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19:30 - DIOCESI: MOLFETTA, UN INCONTRO PER I 25 ANNI DEL CENTRO “DON TONINO BELLO”

Giovedì 13 febbraio, presso l’auditorium “Regina Pacis” di Molfetta, ci sarà un incontro di riflessione sui temi dell‘accoglienza e del volontariato, in occasione dei 25 anni della casa d‘accoglienza “don Tonino Bello” (1989-2014) della diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi. In 25 anni la casa di accoglienza, destinata ad ospitare i “senza dimora”, è diventata ormai un luogo di riferimento per tanti uomini e donne di passaggio. “Oggi noi ricordiamo - sostiene monsignor Luigi Martella - con comprensibile soddisfazione, questo quarto di secolo di attività del Centro che, nel frattempo, ha conosciuto sviluppi e adeguamenti non soltanto nelle strutture, ma anche nel servizio. Centinaia e centinaia di persone hanno sostato in questo Centro, per periodi più o meno lunghi, soprattutto immigrati da paesi del ‘sud’ del mondo”. Nel 2013 i giorni di apertura sono stati 362; i pasti erogati 7978; le persone accolte 160 di cui 65 italiani e 95 stranieri; gli operatori impegnati 15; i servizi offerti: mensa, doccia e lavanderia, centro d’ascolto con orientamento ai servizi del territorio, orientamento lavorativo, accoglienza notturna con progetto di reinserimento sociale. Il settimanale diocesano “Luce e Vita” di domenica 9 febbraio ha dedicato il paginone all’evento; mercoledì alle 17,30 il vescovo sarà ancora presso la casa di accoglienza.

19:15 - GIORNATA DEL MALATO: DON MANDELLI (PESCARA), “ATTENDIAMO TANTI FEDELI”

“Un momento celebrativo di un impegno e di un’attenzione che movimenti ed associazioni, insieme ai cappellani dei nosocomi locali, e a tanti volontari, svolgono durante tutto l’anno nelle parrocchie e nelle strutture della nostra chiesa locale”. Con queste parole don Giancarlo Mandelli, responsabile della pastorale sanitaria dell’arcidiocesi di Pescara-Penne, ha illustrato l’incontro diocesano previsto per domani, nella parrocchia di “Cristo Re” in Pescara, in occasione della XXII Giornata del malato. L‘appuntamento (ore 15) prevede la relazione di padre Ignazio Buffa, gesuita, sulla versetto della lettera di san Giovanni: “Anche noi dobbiamo dare la vita per i fratelli” e proseguirà con la preghiera del rosario meditato e la celebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo monsignor Tommaso Valentinetti. “Attendiamo tanti fedeli - continua don Mandelli - sia quelli che portano le sofferenze sulle loro spalle, sia coloro che le condividono nell’assistenza e nel servizio”.

19:10 - COLOMBIA: COMUNITÀ SANT’EGIDIO, MERCOLEDÌ SI PRESENTA APPELLO PER LA PACE

“La pace subito!”: un appello per il rilancio del dialogo fra il governo colombiano del presidente Juan Manuel Santos e la guerriglia delle Farc, promosso dalla Comunità di Sant’Egidio, è stato sottoscritto da eminenti personalità internazionali tra i quali due premi Nobel, e verrà illustrato alla stampa mercoledì 12 febbraio dal presidente della Comunità di Sant’Egidio Marco Impagliazzo, nella Sala della Pace della Comunità di Sant’Egidio, a piazza Sant’Egidio 3/a, a Roma. I colloqui di pace fra governo e Farc sono in corso a Cuba dall’ottobre del 2012 secondo un’agenda concordata dalle parti. Ora, nonostante i problemi insorti nel negoziato, “la pace è possibile” - si legge nell’appello - e “rappresenterà un segno di speranza per tutti”. “Accogliamo con favore - proseguono i firmatari - il fatto che l’attuale governo e la guerriglia abbiano deciso di cercare formule di intesa per una soluzione negoziale a questo lungo e inutile scontro”. Per i firmatari, infatti, “il dialogo è la via per porre fine al conflitto”. In questi anni, la Comunità di Sant’Egidio, presente a Bogotá, Medellin e in altre località colombiane, ha seguito con viva partecipazione l’evoluzione della situazione incoraggiando costantemente il dialogo fra le parti.

19:00 - LAVORO: MONS. BASSETTI (PERUGIA), “È UNA REALTÀ ‘SACRA’”. “RIDARE FIATO” A PMI

La Chiesa è attenta da sempre al mondo del lavoro “perché esso è una realtà ‘sacra’. È Dio, infatti, che crea l’uomo come lavoratore, affidandogli la terra da custodire per mezzo dell’attività quotidiana. Il mondo è nelle mani dell’uomo, che può orientare la storia verso la pace o verso la guerra e l’ambiente verso l’armonia o verso il degrado”: lo ha detto monsignor Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, in occasione della visita pastorale agli ambienti dell’economia che sta conducendo presso le realtà aziendali del territorio, quest’oggi la società produttrice di stufe a pellets “Clam”. Nel suo discorso ai vertici dell’azienda e alle maestranze, oltre che alle autorità locali, l’arcivescovo ha sottolineato che “il mondo è oggi un villaggio, per cui è finito il tempo nel quale ognuno pensa a se stesso: la presenza di tanti giovani disoccupati, ad esempio, è una questione che ci riguarda tutti. Occorre dare prospettive a questa generazione, che si mantiene spesso con i soldi dei nonni. Il nostro territorio non può vivere solo di pubblico impiego o di terziario: occorre ridare fiato alla piccola e media impresa”. L’azienda visitata conta circa 130 dipendenti una trentina di agenti di commercio, distribuisce in tutta Italia e, nonostante la crisi generale, è considerata una realtà “in salute”.

18:54 - MALTEMPO: COLDIRETTI, “NUOVA ONDATA FA PAURA A 4 ITALIANI SU 10”

“La nuova ondata di maltempo dopo giorni di pioggia che hanno saturato d’acqua i terreni fa paura a quattro italiani su dieci (41%) che si sentono minacciati dalle alluvioni e dalle frane sul territorio nazionale”. È quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che in Italia si contano 6.633 comuni (82% del totale) con parte del territorio a rischio per il dissesto idrogeologico per una superficie di 2.951.700 ettari (9,8% del territorio nazionale), sulla base dei dati Cnr. Il bilancio dei danni provocati dall’ultima di maltempo “è pesante anche per l’agricoltura che - precisa la Coldiretti - ha già perso decine di milioni di euro ma è ancora più grave se si considerano le vittime e tragedie familiari che frane e alluvioni hanno provocato”. A questa situazione di fragilità territoriale non è estraneo il fatto che l’Italia ha perso negli ultimi venti anni 2,15 milioni di ettari di terra coltivata per effetto della cementificazione e dell’abbandono. “Per proteggere il territorio e i cittadini che vi vivono l’Italia - conclude la Coldiretti - deve difendere il proprio patrimonio agricolo e la propria disponibilità di terra fertile dalla cementificazione nelle città e dall’abbandono nelle aree marginali con un adeguato riconoscimento del ruolo, economico, ambientale e sociale dell’attività agricola”.

18:45 - PACE: COM. PAPA GIOVANNI XXIII, AL VIA IL CONVEGNO SULLA “LA MIGLIOR DIFESA”

Un modello di difesa nonviolento, il ruolo dei civili, l’educazione come strategia per costruire il diritto alla pace: di questo si discuterà nel convegno “La miglior difesa è la pace” organizzato dalla Comunità Papa Giovanni XXIII a Rimini dal 13 al 15 febbraio. “Non è sufficiente esprimere un no alla guerra e agli armamenti - ha dichiarato Giovanni Paolo Ramonda, responsabile generale della Comunità -, bisogna esplorare le alternative, coinvolgendo nel dibattito una rappresentanza della società civile. È fondamentale che questo diventi un tema comprensibile anche ai non esperti. Noi poi facciamo richieste specifiche: la sospensione dell’acquisto degli F35 da parte del nostro governo, investire sul servizio civile e sulla difesa civile non armata e nonviolenta, l’istituzione dei corpi civili di pace italiani ed europei”. Al convegno interverranno tra gli altri il ministro per l’integrazione Cecile Kyenge, il giornalista Gabriele Del Grande, Francesco Vignarca della Rete italiana per il disarmo, il sottosegretario al ministero Affari esteri Mario Giro, don Renato Sacco, coordinatore nazionale di Pax Christi, Antonio Papisca del Centro diritti umani dell’Università Padova, David Fernandez Puyana, rappresentante del governo del Costarica, che ha nei suoi principi costituzionali il diritto alla Pace come diritto umano fondamentale.

18:30 - RINUNCIA BENEDETTO XVI: MONS. GANSWEIN, “GRANDE CORAGGIO”. “RIVOLUZIONARIO”

“Letto dopo un anno, è stato un atto di grande coraggio, un atto anche rivoluzionario, che ha aperto delle possibilità che nessuno poteva vedere in quel momento”. Così l’arcivescovo Georg Gänswein, segretario personale del Papa emerito Benedetto XVI, ricorda la rinuncia al pontificato, annunciata l’11 febbraio 2013, in un’intervista al Centro televisivo vaticano (Ctv). Parlando del grande impatto emotivo di Papa Francesco sui fedeli, l’arcivescovo Gänswein, che è anche prefetto della Casa Pontificia di Papa Bergoglio, si dice convinto che “questo impatto è stato anche favorito da parte di Papa Benedetto nella rinuncia. Ha aperto una possibilità che finora non c’era, e si vede che Papa Francesco ha preso in mano questa situazione e ci rallegriamo che oggi è così”. “Lo sapevo - aggiunge parlando della notizia della rinuncia di Benedetto XVI - però, nel momento in cui l’ha detto, mi ha scosso”. La prima parte dell’intervista è pubblicata sul sito Internet del Ctv (www.ctv.va); la versione integrale sarà pubblicata venerdì 14 febbraio e una sintesi più ampia nella prossima puntata di Vatican Magazine, il settimanale del Centro televisivo vaticano in onda, in Italia, sabato 15 febbraio alle 15.30 e alle 21.10 su Telepace, alle 20.15 su Teleradio Padre Pio.

18:11 - GIORNATA MALATO: P. CHENDI (PCOS), “DARSI INCONDIZIONATAMENTE ALL’ALTRO”

“Anche i malati possono essere artefici di un darsi incondizionatamente all’altro per lo stesso amore del Figlio di Dio. Le loro sofferenze, illuminate e sostenute dalla fede, si trasformano in forza per amare fino alla fine, anche i nemici, cosicché l’odio, l’incomprensione e, peggio ancora, l’indifferenza non hanno più l’ultima e definitiva parola”. È un passaggio della riflessione condotta dal camilliano padre Augusto Chendi, sottosegretario del Pontificio Consiglio per gli operatori sanitari, per la Giornata mondiale del malato. Non meno importante, però, prosegue il camilliano, “resta la coerenza della testimonianza cristiana della fede, richiesta per coloro che in modo del tutto singolare si chinano nel gesto dell’amore misericordioso verso il prossimo infermo, abbandonato, emarginato”. È “la schiera di professionisti della salute, di familiari, di operatori pastorali nel campo della salute, di membri del variegato mondo del volontariato, ma anche di sacerdoti nelle parrocchie, di ministri straordinari dell’Eucaristia, di semplici laici… che in forza del Battesimo e della Confermazione sono chiamati ed abilitati a conformarsi a Cristo, Buon Samaritano, stemperando nel vissuto quotidiano e silenzioso il ‘dare la vita per i fratelli’”.

18:00 - SALUTE: POLICLINICO GEMELLI, UNA “POLICY” PER L’ACCOGLIENZA DEGLI ASTRANIERI

Il Policlinico universitario “A. Gemelli” adotta la “Policy per l’accoglienza delle differenze e specificità culturali e religiose”. Tale documento sarà presentato e discusso domani, martedì 11 febbraio, alle ore 15, presso la hall dell’Ospedale universitario in occasione della XXII Giornata mondiale del malato. L’illustrazione dei contenuti della Policy, adottata alla luce delle raccomandazioni per gli operatori sanitari promosse dalla Regione Lazio-Asl Rme, avrà luogo alla presenza di rappresentanti delle istituzioni, delle comunità religiose e delle associazioni di pazienti. La Policy, si legge nel documento elaborato per iniziativa della Direzione del Policlinico Gemelli, “nasce dalla consapevolezza della necessità di adottare un modello interculturale di accoglienza, orientamento e assistenza ai cittadini, con particolare attenzione agli aspetti relazionali e alle differenze culturali e confessionali, che rappresentano le fondamenta di una cultura dell’umanizzazione delle cure e dell’assistenza”.

17:43 - PAESI BASSI: INDETTA GIORNATA NAZIONALE GIOVENTÙ, “FEDE, ESPERIENZA INTENSA”

“Nuova, pura e intensa” è il titolo che i giovani cattolici dei Paesi Bassi (Kjd) hanno scelto per la giornata della gioventù che si svolgerà il 28 e 29 giugno a Nieuwkuijk. “Credere è un’esperienza intensa”, spiega Marjolijne Koomen, coordinatrice dell’iniziativa. “La fede è qualcosa che ti tocca e ti mette in moto. In essa noi giovani cerchiamo autenticità, vogliamo vedere purezza, praticare ciò che predichiamo”. Questo si rifletterà, spiegano gli organizzatori con una nota diffusa oggi anche sul sito della Conferenza episcopale olandese, in una festa che avrà nuove caratteristiche: “Non più un giorno di riunione in una grande sala, ma due giorni per un vivace festival verde”. La musica e l’arte avranno un posto speciale con “artisti che nella loro musica esprimono l’identità cristiana", dice ancora Koomen. Al sabato si raduneranno i giovani oltre i 16 anni di età; la domenica, per i giovani a partire dai 12 anni, comincerà con una celebrazione eucaristica all’aperto, presieduta dal vescovo Jozef Punt di Haarlem-Amsterdam e trasmessa in diretta televisiva. I giovani saranno ospiti del Movimento dei Focolari, presso l’abbazia di Mariënkroon.

17:27 - PASTORALE GIOVANILE: DON FALABRETTI DA OSPEDALE, “NON BUTTO VIA NEMMENO UN GIORNO”

(dagli inviati Sir a Genova) - “Abbiamo lavorato tanto per organizzare questo convegno. Speriamo che porti i frutti sperati”. Al XIII convegno nazionale di pastorale giovanile, promosso dal Servizio per la pastorale giovanile (Snpg) della Cei, che si è aperto oggi a Genova, è arrivata la testimonianza di don Michele Falabretti, responsabile del Snpg. Un intervento salutato da lunghi applausi che hanno raggiunto don Falabretti in ospedale, dove si trova ricoverato da prima di Natale per curare una grave malattia. In video grazie ad un collegamento via Skype, il responsabile del Snpg è apparso sorridente e ha ringraziato tutti i suoi più stretti collaboratori per il lavoro svolto per organizzare l’evento. “Ho fatto di tutto per esserci - ha detto - ma non è stato possibile. Ho imparato in questi giorni che la vita a volte chiede di lavorare con gratuità e poi consegnare quello che si sta facendo”. “Di questo tempo - ha riflettuto don Falabretti parlando della malattia - non butto via nemmeno un giorno. Se c’è una paura che ho avuto non era che il Signore non ci fosse, ma che io non fossi capace di stare con Lui. La grazia della malattia è che il Signore c’è e non ci lascia soli”. Don Falabretti ha voluto poi ringraziare il suo predecessore al Snpg, don Nicolò Anselmi, al quale ha chiesto di presiedere i lavori del convegno, e l’ex viceresponsabile, don Domenico Beneventi.

17:01 - FOIBE: MONS. CREPALDI A BASOVIZZA, “NON ALIMENTARE ODI” (2)

“Quando in Europa si è rispettato la persona umana, considerata nella sua dimensione integrale, si sono scritte pagine gloriose di solidarietà e di pace; quando in Europa si è disprezzato la persona umana si è stati travolti dall’odio della guerra e dalla decadenza morale - ha proseguito mons. Crepaldi -. Le tragiche esperienze vissute nelle terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e nella più complessa vicenda del confine orientale devono consolidare nelle nostre coscienze la consapevolezza della dignità assoluta dell’uomo - di ogni uomo - e a rendere trasparente l’esigenza del rispetto dei suoi fondamentali diritti”. Concludendo la sua riflessione nel “Giorno del Ricordo” delle vittime delle foibe, l’arcivescovo di Trieste ha poi affermato. “Occorre adoperarsi per una società nuova, in cui le persone possano contare di più, in cui alla lotta sia sostituito l’incontro di libertà e responsabilità, l’alleanza tra libero mercato e solidarietà, per promuovere un tipo di sviluppo che tuteli la vita, difenda l’uomo, specie il povero e l’emarginato, rispetti il creato, che è opera della mano di Dio”.

17:00 - FOIBE: MONS. CREPALDI A BASOVIZZA, “NON ALIMENTARE ODI”

“La Repubblica riconosce il 10 febbraio quale Giorno del ricordo al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale”: queste parole tratte dalla legge istitutiva, nel 2004, del “Giorno del ricordo” delle migliaia di vittime delle foibe istriane nell’immediato secondo dopoguerra, sono state ricordate nel discorso pronunciato oggi alle Foibe di Basovizza da monsignor Giampaolo Crepaldi, arcivescovo di Trieste. “Conservare e rinnovare la memoria non significa continuare ad alimentare odi e recriminazioni, che ormai sarebbero ingiustificati sul piano morale e anche sul piano storico - ha affermato l’arcivescovo -. Conservare e rinnovare la memoria significa piuttosto andare, con sincerità e chiarezza, alla ricerca delle ragioni - ideologiche, culturali e politiche - che hanno alimentato la violenza, la sopraffazione, la morte di tanti fratelli e sorelle”. La ricerca e il dibattito politico e storiografico sull’entità e le cause degli infoibamenti, cioè dell’uccisione di migliaia di uomini e donne, tra cui anche numerosi preti cattolici, ad opera prevalentemente di partigiani titini e di esponenti comunisti, sono tuttora molto vivi sia nelle zone di confine italiane coinvolte nel fenomeno, sia nei confinanti stati croato e sloveno. (segue)

16:44 - CARDINALE BAGNASCO: A CONVEGNO PASTORALE GIOVANILE, “RINGRAZIATE I VOSTRI PRETI”

(dagli inviati Sir a Genova) - “Ringraziate i vostri preti”, “perché tutti abbiamo bisogno di riconoscere il bene che qualcuno ci fa”. Con queste parole il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, si è rivolto oggi pomeriggio a Genova alla platea del Convegno nazionale di pastorale giovanile. “Il vostro compito” ha ricordato l’arcivescovo, è “aiutare le persone a crescere come uomini e come cristiani: ogni attività, pur lodevolissima e necessaria, è strumentale a questo scopo primario fondamentale”, in mancanza del quale si spenderebbero “energie generosamente ma inefficacemente”. Il presule si è detto consapevole di “quanta energia venga profusa generosamente per organizzare tante cose” per “le nuove generazioni”, ma ha esortato a tener sempre presente l’orizzonte che si ha come “educatori credenti”, ovvero - citando Romano Guardini - “aiutare l’altra persona a trovare la sua strada verso Dio”. “L’uomo è per l’uomo - diceva Guardini - la via verso Dio”. Da qui “la prima domanda che l’educatore di pone di fronte ai suoi ragazzi - ha concluso Bagnasco - non è ‘che cosa posso fare per loro’, ma ‘chi sono io’, perché nessuno dà ciò che non ha, si agisce secondo quello che si ha”.

16:40 - AUSTRIA: FAMIGLIE CATTOLICHE AUSTRIACHE IN DIFESA DEI NUCLEI MONOREDDITO

L’Associazione delle famiglie cattoliche austriache (Kfö) è allarmata per l’ipotesi avanzata dalla ministra per le famiglie Sophie Karmasin di abolire gli sgravi fiscali per famiglie monoreddito. Il presidente della Kfö Alfred Trendl ha diffuso un comunicato in cui difende la misura e afferma che abolirla costituirebbe “un colpo grave sferrato in particolare alle famiglie numerose”. Infatti, ha proseguito, “in quasi ogni famiglia uno dei genitori non lavora continuativamente. Quanti più bambini ci sono, più lunghe sono le pause dal lavoro”. Lo sgravio per le famiglie monoreddito spetta attualmente per ogni bambino, qualora i redditi annui del coniuge non siano superiori ai 6mila euro. “La misura fiscale sostiene i redditi delle famiglie. La libertà di scelta significa lasciare liberi i genitori di decidere quali figli e per quanto tempo assistere, senza che debba decidere lo Stato”, ha ricordato Trendl. Nel comunicato, la Kfö ha fatto riferimento anche all’ipotesi di Karmasin di introdurre un bonus per i genitori che intendano entrambi avvalersi del periodo di maternità o paternità. Trendl ha ricordato che l’attuale sistema prevede che i genitori possano assentarsi dal lavoro contemporaneamente, facendo dell’Austria un Paese leader in questo ambito.

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16:36 - GIOVANI: MONS. BRAMBILLA (NOVARA), “EDUCATORE NON SMETTA DI ESSERE TESTIMONE” (2)

Allo stesso modo, ha spiegato mons. Brambilla, l’educatore, come “maestro di vita”, “non attira su di sé, non egemonizza, ma diventa un testimone; non deve temere di dire le proprie convinzioni, di attestare i propri valori, di offrire le proprie ragioni”. In una società “della gratificazione istantanea”, ha affermato il vescovo, “l’educazione, che riveste tempi lunghi e impiega molte risorse ed energie, corre il rischio di soccombere”. La Chiesa, per evitare tale rischio, “deve recuperare la sua originaria coscienza che la dedizione al processo educativo appartiene originariamente all’evangelo, a quel modo che la cultura è momento intrinseco dell’evangelizzazione”. Evangelizzare ma senza “scorciatoie”, ha raccomandato mons. Brambilla, evitando cioè quella “sorta di offerta della nuda parola e dell’evangelo puro, in una spiritualità che non riesce ad assumere e a dischiudere autentici processi con cui disporre di sé nel tempo presente”. Il Vangelo, ha concluso, “non s’incontra allo stato puro, ma dentro un volto e una storia, a condizione che questi volti e queste storie di vita dicano Lui e non essi stessi. La sfida educativa ha bisogno di maestri che siano testimoni. Per questo l’educazione deve tornare al centro: come l’opera corale di tutta la Chiesa. La Chiesa di Papa Francesco - in neppure un anno - ce l’ha mostrato, con gesti e parole intimamente tra di loro connesse”.

16:35 - GIOVANI: MONS. BRAMBILLA (NOVARA), “EDUCATORE NON SMETTA DI ESSERE TESTIMONE”

“Non attira su di sé, non egemonizza, ma diventa un testimone, uno che attesta quel carattere buono e vero dell’esistenza, che è stato decisivo prima per lui stesso; non deve temere di dire le proprie convinzioni, di attestare i propri valori, di offrire le proprie ragioni, perché egli sa che potrà trasmetterli solo se susciterà la cordiale comprensione e l’adesione personale da parte dell’altro”. È questo l’identikit dell’educatore secondo monsignor Franco Giulio Brambilla, vescovo di Novara, che oggi a Genova, ha aperto i lavori del XIII convegno nazionale di pastorale giovanile (fino al 13 febbraio) sul tema “Tra il porto e l’orizzonte - le direzioni della cura educativa nella comunità cristiana”. Agli oltre 400 tra educatori e operatori di pastorale giovanile provenienti dalle diocesi italiane presenti presso i saloni dei ‘Magazzini del cotone” del porto antico del capoluogo ligure, il vescovo ha posto Cristo come esempio da seguire, come “maestro di vita” che “mentre parla e interviene con le folle, non smette mai di educare i suoi discepoli. La sua dinamica esemplare comporta un ‘venite e vedrete’, un appello e una promessa, una sfida nel tempo disteso, un rischio tra incomprensione e sequela”.

16:15 - LAMPEDUSA: CHIESE EVANGELICHE, NUOVO IMPEGNO UMANITARIO E PER DIRITTI MIGRANTI

Per Lampedusa “ci sentiamo chiamati a un nuovo impegno per il monitoraggio, il sostegno ai soccorsi e la difesa dei fondamentali diritti umani di chi arriva sui barconi della speranza”. Lo dichiara il pastore Massimo Aquilante, presidente della Federazione delle Chiese evangeliche in Italia (Fcei), al ritorno da una visita nell’isola siciliana con il pastore Eugenio Bernardini, moderatore della tavola valdese. “Lampedusa è divenuta simbolo di una immigrazione di massa, figlia di situazioni disperate e violente, di fronte alle quali non possiamo chiudere gli occhi”, afferma Aquilante, e “oggi sentiamo di dover pensare a un nuovo progetto centrato su una delle sfide che maggiormente interroga la nostra coscienza di valdesi”. Per il presidente Fcei, Lampedusa è “vera e propria porta del dialogo tra nord e sud del mondo” e a seguito della visita compiuta sull’isola, nella quale “abbiamo ascoltato voci che ci hanno dato speranza e fiducia”, “stiamo ragionando della possibilità di istituire un osservatorio che, oltre che collaborare all’accoglienza, produca informazione e aumenti la sensibilità degli italiani, dei politici delle istituzioni nazionali ed europee”.

16:00 - DIOCESI: LA SPEZIA-SARZANA-BRUGNATO, UN DIBATTITO SUL CONCILIO VATICANO II

La diocesi di La Spezia-Sarzana-Brugnato riflette sul Concilio Vaticano II, “riforma della Chiesa nella Chiesa”. Nei giorni scorsi il vescovo monsignor Luigi Ernesto Palletti ha introdotto il dibattito sulla dottrina sociale cattolica che la diocesi organizza annualmente e che è stato guidato dal vescovo di Foligno, monsignor Gualtiero Sigismondi. “Ogni tentativo di rinnovamento - ha detto mons. Sigismondi - trae peraltro la propria forza vitale dalla docilità ad accogliere l’appello di Dio alla conversione. ‘Ogni riforma vera e duratura della Chiesa - rileva il teologo domenicano Yves Congar, uno dei protagonisti della stagione conciliare - ha il suo punto di partenza nella santità, in uomini infiammati dall’amore di Dio e del prossimo; in uomini fiduciosi nell’azione e nel primato della grazia’”. Il vescovo di Foligno ha indicato come esemplare la figura del profeta, “colui che parla nel nome del Signore agli uomini del proprio tempo per la propria edificazione”. Perché nella Chiesa “ogni processo di rinnovamento domanda una lealtà, una purezza e una trasparenza che si conquistano e si affermano molto più facilmente quando gli uomini si rendono testimonianza e si aiutano, fraternamente, gli uni gli altri”, accompagnandosi in “un cammino di ‘rinnovamento nella continuità’, diretto a ritrovare l’entusiasmo apostolico dello slancio missionario delle origini”.

15:57 - SVIZZERA: WALLIMANN-SASAKI (GIUSTIZIA E PACE), “SIAMO DELUSI” DA REFERENDUM

“Siamo delusi. Ho l’impressione che i risultati del referendum siano espressione di un sentimento di paura che purtroppo distrugge il senso di solidarietà”. Così Thomas Wallimann-Sasaki, presidente della commissione Giustizia e Pace della Conferenza episcopale svizzera, commenta oggi i risultati del referendum “contro l’immigrazione di massa” che con una maggioranza di poco più del 50%, chiede la reintroduzione di tetti massimi e contingenti per l’immigrazione di stranieri. “Si commette l’errore - dice in un’intervista al Sir (clicca qui) - di credere che si può esistere senza comunicazione, che si può vivere senza essere in relazione con l’altro. Un atteggiamento che forse può funzionare in ambienti rurali e montani ma i Paesi oggi sono chiamati tutti ad aprirsi al mondo. E gli svizzeri hanno difficoltà con il mondo che entra nelle loro case”. “Siamo consapevoli che abbiamo ricchezze ma poco aperti a donarle in Europa”, prosegue il presidente di Giustizia e Pace che aggiunge: “La visione cristiana ci dice che non c’è lo straniero. Che siamo tutti fratelli e sorelle. Potrebbe risultare un linguaggio vecchio. Significa però che c’è una sfida a cui rispondere: non chiudersi in se stessi ma condividere le ricchezze e i problemi con gli altri. I risultati di questo referendum ci chiede il coraggio di una solidarietà, soprattutto verso gli svantaggiati e i poveri. Ci dice di non aver paura”.

15:50 - CINEMA: MEDIA SALLES, “SPETTATORI IN CALO NELL’UE. CRESCONO A EST E IN ITALIA”

Un lieve calo medio fra gli spettatori cinematografici, ma alcuni mercati sono in crescita: è quanto rileva l’associazione Media Salles che opera all’intero del programma Ue “Media”, che ha reso noti oggi alla Berlinale i dati sugli spettatori nel 2013. “Nelle sale dei 35 Paesi rilevati” da Media Salles, “dall’Islanda alla Russia, dal Portogallo alla Turchia, gli spettatori del 2013 sono stati un miliardo e 158 milioni, con un calo dell’1,8% rispetto al miliardo e 179 milioni del 2012”. Questo decremento “non riflette una situazione omogenea: mentre i 19 Paesi dell’Europa occidentale” registrano “un decremento superiore alla media del continente (-4,6%)”, “i 16 territori dell’Europa centrale e orientale e del bacino del Mediterraneo chiudono l’anno con un aumento di spettatori del 6,6%”. Nell’Europa occidentale, in decrescita per il secondo anno consecutivo, presentano segno meno Regno Unito, Germania, Francia, Spagna. In calo inoltre gli spettatori di Grecia (-12,0%), Austria, Svezia, Portogallo. “Il mercato decisamente in controtendenza è invece l’Italia che, registrando una crescita stimata di circa il 6%, si riporta sopra i 100 milioni di biglietti venduti”. A est decrescono Polonia, Slovenia e Serbia, invece aumentano i biglietti staccati in Ungheria, Slovacchia, Bulgaria. “Discorso a parte meritano Romania, Turchia e Russia, che continuano una pluriennale serie positiva”.

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15:25 - SINODO FAMIGLIA: MONS. LAZZERI (LUGANO), “INSEGNAMENTO CHIESA NON È MONOLITO” (2)

Riguardo alla possibile riammissione ai sacramenti per i divorziati risposati invocata dal 90% degli svizzeri cattolici, il vescovo Lazzeri osserva: “Ogni situazione umana difficile e apparentemente senza via di uscita, può certamente sempre essere assunta in maniera feconda, nella libertà e nell’amore. Il Vangelo di Gesù Cristo è proprio questo: nessuno, per quanto la sua situazione possa apparire irregolare, nessuno deve ritenersi condannato”. Ed aggiunge: “Si tratta di vedere se sia sempre positivo proporre in ogni situazione una disciplina solo preoccupata di garantire il principio. Il rigorismo infatti rischia di impedire degli itinerari di crescita, per i quali occorre poter indicare delle soglie da attraversare e un esito da raggiungere. Ma si tratta di una riflessione che può essere portata avanti solo dall’insieme della Chiesa, in un contesto di ascolto serio e prolungato di ciò che lo Spirito dice alle Chiese anche attraverso l’esperienza e la testimonianza di cristiani che vivono sulla loro pelle situazioni dolorose”. Secondo il vescovo occorre comunque “cessare di investire tutte le nostre energie nell’elaborazione di principi ideali, di figure perfette”. “In questo senso, solo la misericordia, intesa come tenerezza forte, tutt’altro che sentimentale, può trasformare il luogo delle nostre ferite in luogo di nuove partenze nella vita e di profezia del Regno. Essere eloquenza di questa misericordia, dolce ed esigente insieme, è la sfida che la Chiesa di oggi e di sempre è chiamata ad affrontare”.

15:24 - SINODO FAMIGLIA: MONS. LAZZERI (LUGANO), “INSEGNAMENTO CHIESA NON È MONOLITO”

“L’insegnamento della Chiesa sulla famiglia e sulla sessualità in genere non è un monolito caduto dal cielo, ma il frutto del cammino plurisecolare di tutta la Chiesa, chiamata in ogni epoca e in ogni situazione a un assiduo ascolto della parola di Dio e a un sempre rinnovato discernimento delle sue esigenze in ogni ambito della vita cristiana”. Lo afferma monsignor Valerio Lazzeri, neo vescovo di Lugano, commentando in una lunga intervista rilasciata al quotidiano cattolico svizzero “Il Giornale del popolo” i risultati della consultazione avviata in Svizzera in vista del Sinodo della famiglia. “I pastori e i cristiani in genere, attraverso le domande del questionario - dice il vescovo - sono stati chiamati a fare dei passi insieme, a non dare per scontato che basti una dottrina ben formulata a cambiare i cuori, ma anche a rendersi conto che non basta la maggioranza a pensare o a fare una certa cosa per renderla automaticamente vera e giusta. Ma il percorso in questo senso è appena avviato”. Il fatto che l’apertura di una larga maggioranza al matrimonio in Chiesa e all’educazione religiosa dei figli non conducano “direttamente a un consenso riguardo alle indicazioni della Chiesa in materia di contraccezione e sessualità in generale, forse è leggibile in una maniera non del tutto negativa: potrebbe essere anche l’indice di una sete di Vangelo, di senso più profondo e autentico da dare alle cose, prima che di semplici ricette di comportamento e di prescrizioni morali”. (segue)

15:00 - BULGARIA: VISITA AD LIMINA. MONS. PROYKOV, “PUNTIAMO SULLA FAMIGLIA”

“Presenteremo a Papa Francesco la Chiesa cattolica in Bulgaria che anche se piccola e con possibilità limitate, cerca di raggiungere i bisognosi e le ‘periferie‘ dove ultimamente assistiamo i profughi siriani”. Sono le parole del presidente della Conferenza episcopale bulgara, monsignor Hristo Proykov, interpellato dal Sir alla vigilia della visita ad limina dei vescovi del Paese balcanico prevista dal 13 al 15 febbraio. “La nostra comunità è ancora debole dopo il duro periodo ateista - aggiunge il presule - ma essa è viva e ringiovanita dalle nuove vocazioni di bulgari al sacerdozio ed alla vita consacrata”. E aggiunge: “Nella maggior parte delle parrocchie abbiamo ricostruito le strutture e si lavora attivamente ma anche qui arrivano il consumismo ed il relativismo morale”. Mons. Proykov ammette che “aspetta con speranza il Sinodo sulla famiglia in occasione del quale il 2014 è stato proclamato Anno della famiglia con una preghiera speciale per la fedeltà e la tutela della vita”. Inoltre il presidente dei vescovi bulgari afferma: “Comunicheremo al Papa la gratitudine e la grande attesa dei fedeli bulgari per la prossima canonizzazione di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II, pontefici legati alla Bulgaria, Roncalli come delegato apostolico a Sofia per 10 anni e Wojtyla come il primo Papa che ha visitato il Paese”.

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14:51 - GERMANIA: MONS. LOSINGER (CONSIGLIO ETICO), SALUTE, AL PRIMO POSTO C’È IL MALATO

L’assistenza sanitaria deve essere equa: lo sostiene mons. Anton Losinger, vescovo emerito di Augusta, membro del Consiglio etico tedesco, intervenendo sul portale cattolico “katholisch.de”. Losinger si pronuncia sulla situazione del sistema tedesco, uno tra i migliori al mondo ma che ormai “mostra davvero sempre più decrementi qualitativi a causa della scarsità di mezzi e di strutture sbagliate”, inoltre esistono “nette differenze tra servizi erogati a pazienti che sono assistiti dal sistema statale e quelli che pagano casse mutue private”. Losinger ha evidenziato il problema degli ospedali in cui “c’è grande necessità di attuare riforme” e “nell’assistenza personale c’è molto da migliorare”, poiché “la malattia non è solo un fenomeno tecnico-medico ma ha ripercussioni profonde a livello umano ed esistenziale. Perciò l’assistenza medica e la dedizione al paziente devono tornare ad essere la priorità”. Va inoltre considerata l’importanza della “pastorale negli ospedali”, un “settore molto importante cui la Chiesa si dedica espressamente”, a causa della particolare situazione del malato che si pone “domande che necessitano risposte non solo a livello medico ma anche spirituale”. Per quanto concerne l’aspetto economico, “dobbiamo chiederci quanto può essere costosa la salute e quanto siamo disposti a investire”.

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14:30 - DIOCESI: RAGUSA, UNA CONFERENZA OGGI POMERIGGIO SULL’ALZHEIMER

”Alzheimer, una sfida per il futuro” è il tema della conferenza organizzata dall’Ufficio per la pastorale della salute della diocesi di Ragusa, in collaborazione con la Sno (Scienze neurologiche ospedaliere) e con l’Asp (Azienda sanitaria provinciale) 7. L’appuntamento è per oggi pomeriggio, presso la sala Avis di Ragusa. I relatori - don Giorgio Occhipinti, direttore dell’Ufficio per la pastorale della salute, Emanuele Ciaccia, coordinatore della Sno, e Antonio Di Paola, fondatore di Alzheimer Ibla - offriranno approfondimenti utili a comprendere la patologia e le dinamiche coinvolgono ammalati e loro familiari che spesso restano da soli. Per don Occhipinti, “è utile parlare con familiari di altri malati oppure con i gruppi di sostegno che aiutano i familiari dei malati di Alzheimer ad affrontare i momenti più terribili nel decorso di questa malattia. Inoltre, occorre fare in modo che ci siano ogni tanto persone (ad esempio, i volontari parrocchiali per la pastorale dei malati) che possano dare il cambio alla famiglia del malato, nell’assistenza, non solo per poter sbrigare faccende importanti, ma pure per avere anche un solo giorno libero da dedicare alle compere o per vedere qualche amico con cui scambiare qualche parola che non abbia come argomento la malattia del familiare”.
 

14:10 - EMIGRAZIONE: ACEC, UN’INIZIATIVA SULLE “TERRE SENZA PROMESSE”

“Terre senza promesse. Storie di emigrazione”: è il tema dell’iniziativa promossa da Acec, Servizio nazionale per il progetto culturale e Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa italiana della Cei, con il patrocinio della Fondazione “Migrantes” e del Centro “Astalli” di Roma. Lo scopo, spiega l‘Associazione cattolica esercenti cinema, “è contribuire a promuovere una cultura dell’accoglienza e della solidarietà con un’attività di sensibilizzazione ed educazione ai temi dell’intercultura e del dialogo interreligioso”. Il progetto, giunto alla decima edizione, precisano gli organizzatori, “sarà realizzato all’interno di cinquanta Sale della Comunità scelte tra quante presenteranno domanda di partecipazione e che si impegneranno a ospitare un ciclo di almeno due film e/o uno spettacolo teatrale/musicale accanto a una tavola rotonda sul tema dell’emigrazione”. Inoltre segnalano, come supporto all’iniziativa, il volume “Terre senza promesse - Storie di rifugiati in Italia”, curato dal Centro “Astalli” e disponibile anche in versione eBook. Infine, verranno messi a disposizione dei video sul tema della scelta dell’8x1000, da proiettare prima dei film o degli spettacoli in programma. La domanda di partecipazione va fatta entro oggi, 10 febbraio. Info: www.saledellacomunita.it.
 
 

13:40 - COMITATO ONU MINORI: BONINI, LA CHIESA NON SI FA INTIMIDIRE

“Unprecedent, devastating: i media internazionali, in un inglese facile facile, non hanno usato mezzi termini sui risultati della 65° sessione del Comitato per i diritti dell’infanzia conclusasi il 31 gennaio”. Francesco Bonini, in una nota per il Sir (clicca qui), interviene sulla pronuncia dell’Onu sulla Santa Sede. “Il rapporto può apparire ‘unprecedent’ e di conseguenza ‘devastating’ proprio perché esce dal seminato. Intanto perché equipara Chiesa cattolica, Santa Sede e Stato Città del Vaticano, come ha illustrato con chiarezza il giurista Giuseppe Dalla Torre al Sir. Il rapporto riconosce i significativi sviluppi della legislazione ecclesiastica e del magistero pontificio per reprimere e prevenire gli abusi sui minori, in una linea che coerentemente si muove da Giovanni Paolo II a Papa Francesco, passando per il deciso impulso durante il pontificato di Benedetto XVI. Ma confonde la Chiesa, con la sua peculiare articolazione, con uno Stato, dotato di poteri accentrati”. Bonini sottolinea anche la reazione della Santa Sede, che “è stata misurata. Da un lato è ovviamente riaffermato l’impegno a estirpare fenomeni degenerativi e negativi, ma dall’altro ‘alla Santa Sede rincresce di vedere in alcuni punti delle Osservazioni Conclusive un tentativo di interferire nell’insegnamento della Chiesa Cattolica sulla dignità della persona umana e nell’esercizio della libertà religiosa’”.
 

13:29 - SPAGNA: ZARAGOZA, AL VIA LE GIORNATE DI TEOLOGIA DI ARAGÓN

La Casa della Chiesa di Zaragoza (Spagna) ospita oggi e domani le Giornate di teologie di Aragón, organizzate dal Centro regionale di teologie di Aragón (Creta) e dall’Istituto superiore di scienze religiose “Nuestra Señora del Pilar”. In questa edizione delle giornate, si affronterà la questione dell’essere umano sotto il titolo “Cosa? Chi è l’uomo”. Alle giornate di studio parteciperanno i filosofi Gabriel Amengual, dell’Università delle Isole Baleari, e Juan Arana, di Sevilla; e i teologi Luis María Salazar, dell’Università di Granada, e Jesús García-Rojo, della Pontificia di Salamanca. La nozione di persona; la neuroscienza e l’intelligenza artificiale; la categoria teologica dell’immagine di Dio e la questione del senso della vita: sono alcuni dei temi che saranno trattati in questo incontro. Inoltre è in programma una tavola rotonda sul tema “La dignità o valore assoluto della persona”, moderata da Carmen Herrando. A inaugurare le giornate teologiche sarà l’arcivescovo di Zaragoza, monsignor Manuel Ureña Pastor.
 

13:14 - ASSOCIAZIONI: AIBI, A FIRENZE UN INCONTRO SU “BAMBINI IN ALTO MARE”

Oggi, a Firenze, si terrà l’evento intitolato “Bambini in Alto Mare - Seminare accoglienza, coltivare solidarietà”, appuntamento riservato ad Amici dei Bambini (Aibi) all’interno del Festival della Cooperazione, organizzato dal Forum territoriale della cooperazione internazionale di Firenze, che si articola in una serie di iniziative realizzate da enti locali, organizzazioni non governative e di volontariato, che operano sui temi della solidarietà internazionale e della cooperazione tra territori e comunità. L’Aibi, attraverso la responsabile Toscana, Michelina Della Porta, presenterà il progetto con il quale l’Associazione sta cercando di sostenere le fasce più deboli dei migranti, bambini e famiglie vulnerabili, attraverso interventi di accoglienza per i minori non accompagnati e le madri, e di prevenzione dell’abbandono, sostenendo le famiglie in fuga dalla guerra in Siria. Della Porta illustrerà i risultati ottenuti sinora, in termini di aiuti portati ai bambini siriani e di accoglienza concreta dei minori sbarcati sulle nostre coste. Verranno inoltre presentate le attività di formazione dei volontari e di sensibilizzazione effettuata nelle scuole.
 

13:05 - BAMBINI SOLDATO: COALIZIONE ITALIANA, UN NUOVO SITO SUL FENOMENO (2)

“L’arruolamento dei minori - spiega la Coalizione - rappresenta una gravissima violazione dei diritti dei bambini, che vengono privati della loro infanzia. Indifesi e facilmente assoggettabili, i bambini sono più facili da trasformare in soldati leali. Rapiti e allontanati dalle loro case, molti bambini soldato spesso sono sopravvissuti ai massacri delle loro famiglie. Esposti a violenze e atrocità che ne pregiudicano l’intera esistenza, questi bambini vengono costretti a combattere, trasportare rifornimenti, svolgere ruoli di spie o scudi umani. Molte bambine sono abusate come schiave sessuali da parte dei soldati adulti e, quando riescono a fuggire, subiscono i traumi e lo stigma della prigionia nelle milizie armate”. I conflitti in corso, purtroppo, “non smentiscono la brutale tendenza all’utilizzo dei bambini tra i ranghi militari, sia di gruppi armati ribelli, che di milizie governative. In Repubblica Centrafricana almeno 6.000 bambini sono coinvolti nei combattimenti, così come in Siria e in Sud Sudan”. La Coalizione italiana stop all’uso dei bambini soldato (attualmente composta da Alisei, Cocis, Coopi, Intersos, Save The Children Italia, Telefono Azzurro, Terre des Hommes Italia e Unicef Italia), è nata con l’obiettivo di sensibilizzare e far pressione per la ratifica globale e il rispetto del protocollo opzionale.
 

13:05 - BAMBINI SOLDATO: COALIZIONE ITALIANA, UN NUOVO SITO SUL FENOMENO

La Coalizione italiana stop all’uso dei bambini soldato esprime grande preoccupazione per le notizie che giungono dalla Siria, dal Sud Sudan e della Repubblica Centrafricana sul coinvolgimento dei minori nei conflitti armati e, in occasione della Giornata internazionale contro l’uso dei bambini soldato, lancia il nuovo sito www.bambinisoldato.it, uno spazio interamente dedicato al tema in cui è possibile trovare news e approfondimenti in lingua italiana e una sezione con la documentazione internazionale sul fenomeno. Il 12 febbraio si celebra, ogni anno, la Giornata internazionale contro l’uso dei bambini soldato: in questa data nel 2002 è entrato in vigore il protocollo opzionale alla Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, concernente il coinvolgimento dei minori nei conflitti armati: uno strumento giuridico ad hoc che stabilisce che nessun minore di 18 anni possa essere reclutato forzatamente o utilizzato direttamente nelle ostilità, né dalle forze armate di uno Stato né da gruppi armati. A oggi sono 153 gli Stati che hanno ratificato il protocollo e si sono impegnati a bandire l’uso dei bambini nei conflitti armati. Tuttavia, denuncia la Coalizione, “nel mondo, sono ancora più di 250.000 i bambini e gli adolescenti arruolati, di cui molte sono bambine. È impossibile fare stime esatte, ma i dati più recenti, anche approssimativi, sono allarmanti”. (segue)
 

12:45 - DIOCESI: LOCRI-GERACE, “FERMA CONDANNA” PER INTIMIDAZIONE A GIORNALISTA LOMBARDO

“Ferma condanna per la scelta della violenza quale mezzo per fermare ogni libera voce impegnata a raccontare le vicende del nostro territorio. La violenza può ottenere il solo risultato di ferire la convivenza civile, che va difesa con l’esempio e con la testimonianza cristiana”. Lo afferma l’amministratore diocesano di Locri-Gerace, monsignor Cornelio Femia, esprimendo solidarietà al giornalista del quotidiano “La Gazzetta del Sud”, Pino Lombardo, colpito da un “vile atto intimidatorio”. Ignoti la notte tra sabato e domenica hanno dato alle fiamme l’autovettura di Lombardo, corrispondente da Locri del quotidiano, e quella della moglie, che si trovavano parcheggiate nel cortile condominiale. Entrambe le auto sono state distrutte. “Siamo convinti - scrive mons. Femia - che la comunicazione vada messa ‘al servizio di un’autentica cultura dell’incontro’ come ci ricorda il Santo Padre nel messaggio per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni”. Il sacerdote invita tutti gli operatori dell’informazione “a proseguire la propria attività con impegno e con amore verso la verità, continuando a fornire il proprio prezioso contributo per il riscatto di un territorio difficile come quello della Locride”.
 

12:23 - PAPA FRANCESCO: MESSA A S. MARTA, “LA MESSA NON SI SENTE, SI PARTECIPA”

“La Messa non si ‘sente’, si partecipa, e si partecipa in questa teofania, in questo mistero della presenza del Signore tra noi”. Nell’omelia della messa celebrata oggi a Santa Marta, il Papa ha esortato a riscoprire il senso del sacro, il mistero della presenza reale di Dio nella messa. “Quando noi celebriamo la Messa, noi non facciamo una rappresentazione dell’Ultima Cena: è un’altra cosa, è proprio l’Ultima Cena”, ha puntualizzato, “è proprio vivere un’altra volta la Passione e la morte redentrice del Signore. È una teofania: il Signore si fa presente sull’altare per essere offerto al Padre per la salvezza del mondo”. La liturgia, in altre parole, “è proprio entrare nel mistero di Dio, lasciarsi portare al mistero ed essere nel mistero. Per esempio, io sono sicuro che tutti voi venite qui per entrare nel mistero; però, forse qualcuno dice: ‘Ah, io devo andare a Messa a Santa Marta perché nella gita turistica di Roma c’è da andare a visitare il Papa a Santa Marta, tutte le mattine: è un posto turistico, no? Tutti voi venite qui, noi ci riuniamo qui per entrare nel mistero: è questa la liturgia. È il tempo di Dio, è lo spazio di Dio, è la nube di Dio che ci avvolge tutti”. “Ci farà bene oggi chiedere al Signore che dia a tutti noi questo senso del sacro”, ha concluso il Papa: “Chiediamo questa grazia: che il Signore ci insegni ad entrare nel mistero di Dio”.
 

11:56 - ASSOCIAZIONI: FUCI E MEIC, INCONTRO A MILANO SU “TEOLOGIA E SAPERI A CONFRONTO”

La Fuci (Federazione universitaria cattolica italiana), Gruppo Giuseppe Lazzati (in Università Cattolica), e il Meic (Movimento ecclesiale di impegno culturale), Circolo Romano Guardini, organizzano il prossimo giovedì 6 marzo presso l‘Università Cattolica di Milano (Sala Negri da Oleggio) un incontro dal titolo “Al di là della paura. Teologia e saperi a confronto”. Interverranno Giovanni Cesare Pagazzi (Facoltà Teologica - Milano), che parlerà de “La paura: uno sguardo cristiano”, Gabrio Forti (Università Cattolica del Sacro Cuore), che discuterà de “La società della paura e il diritto, Domenico Bodega (Università Cattolica del Sacro Cuore), che si soffermerà su “La società della paura e l’economia”, Claudio Bernardi
(Università Cattolica del Sacro Cuore), che affronterà il tema “Esorcizzare o superare la paura? Il teatro rituale”. Info: www.circologuardini.it.
 
 

11:41 - FOIBE: UNGARO (VOCE ISONTINA), “UN MONITO PER GLI EUROPEI DI OGGI”

“Nelle foibe non ci sono finiti italiani, sloveni, tedeschi, militari, funzionari pubblici, sacerdoti… sono finiti uomini e donne di lingua, cultura, religione diverse, ma divenuti fratelli e accomunati nello stesso tragico destino dell’essere vittime di una violenza cieca e brutale il cui obiettivo principale era distruggere la dignità dell’uomo. Il resto (l’ideologia, il credo politico…) erano solo tentativi per cercare di giustificare quello che in ogni caso non poteva né doveva né deve essere giustificato”. Lo scrive Mauro Ungaro, direttore del settimanale diocesano “Voce Isontina” di Gorizia, in un editoriale per il Sir (clicca qui) sul Giorno del ricordo che si celebra oggi per commemorare le vittime dei massacri delle foibe e dell’esodo giuliano dalmata. “Gli avvenimenti di allora devono rappresentare un monito per gli europei di oggi”, spiega Ungaro, che ricorda come se guardiamo “la storia europea di questi ultimi decenni, a ripensare a quanto avvenuto nei Paesi della ex Jugoslavia alla fine del secolo scorso, ci rendiamo conto di come troppo breve sia la nostra memoria”. Ecco il perché di un dovere del ricordo, che per i credenti “non avrebbe senso se non si accompagnasse a un preciso impegno per la riconciliazione”.
 

11:21 - GIORNATA DEL MALATO: INCONTRI DI PREGHIERA A CAMPOBASSO E UDINE

“Fede e carità: anche noi dobbiamo dare la vita per i fratelli” è il tema della 22ª Giornata mondiale del malato che si celebra martedì 11 febbraio, memoria liturgica della beata Vergine di Lourdes. Nelle diocesi e tra le associazioni cattoliche di servizio ai malati sono previste particolari celebrazioni. In diocesi di Campobasso-Bojano è in programma stamane, in tarda mattinata, un incontro presso l’ospedale civile “A. Cardarelli” di Campobasso con l’arcivescovo monsignor Gian Carlo Bregantini. Nella giornata di domani, si terrà un incontro in cattedrale alle ore 18.30 con malati, operatori sanitari e volontari. A Udine, informano dalla curia diocesana, martedì 11 si terrà un incontro di preghiera e di riflessione organizzato dalla sottosezione udinese dell’Unitalsi, con dame, barellieri e la partecipazione di molti malati e disabili. L’appuntamento è in cattedrale alle ore 15 con l’arcivescovo, monsignor Andrea Bruno Mazzocato.
 

11:10 - RINUNCIA BENEDETTO XVI: P. LOMBARDI, “IL GRANDE ANZIANO, SAGGIO” E “SANTO” (2)

“Un grande atto di governo, fatto con una grande profondità spirituale, una grande preparazione dal punto di vista della riflessione e della preghiera”, ma anche con “grande coraggio”: così padre Lombardi definisce la rinuncia di Benedetto XVI al soglio di Pietro. A proposito dell’inedita convivenza tra due Papi, il portavoce la considera una dimostrazione che “il papato è un servizio e non è un potere. Se si vive tutto esclusivamente come servizio, una persona che ha compiuto il suo servizio davanti a Dio e in piena coscienza passa il testimone di questo servizio ad un’altra persone che con atteggiamento di servizio e di piena libertà di coscienza svolge questo compito, il problema non si pone assolutamente!”. Quanto alla scelta del Papa emerito di vivere “nascosto al mondo”, il portavoce vaticano ricorda che “Benedetto XVI certamente è stato sempre un uomo di preghiera, in tutta la sua vita, e desiderava avere un tempo in cui vivere questa dimensione della preghiera con più spazio, totalità e profondità. E questo è adesso il suo tempo”. Come dimostrazione della “solidarietà spirituale profonda” tra il Papa attuale e il Papa emerito, padre Lombardi cita le immagini dei due Papi che pregano insieme: “È un segno molto bello e incoraggiante, della continuità del ministero petrino nel servizio della Chiesa”.
 

11:10 - RINUNCIA BENEDETTO XVI: P. LOMBARDI, “IL GRANDE ANZIANO, SAGGIO” E “SANTO”

“Io sento molto la presenza di Papa Benedetto XVI, come una presenza spirituale forte che accompagna, che rasserena”. È quanto rivela padre Federico Lombardi, direttore della Sala stampa della Santa Sede, intervistato da Radio Vaticana ad un anno dalla rinuncia che ha cambiato per sempre la storia della Chiesa. “Io penso alle grandi figure degli anziani della Storia della Chiesa e della Storia sacra”, prosegue il portavoce vaticano, citando Simeone, “che accoglie nel Tempio Gesù e che guarda con gioia anche al suo destino eterno e anche al futuro della comunità che continua a camminare su questa terra”. “Tutti noi sappiamo il grandissimo valore di avere con noi gli anziani, anziani ricchi di saggezza, ricchi di fede, sereni”, osserva padre Lombardi: “sono veramente un grandissimo aiuto per chi è più giovane, per andare avanti guardando con fiducia e con speranza al futuro. Questo è per me - e credo per la Chiesa - Benedetto XVI: il Grande Anziano, saggio, diciamo pure: santo, che ci invita con serenità - perché è anche bello, quando lo si vede: dà veramente un’impressione di grande serenità spirituale. Ha conservato il suo sorriso che ci era abituale, nei momenti belli in cui lo incontravamo - e che ci invita quindi ad andare avanti nel cammino, con fiducia e con speranza”. (segue).
 

10:56 - SPORT: CSI, ON LINE IL SITO PER L’INCONTRO DEL 7 GIUGNO CON IL PAPA

È on line il sito www.societasportivedalpapa.org/ con news, info, approfondimenti, anticipazioni e aggiornamenti sull’incontro delle società sportive con Papa Francesco, il 7 giugno 2014, in occasione del 70° anniversario di fondazione del Centro sportivo italiano. Protagonisti dell’appuntamento, spiegano dal Csi, “tutti gli sportivi: atleti, allenatori, animatori, arbitri, dirigenti e famiglie per testimoniare, assieme al Santo Padre, la bellezza e la ricchezza dei valori dello sport”. Invitate tutte le società sportive italiane, affiliate a qualsiasi ente o federazione, nonché tutte le istituzioni religiose, politiche, amministrative o le singole persone che credono nel valore educativo e formativo dell’attività sportiva perché “lo sport veicola messaggi educativi universali, che vanno al di là delle etichette e delle bandiere”. L’afflusso alla piazza sarà possibile dalle ore 14; alle 15.30 inizierà uno spettacolo di intrattenimento. In programma esibizioni di gruppi sportivi, testimonianze, coreografie. Il Papa arriverà alle 16.30 e, dopo il consueto giro in Papamobile, alle 17 rivolgerà un discorso ai presenti. Per l’occasione, da venerdì 6 a domenica 8 giugno sarà attivo nell’area antistante Castel Sant’Angelo un Villaggio dello sport gratuito. L’incontro troverà spazio sui social network attraverso l’hashtag #SocietaSportivedalPapa.
 

10:35 - SUD SUDAN: LA CHIESA CHIEDE UN RUOLO NELLE TRATTATIVE DI PACE

Forti appelli alla pace da parte della Chiesa in Sud Sudan, mentre oggi ad Addis Abeba inizia la seconda tornata dei colloqui di pace. La situazione nel territorio africano è preoccupante, come osserva Davide Maggiore per il Sir (clicca qui). “La popolazione ha voglia di pace, ma non si ferma la guerra civile. La capitale Juba, dove la crisi è esplosa a metà dicembre con gli scontri tra diverse unità dell’esercito - scrive Maggiore - è ormai tranquilla, ma in altre aree la tregua faticosamente raggiunta il 23 gennaio non è stata rispettata”. L’International crisis group “si spinge a ipotizzare la cifra di 10mila morti in meno di due mesi”, e sono molti anche gli sfollati, “circa 738mila, mentre oltre 130mila persone hanno cercato rifugio in Kenya e Uganda”, Enrica Valentini, direttrice del Catholic radio network, afferma che “la gente comune è quella che soffre di più”, “ad esempio per la mancanza di accesso al cibo, provocata dalla difficoltà dei commerci”. Per la Valentini, “da Juba “è difficile capire se ci siano degli interessi a sedersi al tavolo delle trattative e a dialogare veramente”, ma “la Chiesa si è mobilitata, chiedendo attraverso i vescovi di poter giocare un ruolo”. Lo scopo, spiega la direttrice del network, è di “far tornare alla mente di chi siede al tavolo che la priorità è difendere la popolazione, permettendole di vivere normalmente”.

09:53 - SPAGNA: CONFERENZA DEI RELIGIOSI, INCONTRI SU GIOVANI, LAICI, MIGRAZIONI

Giovani, spiritualità, laici e migrazioni. Sono le aree a cui sono dedicate le attività organizzate, a febbraio e marzo, dalla Conferenza spagnola dei religiosi (Confer). L’area di pastorale giovanile vocazionale rifletterà, il 15 febbraio, sui “Cammini di comunione: vita religiosa e Chiesa locale”, per valutare la presenza e le attività di religiosi e religiose nelle diverse diocesi. La giornata, che si terrà a Madrid, si avvarrà di due relazioni: di Koldo Gutiérrez, salesiano, e di Juan José Andrés, delegato di pastorale giovanile vocazionale della diocesi di León. Le aree di giustizia e solidarietà e di missione e cooperazione promuoveranno le giornate sulla “Spiritualità e la trasformazione sociale: sogni e speranze della vita religiosa”, che si terranno dal 21 al 23 febbraio. Sabato 1° marzo, poi, la Confer organizza una giornata sull’esortazione apostolica “Evangelii Gaudium” di Papa Francesco, per riflettere sulle chiamate e le sfide che il documento del Santo Padre propone per la vita religiosa. “#JuntosSomosMas” è il titolo dell’incontro del 22 marzo che vuole celebrare la dimensione ecclesiale del laicato, che condivide la spiritualità e la sfida evangelizzatrice della vita consacrata. Infine, l’area giustizia e solidarietà, assieme all’area di missione, promuove una nuova Giornata delle migrazioni che si celebrerà il 29 e 30 marzo.
 

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09:40 - SANTUARI: CALTAGIRONE, ASSEMBLEA DEI RETTORI DELLA SICILIA

Si svolgerà oggi e domani, all’Hotel Villa Sturzo di Caltagirone, nei pressi del santuario della Madonna del Ponte, l’assemblea dei rettori e degli operatori dei santuari della Sicilia. “Nella due giorni si rifletterà e dialogherà sul ‘Santuario casa della tenerezza’, tema dell’ultimo convegno nazionale tenutosi a Siracusa, e tema che sta alla base dell’ultima esortazione apostolica di Papa Francesco ‘Evangelii Gaudium’”, ricorda il delegato regionale, padre Mario Magro. “Le due giornate di comunione e fraternità sacerdotale - aggiunge padre Magro - si presentano come momento favorevole per l’analisi e discussione di argomenti che riguardano la pastorale dei santuari in Sicilia”. All’incontro porterà il suo saluto monsignor Calogero Peri, vescovo di Caltagirone. Durante l’assemblea padre Magro, divenuto da poco presidente reggente del Collegamento nazionale santuari, cederà la delega della regione a padre Orazio Greco, membro del Direttivo regionale e rettore del santuario della Madonna della Ravanusa in San Giovanni La Punta.
 

09:29 - MEDIA: PONT. ISTITUTO GIOVANNI PAOLO II, UN CORSO SU SOCIAL NETWORK E FAMIGLIA

Il Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per studi su matrimonio e famiglia, da oggi al 14 febbraio, organizza, in collaborazione con il Servizio nazionale per il progetto culturale della Cei, il corso intitolato “I social network e la famiglia. Verità dei rapporti e mondo virtuale”. L‘iniziativa intende riflettere sui nuovi orizzonti aperti dalle moderne tecnologie e dagli strumenti mediatici nella vita quotidiana delle persone e nella società, per mostrarne le potenzialità, e indicare in che modo possano essere messi al servizio del bene della persona, senza trascurare i rischi che essi comportano. Grazie al carattere interdisciplinare del corso, sarà possibile affrontare questa tematica secondo diversi approcci, esplorandone le implicazioni antropologiche, culturali, mediatiche e mediche, con il contributo di esperti nelle diverse discipline. Tra questi, Francesco Botturi dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano; Sànchez Càmara del Consejo de Educacion dell’Ambasciata di Spagna presso l’Italia, monsignor Dario Edoardo Viganò, direttore del Centro Televisivo Vaticano, Massimiliano Padula dell’Istituto Redemptor Hominis e Federico Tonioni del Policlinico Gemelli di Roma.
 

09:03 - PAPA FRANCESCO: LE OLIMPIADI DI SOCHI SIANO UNA “FESTA DELLO SPORT E AMICIZIA”

Le Olimpiadi invernali di Sochi siano una “festa dello sport e dell’amicizia”. Ieri mattina, dopo la recita dell’Angelus, Papa Francesco, ricordando che “in questi giorni si svolgono a Sochi, in Russia, i Giochi olimpici invernali”, ha voluto far giungere il suo “saluto agli organizzatori e a tutti gli atleti, con l’auspicio che sia una vera festa dello sport e dell’amicizia”. Il Pontefice ha, poi, pregato “per quanti stanno soffrendo danni e disagi a causa di calamità naturali, in diversi Paesi - anche qui a Roma -: sono loro vicino”. La natura, ha osservato, “ci sfida ad essere solidali e attenti alla custodia del creato, anche per prevenire, per quanto possibile, le conseguenze più gravi”. Al momento dei saluti, ha ricordato, tra gli altri, “gli insegnanti e gli studenti provenienti dall’Inghilterra” e “il gruppo di teologhe cristiane di diversi Paesi europei, a Roma per un convegno di studio”. E prima di congedarsi, gli è tornata in mente quella “domanda” che ha fatto prima della recita dell’Angelus: Lampada accesa o lampada spenta? Cosa volete? Accesa o spenta? Il cristiano porta la luce! È una lampada accesa! Sempre avanti con la luce di Gesù!”.
 

09:02 - PAPA FRANCESCO: DOPO ANGELUS, “METTERE AL CENTRO LE PERSONE MALATE”

La Giornata mondiale del malato “è l’occasione propizia per mettere al centro della comunità le persone malate. Pregare per loro e con loro, stare loro vicini”. Lo ha detto, ieri, Papa Francesco, dopo la recita dell’Angelus, invitando a “imitare l’atteggiamento di Gesù verso i malati, malati di ogni genere: il Signore si prende cura di tutti, condivide la loro sofferenza e apre il cuore alla speranza”. Rivolgendo un pensiero agli operatori sanitari, ha esclamato: “Che lavoro prezioso fanno! Grazie tante per il vostro lavoro prezioso. Essi incontrano ogni giorno nei malati non solo dei corpi segnati dalla fragilità, ma delle persone, alle quali offrire attenzione e risposte adeguate”. Per il Pontefice, “la dignità della persona non si riduce mai alle sue facoltà o capacità, e non viene meno quando la persona stessa è debole, invalida e bisognosa di aiuto”. Un pensiero anche alle famiglie, “dove è normale prendersi cura di chi è malato; ma a volte le situazioni possono essere più pesanti…”. “Tanti mi scrivono - ha aggiunto -, e oggi vorrei assicurare una preghiera per tutte queste famiglie, e dico loro: non abbiate paura della fragilità! Non abbiate paura della fragilità! Aiutatevi gli uni gli altri con amore, e sentirete la presenza consolante di Dio”. “L’atteggiamento generoso e cristiano verso i malati è sale della terra e luce del mondo”, ha concluso.
 

09:01 - PAPA FRANCESCO: ANGELUS, “I CRISTIANI SIANO LAMPADA ACCESA” (2)

“Tutti noi battezzati - ha precisato Francesco - siamo discepoli missionari e siamo chiamati a diventare nel mondo un vangelo vivente: con una vita santa daremo ‘sapore’ ai diversi ambienti e li difenderemo dalla corruzione, come fa il sale; e porteremo la luce di Cristo con la testimonianza di una carità genuina”. Ma “se noi cristiani perdiamo sapore e spegniamo la nostra presenza di sale e di luce, perdiamo l’efficacia”. “Ma che bella è questa missione di dare luce al mondo! È una missione che noi abbiamo - ha esclamato il Papa -. È bella! È anche molto bello conservare la luce che abbiamo ricevuto da Gesù, custodirla, conservarla. Il cristiano dovrebbe essere una persona luminosa, che porta luce, che sempre dà luce! Una luce che non è sua, ma è il regalo di Dio, è il regalo di Gesù. E noi portiamo questa luce”. Perciò, “se il cristiano spegne questa luce, la sua vita non ha senso: è un cristiano di nome soltanto, che non porta la luce, una vita senza senso”. Il Pontefice a questo punto ha posto una domanda: “Come volete vivere voi? Come una lampada accesa o come una lampada spenta? Accesa o spenta? Come volete vivere?”. “Accesa”, ha risposto la gente. “Lampada accesa! È proprio Dio che ci dà questa luce e noi la diamo agli altri. Lampada accesa! Questa è la vocazione cristiana”, ha concluso il Santo Padre.
 

09:00 - PAPA FRANCESCO: ANGELUS, “I CRISTIANI SIANO LAMPADA ACCESA”

Con la fede e con la carità i cristiani “possono orientare, consacrare, rendere feconda l’umanità”. Lo ha detto, ieri mattina, Papa Francesco, prima di guidare la recita dell’Angelus con i fedeli giunti a piazza San Pietro. Nel Vangelo di ieri, che viene subito dopo le Beatitudini, ha ricordato il Pontefice, “Gesù dice ai suoi discepoli: ‘Voi siete il sale della terra … Voi siete la luce del mondo’” e “questo ci stupisce un po’, se pensiamo a chi aveva davanti Gesù quando diceva queste parole”. Infatti, i discepoli “erano pescatori, gente semplice… Ma Gesù li guarda con gli occhi di Dio, e la sua affermazione si capisce proprio come conseguenza delle Beatitudini. Egli vuole dire: se sarete poveri in spirito, se sarete miti, se sarete puri di cuore, se sarete misericordiosi… voi sarete il sale della terra e la luce del mondo!”. Per comprendere meglio queste immagini, il Santo Padre ha invitato a tener presente che “la Legge ebraica prescriveva di mettere un po’ di sale sopra ogni offerta presentata a Dio, come segno di alleanza. La luce, poi, per Israele era il simbolo della rivelazione messianica che trionfa sulle tenebre del paganesimo”. I cristiani, nuovo Israele, ricevono dunque “una missione nei confronti di tutti gli uomini: con la fede e con la carità possono orientare, consacrare, rendere feconda l’umanità”. (segue)
 
 


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