Servizio Informazione Religiosa
 Home Page 
 Quotidiano 
   
Quotidiano
Versione Italiana  go to the English version

11:24 - CARDINALE CAFFARRA: CON LA RISURREZIONE GESÙ È “NOSTRO FRATELLO CARNALE”

“La risurrezione di Gesù è un fatto materiale-corporeo”, non semplicemente una “risurrezione spirituale”, poiché “esiste identità fra il Crocifisso e il Risorto”. Lo ha ricordato ieri pomeriggio l’arcivescovo di Bologna, cardinale Carlo Caffarra, celebrando la Messa pasquale nella cattedrale di San Pietro. “Quando noi perdiamo una persona amata - ha osservato il cardinale -, ciò che ci fa soffrire è la sua assenza visibile, il non poterla più vedere, abbracciare. È la sua presenza carnale che ci manca”. Così, ha aggiunto, “un Gesù vivo solo secondo il suo spirito, senza corpo, non ci basta, perché siamo fatti di carne e spirito. Non solo. Un tale Gesù sarebbe sempre nel rischio di essere solo pensato, mai veramente incontrato. E infine ma non dammeno, la redenzione operata da Gesù non riguarderebbe il nostro corpo, che è dimensione costitutiva della nostra persona”. Invece, ha sottolineato Caffarra, “Gesù risorto è vivente in tutta la sua umanità; è vivente nel suo corpo: il corpo concepito da Maria. Gesù quindi non ci ha abbandonati; il suo corpo trasfigurato lo lega per sempre alla terra. Egli è diventato per sempre nostro fratello carnale”.

11:23 - CARDINALE CAFFARRA: FEDE E BATTESIMO PER RENDERE VICINA RISURREZIONE GESÙ

“La fede e il battesimo”. Questi gli strumenti che rendono prossimo a ogni uomo e donna l’annuncio della risurrezione fatto dall’angelo alle donne. Lo ha evidenziato il cardinale Carlo Caffarra, arcivescovo di Bologna, alla veglia pasquale, durante la quale ha impartito il battesimo, la cresima e l’eucaristia a otto adulti che hanno compiuto il cammino di preparazione durante la Quaresima. “Quanto l’angelo ha detto alle donne - ha aggiunto facendo riferimento al brano evangelico - riguarda anche ciascuno di noi. È un evento che accade oggi, in questa notte. Non è un evento solo passato, che potrebbe lasciarci indifferenti all’invito del diacono e rinchiusi nella prigione del nostro dolore, come se ciò che l’angelo dice alle donne non ci riguardasse”. Come disse Papa Benedetto XVI nell’omelia della veglia pasquale del 2006, la risurrezione di Gesù “è un salto di qualità nella storia dell’evoluzione e della vita in genere verso una nuova vita futura, verso un mondo nuovo che, partendo da Cristo, già penetra continuamente in questo nostro mondo, lo trasforma e lo attira a sé”. “Mediante il battesimo - ha quindi precisato - partecipiamo alla stessa vicenda di Gesù: morti e sepolti con lui; rigenerati a una vita nuova”.

11:02 - CARDINALE BETORI: USCIRE DA PAURE E ILLUSIONI. LA TESTIMONIANZA DI ASIA BIBI (2)

“A questa stanchezza opprimente, che rischia di farci schiavi della morte - ha evidenziato il porporato -, risponde la Pasqua con l’annuncio che la vita di Dio ha sconfitto il potere della morte e ha risuscitato il Figlio”. Dunque, “c’è un momento della storia in cui con certezza l’apparente vittoria della morte si è ribaltata nella sua sconfitta. A quanti vogliono radicarsi in quel momento - cioè nella Pasqua del Signore - è data la possibilità di vincere la morte e di aprire orizzonti di vera vita”. Certo, “non si tratta di abbandonare il mondo e il nostro impegno nella storia, ma di guardare al mondo e alla storia con gli occhi di Dio, con gli occhi di Colui che ha il potere di vincere la morte. Di qui la gioia del cristiano, di qui la speranza che alimenta il suo operare per i fratelli”. Si tratta dello “sguardo di fede che anima anche Asia Bibi, la donna cristiana pakistana condannata a morte per una falsa accusa di blasfemia, che proprio in questi giorni ha inviato questo messaggio di speranza: ‘Credo con tutto il mio cuore, con tutte le mie forze e la mia mente che risorgerò. La salvezza verrà presto anche per me’”. Il cardinale ha voluto ricordare “al Signore Asia Bibi” e “anche alla coscienza di quanti possono agire nel mondo per la sua salvezza, per la salvezza in lei della verità”.

11:00 - CARDINALE BETORI: USCIRE DA PAURE E ILLUSIONI. LA TESTIMONIANZA DI ASIA BIBI

“Entrando nella prospettiva della Pasqua, l’uomo esce dalle sue paure, come pure dalle sue illusioni”. Lo ha sottolineato, ieri mattina, il cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze, nella Messa di Pasqua. Quanto alle illusioni, “egli non può pensare il suo progetto di vita e così pure le sorti del mondo come un cammino di assoluta affermazione di sé, in cui, prendendo in mano la propria vita, gli sia possibile sfuggire a ogni limite; oppure, nell’ottica dello sviluppo sociale, sia possibile dare attuazione alle ‘magnifiche sorti e progressive’”. Infatti, “il progresso senza limiti e senza prezzo in umanità è un messaggio illusorio”, che “ogni volta si rivela un veleno mortale”. Lo hanno mostrato “in modo drammatico e cruento le ideologie del secolo scorso”; lo stanno mostrando “oggi le contraddizioni di ingegnerie genetiche e sociali”. Non meno decisiva è la Pasqua “anche per contraddire ogni paura dell’uomo, quella che frena gli slanci, che ci vede spesso stretti nelle funi di progetti troppo corti, che ci schiaccia sull’oggi impedendoci di aprire orizzonti al futuro”. “Inventori di noi stessi fino a spregio della nostra natura - ha sostenuto -, spesso siamo però anche intimoriti di fronte alle nostre responsabilità, fino a rinunciare a giocarci nei rapporti sociali, a chiuderci agli impegni che chiedono di essere per sempre, ad alienarci da un mondo che non sopportiamo”. (segue)

10:39 - CARDINALE BASSETTI: PASQUA NON È “SOLTANTO UNA TRADIZIONE” (2)

“Pietro e Giovanni corrono. Corrono - ha fatto notare il cardinale - per verificare cosa sia successo. Anche noi, spiritualmente vogliamo correre. Correre ed entrare! Chi corre ha una passione nel cuore. Chi corre è perché ama e chi ama non sta seduto sulla propria mediocrità, non si accontenta di quello che è. Chi ama cerca col desiderio di trovare e, dopo aver trovato, ha il desiderio di cercare ancora. Chi sta comodamente seduto nella soddisfazione di se stesso, rischia di rimanere a mani vuote”. Così, “Pietro entrò nel sepolcro, vide e credette!”. “Signore, donaci un cuore insaziabile nel cercarti”, ha proseguito il porporato riprendendo le parole di sant’Agostino. Di qui l’invito: “Entrate nel sepolcro di Gesù! Non troverete il Risorto in carne ed ossa, ma troverete i segni luminosi della sua vita: la comunità cristiana, la Parola del Vangelo, l’Eucaristia, la carità. Troverete tanti fratelli che hanno bisogno di voi”. Ritornando al lieto annuncio dell’angelo: “Cristo è risorto!”, “non giace più nella tomba”, il cardinale Bassetti ha osservato: “Ora la sua Pasqua è affidata a noi, perché tutti gli uomini e le donne, anche per la nostra gioiosa testimonianza, possano cantare e celebrare la vita e la gloria di Dio”.

10:37 - CARDINALE BASSETTI: PASQUA NON È “SOLTANTO UNA TRADIZIONE”

“Purtroppo, per tanti cristiani la Pasqua è divenuta soltanto una tradizione... Un giorno certamente diverso dagli altri, caro alla memoria, ricco di tanti ricordi dell’infanzia, suggestivo nella sua liturgia, soprattutto per chi avesse partecipato alla veglia notturna... ma poi tutto ritorna come prima”. A denunciarlo è stato, ieri mattina, il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, nella Messa di Pasqua. “Si corre il rischio di sfiorare una realtà stupenda, così significativa per la nostra vita - ha precisato il porporato -, ma senza comprenderla e viverla. Una festa che finisce alla svelta, un fuoco che è arso per poco tempo, nel cuore della notte. La suggestione di qualche canto e tanta luce”. Ma, “finita la festa, cosa rimarrà nella nostra vita, cosa cambierà nelle nostre abitudini, quale passaggio (Pasqua significa passaggio) ci sarà per noi? Eppure Pasqua è passaggio, cambiamento, vita nuova, perché Lui è risorto e noi siamo risorti con Lui”. In realtà, “non potremo fare Pasqua e quindi giungere a vera risurrezione, senza questo passaggio, questo cambiamento, senza la sincera volontà di ‘rivestirci del Cristo risorto’, senza lasciarci attrarre da Lui”. Poi un suggerimento: “In questo cammino verso il fascino del Risorto imitiamo Maria di Magdala che corre ad avvertire san Pietro che il sepolcro è vuoto”. (segue)

10:02 - MONSIGNOR GALANTINO: “PASQUA È LA FESTA DELLA VITA RITROVATA” (2)

“Se Pietro, grazie alla Pasqua, passa dal tradimento all’annunzio coraggioso fino al martirio - le donne, prime e grandi protagoniste della Resurrezione, vengono costrette dall’esperienza della tomba vuota ad uscire da una logica che è solo di affetto e di pietà, ma che è comunque la logica del ‘non c’è più niente da fare’ e quindi logica di rinuncia e di assuefazione”, ha chiarito il presule. Così “il loro andare di buon mattino al sepolcro e il loro non arrendersi dinanzi alla tomba vuota ci trasmettono il messaggio più autentico della Pasqua”. Perciò, “siamo chiamati a metterci in cerca di tombe vuote per scorgervi presenze ancora vive: giovani che sembrano... spacciati, adulti in disarmo, situazioni familiari sull’orlo del fallimento; siamo chiamati a metterci insieme per ribaltare pietre sepolcrali che impediscono che entri la luce del Risorto”. A partire da quello che è successo a Pasqua “non è possibile, e non è neppure giusto, cercare di incontrare Gesù come si incontra un morto, per quanto illustre. A noi non è permesso parlare di Cristo come si parla di uno del passato”. A partire dalla Pasqua di Resurrezione “veniamo piuttosto spinti a lasciare posizioni da retroguardia per rivestirci dello stile del Cristo risorto; quello stile di vita che i primi testimoni della Risurrezione hanno saputo fare proprio, diffondendolo e pagando di persona”.

10:00 - MONSIGNOR GALANTINO: “PASQUA È LA FESTA DELLA VITA RITROVATA”

“A sentire atei e agnostici di professione, noi cristiani - che facciamo iniziare la nostra avventura con la Pasqua - saremmo degli illusi. E, forse, il modo scialbo e senza entusiasmo, che accompagna certa nostra testimonianza al Signore Risorto, giustifica questo giudizio”. Lo ha sostenuto, ieri mattina, monsignor Nunzio Galantino, vescovo di Cassano all’Jonio e segretario generale della Cei, nella Messa di Pasqua. “Chi si lascia raggiungere e avvolgere dalla luce” dell’annunzio che Cristo è risorto - ha detto il vescovo - “sperimenta il miracolo di una vita ‘rimessa in corsa’, perché la Pasqua è essenzialmente questo: festa della vita ritrovata”. Per il presule, “miracolo di Pasqua, anzi il primo miracolo della Pasqua, Gesù lo compie in Pietro che - come si legge nella prima lettura - ‘prese la parola’. Pietro è reduce da un’avventura non esaltante: il tradimento. Ecco il miracolo! Il suo peccato non gli procura una condanna senza appello. Le lacrime hanno sgretolato la sicurezza precedente e gli hanno ottenuto il perdono”. Piaccia o no, ha fatto notare monsignor Galantino, “è tra uomini e donne fatti così che il Signore sceglie i testimoni della sua Resurrezione: uomini e donne consapevoli dei loro limiti e pronti a farsi rimettere in corsa da Gesù”. (segue)

09:41 - CARDINALE BAGNASCO: “RISCOPRIRE LA VIRTÙ DELLA TESTIMONIANZA” (2)

“La mentalità corrente - ha avvertito il cardinal Bagnasco - ha perso il senso del peccato, ritiene che ogni scelta individuale è buona se è libera e responsabile”. Ma “basta la libertà perché un atto sia buono e giusto? Basta che la scienza metta in grado di fare qualcosa perché qualcosa sia bene? È dunque la fattibilità tecnica il criterio della moralità?”. Se così fosse “saremmo sulla via della barbarie, dove le persone diventano oggetto di manipolazione, la vita umana materiale di ricerca, naturalmente in mano ai più forti”. “Il perdono, che Gesù risorto ci porta - ha aggiunto -, illumina la nostra coscienza che rischia di diventare una coscienza tombale, oscura perché piegata su se stessa e chiusa al primato della verità e del bene”. Anche “la coscienza collettiva, la coscienza di un popolo, ha bisogno di perdono e di luce. Vediamo che essa dimentica presto le tragedie della storia e si volge verso vie che sembrano nuove per le forme, ma che sono vecchie quanto l’uomo nella sua perenne lotta tra il bene e il male, tra la regressione e il vero progresso”. Al contrario, “essere perdonati ci strappa dalle nostre tombe interiori e ci riempie di luce. E l’uomo è fatto per la luce, per danzare libero e leggero nella luce. Gesù è la luce del mondo: non lasciamo che si oscuri nelle nostre anime e nella società”.

09:40 - CARDINALE BAGNASCO: “RISCOPRIRE LA VIRTÙ DELLA TESTIMONIANZA”

“Si può perdere la vita per una bugia? Per una favola? Per un dubbio?”. Con queste domande è iniziata l’omelia del cardinal Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, per la Messa di Pasqua, ieri mattina. Gli apostoli “che cosa hanno guadagnato? Onori, ricchezze, privilegi? No: derisione, persecuzione e martirio”. Ecco “perché diciamo che la nostra fede è ‘apostolica’: essa si fonda sulla fede dei Dodici, gli unici che hanno vissuto con Lui”. Per anni “hanno intravisto il mistero di un uomo che diceva parole di luce, parole che il cuore desidera ascoltare perché il mistero della vita si rischiari”. Per questo, “ascoltare la loro parola nelle Scritture significa sentire l’eco di Cristo, intravedere il suo volto che affascina e trasforma”. Per il porporato, “c’è bisogno, nel nostro tempo, di riscoprire la virtù della testimonianza e di accoglierla con semplicità di spirito. Il mondo pretende la testimonianza dei cristiani, cioè una vita coerente con quanto credono: ed è giusto! Ma quando la trova, l’apprezza e l’accoglie? Oppure guarda con occhio sufficiente e scettico?”. A volte, ha sottolineato, “comincia con distinguo sofisticati e astratti perché non è disposto a lasciarsi misurare dalla verità”. (segue)

09:25 - PAPA FRANCESCO: MESSAGGIO URBI ET ORBI, “FA’ CESSARE OGNI GUERRA” (4)

Francesco ha poi ricordato il dramma dell’Ucraina: “Per la tua Risurrezione, che quest’anno celebriamo insieme con le Chiese che seguono il calendario giuliano, ti preghiamo di illuminare e ispirare iniziative di pacificazione in Ucraina, perché tutte le parti interessate, sostenute dalla Comunità internazionale, intraprendano ogni sforzo per impedire la violenza e costruire, in uno spirito di unità e di dialogo, il futuro del Paese. Che loro come fratelli possano oggi gridare Xphctoc Bocкpec”. Il Papa ha rivolto un’ulteriore supplica: “Per tutti i popoli della Terra ti preghiamo, Signore: tu che hai vinto la morte, donaci la tua vita, donaci la tua pace! ‘Christus surrexit, venite et videte!’. Cari fratelli e sorelle, buona Pasqua!”. Dopo la benedizione il Papa ha rinnovato il suo “augurio di Buona Pasqua” ai pellegrini presenti in piazza. “Estendo gli auguri pasquali a quanti, da vari Paesi, sono collegati attraverso i mezzi di comunicazione sociale. Portate nelle vostre famiglie e nelle vostre comunità il lieto annuncio che Cristo nostra pace e nostra speranza è risorto!”, ha dichiarato. Poi ha concluso: “Grazie per la vostra presenza, per la vostra preghiera e per la vostra testimonianza di fede. Un pensiero particolare e riconoscente per il dono dei bellissimi fiori, che provengono dai Paesi Bassi”.

09:23 - PAPA FRANCESCO: MESSAGGIO URBI ET ORBI, “FA’ CESSARE OGNI GUERRA” (3)

“Conforta coloro che hanno lasciato le proprie terre per migrare in luoghi dove poter sperare in un futuro migliore, vivere la propria vita con dignità e, non di rado, professare liberamente la propria fede”, ha affermato il Pontefice, che ha proseguito chiedendo la pace: “Ti preghiamo, Gesù glorioso, fa’ cessare ogni guerra, ogni ostilità grande o piccola, antica o recente! Ti supplichiamo, in particolare, per la Siria, l’amata Siria, perché quanti soffrono le conseguenze del conflitto possano ricevere i necessari aiuti umanitari e le parti in causa non usino più la forza per seminare morte, soprattutto contro la popolazione inerme, ma abbiano l’audacia di negoziare la pace, ormai da troppo tempo attesa!”. Il Santo Padre ha chiesto a Gesù glorioso anche “di confortare le vittime delle violenze fratricide in Iraq e di sostenere le speranze suscitate dalla ripresa dei negoziati tra israeliani e palestinesi”. “Ti imploriamo che venga posta fine agli scontri nella Repubblica Centroafricana e che si fermino gli efferati attentati terroristici in alcune zone della Nigeria e le violenze in Sud Sudan”, ha continuato. E ancora: “Ti chiediamo che gli animi si volgano alla riconciliazione e alla concordia fraterna in Venezuela”. (segue)

09:21 - PAPA FRANCESCO: MESSAGGIO URBI ET ORBI, “FA’ CESSARE OGNI GUERRA” (2)

Sì, “venite e vedete!” perché “l’Amore è più forte, l’Amore dona vita, l’Amore fa fiorire la speranza nel deserto”. Il Santo Padre si è, quindi, rivolto direttamente al Signore per affidarGli le nostre difficoltà: “Con questa gioiosa certezza nel cuore, noi oggi ci rivolgiamo a te, Signore Risorto! Aiutaci a cercarti affinché tutti possiamo incontrarti, sapere che abbiamo un Padre e non ci sentiamo orfani; che possiamo amarti e adorarti. Aiutaci a sconfiggere la piaga della fame, aggravata dai conflitti e dagli immensi sprechi di cui spesso siamo complici. Rendici capaci di proteggere gli indifesi, soprattutto i bambini, le donne e gli anziani, a volte fatti oggetto di sfruttamento e di abbandono”. Papa Francesco ha poi proseguito, facendo riferimento a varie emergenze che ci sono nel mondo: “Fa’ che possiamo curare i fratelli colpiti dall’epidemia di ebola in Guinea Conakry, Sierra Leone e Liberia, e quelli affetti da tante altre malattie, che si diffondono anche per l’incuria e la povertà estrema”. “Consola quanti oggi non possono celebrare la Pasqua con i propri cari perché strappati ingiustamente ai loro affetti, come le numerose persone, sacerdoti e laici, che in diverse parti del mondo sono state sequestrate”, ha aggiunto. (segue)

09:20 - PAPA FRANCESCO: MESSAGGIO URBI ET ORBI, “FA’ CESSARE OGNI GUERRA”

“Gesù, il crocifisso, è risorto!”. “Questo è il culmine del Vangelo, è la Buona Notizia per eccellenza”. Lo ha detto, ieri mattina, Papa Francesco, affacciandosi dalla loggia centrale della basilica vaticana, nel tradizionale messaggio “Urbi et Orbi”, pronunciato dopo la Messa celebrata in piazza San Pietro. “Questo avvenimento - ha spiegato il Pontefice - è alla base della nostra fede e della nostra speranza: se Cristo non fosse risorto, il cristianesimo perderebbe il suo valore; tutta la missione della Chiesa esaurirebbe la sua spinta, perché è da lì che è partita e che sempre riparte”. Ed è questo il messaggio che i cristiani portano al mondo: “Gesù, l’Amore incarnato, è morto sulla croce per i nostri peccati, ma Dio Padre lo ha risuscitato e lo ha fatto Signore della vita e della morte. In Gesù, l’Amore ha vinto sull’odio, la misericordia sul peccato, il bene sul male, la verità sulla menzogna, la vita sulla morte”. Per questo “noi diciamo a tutti: ‘Venite e vedete!’. In ogni situazione umana, segnata dalla fragilità, dal peccato e dalla morte, la Buona Notizia non è soltanto una parola, ma è una testimonianza di amore gratuito e fedele: è uscire da sé per andare incontro all’altro, è stare vicino a chi è ferito dalla vita, è condividere con chi manca del necessario, è rimanere accanto a chi è malato o vecchio o escluso...”. (segue)

09:00 - PAPA FRANCESCO: VEGLIA PASQUALE, “DIVENTARE TESTIMONI DELLA RISURREZIONE”

“Per ognuno di noi c’è una ‘Galilea’ all’origine del cammino con Gesù. ‘Andare in Galilea’ significa qualcosa di bello, significa per noi riscoprire il nostro Battesimo come sorgente viva, attingere energia nuova alla radice della nostra fede e della nostra esperienza cristiana”. Lo ha detto Papa Francesco, nella veglia pasquale, sabato 19 aprile, commentando l’invito dell’angelo ai discepoli a tornare in Galilea, perché lì Cristo risorto li precede. “Nella vita del cristiano, dopo il Battesimo, c’è anche un’altra ‘Galilea’, una ‘Galilea’ più esistenziale: l’esperienza dell’incontro personale con Gesù Cristo, che mi ha chiamato a seguirlo e a partecipare alla sua missione”. Il Pontefice ha invitato tutti a domandarsi: “Qual è la mia Galilea? Si tratta di fare memoria, andare indietro nel ricordo. Dov’è la mia Galilea? La ricordo? L’ho dimenticata? Cercala e la troverai! Lì ti aspetta il Signore. Sono andato per strade e sentieri che me l’hanno fatta dimenticare. Signore, aiutami: dimmi qual è la mia Galilea; sai, io voglio ritornare là per incontrarti e lasciarmi abbracciare dalla tua misericordia”. Dunque, “bisogna ritornare là, per vedere Gesù risorto, e diventare testimoni della sua risurrezione”. Non è “una nostalgia”, “è ritornare al primo amore, per ricevere il fuoco che Gesù ha acceso nel mondo, e portarlo a tutti, sino ai confini della terra”.


ACQUISIZIONE IN FORMATO TXT




Come Abbonarsi ?


Note e commenti
Photonotizie
Infografiche
Ultima Settimana
Commento al Vangelo