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09:38 - GIORNATE SOCIALI EUROPEE: CARD. BAGNASCO, “SEMINARE LA PROFEZIA DEL VANGELO” (2)

Nel corso dell’omelia, il card. Bagnasco ha aggiunto: “La situazione del continente la conosciamo. Come un adolescente vuole emanciparsi da tutto, anche da Dio, ha rifiutato le sue origini. Il risultato non è un’umanità più libera e felice, ma più smarrita e incerta. Non volendo guardare alla sua storia, non sa più chi sia”. “Viene così da chiederci: in questo terreno irto e duro, è ancora possibile seminare il Vangelo che è il grande ‘sì’ di Dio alla voglia di vita, di libertà, di amore? Molti possono essere gli agenti contrari alla semina, ma il Vangelo ha un alleato che resterà sempre: è l’uomo nella profondità del suo cuore, del suo essere desiderio di infinito, del suo insopprimibile bisogno di felicità”. Ma, si è chiesto Bagnasco, “come possiamo seminare il buon seme di Cristo? Innanzitutto continuando la prossimità con il popolo”; “la Chiesa desidera servire i popoli dell’Europa e, potendolo, vuole crescere nella fantasia dell’amore verso i poveri e gli invisibili”. “Se la Chiesa si limitasse a questo”, ha aggiunto il cardinale, “sarebbe solo la pietosa ‘infermiera della storia’. Essa ha anche un altro compito: il servizio della profezia. Deve ricordare - come gli antichi profeti - le vie da ritrovare. Bisogna che l’umanità europea torni a pensare senza un atteggiamento artificioso e malato. Che l’uomo occidentalista sia aiutato a ritrovare le vie della fede e di una ragione fedele a se stessa, aperta all’essere, alla realtà piena dell’uomo e del cosmo”.

09:37 - GIORNATE SOCIALI EUROPEE: CARD. BAGNASCO, “SEMINARE LA PROFEZIA DEL VANGELO”

(dall’inviato Sir a Madrid) - “La Chiesa ama l’Europa, per questo offre ciò che di più caro e prezioso ha con sé: Gesù Cristo”. Il card. Angelo Bagnasco, presidente Cei e vicepresidente Ccee (Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa), nell’omelia della messa alle Giornate sociali europee in corso a Madrid, ha preso spunto dalla lettura della parabola del seminatore per una riflessione sul rapporto tra Chiesa ed Europa nel contesto attuale. “Il Vangelo illumina la nostra presenza nel continente - ha affermato il porporato -. Si tratta dello slancio missionario di una ‘Chiesa in uscita’, che Papa Francesco sollecita perché testimoni e annunci la gioia del Vangelo. Sappiamo che ogni cristiano è seminatore e campo, e che i diversi tipi di terreno si trovano innanzitutto dentro di noi. Per questo il primo messaggio è rivolto a noi credenti e a noi pastori, consapevoli che la vita spirituale è il primo modo di fare pastorale e di annunciare il Vangelo”. Quindi, addentrandosi nel testo biblico, l’arcivescovo ha affermato: “L’ampio gesto del seminatore, che sparge il seme senza selezionare i terreni più fertili, ci spinge a essere generosi nell’annuncio, a non giocare al risparmio, a non pretendere di vedere il frutto. L’Europa può apparire come l’asfalto, terreno pieno di sassi e di rovi. La fede, però, ci chiede di essere realisti non pessimisti, di giocare d’anticipo la grande partita dell’evangelizzazione”. (segue)

09:29 - MASTER FISC SICILIA: RAGUSA, CONCLUSI I CINQUE SEMINARI FORMATIVI (2)

L’ultimo seminario formativo del pomeriggio ha affrontato il tema “Social media e informazione”. La giornalista de “La Nazione”, Sara Bessi, ha parlato del progetto di alfabetizzazione informatica “Ucsi social”, con cui anche la stampa cattolica vuole “adeguarsi al vorticoso cambiamento multimediale del giornalismo”. “La professione è ad un bivio - ha avvertito - e non possiamo tirarci indietro”. Stare nell’universo digitale significa “comprendere e utilizzare al meglio le varie piattaforme informative”, ciascuna “dotata di ritmi e regole diverse”. Il redattore di Tv2000, Luigi Ferraiuolo, ha ripreso l’appello lanciato giovedì dal direttore della Caritas di Noto Maurilio Assenza a “recuperare il linguaggio originario”. “I giornalisti hanno il dovere di dare i nomi - ha detto - a maggior ragione quando si sta nella grande piazza virtuale”. Invitando a non demonizzare i social media e indicando alcuni consigli per il loro utilizzo, Ferraiuolo ha rimarcato: “Questo può essere un tempo propizio per i giornalisti cattolici e non possiamo farcelo scappare”. Il master Fisc si concluderà oggi con la visita dei partecipanti ad alcune zone turistiche del ragusano e una celebrazione eucaristica presieduta da don Giuseppe Longo, giornalista e assistente spirituale nazionale Fisc.

09:28 - MASTER FISC SICILIA: RAGUSA, CONCLUSI I CINQUE SEMINARI FORMATIVI

Si sono conclusi ieri, a Ragusa, i cinque seminari formativi del XXIII Master di aggiornamento professionale “Mons. Alfio Inserra”, dedicato agli operatori delle testate Fisc. I lavori pomeridiani si sono aperti con una riflessione su “Giornalismo e giornalismi. Dove sta la notizia”, condotto dal giornalista Orazio Vecchio, dal caporedattore del quotidiano “La Sicilia” Giuseppe Di Fazio e dal segretario nazionale Fisc, Francesca Cipolloni. Vecchio ha ricordato quattro esempi di notizie riportate dai giornali e dalla rete, e poi rivelatesi clamorosamente false. Fra queste l’aborto di una tredicenne nel 2007, “al centro di una complessa e delicata vicenda giudiziaria portò alla condanna per diffamazione del giornalista Alessandro Sallusti”, allora direttore del quotidiano “Libero”. Gli ha fatto eco Di Fazio, secondo cui “per fare un giornalismo rivoluzionario basterebbe una cosa semplicissima: andare a vedere, verificare, e solo dopo raccontare”. Il segretario Fisc, Francesca Cipolloni, ha descritto la storia, i metodi di lavoro e gli obiettivi delle testate cattoliche, un mondo spesso sottovalutato “che conta 189 periodici, per un totale di un milione di copie a settimana”. I giornali diocesani “sono avamposti nella missione”, “segno vivo di speranza cristiana”, “garanzia di libertà, pluralismo e attenzione al territorio”, in cui sono pienamente radicati. (segue)

09:16 - GIORNATE SOCIALI EUROPEE: DON VICENTINI (TONIOLO), “CONFRONTO CON LA STORIA” (2)

Dalle Giornate sociali stanno emergendo “alcuni ambiti di impegno prioritari, ed essenziali per la testimonianza” cristiana nel “nostro tempo”, fra cui la famiglia, i cambiamenti demografici, il lavoro, il superamento della crisi economica, le migrazioni… Ebbene - aggiunge al Sir don Davide Vicentini - ritengo che i cristiani abbiano una visione, che deriva loro dal Vangelo e dalla stessa dottrina sociale della Chiesa, adeguata ad affrontare tali sfide, perché essa pone al centro di tutto la persona. Le risposte che si intendono fornire alle attese dell’umanità in questa nostra epoca devono però valorizzare tale bagaglio, al quale occorre poi restare fedeli e coerenti, spendendosi per gli altri”.

09:15 - GIORNATE SOCIALI EUROPEE: DON VICENTINI (TONIOLO), “CONFRONTO CON LA STORIA”

(dall’inviato Sir a Madrid) - “L’Europa comunitaria è stata costruita per realizzare la pace in un secolo di guerre; ora è necessario domandarsi di nuovo su quali basi debba continuare questo grande progetto, che dev’essere sempre aggiornato”. Don Davide Vicentini, della Fondazione Toniolo di Verona, partecipa alle Giornate sociali europee di Madrid. Alle spalle ha anche una lunga collaborazione a Bruxelles presso la Comece. Al Sir dichiara, a partire dall’intervento del card. Marx, che “si tratta di far nostro il messaggio di Papa Paolo VI, quando affermava che lo sviluppo è il nuovo nome della pace. Ecco, qui troviamo l’insegnamento sociale della Chiesa che si confronta con la storia, con il contesto in cui essa opera, per trarne nuovi motivi ispiratori, e per tradurre in termini e impegni rinnovati i principi immutabili della dottrina sociale”. Don Vicentini sottolinea inoltre che “la dottrina della Chiesa deve avere alle spalle una comunità che la fa propria, traducendola nella quotidianità”, “al servizio del bene comune”. “Si tratta di dar corpo al Vangelo con una testimonianza vera, concreta”, che “si affidi al laicato” attivo nei più svariati campi della carità, della cultura, della politica. (segue)

09:01 - GIORNATE SOCIALI EUROPEE: FOCUS SU FAMIGLIA. VEGLIA PER PACE IN CATTEDRALE (2)

Suor Débora Cordoba Cerezo ha elencato la presenza delle religiose che si ispirano a Madre Teresa in territorio spagnolo, “assieme ai vecchi, ai bambini malati, alle persone sole. La sera usciamo e andiamo a cercare nei parchi e nelle strade di Madrid gli ultimi, i giovani abbandonati a se stessi e portiamo loro un po’ di solidarietà e di vicinanza. Offriamo qualche panino, preparato da una coppia di anziani, ottantenni, che si prodigano ancora per chi non ha niente”. “Con la crisi i poveri nelle strade sono aumentati”, aggiunge la religiosa, “e le mani per aiutarli non sono mai sufficienti”. Da qui un messaggio di impegno concreto alla Chiesa e alla politica.

09:00 - GIORNATE SOCIALI EUROPEE: FOCUS SU FAMIGLIA. VEGLIA PER PACE IN CATTEDRALE

(dall’inviato Sir a Madrid) - “Persona e famiglia, alla base dei diritti umani”: è il tema assegnato ai lavori odierni alle Giornate sociali cattoliche in corso a Madrid, promosse da Ccee e Comece. La famiglia è stata al centro di innumerevoli riflessioni e Balasz Schanda, dell’Università di Budapest (Ungheria), sottolineerà il valore della persona quale fondamento e soggetto pre-politico dei diritti umani. Breda O’Brien, editorialista di “The Irish Times”, testata irlandese, svilupperà invece una relazione su “Appartenenza e partecipazione al bene comune”. Altri lavori di gruppo e una sessione finale dedicata a “Cristo sorgente di speranza per l’Europa” completeranno il calendario delle Giornate. In serata tutti i presenti saranno nella cattedrale di Madrid per una veglia di preghiera per la pace e per l’Europa. Fra i relatori che hanno suscitato dibattito a Madrid figura anche suor Débora Cordoba Cerezo, della Congregazione delle missionarie della carità. Nella sua testimonianza ha ricordato il “messaggio d’amore per l’umanità” della fondatrice, la beata Madre Teresa di Calcutta. “Siamo al servizio dei più poveri tra i poveri. Ma ciò che si fa non conta; conta invece l’amore che ci si mette”. La religiosa, con alle spalle anni di missione nel Regno Unito, in Polonia, in Venezuela e ora in Spagna, ha ricordato ai presenti che “i poveri non possono aspettare, Cristo non può aspettare. Cristo ha fame, ha sete, è solo. Noi dobbiamo essere lì”. (segue)


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