Notizie Sir del giorno: nuovo direttorio catechesi, richieste asilo in Ue, terremoto Messico, Paesi Bassi, 40° strage Ustica, intimidazioni a giornalisti, aree interne

Nuovo direttorio per la catechesi: mons. Fisichella, “individuare i linguaggi con cui comunicare la fede”

“Un’ulteriore tappa nel dinamico rinnovamento che la catechesi attua”. È il nuovo Direttorio per la catechesi, approvato da Papa Francesco il 23 marzo scorso e presentato oggi in sala stampa vaticana, a 23 anni dal Direttorio generale per la catechesi e a 15 anni dal Compendio del Catechismo della Chiesa cattolica. Obiettivo: far fronte alle “nuove problematiche che la Chiesa è chiamata a vivere”, e in particolare il fenomeno della “cultura digitale” e la “globalizzazione della cultura”. “L’esigenza della formazione che abbia attenzione alla singola persona sembra spesso oscurata dinanzi all’imporsi di modelli globali”, si legge nella presentazione del testo, firmata da mons. Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione: “La tentazione di adeguarsi a forme di omologazione internazionale non è un rischio da sottovalutare, soprattutto nel contesto della formazione alla vita di fede. Questa, infatti, si trasmette con l’incontro interpersonale e si alimenta nella sfera della comunità”. Tra le priorità: il catecumenato degli adulti, la formazione dei catechisti e l’urgenza di “individuare i nuovi linguaggi con cui comunicare la fede”. (clicca qui)

Ue: numero richiedenti asilo torna a crescere, +11%. Molte le domande da Colombia e Venezuela. Germania la più “gettonata”

(Bruxelles) Nel 2019 le domande di asilo nei Paesi Ue, arrivate a quota 738.425, sono aumentate dell’11% rispetto all’anno precedente: è l’aumento più consistente dal 2015, l’anno della grande crisi delle migrazioni. Cipro, Francia, Grecia, Malta e Spagna hanno ricevuto più domande di asilo che in quegli anni. Le ragioni dell’incremento: un forte aumento di persone arrivate dal Venezuela (+103% rispetto al 2018) e dalla Colombia (+214% rispetto al 2018). Siriane sono state le persone che hanno presentato più domande (80.205, l’11%); poi gli afgani (60.700, 8,2%) e i venezuelani (45.645, 6,2%). È l’Ufficio europeo di sostegno per l’asilo (Easo) che ha pubblicato oggi il rapporto annuale sull’asilo. La Germania è il Paese che ha ricevuto più richieste (165.615) seguito da Francia (128.940; 17%) e Spagna (117.795; 16%), mentre il minor numero è stato presentato in Liechtenstein (50), Estonia (105) e Lettonia (195). L’Italia ha ricevuto 43.770 domande. (clicca qui)

Messico: terremoto, 7 vittime. Danneggiate 2mila case, 55 scuole, 4 zone archeologiche e diverse chiese. Dalla Caritas appello alla solidarietà

È di sette morti, duemila case e 55 scuole danneggiate il bilancio del terremoto di magnitudo 7,5 che martedì scorso, 23 giugno, ha colpito lo Stato messicano di Oaxaca e in particolare la Sierra Sud. Sono crollati anche gli impianti di drenaggio di Juchitán ed El Espinal. I dati sono forniti dalla Caritas messicana. A Oaxaca de Juárez e dintorni sono stati danneggiati 51 monumenti storici, quattro zone archeologiche (Mitla, Dainzú, Lambityeco e Yagul) e quattro chiese. A Córdoba (Stato di Varacruz) è stata nuovamente danneggiata, dopo il 2017, la chiesa di Cosco. Sono sei, invece, i templi che hanno riportato danni significativi a Città del Messico. Il sisma ha avuto il suo epicentro 23 chilometri a sud di Crucecita (Oaxaca), sulle coste di Huatulco. La Caritas fa presente che “la situazione attuale, in Oaxaca, è aggravata dall’emergenza sanitaria Covid-19 e dal confinamento”; inoltre, ci sono segnalazioni di incidenti dovuti ad alcuni conflitti, come quello accaduto nella comunità di San Mateo del Mar, dove c’è una chiusura temporanea della stessa, dopo l’uccisione di quindici persone. Dalla Caritas arriva l’invito alla generosità per aiutare le comunità colpite. (clicca qui)

Paesi Bassi: allentate restrizioni Covid-19, meno vincoli per le messe con i fedeli. Ma per ora non si può cantare in chiesa

Il governo dei Paesi Bassi ha allentato le restrizioni Covid-19, decisione che ha ricadute incoraggianti per la celebrazione della messa nelle comunità parrocchiali, annuncia oggi un comunicato della Conferenza episcopale. Era previsto che a partire dal 1° luglio un massimo di 100 persone potesse assistere alle funzioni, ma ora il limite salta “a determinate condizioni”: le persone devono prenotare il posto in anticipo, compilando un questionario sullo stato di salute, dopo di che viene loro assegnato il posto. Nelle chiese potranno entrare le persone in base allo spazio disponibile, fatta salva la distanza di un metro e mezzo tra l’uno e l’altro: ciò significa che in quelle grandi potranno esserci anche più di cento persone, in quelle piccole invece di meno. Invece, dice la nota della Conferenza episcopale, “l’indagine del governo sui rischi del cantare insieme non è ancora stata completata”, motivo per cui si continua come prima, a non cantare nemmeno in chiesa. Però il governo ha già annunciato che “presto i cori potranno esercitarsi ed esibirsi di nuovo, ma solo a determinate condizioni”. (clicca qui)

Strage Ustica: Bonfietti (Associazione parenti vittime), “vogliamo l’ultimo pezzo di verità”

“Chiedo un impegno più deciso, più forte e determinato. Chiedo una maggiore attenzione al governo del mio Paese, a livello diplomatico, per farsi consegnare anche l’ultimo pezzo di verità da parte dei Paesi che avevano aerei in volo, quella notte, in quel cielo. Sappiamo che il Dc9 è stato abbattuto, ma non sappiamo da chi. Quello che doveva avvenire in quella notte era indicibile”. Lo ha detto al Sir la presidente dell’Associazione dei parenti delle vittime, Daria Bonfietti, in prossimità del 40° anniversario della strage di Ustica, in cui persero la vita 81 persone. “Una battaglia lunghissima per la verità con difficoltà che abbiamo incontrato all’interno delle nostre istituzioni – ricorda –. Sono stati uomini dell’apparato dello Stato che hanno impedito per troppo tempo di fare progressi in questo cammino. La verità raccontata è stata di cedimento strutturale, ma nel ’99 con il recupero del relitto in fondo al mare il giudice priore ci consegna le reali cause: il Dc9 è stato abbattuto. E questo va ricordato negli anniversari”. (clicca qui)

Libertà di stampa: Viminale, crescono gli episodi di intimidazione e minaccia verso i giornalisti. Al 16 giugno sono 83

In base ai dati ad oggi disponibili, al 16 giugno, si contano 83 episodi di intimidazione e minaccia verso i giornalisti, con un trend di crescita rispetto agli anni 2018 e 2019, dove si sono registrati, rispettivamente, 73 e 87 atti intimidatori. Lo ha reso noto il Viminale, a seguito dell’incontro tenutosi in mattinata del Centro di coordinamento delle attività di monitoraggio, analisi e scambio permanente di informazioni sul fenomeno degli atti intimidatori nei confronti dei giornalisti. Gli episodi sono riconducibili a matrici e motivazioni di diversa natura, inquadrabili in macro aree di riferimento: atti provenienti da ambienti della criminalità organizzata (10 episodi nel 2020), atti riconducibili a motivazioni socio-politiche (37 episodi nel 2020) ed atti provenienti da altri contesti (36 episodi nel 2020). Nel 2018 e 2019 circa un quarto delle intimidazioni è pervenuta via social network (24% per il 2018 e 23,5% per il 2019), mentre per il periodo considerato dell’anno in corso il dato è notevolmente aumentato, attestandosi al 43%. Durante l’incontro, il ministro Luciana Lamorgese ha ribadito che “la libertà di stampa rappresenta un presidio fondante della nostra democrazia, che va preservato e difeso in tutti i territori”. (clicca qui)

Aree interne: vescovi metropolia Benevento da Mattarella. Mons. Accrocca, “dopo il Covid rischiamo di restare prostrati per terra. Necessario un progetto globale di rilancio”

“Siamo molto contenti. Il presidente si è disposto all’ascolto in maniera molto pacata, molto serena e molto sincera. Stavamo intorno a un tavolo ellittico: abbiamo potuto parlare tutti quanti, ascoltarci con serenità. Mattarella si è mostrato molto attento alla problematica riconoscendo l’importanza che la questione delle aree interne ha. Lo abbiamo invitato al secondo Forum degli amministratori campani (in data ancora da stabilirsi, ndr.): ha promesso che avrebbe riflettuto sulla nostra richiesta”. A raccontarlo al Sir è stato mons. Felice Accrocca, arcivescovo metropolita di Benevento, dopo l’incontro avuto oggi con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al Quirinale. All’udienza hanno partecipato i vescovi della metropolia beneventana, che l’anno scorso hanno prima sottoscritto il documento “Mezzanotte del Mezzogiorno? Lettera agli amministratori”, sul persistente e grave ritardo dello sviluppo delle cosiddette “aree interne”, e poi promosso il primo Forum degli amministratori campani. (clicca qui)

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