ambiente e delle imprese “lungimiranti” e più attentE alla tutela ambientale.

09:01 - CONSIGLIO UE: VAN ROMPUY, “GAS SERRA, -40%. BUONE NOTIZIE PER LA SALUTE” (2)

Altro problema rilevante in campo energetico a livello Ue è legato alla “interconnessione”, ovvero alla realizzazione delle reti energetiche, tema che ad esempio riguarda da vicino Spagna e Portogallo. Il clima complessivo dei lavori è stato comunque giudicato positivo anche da José Manuel Barroso, presidente uscente della Commissione, anch’egli al suo ultimo vertice, apparso sempre a fianco del suo successore, Jean-Claude Juncker. I lavori del Consiglio europeo oggi prevedono le spinose materie economiche e le discussioni sui temi di politica estera (Ucraina, Isis, ebola, terrorismo). Si svolgerà poi, a metà giornata, un summit dedicato ai Paesi dell’Eurozona.

09:00 - CONSIGLIO UE: VAN ROMPUY, “GAS SERRA, -40%. BUONE NOTIZIE PER LA SALUTE”

(Sir Europa - Bruxelles) - Dieci pagine, nella versione inglese delle “Conclusioni”, definiscono gli impegni dei Paesi Ue per una “strategia” comune in materia di clima-energia per il 2030: i 28 capi di Stato e di governo dell’Unione, riuniti a Bruxelles, hanno sciolto alcuni dei nodi rilevanti in materia, anche in vista della Conferenza mondiale Onu sul clima che si terrà a Parigi nel dicembre 2015. A presentare, nella tarda serata di ieri, i risultati “positivi” della prima giornata di lavori al Consiglio europeo è stato il presidente Herman Van Rompuy, al suo ultimo summit prima di cedere il posto, il 1° dicembre, al polacco Donald Tusk. Van Rompuy ha parlato di “buone notizie per il clima, per la salute dei cittadini e per i colloqui in vista” di Parigi. In sostanza i Paesi membri hanno stabilito che le emissioni di “gas serra” dovranno essere ridotte entro il 2030 del 40 per cento rispetto ai dati del 1999 nell’insieme dell’Ue; le energie rinnovabili dovranno essere portate al 27% dell’intero pacchetto energetico; l’incremento dell’efficienza energetica dovrà ugualmente raggiungere il 27%. Molto complessi, però, e ancora da definire puntualmente, i meccanismi di compensazione - “ripartizioni degli oneri” - tra i mix energetici nazionali (alcuni Paesi sono molto avanti rispetto alla riduzioni di gas nocivi e all’utilizzo di energia pulita, altri, specie nell’est europeo, piuttosto in ritardo). (segue)


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