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12:28 - SAN JOSÉ DE ANCHIETA: CARD. SCHERER (SAN PAOLO), “MISSIONARIO DELLA PRIMA ORA”

“Un missionario della prima ora”. Così il cardinale Odilo Pedro Scherer, arcivescovo di San Paolo del Brasile, ha definito san José de Anchieta, il gesuita proclamato santo il 3 aprile scorso da Papa Francesco con la canonizzazione equipollente, e per il quale stasera, alle ore 18, il Papa celebrerà una messa di ringraziamento nella Chiesa romana di Sant’Ignazio. “Era un gesuita della prima ora”, ha ricordato il porporato brasiliano nel briefing d oggi in Sala stampa vaticana, “quando la Compagnia di Gesù è stata fondata lui era appena nato, e a 19 anni è già stato inviato come missionario in Brasile da Sant’Ignazio di Loyola”. Il nuovo santo, ha detto il cardinale, in Brasile “ha svolto un lavoro immenso, grazie alla sua capacità immensa di mobilità, visitando le comunità indigene e le missioni che man mano si formavano”. Oltre a cardinali, vescovi e laici brasiliani venuti apposta per questa occasione e per le canonizzazioni di domenica, assisteranno alla messa di questa sera a Sant’Ignazio anche i membri della Compagnia di Gesù, che “sarà ben rappresentata”, ha assicurato Scherer.
 

12:08 - EDUCAZIONE: VASSILIOU PRESENTA ERASMUS+. 14,7 MILIARDI PER FORMAZIONE GIOVANI

(Sir Europa - Bruxelles) - “Investire nell’educazione e nella formazione è la scelta migliore che possiamo fare per l’avvenire dell’Europa e della sua gioventù. L’esperienza internazionale che si acquisisce con Erasmus+ stimolerà le competenze e le opportunità di impiego. Il nuovo programma Ue permetterà inoltre di finanziare azioni volte a migliorare la qualità dell’insegnamento e della formazione a tutti i livelli”. Androulla Vassiliou, commissario europeo per l’educazione e la cultura, presenta oggi a Berlino il nuovo programma comunitario Erasmus+, che fornirà occasioni di formazione all’estero ai giovani dei 28 Stati aderenti. Dotato di un budget di 14,7 miliardi per 7 anni, fino al 2020, il programma è rivolto a studenti universitari, a giovani che intendono svolgere formazione professionale, ma anche agli insegnanti e a volontari che intendono svolgere un servizio oltre i confini nazionali. Si calcola che Erasmus+ consentirà tali esperienze culturali e di crescita a circa 4 milioni di persone. Le informazioni sulle opportunità all’estero sono specificate nel portale www.europa.eu. Ad esempio sono preventivati 450mila posti per stage riservati a studenti universitari, 650mila assegni per svolgere periodi formativi o di lavoro all’estero, 800mila posti per insegnanti e 200mila per master post-laurea, 500mila opportunità di volontariato in un altro Paese.
 

11:54 - GENOCIDIO ARMENO: ARMENI DI ROMA, DA ERDOGAN “LACRIME (TURCHE) DI COCCODRILLO” (2)

Il messaggio di Erdogan, a parte le “condoglianze ai nipoti” degli armeni, “rafforza ancor di più l’antistorica posizione turca, cerca di mettere sullo stesso piano un milione e mezzo di armeni trucidati con alcune decine di migliaia di soldati turchi caduti nel corso delle avventate campagne militari dei generali ottomani; addita, inequivocabilmente, agli armeni la responsabilità se ancora oggi la questione del Grande Male non è risolta e getta nello stesso calderone della Grande Guerra un popolo sterminato dalla ferocia dei Giovani Turchi e tutti coloro che hanno perso la vita nel corso della guerra. Guerra che diviene, ancora una volta, una cortina fumogena dietro alla quale celare la grande strage armena”. Il Consiglio per la comunità armena di Roma “rifiuta con fermezza ogni atto che non sia un pieno e formale riconoscimento di responsabilità per il genocidio del popolo armeno. Nessun tentativo di ‘depistaggio’ diplomatico - afferma il Consiglio degli armeni di Roma - potrà mai arrestare il diritto alla Memoria che gli armeni in ogni angolo del mondo reclamano a gran voce; il 24 aprile ed ogni giorno dell’anno”.
 

11:53 - GENOCIDIO ARMENO: ARMENI DI ROMA, DA ERDOGAN “LACRIME (TURCHE) DI COCCODRILLO”

“La Turchia di Erdogan non si smentisce. Negazionista è, e negazionista rimane”. Le parole del premier turco Erdogan, rilasciate ieri alla vigilia del 99° anniversario del Genocidio armeno non convince in nessuna maniera il “Consiglio per la comunità armena di Roma” che le bolla come “lacrime turche di coccodrillo”. Il primo ministro turco, infatti, ha offerto le condoglianze ai nipoti delle decine di migliaia di armeni che nel 1915 furono sterminate dagli Ottomani. Secondo gli armeni di Roma
“una attenta lettura del testo evidenzia, accanto a qualche timida frase di circostanza, la consueta impostazione negazionista della Turchia. Che anzi esce rafforzata proprio dalle frasi del leader turco condite dai soliti distinguo e prese di circostanza”. (segue)
 

11:51 - PAPA FRANCESCO: MESSA A S. MARTA, EVITIAMO DI ESSERE “CRISTIANI PIPISTRELLI” (2)

“Tu parli con Gesù? Tu dici a Gesù: ‘Io credo che Tu vivi, che Tu sei risorto, che Tu sei vicino a me, che Tu non mi abbandoni’? La vita cristiana - ha sottolineato Francesco - deve essere questo: un dialogo con Gesù, perché - questo è vero - Gesù sempre è con noi, è sempre con i nostri problemi, con le nostre difficoltà, con le nostre opere buone”. Quante volte, ha evidenziato il Papa, noi cristiani “non siamo gioiosi, perché abbiamo paura!”. Cristiani che “sono stati sconfitti” nella croce: “Nella mia terra - ha ricordato - c’è un detto, che dice così: ‘Quando uno si brucia con il latte bollente, dopo, quando vede la mucca, piange’. E questi si erano bruciati con il dramma della croce e hanno detto: ‘No, fermiamoci qui; Lui è in Cielo; ma benissimo, è risorto, ma che non venga un’altra volta qui, perché non ce la facciamo’”. Di qui la preghiera: “Chiediamo al Signore che faccia con tutti noi quello che ha fatto con i discepoli, che avevano paura della gioia: che apra la nostra mente: ‘Allora, aprì loro la mente per comprendere le Scritture’; che apra la nostra mente e che ci faccia capire che Lui è una realtà vivente, che Lui ha corpo, che Lui è con noi e che Lui ci accompagna e che Lui ha vinto. Chiediamo al Signore la grazia di non avere paura della gioia”.
 

11:50 - PAPA FRANCESCO: MESSA A S. MARTA, EVITIAMO DI ESSERE “CRISTIANI PIPISTRELLI”

Ci sono cristiani che hanno paura della gioia della Risurrezione: lo ha affermato oggi Papa Francesco durante la messa a Santa Marta. Quando Cristo risorto appare ai discepoli, questi restano “sconvolti e pieni di paura”, pensando “di vedere un fantasma”. Per il Pontefice, “è una malattia dei cristiani questa. Abbiamo paura della gioia. è meglio pensare: ‘Sì, sì, Dio esiste, ma è là; Gesù è risorto, è là’. Un po’ di distanza. Abbiamo paura della vicinanza di Gesù, perché questo ci dà gioia. E così si spiegano tanti cristiani di funerale, no? Che la loro vita sembra un funerale continuo. Preferiscono la tristezza e non la gioia. Si muovono meglio non nella luce della gioia, ma nelle ombre, come quegli animali che soltanto riescono ad uscire nella notte, ma alla luce del giorno no, non vedono niente. Come i pipistrelli”. E “con un po’ di senso dell’umorismo possiamo dire che ci sono cristiani pipistrelli che preferiscono le ombre alla luce della presenza del Signore”, ha scherzato il Santo Padre. “Gesù, con la sua Risurrezione - ha proseguito - ci dà la gioia: la gioia di essere cristiani”. Ma “noi, tante volte, o siamo sconvolti, quando ci viene questa gioia, o pieni di paura o crediamo di vedere un fantasma o pensiamo che Gesù è un modo di agire: ‘Ma noi siamo cristiani e dobbiamo fare così’. Ma dov’è Gesù? ‘No, Gesù è in Cielo’”. (segue)
 

11:29 - AVVENIRE: RENZI A UN LETTORE, AIUTARE LE FAMIGLIE È “UNA QUESTIONE DI GIUSTIZIA” (2)

Renzi risponde a Stefano, sempre tramite “Avvenire”. “L’idea di fondo di questo primo intervento”, evidenzia il premier, è “la possibilità per chi arriva a guadagnare massimo 1.500 euro al mese di potersi permettere una pizza, un libro, un teatro, magari pagarsi una bolletta. Di poter restituire un briciolo di fiducia, di voglia di uscire. Di rimettere in circolo un po’ di speranza che non coincide, certo, con i consumi, ma che è fatta anche di un minimo di respiro, di progetto”. In realtà, “l’impegno del governo non si esaurisce in questo provvedimento”, ma “si situa in un’idea del futuro del Paese, del futuro dei nostri figli che va dall’investimento nell’edilizia scolastica al rigore su sprechi e privilegi, dall’innovazione che può rivoluzionare la pubblica amministrazione alle riforme istituzionali”. “Dedicheremo, puoi esserne certo, una attenzione particolare al tema del fisco per le famiglie - aggiunge Renzi -. È urgente che si diano risposte da troppo tempo disattese. So che tu pensi al ‘quoziente familiare’ o, meglio, a quella sua versione italiana che va sotto il nome di ‘fattore famiglia’. Io penso che una risposta vada individuata presto e finalmente, dopo anni di chiacchiere, attuata. Con necessaria gradualità ma con decisione. È una questione di giustizia”. L’obiettivo finale è “costruire un Paese in cui sia bello e stimolante tornare, magari dopo avere fatto una esperienza all’estero”.
 

11:29 - AVVENIRE: RENZI A UN LETTORE, AIUTARE LE FAMIGLIE È “UNA QUESTIONE DI GIUSTIZIA”

“Caro presidente, caro Matteo, chi ti scrive a fine maggio non riceverà nulla di quanto tu e la tua squadra di ministri avete messo a punto. Anzi. Se il passo ulteriore sarà davvero quello di dirottare i fondi attualmente destinati al coniuge a carico verso ulteriori sgravi per le donne lavoratrici con figli, la mia famiglia ci rimetterà anche quei (pochi) soldi”. A scrivere una lettera aperta al presidente del Consiglio Mattero Renzi, nella pagine delle lettere di “Avvenire”, è Stefano, marito e padre di famiglia di Roma, che si lamenta di “una logica che penalizza i nuclei monoreddito, quasi che la scelta di uno dei due (più spesso la mamma) di stare a casa fosse di per sé deprecabile. E senza tenere minimamente conto che tante volte non è affatto una scelta, ma una situazione che la donna con figli piccoli subisce, non trovando lavoro”. “Le detrazioni e gli assegni famigliari sono somme irrisorie. Possibile che oggi in Italia chi ha scelto di contrastare la folle tendenza alla denatalità debba essere a sua volta contrastato e penalizzato in ogni modo?”, si chiede Stefano, per il quale la scelta del Governo degli 80 euro in busta paga a chi ha redditi medio bassi non sarà “la svolta buona”, mentre lo può essere per chi ha un part time da circa 20mila euro lordi, come i suoi vicini di casa. (segue)
 

11:22 - VOLONTARIATO: CEI, SI APRONO LE SELEZIONI DEL PROGETTO “IN UN ALTRO MONDO” (2)

La selezione dei candidati avverrà sul web, attraverso il sito www.inunaltromondo.it. I selezionati potranno vivere un’esperienza di volontariato collaborando per un mese alle attività della struttura che li accoglierà. Di questo lavoro saranno “testimoni” attraverso la pubblicazione, sul sito, del materiale multimediale che avranno raccolto nella loro esperienza di vita “in un altro mondo”. La selezione rimarrà aperta fino al 1° giugno: i 4 giovani prescelti partiranno (tra la fine di luglio e i primi di settembre) alla volta della Casa della Provvidenza che accoglie bambine di strada a Calcutta in India, del centro Kivuli per i bambini degli slum di Nairobi gestito dall’associazione Amani in Kenya, delle diverse strutture di Medici con l‘Africa Cuamm in Mozambico, della Little Nazareth home per bambine a Manila, nelle Filippine.
 

11:21 - VOLONTARIATO: CEI, SI APRONO LE SELEZIONI DEL PROGETTO “IN UN ALTRO MONDO”

Si apriranno il 30 aprile le selezioni di 4 giovani volontari che intendano vivere e raccontare un’esperienza di vita vera, un mese al servizio degli ultimi, dei dimenticati, alla fine del mondo. La Conferenza episcopale italiana ha avviato il progetto “In un altro mondo”, un contest per avvicinare i giovani al mondo della Chiesa in generale ed al mondo delle missioni e dell’aiuto al prossimo in particolare. Il progetto di comunicazione, si legge in una nota dell’Ufficio nazionale Cei per le comunicazioni sociali, mira “a ‘controbilanciare’ la vacuità dei tanti reality show che purtroppo in Italia imperversano, con un certo successo, in televisione. Se i reality sono stati concepiti per coinvolgere gli spettatori senza farli riflettere troppo, noi vogliamo fare esattamente l’opposto, coinvolgere e far riflettere”. Matteo Calabresi, responsabile del Servizio per la Promozione del Sostegno economico alla Chiesa cattolica, spiega: “Vorremmo dare ad alcuni giovani l’opportunità di vivere un‘esperienza di volontariato e di ‘toccare con mano’ la carità in alcune opere nei Paesi in via di sviluppo che hanno ricevuto i fondi della Chiesa cattolica e vivere così un’esperienza di vita diversa, più ricca di valori”. (segue)
 

10:51 - BULGARIA: CONFERENZA SU CHIESE CRISTIANE, SOCIETÀ ED “EREDITÀ COMUNISTA”

“Le Chiese cristiane, la società civile e l’eredità comunista nell’esperienza bulgara e in quella tedesca”: su questo tema da oggi fino al 25 aprile, a Sofia, nella facoltà di Teologia dell’università della capitale, si confronteranno storici, teologi, filosofi e politici provenienti dalla stessa Bulgaria e dalla Germania. L’evento internazionale è promosso dalla rivista “Cristianità e cultura” e dalla fondazione tedesca “Konrad Adenauer”. Saranno esaminati gli eventi legati al cristianesimo europeo dalla seconda guerra mondiale fino a oggi: i rapporti con il partito comunista e i servizi segreti, il contributo dei cristiani alla caduta del comunismo, le conseguenze dell’eredità comunista nella vita ecclesiale contemporanea. Tra i partecipanti, il vescovo ortodosso Tihon, arciprete della cattedrale patriarcale di “Alexander Nevski”, Markus Mekel, teologo e primo ministro degli esteri della Germania dell’Est nel 1990 e Rainer Eppelman, pastore protestante ed ex ministro del disarmo. “È importante continuare a riflettere sul passato comunista delle Chiese nell’Europa dell’Est - dice al Sir Bogdan Patashev, portavoce della Conferenza episcopale cattolica bulgara - perché a distanza di tempo possiamo valutare meglio sia il contesto storico sia il comportamento dei rappresentanti ecclesiali”.
 

10:39 - TELEFONATE DEL PAPA: P. LOMBARDI, “RAPPORTI PERSONALI”. NON CREARE “CONFUSIONE”

Le telefonate del Papa non sono “attività pubblica”, ma rientrano “nell’ambito dei rapporti personali pastorali”, e la loro “amplificazione mediatica non ha conferma di attendibilità ed è fonte di fraintendimenti e confusione”. È quanto dichiara padre Federico Lombardi, direttore della Sala stampa vaticana, all’indomani della notizia diffusa da alcuni organi di stampa - che ha fatto subito il giro del mondo - di una telefonata fatta da Papa Francesco ad una donna argentina sposata con un divorziato, durante la quale il Santo Padre avrebbe fatto alcune dichiarazioni sulla comunione ai divorziati risposati. “Parecchie telefonate hanno avuto luogo, nell’ambito dei rapporti personali pastorali del Papa Francesco”, dichiara padre Lombardi: “Non trattandosi assolutamente di attività pubblica del Papa - prosegue - non sono da attendersi informazioni o commenti da parte della Sala Stampa”. “Ciò che è stato diffuso a questo proposito, uscendo dall’ambito proprio dei rapporti personali, e la sua amplificazione mediatica conseguente, non ha quindi conferma di attendibilità ed è fonte di fraintendimenti e confusione”, afferma il portavoce vaticano, secondo il quale “è perciò da evitare di trarre da questa vicenda conseguenze per quanto riguarda l’insegnamento della Chiesa”.

10:22 - DUE PAPI SANTI: MUSEI VATICANI, 120 FOTO IN MOSTRA PER RACCONTARE LA STORIA

I Musei Vaticani ospitano, a partire da oggi, una mostra fotografica su Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II, dal titolo “L’umiltà e il coraggio che hanno cambiato la storia”. L’inaugurazione precede di tre giorni il grande evento ecclesiale che vedrà convergere a Roma fedeli da tutto il mondo per la canonizzazione di Papa Roncalli e Papa Wojtyla. L’esposizione potrà essere visitata fino al prossimo 19 luglio. Fotografie, dunque, come testimonianze culturali e mediatiche di due personaggi della Chiesa cattolica che hanno attraversato il XX secolo, il “secolo triste” segnato dai conflitti e dalla “guerra fredda”, e ne sono stati indiscussi protagonisti. Sono 120 gli scatti esposti, a cui si uniscono anche alcuni documentari provenienti dal Centro televisivo vaticano (Ctv). L’esposizione vuole ripercorrere momenti significativi della storia dei due Pontefici, ricordare attraverso l’obiettivo della macchina fotografica il valore spirituale e la forza comunicativa di due grandi testimoni della fede. Il direttore dei Musei, Antonio Paolucci, ne parla come di un’antologia fotografica che fa capire quanto “due attitudini, l’umiltà eroica e il coraggio secondo la giustizia, hanno caratterizzato il pontificato rispettivamente di Giovanni XXIII e di Giovanni Paolo II”.
 

10:09 - DUE PAPI SANTI: PELLEGRINAGGIO IN NAVE DI 582 GIOVANI SPAGNOLI

Un totale di 582 giovani, provenienti da 16 diocesi spagnole, si imbarcheranno oggi dal porto di Barcellona facendo rotta verso il porto di Civitavecchia, a 70 chilometri da Roma, per partecipare alla canonizzazione di Papa Giovanni XXIII e Papa Giovanni Paolo II. Il pellegrinaggio è coordinato dal Dipartimento della gioventù della Conferenza episcopale spagnola (Cee). I giovani, tra i 15 e i 35 anni, saranno accompagnati dai vescovi di Astorga, monsignor Camilo Lorenzo Iglesias, e di San Sebastián, monsignor José Ignacio Munilla Aguirre. Durante le venti ore di traversata in nave, i giovani vivranno diversi momenti di preparazione spirituale alle celebrazione che andranno a vivere (Eucaristia, ora santa, recita della Liturgia delle ore, catechesi, audiovisivi sui due Papa che saranno canonizzati). A Roma, il sabato notte, parteciperanno a una veglia di preghiera e la domenica si alzeranno all’alba per cercare di trovare posto a piazza San Pietro. Nello stesso giorno di domenica, dopo le canonizzazioni, riprenderanno la nave per tornare a casa. Sulla nave celebreranno una santa Messa si ringraziamento.
 

09:56 - DUE PAPI SANTI: SECAM/SCEAM, UN CONVEGNO SU “LA CHIESA IN AFRICA” (2)

Ad aprire i lavori, dopo il saluto introduttivo del cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, sarà il presidente del Secam, monsignor Gabriel Mbilingi, arcivescovo di Lubando. Seguirà la prima sessione che offrirà uno sguardo storico all’Africa e al Concilio Vaticano II con una relazione introduttiva del vescovo congolese Thibangu Tshishiku dal titolo “Il Concilio Vaticano II e la sua attuazione nella Chiesa africana”. “Giovanni XXXIII, Paolo VI Giovanni Paolo II e la Chiesa in Africa” sarà il tema della seconda sessione nel corso della quale si parlerà dell’eredità dei tre Pontefici. Quindi la terza sessione sulle “Sfide della Chiesa in Africa 50 anni dopo il Concilio Vaticano II”, nella quale, tra le altre cose, si discuterà del posto e del ruolo della donna nella Chiesa e nella società africana. Infine, la quarta sessione intitolata “La Chiesa d’Africa come soggetto storico - Fede cultura e sviluppo” sarà rivolta al futuro. A chiudere il convegno sarà il cardinal Francis Arinze, che presiederà anche la messa conclusiva.
 

09:56 - DUE PAPI SANTI: SECAM/SCEAM, UN CONVEGNO SU “LA CHIESA IN AFRICA”

A 50 anni dal Concilio, il Simposio delle Conferenze episcopali dell’Africa e Madagascar (Secam/Sceam), in occasione della canonizzazione di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II, rende omaggio ai due Papi con un convegno dal titolo “La Chiesa in Africa: dal Concilio Vaticano II al Terzo Millennio”. L’evento si terrà presso la Pontificia Università Urbaniana oggi e domani ed è organizzato dal Dipartimento Fede cultura e sviluppo della Commissione Evangelizzazione del Secam, con il patrocinio del Pontificio Consiglio della Cultura, insieme all’Urbaniana e alla Pontificia Università Lateranense e in collaborazione con vari istituti missionari. Tra le personalità che presiederanno i lavori: il cardinale Robert Sarah, presidente del Pontificio Consiglio “Cor Unum”, il cardinale nigeriano John Onayekan e il cardinale arcivescovo di Kinhasa Laurent Monsngwo Pasinya. Il convegno sarà articolato in quattro sessioni il cui obiettivo sarà di tracciare un bilancio del Concilio Vaticano II nel Continente africano, leggerne i segni dei tempi e prendere le iniziative necessarie per costruire il suo avvenire, in continuità con il Magistero di Paolo VI, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI e Papa Francesco. (segue)
 

09:34 - SUICIDIO TARANTO: MONS. SANTORO, “NESSUNO PIÙ SI SENTA COSÌ TRISTE E SOLO” (2)

“Così, Alessandra, pregando - ha continuato monsignor Santoro - ti ho affidato a Cristo risorto, nessuno ti giudica, solo Dio conosce ciò che passa nel cuore dell’uomo. So che sei stata una scout e la tua famiglia è una famiglia cristiana, voglia il Signore dare ai tuoi cari la consolazione così come spero che nel tuo cuore in quel terribile momento sia passata l’invocazione: ‘Signore Salvami!’. Egli è grande e misericordioso”. Poi il presule ha auspicato: “Prego perché nessuno si senta così triste e così solo da essere tentato dal tuo gesto. Prego perché gli adulti ascoltino i giovani. A tutti i coloro che sentono la disperazione affiorare nel loro cuore, annebbiando ogni possibile via di uscita, dico di lasciarsi aiutare, di bussare alla mia porta, alla porta del proprio parroco. Per chi crede, non ci sono situazioni irreversibili nella vita, ma ogni difficoltà, ogni prova può essere trasfigurata dall’amore misericordioso di Dio”. e, infine, ha concluso: “Cara Alessandra, figlia mia, Dio ti dia Pace”.
 

09:33 - SUICIDIO TARANTO: MONS. SANTORO, “NESSUNO PIÙ SI SENTA COSÌ TRISTE E SOLO”

“Cara Alessandra, sapere che a pochi passi dalla mia abitazione tu ti sia lanciata nel vuoto mi riempie di profondo dispiacere… Come non pensare alla tua giovane età e che tu abbia sentito una tristezza e una disperazione così profonde da non vedere più un futuro innanzi a te?”. Lo ha scritto monsignor Filippo Santoro, arcivescovo di Taranto, nel messaggio per la veglia di preghiera che si è tenuta ieri sera nella parrocchia Gesù Divin Lavoratore per la morte della giovane Alessandra, che si è suicidata la sera del 22 aprile, gettandosi dal parapetto del lungomare, un luogo molto frequentato dalla movida tarantina in estate. “Ma il Signore rende possibile l’impossibile e quindi sulla tua esistenza io ho pregato, parafrasandolo per te, uno dei salmi, il 139, uno di quelli a parer mio, più giovanili di tutto il salterio - ha aggiunto il presule -: Signore tu mi scruti e mi conosci. Ti sono note tutte le mie vie. Dove fuggire dalla tua presenza, dove scappare lontano dalla tua mano? Se vado in cielo là tu sei, come se anche scendessi all’inferno ti troverei… mi circondi, mi abbracci, e poni su di me la tua mano… per te le tenebre non sono oscure, se dico anche l’oscurità mi copra, la morte mi colga, la tua mano mi afferra e mi salva. Sei tu che hai creato il mio essere, mi hai tessuto nel grembo di mia madre… nulla a te è ignoto, mi conosci meglio di me…”. (segue)
 
 

09:15 - LUSSEMBURGO: MINISTERO E CARITAS, CONFRONTO APERTO SU LAVORO E DISOCCUPAZIONE

“La possibilità di affermarsi sul mercato” è il titolo della tavola rotonda che il ministero del Lavoro e dell’economia sociale e solidale del Lussemburgo ha organizzato per la giornata di oggi in collaborazione con Caritas Lussemburgo. Il confronto si svolgerà tra il ministro Nicolas Schmit e Georg Cremer, segretario generale di Caritas Germania, con l’obiettivo puntato su “l’accesso al mercato del lavoro delle persone più svantaggiate”. Proprio ieri l’Agenzia per lo sviluppo dell’occupazione (Adem) ha diffuso un comunicato per informare che “al 31 marzo 2014, il numero di residenti in cerca di lavoro iscritti nelle liste Adem erano 18.536”, vale a dire 1.505 in più dello scorso anno, con un aumento pari all’8,8%. Sempre secondo i dati Adem il tasso di disoccupazione al marzo 2014 è stato del 7,1%, senza variazioni rispetto al mese precedente, ma in aumento rispetto al marzo 2013, quando si attestava al 6,7%. Accanto a questi disoccupati, 7.814 persone “beneficiano dell’indennità di disoccupazione totale”, con un incremento del 4% rispetto all’anno precedente. Vi sono poi ancora 4.896 persone che beneficiano di aiuti per l’impiego di vario tipo (9,9% in più rispetto al 2013). L’Adem precisa che i “posti di lavoro vacanti” alla fine del mese di marzo erano 3.388.
 


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