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16:47 - IRLANDA: MONS. DORAN (ELPHIN) RICORDA L’EX PREMIER ALBERT REYNOLDS

“Mi unisco alla popolazione di tutta l‘Irlanda nel rendere grazie a Dio per i doni ricevuti attraverso la vita politica di Albert Reynolds”. Monsignor Kevin Doran, vescovo di Elphin, ricorda l‘ex premier irlandese Albert Reynolds, scomparso a 81 anni, che ebbe un ruolo fondamentale nel processo di pace in Irlanda del Nord, in particolare nello storico cessate il fuoco nel 1994 dell‘Ira (l‘Irish Republican Army). Egli, prosegue Doran, sarà ricordato soprattutto “per il suo rifiuto di accettare il fatto che non c‘era alternativa alla violenza in Irlanda del Nord. Il suo coraggio, l‘iniziativa e, soprattutto, la sua apertura al dialogo hanno gettato le basi per la pace di cui godiamo oggi”. Nessuna società, il monito del presule, “può permettersi di dare la pace per scontata, e il modo più degno per onorare Reynolds è continuare ad avere attenzione verso le esigenze di giustizia sociale, partecipazione e inclusione”, fattori che “servono il bene comune e sostengono la pace cui aspiriamo per noi e per i nostri figli”. Un leader che “appartiene a tutta la nazione” ma che “ha una particolare associazione con la diocesi di Elphin, essendo nato nel Roosky, contea di Roscommon, e avendo studiato per cinque anni a Summerhill College diocesano”.

16:37 - EMERGENZA EBOLA: MISSIONARI SALESIANI, DIFFICILE TROVARE MEDICI AL LORO POSTO (2)

“Molti hanno perso i genitori e alcuni ragazzi che sono riusciti a superare la malattia non possono tornare alle loro case. Le famiglie sono sgomente e pensano che i ragazzi possano contagiare il resto della famiglia e della comunità. Questi ragazzi non possono essere abbandonati per la strada e noi abbiamo aperto un centro di pronto intervento nel quale diamo assistenza ai giovani e ai bambini malati e lavoriamo con le famiglie”, afferma Lothar Wagner, missionario salesiano a Freetown. Inoltre, il governo della Sierra Leone ha chiesto ai salesiani di farsi carico di questi bambini orfani. “Alla fine dell’anno potrebbero essere più di 200 e ci stiamo impegnando per preparare tutto”, spiegano i missionari. La Guinea Conakry è stato il primo paese colpito. Qui “lavoriamo senza paura, anche se con molta prudenza - afferma Emiliano Martínez, missionario salesiano -, mettendo in pratica tutti i mezzi di prevenzione: pulizia accurata delle mani con cloro prima e dopo ogni attività. Inoltre, cerchiamo di non spostarci troppo e sensibilizziamo la popolazione perché conosca i processi e le vie per le quali avviene il contagio, gli effetti della malattia e il modo di prevenirla”.

16:36 - EMERGENZA EBOLA: MISSIONARI SALESIANI, DIFFICILE TROVARE MEDICI AL LORO POSTO

“La gente ha terrore di Ebola. È un virus estremamente contagioso e non c’è modo di riconoscere chi ne è affetto. Non c’è nessun segno visibile del contagio”: lo spiegano i Salesiani nei Paesi colpiti, che stanno lavorando duramente per la divulgazione dei mezzi di prevenzione per evitare l’aumento dei contagi. Sierra Leone, Liberia, Nigeria e Guinea Conakry sono i Paesi in cui i Salesiani sono più impegnati nella prevenzione di Ebola. Le notizie più allarmanti arrivano dalla Liberia, in cui il virus risulta fuori controllo. “La situazione è molto critica. I cittadini hanno preso alla leggera i consigli di prevenzione lanciati dal governo. Siccome proprio gli ospedali sono stati i principali focolai di diffusione, la gente aveva il terrore ad andare dal medico”, spiega ad Ans (Agenzia info salesiana) il salesiano Nicola Ciarapica. “Il governo ha chiuso i ministeri e le scuole, come anche i nostri centri giovanili e le colonie estive, i volontari nelle nostre missioni sono stati rimpatriati - aggiunge Ciarapica -. Oggi, è difficile trovare un medico al suo posto di lavoro e la popolazione è molto spaventata”. In Sierra Leone, i missionari Salesiani spiegano che i bambini e i giovani “una volta ancora sono i più contagiati”. (segue)

16:00 - FERGUSON: JAGLAND (CDE), NO A ECCESSO FORZA POLIZIA. INDAGINE SU UCCISIONE BROWN

Un deciso “no” all’uso eccessivo della forza da parte della polizia contro manifestanti pacifici, e l’auspicio di un’adeguata indagine sull’uccisione, lo scorso 9 agosto a Ferguson (Missouri, Stati uniti), del diciottenne di colore Michael Brown per mano di un poliziotto. Ad esprimerli è Thorbjørn Jagland, segretario generale del Consiglio d’Europa. In una dichiarazione Jagland si dice “particolarmente preoccupato per la notizia di un uso eccessivo della forza da parte della polizia contro manifestanti pacifici e il loro arresto, compresi giornalisti incaricati di riportare gli eventi. Ciò danneggia il pieno esercizio dei diritti umani, a cominciare dai diritti alla libertà di assemblea e alla libertà di espressione. Questi diritti sono i pilastri della democrazia e ogni restrizione deve essere legittima e proporzionata. Sia le autorità pubbliche sia i manifestanti devono mostrare controllo e responsabilità”. “Confido - prosegue Jagland - nello svolgimento di un’indagine appropriata sull’uccisione. Quando gli Stati Uniti hanno assunto il ruolo di Stato osservatore al Consiglio d’Europa (nel 1995, ndr), hanno accettato di rispettare i principi e i valori della nostra Organizzazione. Chiedo alle autorità statunitensi di ricercare nel background socio-economico i motivi per cui così tanti manifestanti pacifici sono scesi nelle strade”.

15:47 - LUTTO PAPA FRANCESCO: IL CORDOGLIO DEI VESCOVI ARGENTINI

Secondo quanto diffuso ieri, la Conferenza episcopale argentina ha inviato le condoglianze a Papa Francesco e ai membri della famiglia Bergoglio e Carmona, esprimendo la sua vicinanza e affetto nel particolare momento di dolore che attraversano dopo l’incidente stradale avvenuto martedì 19 agosto in cui hanno perso la vita Valeria Carmona, moglie del nipote del Santo Padre, Emanuel Horacio Bergoglio, e i suoi piccoli figli José e Antonio Bergoglio. Il presidente dell’episcopato argentino e arcivescovo di Santa Fe, monsignor José María Arancedo, a nome dei vescovi argentini, ha fatto sapere a Papa Francesco che pregano per lui, per tutta la famiglia e in particolare per Emanuel, che resta grave, in prognosi riservata. Il presule ha assicurato al Santo Padre che pregano per la guarigione del nipote Emanuel, esprimendo anche il desiderio che, malgrado la distanza, possa sentire la vicinanza e l’abbraccio fraterno dei vescovi uniti alla preghiera di tutto il popolo argentino per la sua persona e il suo ministero. L’episcopato argentino invoca, infine, l’intercessione della Vergine di Luján, perché assista le famiglie Bergoglio e Carmona con il suo materno amore e le copra con il suo manto. Un messaggio di cordoglio è giunto anche dalla presidente argentina, Cristina Fernández de Kirchner, che ieri pomeriggio ha telefonato al Papa per esprimergli il dolore suo e dei suoi connazionali.

15:26 - IRAQ: NUOVO APPELLO CARITAS ALLA SOLIDARIETÀ E ALLA PREGHIERA (2)

Caritas Iraq ha scelto di concentrare la maggior parte delle sue attività nei villaggi vicini a Duhok, (Sarsank,Ineshky, Amadiya...) e a Zahko (Fishkhabour, Persephy, Derabon, ecc.). Sono 5.000 le famiglie assistite con viveri, medicinali, rifugi provvisori, ma il loro numero è in costante crescita. L’impegno finanziario supera il milione di euro. Nei giorni scorsi il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, ha espresso la piena disponibilità ad accogliere i perseguitati nelle diocesi italiane. Caritas italiana è già in coordinamento per progetti di emergenza con: Caritas Iraq, in costante contatto nei luoghi di accoglienza per assistere fino a 300.000 famiglie sfollate, circa 1 milione e mezzo di persone; Caritas Libano, che ha iniziato ad accogliere il fiume di famiglie cristiane irachene che stanno scappando da Mosul e raggiungono familiari e amici che vivono nel Paese, e che si aggiungono ai già tantissimi profughi siriani presenti; Caritas Turchia, con molte famiglie che stanno raggiungendo il territorio turco per ricongiungersi con familiari e amici che già vivono in Turchia. La Turchia sta assistendo queste famiglie sia al confine con l’Iraq che ad Istanbul. Per sostenere gli interventi in corso, si possono inviare offerte a Caritas italiana (www.caritasitaliana.it) specificando nella causale: “Iraq”.

15:26 - IRAQ: NUOVO APPELLO CARITAS ALLA SOLIDARIETÀ E ALLA PREGHIERA

Caritas italiana rinnova in questi giorni il suo appello alla preghiera e alla solidarietà per le minoranze perseguitate in Iraq. Le notizie delle violenze nel nord dell’Iraq si susseguono senza sosta, e la stessa Caritas Iraq, per la prima volta negli ultimi anni, è stata costretta a chiudere tre suoi uffici nelle località di Qaraqosh, Bartilla e Alqosh e trasferire il suo staff a Erbil, il capoluogo della regione del Kurdistan, nel Nord dell’Iraq, e nelle località di Zakho e Dohuk, vicine al confine con la Turchia e la Siria, e ad Ainkawa. Ormai si contano a centinaia di migliaia gli sfollati, in gran parte cristiani e Yazidi. In particolare a Zakho si concentra l’assistenza di Caritas Iraq alla minoranza religiosa degli Yazidi, molti dei quali sono sopravvissuti dopo essersi rifugiati sul monte Sinjar, in pieno deserto e con temperature altissime. La fuga di molte famiglie è stata così rapida che hanno portato con sé solo quello che avevano addosso; ora, come informa Caritas Iraq, “i loro sguardi sono senza speranza, frustrati dal timore che il mondo non riesca a mettere fine a queste continue tragedie umane”. La fuga verso il Kurdistan è difficile e richiede attese anche di otto ore ai posti di controllo. Una volta al sicuro, molte famiglie sono accolte e assistite dalla popolazione locale, ma molte sono costrette a dormire nei parchi pubblici o nelle chiese. (segue)

15:20 - CARDINALE FILONI: IN IRAQ “UNA CINTURA DI SICUREZZA” PER GLI SFOLLATI (5)

Ma, ha precisato il cardinale, “quando si incontrano uomini, donne, bambini, anziani soprattutto insieme a bambini, ad alcune donne che hanno avuto delle vittime - parlo in modo particolare della comunità degli yazidi, dove uomini sono stati uccisi, e donne sono state rapite, violate, vendute - questo naturalmente è angosciante. I loro volti erano quelli di gente che guardano nel vuoto, dispersi in un futuro che non ha un modo di essere comprensibile”. Il porporato ha spiegato la tragicità della situazione: “Pensiamo, ad esempio, che una donna in Medio Oriente ha sempre bisogno della presenza di un uomo - di un papà, di un fratello, di uno sposo - che sia quasi la garanzia della sua vita secondo la cultura. Ora, chi non ha più una persona - un uomo - che possa curarsi di lei, quale sarà il suo futuro? Non è come in Occidente, dove una donna può anche costruirsi una vita con le proprie capacità e con la propria forza. Quindi questo diventa molto, molto penoso; lo sguardo di queste donne sedute, accasciate, prive di espressione, era molto impressionante”. Cosa spera, allora, il cardinal Filoni? “Le mie speranze concrete - ha concluso il prefetto - le condivido con quelle di questa gente. Se noi riusciamo a dare loro una sicurezza per ritornare, questa speranza è anche la mia”.

15:20 - CARDINALE FILONI: IN IRAQ “UNA CINTURA DI SICUREZZA” PER GLI SFOLLATI (4)

Secondo il cardinale Filoni, “poi poterle riportare, poterle divulgare, farle conoscere, diventa anche un modo per dire a questi nostri fratelli e sorelle: ‘Non è che voi non siete ascoltati, siete sempre all’apice delle nostre attenzioni’”. “Per me - ha continuato - è stato poi un momento molto bello anche spiritualmente, perché essere accanto alla sofferenza di tanti fratelli e sorelle aiuta a non vedere questi problemi da lontano come delle cose che non ci riguardano, e quindi ad esserne partecipi”. Poi il prefetto della Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli ha sottolineato: “Devo dire che in questo sono stato ricambiato con tanto affetto, con tanta generosità, con il sorriso di tanti bambini, con la gentilezza di tanti uomini e donne che venivano a farsi accarezzare, che volevano baciare la mano, l’anello, ricevere una benedizione, chiedere una preghiera... Questo è stato molto bello ed emozionante”. Si parla di 120-130mila sfollati. “Le immagini certamente più vive - ha ammesso - sono quelle relative alle persone che hanno perso tutto, ma direi ancora di più: chi ha perso tutto, ma ha avuto salva la vita e comunque non ha avuto danni rispetto a parenti ed amici è già - si può dire - una fortuna”. (segue)

15:19 - CARDINALE FILONI: IN IRAQ “UNA CINTURA DI SICUREZZA” PER GLI SFOLLATI (3)

Di qui l’auspicio del cardinale: “Se c’è un inizio speriamo che si concretizzi; speriamo che questa certezza ritorni e che questa cintura di sicurezza venga loro garantita. Solo allora la questione sarà effettivamente a buon punto”. Facendo un bilancio della missione in Iraq, Filoni ha chiarito: “Direi che la mia missione è stata soprattutto e prima di tutto - per non dire esclusivamente - di tipo umanitario. Quindi, da questo punto di vista, non ci sono state questioni politiche o di altro genere che rientravano nell’ambito della mia missione”. “Sono contento di aver potuto fare questa missione umanitaria - ha aggiunto il porporato -, perché per me è stato un ritorno in questa terra che conosco e che amo da tanto tempo, rivedere ancora tante persone che sono impegnate in attività di aiuto, e poi dare anche una parola di speranza, di fiducia, di incoraggiamento”. Infatti, ha evidenziato, “loro avevano bisogno di farsi sentire. Quindi ascoltarli è stato molto utile per conoscere le loro aspirazioni; ma è stato utile anche perché per loro è stato come uno sfogo: ‘Chi ascolta le nostre preoccupazioni? Chi le sente?’”. (segue)

15:17 - CARDINALE FILONI: IN IRAQ “UNA CINTURA DI SICUREZZA” PER GLI SFOLLATI (2)

“Credo che ormai tutti abbiano potuto vedere la situazione in cui vivono - ha aggiunto il cardinale -: dovunque c’è un prato, una stanza, un luogo messo a loro disposizione, questo è stato occupato; tutto questo tenendo naturalmente presente che durante il periodo più caldo di tutto l’anno - con 47-48 gradi - i ripari, la necessità di avere acqua, la necessità di lavarsi, di stare un po’ all’ombra... sono cose da tenere assolutamente in modo immediato per favorire questa gente, soprattutto bambini, anziani, ammalati... Favorire questa gente, offrire loro un riparo”. Poi, dopo di questo, “tutti giustamente si domandano quanto durerà questa situazione, cosa ci aspetta. E su questo ovviamente abbiamo le speranze, ma poi dobbiamo vedere nella realtà - ha ammesso il porporato -. Certo, i nostri cristiani, tantissimi dei quali desiderano ritornare, aspirano a vedere però che i villaggi - ritornando - abbiano una cintura di sicurezza - chiedono che sia possibilmente internazionale - che garantisca loro la ripresa di una vita normale”. Riguardo alla crisi irachena, dopo la barbara uccisione del giornalista americano, il cardinale rimane “un po’ con i piedi per terra, perché fino a quando i villaggi sono occupati, la gente non riprende la fiducia, non comincia a ritornare, a riprendere le proprie case, le proprie cose e attività, possiamo fare solo supposizioni”. (segue)

15:17 - CARDINALE FILONI: IN IRAQ “UNA CINTURA DI SICUREZZA” PER GLI SFOLLATI

Papa Francesco ha ricevuto oggi il cardinale Fernando Filoni, prefetto della Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli, rientrato ieri a Roma dopo la sua missione in Iraq quale suo inviato personale. Il porporato è rimasto oltre una settimana nel Paese per portare la solidarietà concreta del Papa agli sfollati iracheni, cacciati dalle loro case dalla violenza jihadista. “È stato molto bello perché il Papa ha voluto subito accogliermi appena ritornato - questo mostra la sua sensibilità - per conoscere direttamente da me ciò che ho visto e ciò che ho sentito dopo aver visitato i nostri cristiani, gli yazidi, in questa settimana che sono stato in Iraq”, ha detto il porporato in un’intervista a Radio Vaticana. “Il Papa - ha proseguito il cardinale - ha preferito l’ascolto; mi ha lasciato parlare ampiamente e ovviamente ha preso a cuore tutte le situazioni di cui gli ho parlato: le attese dei nostri cristiani, le preoccupazioni e quelle che sono un po’ le linee della Chiesa. Ha appreso con piacere le linee che sono state adottate da parte della Chiesa locale. Posso dire che l’incontro è stato bello; il Santo Padre era molto attento e partecipe di quello che gli ho detto”. A proposito degli sfollati, Filoni ha affermato: “Credo che ormai tutti siano consapevoli dell’urgenza immediata di sistemare queste famiglie sfollate”. (segue)

14:52 - IRAQ: IACOMINI (UNICEF ITALIA), “SQUARCIARE VELO INDIFFERENZA SU GENOCIDI” (2)

“Approfitto dell’occasione - prosegue Iacomini - per ricordare il dramma di Gaza che ancora affligge tanti civili ed uccide bambini e donne inermi nonché gli altrettanti genocidi in corso in Sud Sudan e in Centrafrica dove si stimano migliaia di morti specie, tristemente, ancora, tra i bambini”. Il portavoce di Unicef Italia è fiducioso: “Il gesto del premier ci riempie di speranza. Con lui siamo pronti a raccontare agli italiani ciò che accade non lontano da noi e ad aprire gli occhi su drammi che pensiamo sempre di non dover vedere e che invece tristemente si ripropongono nel corso della storia spesso accompagnati da colpevole indifferenza”.

14:51 - IRAQ: IACOMINI (UNICEF ITALIA), “SQUARCIARE VELO INDIFFERENZA SU GENOCIDI”

“Accogliamo con grande piacere le parole del premier Matteo Renzi durante la sua visita in Iraq dove ha definito veri e propri genocidi quelli in corso in Siria ed Iraq stesso”. A dichiararlo è il portavoce dell’Unicef Italia, Andrea Iacomini, che invita “a squarciare insieme il velo di indifferenza su tutti i genocidi in corso”. “Da anni - fa notare Iacomini - ci battiamo per sensibilizzare l’opinione pubblica sul dramma del popolo siriano che ha prodotto 3 milioni di rifugiati e soprattutto migliaia di civili morti tra cui tanti, troppi bimbi innocenti, oltre 12mila, cifra impressionante. Quattro anni sono un’eternità: è per questo che ci auguriamo che l’iniziativa di Renzi sia di buon auspicio per una soluzione del conflitto a livello internazionale”. Il portavoce dell’Unicef Italia auspica “anche di non vedere passare anni, gente in fuga, violenze, morti e disperazione diffusa per l’Iraq dove già nei mesi scorsi per bocca del nostro rappresentante Marzio Babille abbiamo denunciato i rischi di un genocidio come poi purtroppo è accaduto”. (segue)

14:41 - SOLIDARIETÀ: FOCSIV, FINO A 24 AGOSTO PER VOTARE IL VOLONTARIO DELL’ANNO

Saranno gli utenti della rete a selezionare i finalisti della ventunesima edizione del Premio del volontariato internazionale 2014 organizzato dalla Focsiv in occasione della Giornata mondiale del volontariato indetta dalle Nazioni Unite il 5 dicembre. Per votare il volontario dell’anno basterà andare sulla pagina dedicata al Premio sul sito di Famiglia Cristiana, che in qualità di media partner si è resa disponibile ad ospitare le votazioni, guardare i video di presentazione dei candidati, scegliere il proprio preferito e votare. La giuria nominerà il vincitore tra una rosa dei quattro volontari più votati dal pubblico della rete. La giuria è composta da rappresentanti della Focsiv, dai partner dell’iniziativa - Fondazione Missio e Forum nazionale Terzo Settore - dai media partner - Famiglia Cristiana, TV2000 e Avvenire -. Il criterio fondamentale per la scelta finale sarà per il volontario aver creato relazioni di fraternità, nel senso ricordato da Papa Francesco quando ha sottolineato che la fraternità è “radice della pace”. Si sono individuati in questo senso inoltre i seguenti criteri preferenziali relativi al settore d’attività del progetto in cui il volontario è impegnato: cibo giusto per tutti, finanza al servizio dell’uomo e relazioni di pace. Sarà possibile votare fino al 24 agosto.

13:18 - AMERICA LATINA: COMUNITÀ SANT’EGIDIO, INIZIATIVE CON I GIOVANI CONTRO VIOLENZA

Giovani per la pace: è la proposta della Comunità di Sant‘Egidio per contrastare la violenza diffusa in America Latina. In questo mese di agosto, in Perù e a Cuba, si sono tenuti due congressi che hanno raccolto centinaia di giovani che condividono il sogno di una società senza violenza. In Perù un centinaio di ragazzi delle province di Lima, Callao e Trujillo si sono riuniti nella capitale peruviana. Si è parlato della “cultura dello scarto” che esclude i giovani e gli anziani, ma anche della violenza che si respira nei quartieri della periferia: Villa el Salvador, Cercado de Lima, San Borja y Breña, Callao e Trujillo. Qui Sant’Egidio lavora con i più giovani. A Cuba, nella “Casa de Paz y Diálogo della Comunità di Sant’Egidio” dell’Avana, si è appena conclusa la “campagna estiva” dei Giovani per la pace, con il coinvolgimento di circa 200 ragazzi fino a 18 anni, dal titolo “Divertiti facendo il bene”. Uno spazio nella città per vivere l’estate in un modo nuovo e solidale. Si è lavorato in gruppo approfondendo le grandi questioni del mondo: la pace e la guerra, il dialogo tra le religioni, ma è stata anche un’occasione per vivere concretamente l’amore per i bambini più poveri e per gli anziani soli.

12:37 - DIOCESI: CAMPOBASSO, OGGI MONS. BREGANTINI INIZIA VISITA PASTORALE A TUFARA

Avrà inizio stasera, alle ore 18, la visita pastorale dell’arcivescovo di Campobasso-Bojano, monsignor GianCarlo Bregantini a Tufara (Cb), nella forania di Riccia. A Tufara, comune della provincia di Campobasso - nella Valle del Fortore - sarà accolto dal parroco don Bernardino Di Iasio, dal sindaco Donato Pozzuto e da tutta la comunità. Come ogni visita pastorale, il programma prevede una serie di incontri con la comunità civile e parrocchiale, con le realtà aziendali e culturali. Non mancheranno gli incontri con il Consiglio comunale, con gli ammalati, con i giovani e i comitati festa. Momento centrale della visita sarà la Santa Messa di domani, venerdì 22 agosto, alle ore 11, nella cappella del beato Giovanni Eremita da Tufara. La cappella, in località Mazzocca a Foiano di Valfortore, è nota per l’annuale pellegrinaggio a piedi in onore del beato. Il comune di Tufara è conosciuto dai cultori delle tradizioni popolari, antropologi e turisti anche per la rappresentazione carnascialesca del Diavolo di Tufara, rappresentazione di spicco nel panorama delle feste carnascialesche molisane. La visita pastorale si concluderà domenica 24 agosto alle ore 11, con la solenne celebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo e l’agape fraterna di ringraziamento.

11:56 - FONDAZIONE DON GNOCCHI: DISABILE GIUNTO IN CARROZZINA A SANTIAGO DE COMPOSTELA

Ottocento chilometri con la sedia a rotelle, lungo il cammino di Santiago de Compostela. In solitudine, con la sola compagnia di una reliquia di don Gnocchi. È la sfida compiuta da Vincenzo Russo, 64 anni, colpito da poliomielite all’età di tre anni, una vita trascorsa nei centri e nelle strutture della Fondazione Don Gnocchi. Partito lo scorso luglio da Saint Jean Pied de Port, versante francese dei Pirenei, ha attraversato le province spagnole di Navarra, Rioja, Castilla e Galicia, fino al santuario di Santiago de Compostela, dove è arrivato nei giorni scorsi, al termine di quello che è definito il Cammino francese. È una delle iniziative che stanno accompagnando il quinto anniversario della beatificazione di don Carlo Gnocchi e che culmineranno il prossimo 25 ottobre con la solenne celebrazione in duomo a Milano, presieduta dall’arcivescovo, cardinale Angelo Scola. Lungo il cammino, Vincenzo ha viaggiato in compagnia di una reliquia di don Carlo, consegnatagli nel santuario del beato don Gnocchi a Milano. La reliquia è stata accolta a Compostela con una funzione religiosa nella cattedrale dedicata a Giacomo, apostolo e martire, ma verrà ora collocata definitivamente all’Hospital San Nicolas de Puente Fitero - gestito dalla Confraternita di San Jacopo di Compostella - luogo di passaggio e di ospitalità ai pellegrini che affrontano il cammino.

11:14 - SIMPOSI ROSMINIANI: DAL 27 AGOSTO IL XV CORSO SU “UOMINI, ANIMALI O MACCHINE?”

“Uomini, animali o macchine? Scienze, filosofia e teologia per un ‘nuovo umanesimo’”. Questo il tema sul quale si affronteranno a Stresa, da mercoledì 27 a sabato 30 agosto, circa 200 tra scienziati, filosofi, teologi. Ad organizzare il XV corso dei Simposi rosminiani è il Centro internazionale di studi rosminiani di Stresa. “Le scienze odierne, con il travolgente susseguirsi di sempre nuove scoperte, stanno portando alla luce tanti punti oscuri del passato, ridisegnando la mappa delle nostre conoscenze su tutti i campi: universo, corpo e psiche, comportamento umano, soprattutto biologia e neurologia - osserva il direttore del Centro, padre Umberto Muratore -. Le nuove conoscenze, a loro volta, aprono squarci nuovi sull’individuo in particolare e sulla società in genere. Problemi sull’eticità di certe sperimentazioni e applicazioni, su quali direttive incoraggiare o bloccare la ricerca, sulle leggi civili e penali da correggere e perfezionare. Fino a lambire e interferire sui campi più specifici del filosofo e del teologo: il valore della coscienza e della libertà, il senso del religioso e della responsabilità, la nascita dell’universo, la natura dell’io e della realtà nel suo insieme”. Il centro Rosminiano di Stresa desidera “offrire un luogo dove scienziati e pensatori possano riunirsi per un dialogo costruttivo tra scienza, filosofia e religione”.

11:13 - PAPA FRANCESCO: TEMA GIORNATA PACE 2015, “NON PIÙ SCHIAVI, MA FRATELLI”

“Non più schiavi, ma fratelli”: è questo il tema scelto da Papa Francesco per la 48.ma Giornata Mondiale della Pace, che sarà celebrata il primo gennaio 2015. Il Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace illustra il tema con il seguente comunicato: “Spesso si crede che la schiavitù sia un fatto del passato. Invece, questa piaga sociale è fortemente presente anche nel mondo attuale. Il Messaggio per il 1° gennaio 2014 era dedicato alla fraternità: ‘Fraternità, fondamento e via per la pace’. L’essere tutti figli di Dio rende, infatti, gli esseri umani fratelli e sorelle con eguale dignità. La schiavitù colpisce a morte tale fraternità universale e, quindi, la pace. La pace, infatti, c’è quando l’essere umano riconosce nell’altro un fratello che ha pari dignità. Nel mondo, molteplici sono gli abominevoli volti della schiavitù: il traffico di esseri umani, la tratta dei migranti e della prostituzione, il lavoro-schiavo, lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, la mentalità schiavista nei confronti delle donne e dei bambini. E su questa schiavitù speculano vergognosamente individui e gruppi, approfittando dei tanti conflitti in atto nel mondo, del contesto di crisi economica e della corruzione. La schiavitù è una terribile ferita aperta nel corpo della società contemporanea, è una piaga gravissima nella carne di Cristo! Per contrastarla efficacemente occorre innanzitutto riconoscere l’inviolabile dignità di ogni persona umana, e inoltre tenere fermo il riferimento alla fraternità, che richiede il superamento della diseguaglianza, in base alla quale un uomo può rendere schiavo un altro uomo, e il conseguente impegno di prossimità e gratuità per un cammino di liberazione e inclusione per tutti. L’obiettivo è la costruzione di una civiltà fondata sulla pari dignità di tutti gli esseri umani, senza discriminazione alcuna. Per questo, occorre anche l’impegno dell’informazione, dell’educazione, della cultura per una società rinnovata e improntata alla libertà, alla giustizia e, quindi, alla pace. La Giornata Mondiale della Pace è stata voluta da Paolo VI e viene celebrata ogni anno il primo di gennaio. Il Messaggio del Papa viene inviato alle cancellerie di tutto il mondo e segna anche la linea diplomatica della Santa Sede per l’anno che si apre”.

10:53 - DIOCESI: PAVIA, DA DOMENICA FESTA DI S.AGOSTINO. IL 28 MESSA CON CARD. GRECH

Domenica 24 agosto si apre nella basilica di San Pietro in Ciel d‘Oro a Pavia (ore 18.30) la Festa di Sant‘Agostino 2014, con la concelebrazione eucaristica presieduta dal vescovo di Lodi e presidente della Caritas italiana, monsignor Giuseppe Merisi. Al termine della Messa verrà esposta la teca che contiene i resti mortali del santo di origine africana, sepolto a Pavia per volere del re longobardo Liutprando, che resteranno esposti alla venerazione dei fedeli fino al 28 agosto, memoria liturgica del santo, quando il cardinale Prosper Grech presiederà il solenne pontificale nella basilica. Il porporato di origine maltese, consultore della Congregazione per la dottrina della fede e uno dei massimi studiosi viventi delle Sacre Scritture, è co-fondatore, con padre Agostino Trapé, dell’Istituto Patristico Augustinianum di Roma. Tra gli appuntamenti in programma anche il concerto in basilica (27 agosto ore 21) organizzato dal Comitato Pavia Città di Sant‘Agostino. Il 25, 26 e 27 agosto il triduo di preparazione con la Messa presieduta da monsignor Giovanni Scanavino, vescovo emerito di Orvieto. “Dobbiamo recuperare quanto il santo di Ippona ha scritto a proposito del senso della vita, cosa di cui c’è ora drammaticamente bisogno in tutto il mondo”, dichiara Sandro Bruni, presidente del Comitato Pavia Città di Sant’Agostino. Info: http://santagostinopavia.wordpress.com

10:12 - TRAGEDIA MONASTERACE: PREVITE (CRISTIANI PER SERVIRE), “SILENZIO” DELLA POLITICA

Insensibilità o silenzio delle Istituzioni sui “fattacci” che avvengono nelle famiglie? A chiederselo è Felice Previte, presidente dell’associazione “Cristiani per servire”, dopo l’ultima tragedia della follia, l’uccisione, ieri a Monasterace (Reggio Calabria) di una donna di 31 anni, 4 figli, colpita a morte dal marito al culmine di un litigio. Previte parla di drammi familiari “spesso dettati da menti sconvolte, malate, psicologicamente alterate”, per le quali il mondo scientifico può far ben poco, ma osserva che “la politica continua imperterrita a non vedere”, invece di adottare quelle riforme auspicate inerenti queste avversità ed anche la sicurezza dei cittadini”. Il riferimento è alla “pericolosità sociale prodotta dai malati di mente”, “dimenticati” dal decreto “Sanità e sviluppo”. “Non è pensabile che menti psichicamente instabili e riconosciute tali, autori di tragedie umane, possano ‘rientrare’ tranquillamente nella società”. Prendendo atto che “la legge 180 e seguenti hanno stabilito la chiusura di tutti i ‘manicomi’ senza distinzione alcuna”, Previte si chiede quale sia l’utilizzo degli ospedali psichiatrici giudiziari, la cui chiusura è prevista per la primavera 2015, ed auspica che le istituzioni “si facciano carico di questi urgenti e gravi problemi”.

09:18 - IRAQ: ACS IN VISITA AI RIFUGIATI NEL KURDISTAN IRACHENO (3)

Sebbene con poche risorse a disposizione, la Chiesa cerca di accogliere degnamente i numerosissimi rifugiati che sono alloggiati nelle chiese, negli edifici abbandonati, nelle strade e nei parchi. Fino a sette famiglie condividono un’unica tenda e fino a trenta rifugiati vivono nella stessa casa. Le temperature sfiorano i 44 gradi e l’aria è irrespirabile. “La Chiesa fa tutto il possibile per alleviare le sofferenze della popolazione - aggiunge Heereman - ma la sicurezza e la difesa del diritto alla vita e alla libertà religiosa sono di competenza della politica. E i paesi occidentali non possono assistere inermi ad un genocidio imminente”. “Bisognava agire prima che Isis arrivasse a controllare quasi metà dell’Iraq - afferma monsignor Nona invocando una triplice azione da parte della comunità internazionale -. È innanzitutto necessario assicurare l’aiuto umanitario, perché da soli non riusciamo ad assistere così tante famiglie”. In secondo luogo l’Occidente deve esercitare una continua pressione sul governo iracheno affinché le divisioni interne siano appianate e l’apparato statale rafforzato: “Un tempo avevamo uno stato forte, ma dal 2003 ad oggi sono stati commessi troppi errori ed ora la nostra politica è fondata sul niente”. Infine occorre difendere militarmente il Kurdistan, “perché fino a quando Isis sarà presente, noi saremo costantemente minacciati”.

09:17 - IRAQ: ACS IN VISITA AI RIFUGIATI NEL KURDISTAN IRACHENO (2)

“Se non si vuole assistere in silenzio all’ultimo capitolo della storia del cristianesimo iracheno, la comunità internazionale deve rispondere immediatamente e con decisione - ha detto Heereman di ritorno dal Paese mediorientale -. In questi giorni abbiamo incontrato vescovi, sacerdoti, religiose e volontari che lavorano giorno e notte per fornire assistenza ai rifugiati. La situazione è drammatica e c’è davvero molto da fare”. Oltre ad assicurare aiuti umanitari è necessario sostenere i cristiani e le altre minoranze religiose, affinché “questa tragedia non si ripeta. Come ha detto il patriarca Sako c’è ancora una speranza per i cristiani in Iraq, ma dobbiamo agire immediatamente”. La delegazione Acs ha incontrato i rifugiati nella città di Erbil e nel sobborgo di Ankawa per poi dirigersi, accompagnata da monsignor Nona, a Zakho, Dohuk e in alcuni dei villaggi circostanti. “Non potendo attraversare Mosul - spiega Maria Lozano - per raggiungere Dohuk abbiamo percorso una strada montagnosa, arrivando a soli diciotto chilometri di distanza dalle postazioni di Isis”. Migliaia di iracheni fuggiti da Mosul, Alqosh, Tell Keyf, Tel Isqof e altre località hanno trovato rifugio in quest’area e dalle tante voci ascoltate da Acs emergono storie di angoscia e disperazione. “Non posso più rimanere qui, troppo sangue è stato versato”, racconta la madre di un ragazzo ucciso dagli estremisti. (segue)

09:16 - IRAQ: ACS IN VISITA AI RIFUGIATI NEL KURDISTAN IRACHENO

“Una ferita profonda è stata inferta ai cristiani non soltanto dagli islamisti, ma dalla stessa società irachena”. Così monsignor Emil Shimoun Nona, arcivescovo caldeo di Mosul, ha descritto i sentimenti dei suoi fedeli a una delegazione internazionale di Aiuto alla Chiesa che soffre (Acs) che dal 13 al 17 agosto ha visitato alcuni villaggi del Kurdistan iracheno. Ne dà notizia Acs in una nota diffusa oggi. “Dal 2003 ad oggi - continua Nona - si è intensificata la discriminazione contro i cristiani iracheni: sul posto di lavoro, nel loro quartiere, ovunque. Da questo è scaturito quanto stiamo vivendo. I fondamentalisti sono frutto della società”. La delegazione Acs in visita in Iraq era composta dal presidente esecutivo Johannes Heereman, dalla responsabile della sezione progetti, Regina Lynch, e dal vicedirettore del dipartimento comunicazione, Maria Lozano. L’8 agosto scorso la fondazione pontificia ha stanziato un secondo contributo straordinario di 100mila euro - il primo era stato donato il 19 giugno - per fornire aiuti alle decine di migliaia di iracheni, molti dei quali cristiani, che hanno trovato rifugio in Kurdistan. Successivamente, su invito del patriarca caldeo Louis Raphael I Sako, Acs ha deciso di visitare l’Iraq per pianificare nuovi aiuti e mostrare vicinanza ai rifugiati e alla Chiesa locale. (segue)

09:00 - PAPA FRANCESCO: ALL’OPERA DI NAZARET, “PRESENZA DISCRETA, UMILE E SEMPLICE” (2)

La gioia per aver scoperto in Gesù la via, porta dunque gli uomini a diventare testimoni, apostoli, missionari: “Voi lo fate con uno stile di presenza discreta, umile e semplice - lo spirito di Nazaret -, negli ambienti in cui vivete e lavorate, in particolare nell’ambiente universitario. Vi incoraggio in questo, e vi ringrazio per il bene che avete già fatto, con la grazia di Dio”. Fine primario dell’Opera, fondata nel 1964 a Reggio Emilia, è che il volto di Cristo venga incontrato da ognuno nella quotidianità della propria vita. L’Opera incoraggia inoltre lo sviluppo di esperienze di operosa carità che, contribuendo a nuove iniziative sociali, rispondano alle necessità materiali di uomini, luoghi e tempi.

09:00 - PAPA FRANCESCO: ALL’OPERA DI NAZARET, “PRESENZA DISCRETA, UMILE E SEMPLICE”

“Gesù è la via aperta davanti ad ogni uomo per incontrare Dio”. È quanto ha affermato Papa Francesco incontrando ieri sera a Santa Marta i membri dell’Opera di Nazaret, associazione internazionale di fedeli impegnata in opere apostoliche, caritative e missionarie. Ad accompagnare l’associazione, il cardinale Jean-Louis Tauran, presidente del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso. La storia dell’Opera di Nazaret - ha detto il Papa, secondo il resoconto di Radio Vaticana - è segnata da due aspetti. Il primo è la “scoperta di Gesù come la Via dell’uomo” verso il Padre: “Gesù è la via aperta davanti ad ogni uomo per incontrare Dio, per entrare in relazione e in comunione con Lui, e così trovare veramente sé stesso! Noi troviamo pienamente noi stessi quando diventiamo pienamente figli del nostro Padre, e questo avviene grazie a Gesù: per questo Lui è morto sulla croce”. La gioia - ha aggiunto il Papa - è il secondo aspetto che ha contrassegnato la storia dell’Opera di Nazaret: “Quando uno scopre Gesù come la via, la gioia entra nella sua vita. Entra per sempre, ed è una gioia radicata in noi e che nessuno può toglierci, come ha promesso il Signore. E questa gioia di essere discepoli di Gesù diventa testimonianza, cioè apostolato, missionarietà”. (segue)


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